News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • IRAN: AUMENTA LA REPRESSIONE INTERNA, DECINE DI ARRESTI E CONDANNE A MORTE. ESPULSI MIGLIAIA DI IMMIGRATI AFGANI

    In questi primi giorni di luglio nel paese c’è stata un’ondata di arresti e condanne a morte che hanno colpito anche i giovani di Ekbatan, mobilitati contro il regime islamico soprattutto nella rivolta “donna vita libertà” scoppiata dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022. Decine le condanne a morte nei confronti degli oppositori politici.

    Il regime iraniano ha anche accelerato le deportazioni dei migranti afghani, considerati una minaccia alla stabilità economica e alla sicurezza interna del paese.

    Si tratta di almeno cinquecentomila persone rispedite a casa da inizio giugno, attraverso le province afgane di Herat e di Nimruz. Ma dall’inizio dell’anno, si tratta invece di un milione e trecentomila afgani espulsi senza complimenti e con accuse assurde come quella di essere “collusi col nemico sionista” o di fornire informazioni a Israele.

    Il servizio con Ghazal, dell’Associazione Giovani Iraniani Residenti in Italia. Ascolta o scarica

    13 min
  • MEDIO ORIENTE: STRAGE SENZA FINE A GAZA. 27 LE VITTIME SOLO QUESTA MATTINA. IERI 100 PERSONE UCCISE MENTRE ERANO IN FILA PER CIBO E ACQUA

    Strage senza fine a Gaza. Sono 27 le vittime palestinesi dall’alba di oggi, uccise dai soldati dell’esercito israeliano. I carri armati di Tel Aviv sono entrati nel sud e nell’est della città di Deir-al-Balah, dove sono state colpite decine di case e tre moschee. L’esercito di Tel Aviv sta colpendo questa zona da terra e anche dal cielo, tramite l’uso di droni e bombardamenti aerei. Presa di mira anche una scuola. Si tratta, secondo l’Onu, dell’ennesimo “colpo devastante” alla popolazione palestinese.

    Ad Al-Mawasi i soldati israeliani hanno invece preso di mira una tenda, con una famiglia di 5 persone all’interno, mentre a Jabalia, nel nord della Striscia, altre due persone sono state colpite. Solo ieri quasi 100 persone erano state uccise dai soldati dell’Idf mentre si trovavano in coda per provare a recuperare del cibo. A queste vittime vanno aggiunte le persone che ogni giorno muiono di fame, 19 solo nelle ultime 24 ore. Presa di mira anche una scuola.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme, direttore di Pagine Esteri e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.

    Sul piano della solidarietà internazionale da segnalare la partenza dal Salento di Handala, nave di Freedom Flottila Italia diretta a Gaza e intenzionata a rompere l’assedio via mare.

    Il servizio con Antonio Mazzeo, dalla nave Handala.Ascolta o scarica

    In Scozia invece oggi è prevista l’udienza per le tre attiviste incriminate in base al Terrorism Act per avere lanciato un furgone contro la recinzione dello stabilimento di armi di Leonardo a Edimburgo.

    L’azione era avvenuta lo scorso 15 luglio, rivendicata dal gruppo “Shut Down Leonardo” per denunciare la produzione di sistemi di puntamento per gli F-35 israeliani. Dopo l’azione, la polizia ha aperto un’indagine per terrorismo. Attese manifestazioni di solidarietà.

    4 min
  • SLOVENIA: VIETATO L’INGRESSO NEL PAESE AI MINISTRI DI ESTREMA DESTRA DEL GOVERNO ISRAELIANO

    La Slovenia ha annunciato giovedi scorso che vieterà l’ingresso nel Paese a due ministri israeliani di estrema destra, in quella che viene definita una novità assoluta nell’Unione Europea. Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, partner chiave della coalizione del Primo Ministro Benyamin Netanyahu, saranno dichiarati “persone non grate”, ha affermato il governo sloveno in una nota, accusandoli di incitamento a “violenza estrema e gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi” con “le loro dichiarazioni genocide”.

