News – Radio Onda d`Urto

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  • ECUADOR: MARLON VARGAS NUOVO PRESIDENTE DELLA CONAIE

    Dal 17 al 20 luglio si è svolto l’VIII Congresso della CONAIE, la Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador. Un evento politico molto importante per il paese.

    Circa 1.500 i delegati dei popoli e delle nazionalità della Costa, della Sierra e dell’Amazzonia che, attraverso il voto, hanno eletto il nuovo Consiglio di Governo. Dopo 3 giorni di intensi lavori presso il Centro d’Integrazione Internazionale dei popoli a Quito lo scrutinio, combattuto fino alla fine, ha sancito la vittoria di Marlon Vargas con 691 voti contro i 540 di Leonidas Iza.

    Ne abbiamo parlato con Davide Matrone, docente e ricercatore di analisi politica all’Università Politecnica Salesiana di Quito, capitale dell’ Ecuador. Blogger e politologo.Ascolta o scarica

    15 min
  • “LE TANTE MANI SULLA CITTA’. IL CASO MILANO”. INTERVISTA A EZIO LOCATELLI

    “Concordo con chi ha scritto nei giorni scorsi che le reazioni all’inchiesta di Milano sono una cartina di tornasole per decifrare la politica italiana, più precisamente per capire da che parte stanno i partiti dell’alternanza”.

    Inizia cosi’ uno scritto che Ezio Locatelli ex consigliere regionale, ex deputato e attualmente della Direzionale nazionale di Rifondazione Comunista ha inviato alla nostra redazione come presa di posizione nei confronti del “caso Milano”.

    Lo abbiamo intervistato Ascolta o scarica 

    Di seguito il suo intervento:

    Come abbiamo visto non c’è stata alcuna sostanziale presa di distanza o dissociazione da parte delle forze che siedono in Consiglio Comunale dal modello di sviluppo della città e neanche più di tanto, al di là di qualche siparietto per fare gioco politico, dall’operato del sindaco manager Sala che infatti rimane al suo posto. Si va avanti dopo aver pattuito le dimissioni di un assessore come se non ci fosse un problema di degenerazione di un intero sistema che sta dietro l’edificazione, la logica arbitraria che ne governa le linee di sviluppo.

    Ho ben presente le battaglie fatte in prima persona come Rifondazione Comunista in Consiglio regionale dalla seconda metà degli anni ’90 contro questa degenerazione. Dalla Lombardia e da Milano è partita la new wave dell’urbanistica italiana (è stato così anche per la sanità) che ha messo nel mirino ogni forma di pianificazione all’insegna di tutta una serie di parole d’ordine tratte dal glossario neoliberista: sussidiarietà, flessibilità, semplificazione. Detto in una parola: deregulation. Parole d’ordine che dopo essere state sbandierate della destra sono state via via in gran parte assunte dal centrosinistra. In base a questo indirizzo le città non sono più regolate da un disegno unitario ma diventano la somma di progetti presentati e attuati di volta in volta da grandi gruppi affaristici privati con un impatto sempre più violento in termini di cementificazione, di distruzione dell’ambiente sociale, di diseguaglianze, di costi altissimi per la comunità. Progetti affrontati e attuati con riunioni tra amministratori, funzionari, proprietari, investitori, progettisti senza troppo riguardo per il conflitto di interessi. Da qui il passo è breve per arrivare alla alterazione delle procedure di legittimità e trasparenza democratica.

    Ecco, i partiti che sono parte del sistema dell’alternanza, non solo a Milano, ma in tante città hanno finito per assumere la linea di politica economica e edilizia dettata dal blocco di forze legate alla speculazione finanziaria e immobiliare nell’assenza di qualsiasi politica abitativa degna di questo nome. Prioritario, per questi partiti (e la grande stampa), è fare della città un luogo di attrazione di capitali, è la riorganizzazione delle città come luoghi del massimo profitto e consumo, della espansione della rendita. E’ sintomatica la preoccupazione del Corriere della Sera: “L’inchiesta sulla gestione urbanistica frena a Milano il settore immobiliare che in dieci anni, da Expo 2015, ha raccolto investimenti per circa 35 miliardi di euro. Sono circa 150 i cantieri bloccati. Progetti per migliaia di metri quadrati che, se dovessero restare soltanto sulla carta, rischiano di frenare la rigenerazione urbana del capoluogo lombardo. Secondo uno studio di Scenari Immobiliari, sarebbero a rischio dodici miliardi di potenziali investimenti a cui si aggiungono altri 26 miliardi di euro di ricadute sul sistema economico milanese”. Più chiaro di così!

