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“Sarà un grande sciopero generale che bloccherà l’Italia. I segnali sono ormai talmente forti che non abbiamo più dubbi: saranno milioni i lavoratori e le lavoratrici che si fermeranno. Non sono più solo i portuali, dai quali è partito l’appello alla lotta, ma è ormai un fiume in piena che attraversa la penisola e si prepara a sfociare in una enorme manifestazione di protesta lunedì 22 settembre”.
Lo scrive l’Unione Sindacale di Base sul proprio portale in merito allo sciopero generale per Gaza , contro la logistica di guerra e a sostegno della Global Sumud Flotilla previsto per lunedì 22 settembre. Oltre 50 le piazze previste da Nord a Sud del Paese: “C’è una ondata di indignazione che sta contagiando tutti ed anche quelli che fino a ieri continuavano a rimanere in silenzio ora devono far vedere che dicono e fanno qualcosa. Non importa, non ci curiamo di loro e dei loro ridicoli tentativi di rincorsa, lasciamo che il fiume li trascini nella direzione giusta” con riferimento ai presidi organizzati oggi dalla Cgil.
Molti porti saranno bloccati, il trasporto pubblico si fermerà, i ferrovieri saranno in sciopero. Ci saranno le fabbriche, la logistica, i settori pubblici, la scuola, i vigili del fuoco, il commercio, l’energia. “E poi ci saranno gli studenti, con la loro spinta e il loro entusiasmo. Saranno tantissimi e faranno la differenza. Per la Palestina libera dal fiume al mare, si urla in tutte le piazze. Con determinazione e responsabilità facciamo che questo fiume di indignazione diventi un mare. Rompiamo gli argini, blocchiamo tutto”.
Le considerazioni su Radio Onda d’Urto di Lorenzo Giustolisi, esecutivo nazionale confederale Usb Ascolta o scarica
CURAMI – Prima di tutto la salute è la trasmissione in onda il sabato mattina, dalle ore 12.00 alle 12.30, con Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia e Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledì alle ore 12.30.
Nella prima puntata di questa nuova stagione di di Curami – prima di tutto la salute andata in onda il 20 settembre 2025 ospiti Raed, e Antonella Savio, di “Sanitari per Gaza”. Il tema che si affronta è appunto quello di descrivere e raccontare l’importante esperienza di questo gruppo di sanitari impegnati in azioni di solidarietà con la popolazione palestinese vittima del genocidio israeliano.
Ascolta o scarica la puntata condotta in studio da Antonino Cimino. Ascolta o scarica
Manifestazione nella mattina di sabato 20 settembre 2025 a Milano all’interno della terza edizione di “Fake Week / Babele Milano” partita dalla Maura e giunta al Bosco Falck, promossa dal Comitato Difesa Bosco Falck che con altre numerose realtà promuovono quattro giorni di iniziative in concomitanza con la Green Week del Comune di Milano.
Una iniziativa che vuole denunciare le storture e le diseguaglianze prodotte dal cosiddetto “modello Milano” che favorisce solo grandi gruppi di potere economico-finanziario.
Dalla conclusione del corteo la corrispondenza di Andrea, nostro collaboratore da Milano, che intervista Luciano, uno dei manifestanti. Ascolta o scarica
La solidarietà internazionale alla popolazione palestinese vittima del genocidio israeliano continua ad espandersi e rafforzarsi: in vista dello sciopero generale per la Palestina di lunedì 22 settembre 2025 in Itali,a promosso da gran parte del sindacalismo di base, tre persone supportate da Ultima Generazione hanno iniziato il 20 settembre 2025, davanti alla Camera dei deputati in piazza Montecitorio a Roma, uno sciopero della fame ad oltranza per chiedere al governo Meloni di riconoscere ufficialmente il genocidio in corso in Palestina e di garantire protezione e ritorno in sicurezza ad attiviste ed attivisti della Global Sumud Flotilla.
Su Radio Onda d’Urto le voci di due delle tre persone in sciopero della fame. Ascolta o scarica
Per quanto riguarda la Global Sumud Flotilla, la navigazione prosegue dopo la partenza ieri da Capo Passero delle 49 imbarcazioni. Il diario di bordo di questo sabato 20 settembre dal nostro collaboratore Stefano Bertoldi, capitano di una delle imbarcazioni. Ascolta o scarica
Prenderà il via il 24 settembre presso il Pitoti Park di Capo di Ponte, la seconda edizione del MicoCosmo Festival, un’iniziativa dalla forte connotazione politica dedicata al regno dei funghi e alla condivisione di saperi e conoscenze.
Si tratta di un festival gratuito, accessibile a tuttə e interamente organizzato dal basso, nato “dalla passione e dall’impegno di una comunità che crede nella condivisione della conoscenza e nella valorizzazione del regno dei funghi, ma non solo”.