    La ministra slovena degli Esteri, Tanja Fajon, ha spiegato che la decisione è un tentativo per esercitare pressione sull’esecutivo israeliano, dopo l’incontro di martedì scorso dei ministri degli Esteri dell’Ue in cui non si è raggiunto alcun accordo a riguardo. Il primo ministro sloveno, Robert Golob, aveva infatti annunciato che Lubiana avrebbe agito in solitaria se non si fosse raggiunto un accordo a livello comunitario.

    Sanzioni contro Ben-Gvir e Smotrič sono già state adottate a metà giugno da Canada, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito e Norvegia, anche se nella dichiarazione congiunta dei cinque Paesi viene menzionato l’incitamento alla violenza contro i palestinesi in Cisgiordania, senza però citare Gaza.

    Il commento di Massimo Moratti, corrispondente di Osservatorio Balcani-Caucaso-Transeuropa. Ascolta o scarica

    2 min
  • OPEN-ARMS: LA PROCURA DI PALERMO PRESENTA RICORSO IN CASSAZIONE CONTRO L’ASSOLUZIONE DI SALVINI

    La Procura di Palermo ha deciso di presentare ricorso direttamente in Cassazione, e non in appello, contro l’assoluzione di Matteo Salvini nel “processo Open Arms“. Il leader della Lega, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno (oggi ministro delle Infrastrutture e vice-premier), era accusato di sequestro di persona plurimo per aver impedito – nell’agosto 2019 – lo sbarco di 147 migranti che si trovavano a bordo della nave dell’ong Open Arms dopo essere stati soccorsi nel mar Mediterraneo centrale. Il 20 dicembre 2024, il Tribunale di Palermo aveva deciso per l’assoluzione di Salvini.

    Secondo la Procura palerminatana, però, la sentenza ha riconosciuto i fatti contestati – l’avere trattenuto a bordo i migranti illecitamente – sbagliando però l’interpretazione delle leggi e delle convenzioni internazionali: secondo l’accusa, insomma, i giudici sbagliano nell’interpretazione della normativa.

    A suffragio della tesi della Procura, a febbraio 2025 il Ministero dell’Interno è stato condannato per un caso analogo, quello della nave Diciotti a cui le autorità italiane avevano negato lo sbarco.

    Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuto Arturo Salerni, avvocato della Open Arms, parte civile nel processo che vede imputato Salvini. Ascolta o scarica.

    4 min
  • LEVANTE: APPROFONDIMENTO SULLA SITUAZIONE POLITICA IN BANGLADESH A UN ANNO DALLA RIVOLTA DEL LUGLIO 2024. INTERVISTA A ROMANE CAUQUI

    Levante: la puntata di luglio 2025 dell’approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto sull’Asia orientale, in onda all’interno di “C’è Crisi”, trasmissione dedicata agli scenari internazionali in onda ogni giovedì dalle ore 20 alle ore 21.

    In collegamento Dario Di Conzo, collaboratore di Radio Onda d’Urto, co-curatore di “Levante”, assegnista di ricerca alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto all’Università Orientale di Napoli, e Romane Cauqui, dottoranda in Scienze politiche e sociali alla Scuola Normale Superiore, dove si occupa di condizioni di lavoro nel settore dell’abbigliamento nelle catene di produzione globali in Bangladesh e in Turchia. Romane Cauqui si è collegata con noi direttamente da Dacca.

    Con Romane Cauqui abbiamo parlato della storia recente e dell’attualità del Bangladesh, dove la ricercatrice si trova in questo momento proprio per condurre il proprio studio. In un primo momento le abbiamo chiesto una panoramica sulla realtà di questo paese del quale si sente parlare poco sui media alle nostre latitudini.

    L’estate scorsa, nel luglio 2024, il Paese è stato attraversato da un’ondata di proteste e mobilitazioni di massa contro il governo. Le manifestazioni, guidate dagli studenti, sono scoppiate in un primo momento per protestare prima contro un sistema di quote nei concorsi pubblici. Una repressione violenta da parte delle autorità ha però contribuito a trasformare la mobilitazione in un movimento nazionale contro l’autoritarismo. Il 5 agosto 2024, la prima ministra Sheikh Hasina, al potere da oltre 15 anni, ha lasciato il Paese. Questi eventi hanno aperto un nuovo capitolo nella vita politica del Bangladesh, che a distanza di un anno si sta ancora definendo.