    Sul piano politico abbiamo visto le manifestazioni di “solidarietà e vicinanza” della segretaria nazionale del Pd Schlein, il sostegno “assoluto” del capogruppo regionale Majorino (lui contrario persino alle dimissioni dell’assessore alla rigenerazione urbana Tancredi) e di tutto il Pd a Sala. Una vergogna. Così come è significativa la difesa d’ufficio della Presidente del consiglio Meloni e dagli esponenti di primo piano della destra nazionale. Una doppia vergogna. Più che una professione di garantismo una dimostrazione di ossequio al modello liberista di città capitalista. Un modello gestito con poche varianti politiche che è incompatibile con qualsiasi diritto alla città. Se si vuole affermare il diritto alla città per tutte e tutti diventa essenziale ritrovare a capacità di stare dentro le diverse forme del disagio sociale e della conflittualità urbana di contro a un sistema improntato in maniera biparstisan a fare gli interessi di una ristretta cerchia del denaro e del potere.

    10 min
  • MIGRANTI: SEI MILITARI A PROCESSO PER IL NAUFRAGIO DI CUTRO. L’ACCUSA È DI NAUFRAGIO COLPOSO E OMICIDIO COLPOSO PLURIMO

    Sono stati rinviati a giudizio i sei militari, quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera, indagati per il naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in cui, la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minorenni e diversi dispersi.

    Il prossimo 14 gennaio, quando inizierà il processo di primo grado che dovrà accertare le eventuali responsabilità di sei militari italiani per il tragico affondamento del caicco Summer Love a Steccato, ai militari vengono contestati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione alla mancata attivazione del Sar, il Piano per la ricerca ed il salvataggio in mare.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Human. Ascolta o scarica.

    7 min
  • MILANO: DOPO L’INTERVENTO DI SALA IN CONSIGLIO COMUNALE, TUTTO RESTA COME PRIMA

    Lunedì è stato il giorno del discorso del sindaco di Milano Giuseppe Sala in consiglio comunale e delle dimissioni dell’assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi. Entrambi sono indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sull’urbanistica, per il secondo sono stati anche chiesti gli arresti, una richiesta motivata anche dal fatto che se fosse rimasto al suo posto Tancredi avrebbe potuto inquinare le prove.

    In consiglio comunale la maggioranza a sostegno di Sala è stata confermata, in particolare dal Partito Democratico. Il consigliere comunale dei Verdi Carlo Monguzzi, molto critico in questi mesi sulle speculazioni e sulla direzione presa dall’amministrazione comunale, non ha potuto intervenire, perché il suo tempo è stato “rubato” dai suoi colleghi nel gruppo consigliare che hanno esaurito tutto quello a disposizione anziché spartirlo equamente. Ascoltiamolo ai microfoni Ascolta o scarica

    Nel frattempo, fuori dall’aula del consiglio comunale, bloccato la manifestazione con decine di esponenti di Cambiare Rotta, Potere al Popolo, Cub, Rifondazione comunista che avrebbero voluto entrare in consiglio comunale.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, le considerazioni sul discorso di Sala e le dimissioni di Tancredi anche da un compagno del collettivo Off Topic Ascolta o scarica

    10 min
  • CITTÀ DEL MESSICO IN PIAZZA CONTRO LA GENTRIFICAZIONE: PREZZI ALLE STELLE E SPECULAZIONE, MENTRE IL GOVERNO INVESTE NEL LUSSO

    Nuova protesta dei residenti nella giornata di domenica 20 luglio a Città del Messico, contro la gentrificazione dilagante che sta sfrattando la popolazione locale e limitando l’accesso agli alloggi per le persone a basso reddito.