Tanti gli appuntamenti e le tematiche al centro di questa seconda edizione – in programma fino a domenica 28 settembre – tra laboratori, gite micologiche, musica e incontri in grado di intrecciare tematiche ambientali e di stretta attualità, come il genocidio in Palestina, a cui sarà dedicato l’incontro previsto venerdì 26 settembre, alle ore 16,30, dal titolo Genocidio, ecocidio e resistenza in Palestina, e che vedrà la partecipazione di Abeer (attivista palestinese), l’avv Ugo Giannangeli e i/le Giovani Palestinesi.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Chiara dell’associazione Micocosmo Aps, promotrice dell’iniziativa Ascolta o scarica
Oltre un milione di lavoratori e lavoratrici, giovani, studenti e studentesse, precari e precarie sono scesi in piazza giovedì 18 settembre 2025 in tutta la Francia – dando vita a oltre 250 manifestazioni – per la “giornata d’azione intersindacale”.
A Parigi e in altre grandi città francesi come Bordeaux, Marsiglia e Lione ci sono stati scontri con la polizia, che già dall’alba si è presentata in forze ai blocchi operai e studenteschi organizzati davanti ai depositi dei mezzi di trasporto pubblico, alle scuole e alle grandi piattaforme logistiche. Centinaia i manifestanti fermati durante le cariche.
La mobilitazione nazionale è arrivata soltanto una settimana dopo la giornata del 10 settembre. Anche in quell’occasione, centinaia di migliaia di persone erano scese nelle strade di tutto il Paese dietro la parola d’ordine “Bloquons tout” (“Blocchiamo tutto”). Le mobilitazioni si oppongono alla legge finanziaria, alla riforma delle pensioni e, in generale, all’intera politica economica fatta di austerity, tagli per decine di miliardi ai servizi pubblici come la sanità e la scuola, voluta dal presidente Emmanuel Macron e portata avanti prima dall’ex premier Bayrou (sfiduciato l0 scorso 8 settembre) e ora dal suo successore Lecornu.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, le considerazioni sulla giornata di lotta del 18 settembre 2025 in Francia con:
Alla General Frigo di Melzo un autista ha provato a sfondare un picchetto con un camion, mandando in ospedale un operaio. Il direttore della fabbrica ha aperto un cancello che solitamente non veniva usato, e “ha chiesto all’autista di andare avanti nonostante il picchetto”, denunciano i Si.Cobas, “senza nemmeno aspettare l’intervento delle forze dell’ordine”. L’operaio ha riportato una frattura, “ma poteva andare molto peggio”.
Da giorni sono in corso manifestazioni e picchetti, con il blocco di numerosi mezzi pesanti. I lavoratori delle società esterne che stanno effettuando i picchetti potrtebbero perdere dal 1 ottobre i diritti acquisiti, perché ci sarà un cambio di appalto. “Qua ci sono operai dal 1999 che potrebbero perdere gli scatti d’anzianità”, ha continuato Si Cobas. Sentiamo Alfred, rappresentante dei lavoratori alla General Frigo di MelzoAscolta o scarica
Appuntamento del venerdì con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana.
Oggi (venerdì 19 settembre 2025) abbiamo parlato delle migliaia di licenziamenti nel settore tecnologico; del costo delle catastrofi dovute al cambiamento climatico; del ribasso dei tassi deciso dalla Fed e infine delle mobilitazioni in Francia contro le politiche di tagli e austerità del governo Lecornu e di Macron.
Dalla Silicon Valley all’India, le big tech stanno licenziando centinaia di migliaia di persone. Dopo quasi un milione di assunzioni negli anni della pandemia, a partire dal 2022 i colossi del settore hanno licenziato centinaia di migliaia di addetti nel campo tecnologico. Nel 2025 sarebbero già a quota 130mila licenziamenti nel settore tech: di questo passo potrebbero superare i 242mila entro fine anno. Inizialmente si parlava di recessione o dello scoppio di una bolla, ma oggi pare proprio che uno dei motivi sia il ricorso crescente all’intelligenza artificiale.
Nel primo semestre del 2025, le catastrofi naturali dovute al cambiamento climatico hanno causato danni assicurati pari a 80 miliardi di dollari, secondo le stime preliminari dello Swiss Re Institute. Un dato che segna quasi il doppio rispetto alla media degli ultimi dieci anni e costituisce già oltre la metà delle previsioni per l’intero anno (150 miliardi di dollari). Secondo la Coalition for Disaster Resilient Infrastructure (Cdri), la perdita media annua di infrastrutture, compresi gli edifici, causata da calamità naturali in Africa ammonta a 12,7 miliardi di dollari. Il 70% dei danni è causato da inondazioni. Impatto sull’Italia nel 2025 è stato stimato in circa 12 miliardi di dollari, dovuti a eventi come ondate di calore, siccità e alluvioni.