    Da un anno, al potere c’è un governo provvisorio guidato da Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace e figura di spicco dell’opposizione ad Hasina. Il governo di transizione è incaricato di portare a termine alcune riforme strutturali e di creare delle commissioni tematiche (sul lavoro, sulle questioni di genere, sulla riforma strutturale). Il lavoro dell’esecutivo risulta però molto lento e sta ricevendo critiche da tutte le forze politiche. In generale, si registra una forte frammentazione politica e, mentre si preparano le celebrazioni del primo anniversario della rivolta dell’estate 2024, tensioni e violenze tra gruppi e fazioni politiche diverse sono in aumento.

    La puntata di luglio 2025 di “Levante” su Radio Onda d’Urto con Dario Di Conzo e Romane Cauqui, dedicata alla situazione politica in Bangladesh. Ascolta o scarica.

    26 min
  • MILANO: INCHIESTA URBANISTICA, SONO 74 GLI INDAGATI. COLLETTIVO OFF TOPIC: “ACQUISTA CENTRALITA’ LA BATTAGLIA CONTRO I GIOCHI 2026”

    Il sindaco di Milano Giuseppe Sala non si è presentato ieri in consiglio comunale a Milano. Ha pero’ annunciato la sua presenza lunedi il primo cittadino, indagato con altre 73 persone per lo scandalo urbanistica che coinvolge il Comune del capoluogo lombardo.

    Sembra comunque certo che non abbia intenzione di dimettersi. Ha ottenuto l’appoggio sostanziale di pressoché tutta la sua maggioranza, sebbene con sfumature differenti tra i cosiddetti fedelissimi (Azione, Italia Viva e Pd) e i critici del modello di città che le inchieste sull’urbanistica hanno mostrato (Verdi, gruppo misto).

    Quasi certo, invece, il passo indietro di Giancarlo Tancredi, assessore alla rigenerazione urbana, indagato anche per un episodio di corruzione: secondo i pm, in particolare, avrebbe contribuito a un accordo corruttivo tra l’architetto Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione paesaggio, riconfermato in quel ruolo anche a inchieste sull’urbanistica già avviate, e l’imprenditore di J+S Federico Pella.

    Sulla vicenda è intervenuto il Collettivo Off Topic con un lungo comunicato: “Proviamo a muovere alcune considerazioni strettamente politiche, senza annunciare la “fine del dopo-Expo” o del modello Milano, perché ciò a cui stiamo assistendo è un colpo all’attuale sistema di potere, ma è troppo presto per dire se ne saranno intaccate alla base le sue premesse estrattiviste e privatizzatrici.

    (…) L’attuale inchiesta, infatti, non comprende tutto l’insieme delle operazioni che hanno rappresentato e tuttora costellano quella “incontrollata espansione urbanistica” con cui la procura meneghina sintetizza il risultato della prassi corruttiva teorizzata dall’accusa. Proprio il fatto che l’attuale terremoto parta dai tribunali e non dalle piazze o dai movimenti – sebbene sia ampio e variegato il fronte sociale e politico che, da sinistra e dal basso, denuncia da anni un governo della città indesiderabile per i più e appetibile per pochissimi – rischia di trasformare un’occasione di riappropriazione collettiva del territorio metropolitano in una ridefinizione di poteri.

    “Ma a noi non interessa cambiare i sovrani del mattone e i loro servitori: noi vogliamo abbatterlo quel potere. Sta a noi – a movimenti, comitati, sindacati inquilini e abitanti – dunque, rendere questa crepa una voragine. Crediamo invece sia molto più importante sfruttare lo spazio aperto dal terremoto giudiziario per chiedere e ottenere una moratoria completa ai molti progetti inaccettabili che gravano sulla città”.

    L’analisi di Elio Catania del Collettivo Off Topic  Ascolta o scarica

    Aprire voragini – Sul terremoto dell’urbanistica a Milano – Off Topic

    0 min
  • FORMAZIONE: SUPERARE LA “CONCEZIONE PUNITIVA E REPRESSIVA” DELLA SCUOLA, DIBATTITO A TRE VOCI

    Torniamo a scuola, torniamo sul caso sollevato anche da Enea Zanoglio, oramai ex studente del liceo Bagatta di Desenzano del Garda, provincia di Brescia, che ha raccontato a Radio Onda d’Urto le ragioni del suo boicottaggio dell’esame orale alla maturità, conseguendo comunque il diploma. A settembre si iscriverà all’università.