    È stata la seconda manifestazione di questo tipo nel solo mese di luglio. Il corteo ha percorso Avenida Insurgentes scortato da una massiccia presenza della polizia. I manifestanti chiedono la fine delle costruzioni di lusso finanziate dal governo e lo stop all’incremento degli affitti, attribuito all’aumento del turismo di massa e all’afflusso dei cosiddetti “nomadi digitali”.

    L’analisi del nostro collaboratore Andrea Cegna, nostro collaboratore da poco rientrato dal Messico e autore della newsletter Il Finestrino. Ascolta o scarica

    16 min
  • LA CONSULTA RICONOSCE IL CONGEDO GENITORIALE ALLE COPPIE DI DONNE

    La Corte costituzionale riconosce il diritto al congedo genitoriale anche nelle coppie formate da due donne. Prima della sentenza di oggi, soltanto il padre di una coppia etero aveva diritto al congedo di dieci giorni pagato dall’Inps.

    Gli ermellini hanno infatti stabilito l’illegittimità dell’articolo 27-bis del decreto legislativo 151 del 2001, quello cioè che non riconosce il congedo obbligatorio a una lavoratrice, genitore intenzionale in una coppia di donne che risultano genitori nei registri dello stato civile.

    La questione era stata sollevata dalla Corte d’appello di Brescia, che aveva ritenuto discriminatoria la legge, la quale consentiva soltanto al padre di fruire del congedo di paternità obbligatorio, pari a 10 giorni di astensione dal lavoro retribuiti al 100%, escludendo, quindi, dal beneficio la “seconda madre”, nel caso in cui la coppia di genitori sia formata da due donne riconosciute entrambe, perché iscritte nei registri dello stato civile, come madri dallo Stato italiano.

    Il commento di Angelo Schillaci, docente di Diritto pubblico comparato all’Università La Sapienza di Roma. Ascolta o scarica

    7 min
  • VAL DI SUSA: SI E’ SVOLTO NEL FINE SETTIMANA IL CAMPEGGIO DI LOTTA NO TAV ORGANIZZATO DAGLI STUDENTI

    Posto di fronte al cantiere che dovrebbe ospitare montagne di smarino proveniente dagli scavi del tunnel di base, a Traduerivi è nato il nuovo Presidio No Tav.

    Proprio in Val di Susa si è svolto nel fine settimana il Campeggio di lotta No Tav. Dal 18 al 21 luglio si è svolto un campeggio di lotta giovanile “per ribadire la nostra opposizione trentennale a un progetto inutile e dannoso che oggi si va configurando sempre più nella sua brutalità”. Diverse le azioni di lotta dirette al cantiere oltre che momenti di socialita’, incontri e dibattiti.

    Ci racconta la tre giorni Palmi del KSA Torino Ascolta o scarica

    4 min
  • MILANO: GIUSEPPE SALA NON SI DIMETTE. PRESIDIO A PALAZZO MARINO OGGI ALLE 16

    Oggi è il giorno di Sala. Il Sindaco di Milano, indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica che sta scuotendo il capoluogo lombardo, interverrà oggi in Consiglio Comunale per ribadire la sua estraneità ai fatti. La sua idea, sostenuto in questo dal Partito Democratico, è quella di proseguire il mandato fino al 2027. Si ferma invece la corsa politica di Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione Urbana per cui la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Tancredi ha già pronta una lettera di dimissioni, che dovrebbe consegnare oggi.

    Il commento di Gabriele Mariani, architetto e ingegnere, portavoce di Milano in Comune.Ascolta o scarica

    Mentre nel Palazzo si consumerà l’ennesimo teatrino politico, fuori dalle 16 si svolgerà un presidio organizzato da Milano Città Pubblica, rete di realtà che si battono contro la devastazione ambientale e contro la speculazione edilizia e che raccoglie al suo interno collettivi come Off Topic e forze politiche come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, PCI.

