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Si è svolto questo pomeriggio alle ore 18 un flash mob davanti al carcere di Canton Mombello, a Brescia, in solidarietà con i detenuti palestinesi. Attivisti e attiviste di Sanitari per Gaza, Associazione di amicizia Italia Palestina e Palmed Italia chiedono la scarcerazione immediata di tutto il personale medico e sanitario rinchiuso nelle carceri israeliane, oltre che la liberazione di tutti i palestinesi detenuti ingiustamente da Israele.
In particolare l’attenzione si concentra sulla situazione riguardante il dottor Abu Safya e il direttore dell’ospedale di Gaza Kamal Adwan, detenuti illegalmente da Israele in condizioni disumane. Sono rinchiusi nel carcere israeliano di Ofer, vengono torturati e sono rinchiusi in isolamento.
Il collegamento con Marina Corti e Gabriele Pellegrini dei Sanitari per Gaza e con Alfredo Barcella dell’associazione di amicizia Italia Palestina. Ascolta o scarica
Per commentare i fatti recenti che riguardano la Siria e il Medio oriente abbiamo intervistato Davide Grasso, ricercatore in Sociologia politica al dipartimento di Culture, politica e società dell’Università di Torino e nostro collaboratore. Nei giorni scorsi, ha pubblicato un articolo su MicroMega a commento degli scontri e dei massacri a Suwayda, città a maggioranza drusa nel sud della Siria, e dei bombardamenti israeliani che hanno colpito a due passi dai palazzi governativi a Damasco.
“I fatti di Suwayda – scrive Davide Grasso – sono tanto più gravi, se osservati da occidente, poiché si inseriscono in un contesto di piena legittimazione statunitense ed europea alle forze che continuano a commettere questi crimini in Siria. Rappresentano l’ennesimo monito ai mezzi d’informazione e al pubblico italiani a non occuparsi di Siria unicamente in presenza di episodi di violenza, poiché questi ultimi risultano incomprensibili se l’informazione non segue l’evoluzione del paese in modo costante”. Proprio per questo gli abbiamo chiesto innanzitutto di inquadrare la situazione generale attuale nel Paese, prima di addentrarci in diverse questioni particolari.
Tra le questioni specifiche che abbiamo approfondito insieme al nostro collaboratore, siamo partiti dalle divisioni interne all’arcipelago islamista di cui fa parte Hayat Tahrir al Sham, il gruppo guidato da colui che a dicembre 2024 si è proclamato presidente, Ahmad Al-Sharaa. All’interno del fronte jihadista ci sono visioni diverse sulla Siria che verrà. Al-Sharaa ha dato dei segnali piuttosto chiari su quale sia la sua: Davide Grasso, nell’articolo e nell’intervista su Radio Onda d’Urto, ricorda la partecipazione di Al Sharaa al World Economic Forum di Davos, gli accordi per la ricostruzione o la costruzione di infrastrutture già siglati con diverse imprese turche, del Golfo, europee e statunitensi, la stretta di mano con Donald Trump. Una parte dei militanti jihadisti di Hts ha già dato vita a una scissione, passando all’opposizione. Anche in questo contesto si sono sviluppati gli scontri e i massacri sulla costa siriana a dicembre e in primavera, nelle aree popolate dalla popolazione alawita, e nel sud, nella città drusa di Suwayda, in queste settimane.
Durante gli scontri e le violenze a Suwayda, l’esercito israeliano ha bombardato la stessa città a maggioranza drusa, la città di Dar’a e il cuore della capitale siriana Damasco. In contemporanea, a Baku, Azerbaigian, si stavano però tenendo colloqui tra il governo siriano e quello israeliano. Usa, Turchia e monarchie del Golfo, Arabia Saudita in particolare, cercano una mediazione che – di fatto – porti anche la “nuova Siria” nell’orbita degli “accordi di Abramo”. A Davide Grasso abbiamo chiesto perché – a suo avviso – Israele bombarda la Siria mentre sta discutendo con Damasco di questa “normalizzazione” dei rapporti.
Nell’intervista, guardiamo infine all’altra sponda dell’Eufrate: l’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est ha celebrato nei giorni scorsi, il 19 luglio, il 13esimo anniversario della rivoluzione e l’inizio dell’autogoverno secondo il modello del confederalismo democratico. In questa fase sembra godere di una certa stabilità interna e soltanto pochi mesi fa ha dato prova della propria capacità di autodifesa, di difendersi dagli attacchi e tentativi di invasione, con la resistenza alla Diga di Tishreen, vicino Kobane.
Anche l’Amministrazione autonoma, così come le altre organizzazioni che fanno riferimento alle idee del leader del Pkk Abdullah Ocalan, ha deciso di aderire all’Appello per la pace e la società democratica e relativo processo di pace. Lo scorso marzo, ha firmato un cessate il fuoco con Damasco, un memorandum d’intesa in diversi punti sui quali trovare un accordo tramite il negoziato tuttora in corso. Nelle ultime settimane ci sono stati diversi incontri, con la mediazione in particolare di inviati statunitensi e francesi.