    Enea Zanoglio, studente modello, media dell’8, impegnato politicamente nel Collettivo Gardesano Autonomo e nel Fronte della Gioventu Comunista, ci aveva raccontato come l’esame di maturità rappresentasse l’emblema di una “concezione punitiva e repressiva” del sistema scolastico.

    Enea ha criticato l’impostazione del sistema di istruzione che ha definito “ottocentesco”, puntando il dito non solo contro l’attuale ministro ma anche contro chi lo ha preceduto, a destra e a sinistra.

    Torniamo quindi sulla notizia e allarghiamo il dibattito ad alcuni collettivi che hanno preso posizione sull’argomento e che da anni ragionano e mettono in campo azioni volte a migliorare la scuola.

    Un dibattito radiofonico a tre voci, in collegamento con noi:

    Maurizio Pe, studente al liceo Virgilio di Milano e compagno di Enea nel Fronte della Gioventù Comunista.

    Matilde Zanardelli del Collettivo Onda Studentesca.

    Lucia Dante del Collettivo di insegnanti Assenze Ingiustificate.

    La trasmissione completa (30 minuti). Ascolta o scarica

    33 min
  • BOLOGNA: INDAGATO IL COMMISSARIO DELLA QUESTURA CHE ORDINO’ LA PERQUISIZIONE CORPORALE DI UN ‘ATTIVISTA DI EXTINCTION REBELLION

    Martedì scorso il GIP di Bologna ha depositato l’ordinanza con cui chiede l’iscrizione nel registro degli indagati del sostituto commissario che ordinò la perquisizione corporale completa di una delle attiviste di Extinction Rebellion in seguito a una manifestazione nonviolenta a Palazzo d’Accursio a Bologna. Il giudice sottolinea come “la perquisizione di cui si tratta deve ritenersi eseguita fuori dai casi previsti dalla legge; e comunque con modalità tali da renderla abusiva”.

    “In uno stato democratico non può esserci spazio per una gestione dell’ordine pubblico basata su abusi e intimidazioni, sempre più frequenti nelle Questure e nelle piazze italiane per ordine del Governo”.

    Il commento di Annalisa di Extinction Rebellion.Ascolta o scarica

    4 min
  • CIAO TITTA! IL RICORDO DI TITTA COLLEONI, MUSICISTA, AMICO E COMPAGNO DI VIAGGIO DI RADIO ONDA D’URTO

    Ci ha lasciato Titta Colleoni. Innamorato della musica, è stato un faro della scena beat italiana, psichedelica, prog…e non solo, oltre che amico e compagno di viaggio di Radio Onda d’Urto.

    Titta ha condiviso il palco e lo studio, oltre che con i “suoi” Perdio, con artisti come Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Area, Pfm, Franco Battiato, Robert Wyatt, Banco del Mutuo Soccorso…

    Su Radio Onda d’Urto ha condotto per 10 anni, e fino a pochissime settimane fa, Casa Titta, assieme al nostro Jean Luc Stote.

    Titta ha anche imperversato, con il suo entusiasmo, la sua competenza e la sua grande umanità, anche nel nostro Acquario, lo studio esterno, contribuendo ad animare tante edizioni della Festa di Radio Onda d’Urto.

    Lo ricorderemo sicuramente nel modo migliore durante l’imminente edizione della Festa di Radio Onda d’Urto in calendario dal 6 al 23 agosto a Brescia, in particolare la prima sera con i suoi storici amici Punkreas, in concerto mercoledì 6 agosto.

    Intanto ci stringiamo attorno a famigliari, compagni e amici, che ti hanno voluto bene..come noi.

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    Si può fare l’ultimo saluto a Titta presso l’abitazione di via delle Valli 764 in Calusco d’Adda (orario delle visite 10:00-12:00, 15:00-20:00).