    9 min
  • GENOVA: CENTINAIA DI PERSONE IN PIAZZA ALIMONDA IN RICORDO DI CARLO GIULIANI

    Ventiquattro anni fa, a Genova, si tenevano in questi giorni le mobilitazioni contro il G8. Centinaia di migliaia di persone da tutta Europa e da tutto il mondo, raccolte nel “movimento dei movimenti”, per contestare la gestione neoliberale della globalizzazione e ribadire che “un altro mondo è possibile”, senza sfruttamento, oppressione, razzismo, patriarcato.

    Il G8 di Genova è passato alla storia per la mole e la radicalità delle proteste, oltre che per la sua capacità di previsione, ma anche, purtroppo, per il livello “cileno” della sua repressione, “la più grande violazione dei diritti umani in un paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale” secondo Amnesty International.

    Oltre alle cariche selvagge, ai caroselli, ai gas CS, alle cacce all’uomo e a tutto quanto di peggio possano offrire la scienza poliziesca e quella militare, quella repressione fu responsabile della mattanza della scuola Diaz, delle torture alla caserma Bolzaneto e dell’omicidio di Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio 2001 alle 17.27 in piazza Alimonda, prima colpito da un proiettile sparato dall’interno di un mezzo blindato dei carabinieri dall’agente Mario Placanica e poi schiacciato più volte dallo stesso mezzo blindato intento a fare manovra e a dileguarsi.

    Ieri, come ogni 20 luglio dal 2001, in piazza Alimonda a Genova centinaia di compagne e compagni si sono ritrovati per ricordare Carlo e i giorni del G8 del 2001.

    Da Piazza Alimonda il racconto di Luciano Muhlbauer, nostro collaboratore. Ascolta o scarica

    8 min
  • SIRIA: “GLI EQUILIBRI INTERNI NON TENGONO. MIRE ESPANSIONISTICHE SUL PAESE DI ISRAELE, TURCHIA E ARABIA SAUDITA”

    “Quello che sta accadendo forse mette in discussione questa idea che Al Shara’ possa essere la persona in grado di governare tutte queste tensioni e questi scossoni presenti nel paese.” I combattenti islamici siriani  dei clan beduini ieri hanno promesso di riprendere gli scontri armati contro i miliziani drusi a Sweida se  il leader dei drusi Al-Hijri non rispetterà l’accordo di cessate il fuoco che ha posto fine ai combattimenti che hanno causato centinaia di morti nei giorni scorsi. Il professor Francesco Mazzucotelli che insegna  Storia E Cultura Del Medio Oriente presso l’Universita’ di Pavia interpellato da Radio Onda d’urto si chiede “quanto l’attuale leader di Damasco sia in grado di controllare i suoi stessi ex seguaci, i suoi gruppi  e soprattutto -riguardo alle minoranze religiose presenti nel paese, i drusi ma anche gli alawiti della costa occidentale – il punto è se la leadership di Damasco sia in grado di controllare gli elementi più estremi per evitare che ci siano regolamenti di conti e di vendette che rischiano di aprire fratture ancora più profonde da un punto di vista confessionale in un paese mosaico che ha sofferto terribilmente nel corso degli utlimi 10 anni.”

    Come si inseriscono in questo contesto gli attacchi israeliani in Siria avvenuti i giorni scorsi? Che motivazioni hanno e quali obiettivi perseguono? “E’ chiaro che il disegno sia quello di una espansione della presenza militare israeliana nel sud-ovest della Siria, espansione iniziata ben prima degli avvenimenti dell’ultima settimana e che si è tradotta praticamente in una estensione di quella che era già l’occupazione militare israeliana nelle alture del Golan, presenza aumentata con più territorio controllato.” Anche per il professor Mazzucotelli oggi la Siria è diventata una sorta di laboratorio  per un disegno di spartizione regionale:  “Israele, Turchia, Arabia Saudita si spartiscono, o vorrebbero farlo, il paese e le vicende di queste settimane stanno dentro questo tentativo di accrescere e consolidare le proprie aree di interesse in Siria.”

    L’intervista al prof. Francesco Mazzucotelli docente di Storia e Cultura del Medio Oriente all’Universita’ di Pavia Ascolta o scarica

    14 min

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