Dopo nove mesi di stop la Federal Reserve taglia di tassi di interesse di 25 punti portandoli del 4,25% al 4%. Si tratta del primo ribasso nel 2025, dopo che la banca centrale Usa aveva abbassato il costo del denaro lo scorso dicembre. Dopo gli ultimi dati su inflazione e mercato del lavoro, secondo gli analisti, non c’erano praticamente dubbi che la Banca centrale avrebbe optato per un ribasso i tassi dello 0,25%.
Ieri un milione di persone in Francia ha partecipato allo sciopero generale promossa dai sindacati contro il piano di austerità riproposto dal nuovo governo di Lecornu. Seconda mobilitazione contro le politiche economiche di Macron, a questo punto come incideranno ?
Su tutto questo la rubrica del Prof. Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’ Università di Pavia.Ascolta o scarica
Mediterranean Shipping Company S.A., meglio nota con la sigla MSC, oggi è la prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale. Movimenta annualmente 27 milioni di TEU (misura standard nel trasporto marittimo che corrisponde alle dimensioni del container), ha più di 200.000 dipendenti, 675 uffici nel mondo, e trasporta merci su 300 rotte con 520 porti di scalo in 155 paesi; con una flotta dalla capacità di 6.716.575 TEU, gestisce il 20,6% del mercato mondiale, seguito dalla Maersk con il 14,1%.
La MSC fu fondata nel 1970 a Napoli come compagnia privata dall’armatore Gianluigi Aponte, quando comprò la sua prima nave. MSC Italia è presente in 13 porti italiani, ha 16 uffici e circa 600 dipendenti. Il trasporto marittimo è la principale modalità utilizzata per il trasporto internazionale di armi convenzionali.
Il coinvolgimento della MSC nella logistica di guerra negli ultimi anni, e in particolare nel genocidio in Palestina, è spiegato e ammesso candidamente da un articolo del 1° novembre 2023 del quotidiano israeliano “The Jerusalem Post”, media notoriamente vicino al partito di governo Likud, il cui presidente è Benjamin Netanyahu: “Il gigante delle spedizioni MSC Cargo continua a consegnare in Israele nonostante la guerra. La società annuncia che non imporrà sovrapprezzi di guerra o spese di sosta.”
Malgrado questa rivendicata e pubblica complicità di MSC nel sostegno a Israele, compreso il rifornimento di armi, la società è rimasta per lungo tempo fuori dai radar delle campagne di boicottaggio e di protesta del movimento pro Palestina, soprattutto in Italia. La prima azione di boicottaggio contro la complicità di MSC con Israele è avvenuta il 15 aprile 2024 nel porto di Walyalup/Freemantle in Australia, con un presidio davanti al quartier generale della MSC, organizzato da “Unionists for Palestine” (U4P).
Una successiva mobilitazione contro una nave MSC è avvenuta in Grecia il 14 giugno 2024. Il sindacato dei lavoratori dei moli del Pireo (ENEDEP) è entrato in azione, invitando i lavoratori del porto e tutti gli abitanti del Pireo a mobilitarsi per impedire alla nave di scaricare materiale bellico.
Il 12 giugno del 2025, BDS Movement ha segnalato due navi della MSC coinvolte nel trasferimento di materiale bellico verso Israele, la MSC Laura e la MSC Mombasa. Le due navi cargo della MSC operano sulla tratta marittima che tocca, tra gli altri, i porti di Amburgo in Germania, Anversa in Belgio e Ashdod in Israele – i cui terminal sono controllati tutti da MSC – che è stata potenziata a partire dall’agosto 2023 da MSC in “partnership con l’israeliana ZIM, nell’ambito di un accordo di condivisione delle navi.”
I Centri Sociali del Nord Est e ADL Cobas hanno lanciato la mobilitazione per bloccare il Porto di Venezia il 22 settembre, in occasione dello sciopero generale contro il genocidio che Israele sta commettendo a Gaza e in sostegno alla Global Sumud Flotilla. Lunedì 22 settembre appuntamento alle ore 10, Piazzale Giovannacci a Marghera. Da lì ci si muoverà verso il porto di Venezia.
Quali gli interessi economici che legano il Porto di Marghera alla logistica di guerra e al traffico di armi verso Israele? Lo abbiamo chiesto a Lorenzo Feltrin ricercatore UniVe. Si occupa di lavoro, ecologia politica e movimenti sociali. Ascolta o scarica
Si sono finalmente congiunte, nelle acque siciliane antistanti Capo Passero, le 42 imbarcazioni delle delegazioni spagnole, turche e italiane della Global Sumud Flotilla. La partenza è prevista in giornata. Lungo il cammino incontreranno 5 imbarcazioni della delegazione greca, che attendono nelle Isole Cicladi il passaggio della carovana marina solidale, contro il blocco criminale israeliano degli aiuti attuato almeno da marzo. Intanto continuano a scendere in piazza migliaia e migliaia di persone in solidarietà e sostegno alla resistenza palestinese, contro l’occupazione e il genocidio, per il diritto all’autodeterminazione.
Da una delle barche la corrispondenza con Stefano Bertoldi nostro collaboratore Ascolta o scarica
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