La nostra intervista a Davide Grasso, ricercatore in Sociologia politica al dipartimento di Culture, politica e società dell’Università di Torino e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
Via libera del Consiglio dei ministri al piano carceri 2025-2027, voluto e presentato nella giornata di ieri, martedì 22 luglio, dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Le intenzioni del governo sarebbero quelle di far fronte al problema del sovraffollamento – i cui tassi medi si attestano oggi attorno al 133% – liberando circa 15mila nuovi posti.
“L’unico modo per combattere il sovraffollamento è usare meno il carcere – aggiunge Marietti – Il carcere non può diventare l’ultima frontiera del welfare per rinchiudere tutte le forme di marginalità sociale, ma deve rivolgersi solamente a quei fatti criminosi di altro profilo che vanno a colpire realmente dei beni costituzionalmente protetti”.
Niente di nuovo, insomma, ma sono già molte le criticità e i dubbi che sorgono per questo nuovo piano carceri che, mentre crescono i tassi di suicidio dietre le sbarre, nella migliore delle ipotesi non entrerà in vigore prima di due anni.
Il commento a caldo di Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone Ascolta o scarica
Ieri 22 luglio, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, ha concluso l’accordo con RFI e Iricav 2, general contractor per la Alta Velocità/Alta Capacità Milano – Venezia. Un cantiere sul secondo lotto Tav nella tratta Verona – Padova doveva sorgere sul bosco Lanerossi, tuttavia verrà spostato altrove. Una prima vittoria per l’Assemblea dei boschi che resistono e per tutta la città, ma la mobilitazione non finisce. Infatti, le attiviste richiedono che il bosco Lanerossi diventi un’area pubblica e di conservazione della biodiversità. Nel frattempo, l’occupazione al bosco di Ca’ Alte prosegue.
Le considerazioni di Angela dell’Assemblea dei boschi di Vicenza Ascolta o scarica
Sabato 26 luglio è stato indetto uno sciopero nazionale di quattro ore dalle ore 13 alle ore 17 del comparto aereo. “Le aziende del comparto aereo-aeroportuale-indotto negano ai lavoratori anche i diritti minimi pur di tagliare gli stipendi, già erosi dall’inflazione e abbattuti da rinnovi a perdere che non garantiscono neppure il mantenimento del potere di acquisto dei salari” scrive in una nota la Cub Trasporti.
Proprio ieri un operaio di 64 anni, dipendente di una ditta in appalto, è deceduto precipitando dal tetto dell’aerostazione sul quale stava effettuando un intervento sull’impianto di condizionamento all’aeroporto di Fiumicino a Roma. Al centro della mobilitazione anche la questione della sicurezza.
A Orio al Serio (Bergamo) ci sara’ un presidio dalle 13 alle 15 dove oltre alla piattaforma nazionale si rimarca che “nessuna falla” non e’ proprio la risposta corretta al disastro che continua a succedere anche dopo il gravissimo fatto di poche settimane fa.
Stefano Bonomi Cub trasporti Bergamo Ascolta o scarica
“Dopo aver assistito al blocco da parte dei portuali del sindacato Enedep/Pame del Pireo allo scarico di acciaio destinato all’uso di guerra dalla nave Cosco Pisces diretta in Israele, abbiamo appreso che la stessa nave è diretta ai porti de La Spezia prima, dove è prevista arrivare il 25 luglio prossimo, e successivamente a Genova, per poi continuare il suo viaggio in altri porti del mediterraneo. Sulla base di queste informazioni disponibili, che oramai si poggiano su una rete di solidarietà tra portuali sempre più attiva in tutto il mediterraneo, stiamo monitorando costantemente le possibili attività della nave”.
Cosi’ i portuali genovesi che annunciano che nel caso ci dovessero essere attivita’ di scarico e carico di materiale bellico nei due porti liguri sara’ dichiarato immediatamente uno sciopero coerentemente con i principi del manifesto “Il lavoro ripudia la guerra”, preparato insieme a Ceing e sottoscritto in queste ore da molte associazioni, costituzionalisti, giuristi, avvocati ed esponenti di movimenti per la pace.
La mattina del 25 luglio saranno comunque in presidio davanti la sede del Comune di Genova alle ore 9.00 in via Garibaldi.: “Il nostro porto deve essere dichiarato off limits per le navi dirette o provenienti da Israele, affiancandoci in questa battaglia di pace e di civiltà contro il genocidio in Palestina, così come per qualsiasi altro luogo di guerra”.
Oramai, il ruolo dei porti nel nuovo contesto internazionale di folle riarmo e di guerra assume un rilievo sempre maggiore: per questo USB, affiliato al WFTU/FSM, ha lanciato per il 25 settembre prossimo a Genova l’assemblea internazionale delle sigle sindacali dei portuali europei che vogliono schierarsi contro la guerra. L’obiettivo è di consolidare la rete di solidarietà e lanciare la prima giornata di iniziativa internazionale dei portuali europei contro la guerra.