    I funerali si terranno sabato 19 luglio alle ore 15 presso il Tempio Crematorio di Bergamo. Dopo la cerimonia Titta Colleoni verrà accompagnato al cimitero di Suisio.

    “Vola, spirito libero, sulle ali della musica che tanto hai amato”

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    Di seguito la puntata speciale della Compagnia dei gatti neri, trasmissione musicale del mattino condotta da Jean Luc Stote, dedicata questo venerdì 18 luglio a Titta Colleoni. Ascolta o scarica.

    Jean Luc Stote e Titta Colleoni presso l’Acquario alla Festa di Radio Onda d’Urto
    53 min
  • NAPOLI: “BASTA REPRESSIONE PER CHI SI MOBILITA CONTRO GUERRA E GENOCIDIO”. AVVISI DI GARANZIA NEI CONFRONTI DI ATTIVISTI DEI MOVIMENTI

    Nove avvisi di apertura d’indagini per le giornate del 15, del 26 e del 27 maggio, probabilmente altri in arrivo. È il bilancio provvisorio che arriva da alcuni movimenti napoletani che da sempre si organizzano contro il genocidio in Palestina e le guerre ad ogni latitudine. “Un attacco vile, prevedibile con i tempi che corrono ma non per questo meno odioso. I tutori dell’ordine stanno guardando dalla parte sbagliata: tra di noi troveranno solo attivisti, lavoratori, studenti, persone che lottano. I veri criminali stanno al governo”, è quanto si legge in una nota pubblicata da Mezzocannone Occupato, tra i destinatari delle ipotesi di reato notificate a casa degli attivisti dalle prime ore del mattino di martedì.

    “Non ci sfugge – continuano – la natura grottescamente intimidatoria di questa iniziativa della questura che comunque non otterrà l’effetto sperato. Non abbiamo paura, sappiamo in che mondo ci muoviamo, sappiamo cosa c’è scritto nel nuovo decreto sicurezza che pure abbiamo combattuto con tutte le nostre forze. Non ci facciamo intimidire . Abbiamo piuttosto necessità di stare dalla parte giusta della storia.”

    Oggi, venerdì 18 luglio alle ore 10.30 in piazza San Domenico, è stata convocata una conferenza stampa.

    Davide Dioguardi Laboratorio Insurgencia di Napoli Ascolta o scarica 

    COMUNICATO STAMPA 

    Si è tenuta stamattina la conferenza stampa indetta dagli attivisti del centro sociale Mezzocannone Occupato, supportata anche da altri movimenti napoletani.

    “Da tempo denunciamo le tendenze autoritarie che si stanno consumando nel nostro paese: ne sono una prova le aperture d’indagini che stanno arrivando da martedì, ne è una prova l’irrespirabile clima da stato di Polizia favorito dal governo Meloni, così Davide Dioguardi, della Rete A Pieno regime Napoli.
    “Cos’è successo a Napoli il 15 ed il 27 maggio scorsi? Una cosa molto semplice: Napoli – che è città di pace ma tutt’altro che pacificata – non ha permesso né alla squadra Israeliana partecipante al giro d’Italia né ai lord della guerra dell’Alleanza Atlantica di fare la propria passerella indisturbati. Vogliamo stare dalla parte giusta della storia: contro la guerra ed il genocidio del popolo palestinese”, continua così Marta Di Giacomo del Laboratorio Insurgencia.
    Gli attivisti del centro sociale hanno “rinominato” in piazza San Domenico Maggiore i volti di Donald Trump, Antonio Tajani ed altri importante figure istituzional: guerrafondai, imperialisti gli improperi scagliati nel corso della conferenza stampa, prima di dare vita ad un momento di contestazione con striscioni e vernice sotto la sede di Fratelli d’Italia al corso Umberto: “Un segnale chiaro per ribadire che non ci arrenderemo né dinanzi alle provocazioni della Questura né tanto meno dinanzi al clima da Ungheria di Orban che l’esecutivo vuole imporre a tutto il paese”, chiosano gli attivisti in una nota, nonostante l’intercettazione al Rettifilo da parte delle forze dell’ordine. “Evidentemente – chiudono – in Italia è impossibile contestare il partito di governo: non per questo ci fermeremo.”

    4 min

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