Ne parliamo con Jose’ Nivoi USB Porto di Genova Ascolta o scarica
Una manifestazione di massa a sostegno della Palestina si è svolta martedi 22 luglio nell’isola di Syros in Grecia in occasione dell’arrivo della nave da crociera CROWN IRIS che trasportava passeggeri israeliani.
La Grecia è una delle destinazioni turistiche preferite dagli israeliani, ci sono crociere e tour organizzati per i membri dell’IDF per trascorrere le vacanze in Grecia per riposarsi tra un massacro e l’altro. Da tempo residenti e visitatori dell’isola affermano che “i soldati dell’IDF, i coloni e i sostenitori della guerra e dell’occupazione della Palestina non sono i benvenuti sulla loro isola”. Denunciano inoltre il comportamento provocatorio dei turisti israeliani che sostengono il genocidio.
I manifestanti si sono radunati alle 11:00 del mattino al porto di Ermoupolis e hanno marciato verso l’area di Nissaki dove era previsto l’attracco della nave da crociera, gridando slogan a sostegno del popolo palestinese con l’obiettivo di impedire lo sbarco dei turisti e dei soldati dell’IDF.
Alcuni crocieristi sono scesi, provocando la folla ma sono stati respinti. Dopo due tentativi falliti di sbarcare persone a Syros, la nave da crociera Crown Iris ha lasciato il porto, tornando a Cipro.
Il racconto della giornalista Tonia Tsitsovits che riporta la testimonianza di una persona presente al porto Ascolta o scarica
Da Atene le valutazioni di Leonidas compagno attivo nel movimento greco di solidarieta’ con la Palestina Ascolta o scarica
Si è tenuto lunedi 21 luglio a Milano davanti al consolato tedesco un presidio per protestare contro la detenzione di Maja T., persona antifascista non binaria tedesca detenuta in Ungheria per aver partecipato, nel febbraio 2023, alle manifestazioni antifasciste contro il raduno neonazista della “giornata dell’onore” che si svolgeva a Budapest.
Il regime di Orban, per quelle mobilitazioni, sta perseguitando antifasciste e antifascisti di mezza Europa. Il presidio e le tante mobilitazioni in corso sullo stesso tema hanno come obiettivo quello di fare pressione sul governo tedesco perché si spenda per la sua liberazione. Denunciata inoltre la complicità delle istituzioni europee in questa spirale repressiva contro lx antifa, e letto le parole di Maja dal carcere.
Nel servizio Nic, di Free all antifas. Ascolta o scarica
Non è ancora una decisione definitiva ma l’orientamento della maggioranza in consiglio comunale a Brescia sulla raccolta dei rifiuti porta a porta integrale, è quello di mantenere lo status quo. La lista “Al lavoro con Brescia” denuncia delusa la mancanza di coraggio per intervenire su una questione sulla quale si parla da un decennio. Resteranno quindi i cassonetti nelle strade, anche se l’intenzione è quella di sostituirli con modelli che possano calcolare i conferimenti, in modo da poter calcolare una tassa personalizzata.
In un comunicato diffuso dalla lista “Al lavoro con Brescia” si sottolinea come la tassa sui rifiuti della città di Brescia sia una delle più economiche d’Italia. Diversi partiti della maggioranza Castelletti, tra cui il PD, avevano infatti agitato lo spauracchio di un aumento medio della tassa di 70 euro.
“La questione è però politica e necessita di un dibattito più ampio, che coinvolga associazioni, imprenditori, sindacati e consigli di quartiere”, come ha detto ai nostri microfoni Francesco Catalano, consigliere comunale di “Al lavoro con Brescia”. Ascolta o scarica
Il commento di Marino Ruzzenenti, consulente del Tavolo Basta Veleni Ascolta o scarica
Rifiuti: delusione per una occasione sprecata.
Di porta a porta integrale si discute da decenni.
Mattia Datteri
Francesco Catalano
Presidio in corso dalle ore 16 a Roma, davanti alla Camera dei deputati, in solidarietà alla popolazione palestinese e a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, già colpita da sanzioni statunitensi. La piazza è stata chiamata dall’associazione Sanitari per Gaza.
Il presidio continuerà almeno fino alle ore 20, ma potrebbe proseguire anche oltre. Dalle ore 14 infatti erano già presenti in piazza attivisti e attiviste dell’organizzazione Liberti cittadini per la Palestina, che intende restare a oltranza. L’azione di emergenza è stata convocata anche per chiedere lo sblocco immediato degli aiuti umanitari e la fine dell’assedio di Gaza.
In collegamento con noi dalla piazza romana Stefano Bertoldi, nostro collaboratore dalla capitale, che ci aggiorna anche sulla Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
L’intervista di Stefano Bertoldi a Paola Prestigiacomo di Sanitari per Gaza. Ascolta o scarica
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