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A Minneapolis, nel Minnesota, cinque anni fa si verificò l’omicidio razzista e di Stato di George Floyd, soffocato dal ginocchio di un poliziotto. Domenica 25 maggio la morte del 46enne afroamericano è stata commemorata in piazza George Floyd, tra opere d’arte di protesta, rose gialle e un murales con la scritta “Hai cambiato il mondo, George”.
L’omicida, il poliziotto bianco Derek Chauvin, condannato nel 2022 a 21 anni di reclusione, potrebbe vedersi concedere la grazia se il Presidente Donald Trump cedesse alle pressioni degli alleati più razzisti.
Inoltre i dati raccolti tra il 2017 e il 2024, mostrano un aumento degli omicidi razziali nei confronti delle minoranze statunitensi nere e ispaniche. In calo invece i numeri delle persone bianche uccise dalla polizia.
Questo attesterebbe una perdita di slancio del movimento Black Lives Matter a favore del trumpismo e del suprematismo bianco, cui esponenti stanno facendo cancellare tutte le riforme fatte per cercare di arginare il razzismo. Il Presidente Trump sta anche demolendo le politiche in favore di diversità, equità ed inclusione.
Nonostante la eco globale delle proteste del movimento Black Lives Matter, il suprematismo bianco è oggi in continua ascesa, facendo arretrare sulle recenti conquiste dei movimenti antirazzisti. Anche le donazioni verso Fondazione Black Lives Matter sono in continuo calo: dai 79,6 milioni di dollari raccolti nel 2021, si è passati l’anno seguente a soli 8,5 milioni.
Nel frattempo negli Stati Uniti stanno arrivando i primi cosiddetti rifugiati dal Sudafrica che fuggirebbero dal “razzismo contro i bianchi”. I discendenti dei coloni europei, gli Afrikaner, che imposero la segregazione razziale fino al 1991, possono ottenere l’asilo negli Stati Uniti: lo stesso diritto viene però negato alle persone che scappano da povertà, guerre e persecuzioni, come ad esempio i rifugiati Sudanesi e Congolesi, a cui l’amministrazione Trump ha bloccato le procedure per richiedere l’asilo.
Ai nostri microfoni l’analisi dello scrittore Salvatore Palidda, già docente in sociologia presso l’Università di Genova. Ascolta o scarica
AGGIORNAMENTO LUNEDì 26 MAGGIO POMERIGGIO – Alla Camera il governo ha aubito posto la fiducia sul Dl Sicurezza. Sempre a Roma la rete “A Pieno Regime – no Dl Sicurezza” oggi pomeriggio si è ritrovata in Piazza Barberini per raggiungere il Parlamento, trovandosi però davanti uno sbarramento poliziesco su via del Tritone, che ha impedito per due volte, tra scudi e manganellate l’avanzamento. Diversi i contusi e feriti, mentre il corteo ha preso la via della Sapienza. Da Roma su Radio Onda d’Urto Raja, della rete nazionale “A Pieno Regime – no Dl Sicurezza”. Ascolta o scarica
AGGIORNAMENTO LUNEDì 26 MAGGIO MATTINA – Al via la mobilitazione nazionale contro il decreto Sicurezza chiamata dalla Rete “no dl Sicurezza – A pieno regime” a Roma in due giornate distinte: oggi, lunedì 26 maggio, e sabato 31 maggio.
In occasione di questo primo appuntamento nazionale, la Rete ha dato appuntamento nella Capitale, in piazza Barberini, alle ore 14,00. L’obiettivo è raggiungere collettivamente il Parlamento in concomitanza dell’esame del dl Sicurezza alla Camera, decreto su cui il governo dovrebbe porre la questione di fiducia al termine della discussione generale. Tuttavia già in mattinata, prima dell’inizio della discussione, i gruppi di opposizione sono intervenuti per stigmatizzare la procedura seguita in Commissione, dove giovedì è stata imposta una doppia tagliola, sia sugli emendamenti, sia sulle dichiarazioni di voto. È la prima volta che un decreto in prima lettura non viene modificato da alcun emendamento.
“Invitiamo deputati e deputate all’insubordinazione dentro l’aula – scrive la Rete “no dl Sicurezza – A pieno regime” a proposito della mobilitazione di oggi – Mentre fuori mostreremo che questo paese non è silente. Quel giorno, mentre si consumerà questa forzatura autoritaria, vogliamo portare la nostra voce sotto il Parlamento e per arrivarci praticheremo, se necessario, le più sane forme di democrazia: il dissenso, la disobbedienza, la discussione in piazza, anche di fronte ai palazzi del potere”.
Sabato 31 maggio è invece previsto il secondo appuntamento nazionale lanciato dalla Rete per fermare il decreto e, per estensione, il governo Meloni: un grande corteo nazionale, sempre a Roma, per il quale sono già molte le realtà mobilitate in tutta Italia che stanno organizzando i pullman. Da Brescia il pullman è organizzato da CSA Magazzino 47, Associazione Diritti per Tutti e Collettivo Onda Studentesca (qui per info e prenotazioni).
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Luca Blasi della rete “No Dl Sicurezza – a pieno regime” Ascolta o scarica
Il comunicato dell’iniziativa
𝑪𝑶𝑵𝑻𝑹𝑶 𝑰𝑳 𝑫𝑬𝑪𝑹𝑬𝑻𝑶 𝑺𝑰𝑪𝑼𝑹𝑬𝒁𝒁𝑨 – 𝑭𝑬𝑹𝑴𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑰𝑳 𝑮𝑶𝑽𝑬𝑹𝑵𝑶 𝑴𝑬𝑳𝑶𝑵𝑰
Il 26 maggio il Decreto Sicurezza passerà in discussione alla Camera. Dopo la trasformazione del DDL in Decreto, il Governo ha tempo fino al 12 giugno per approvare definitivamente la legge. È questo il poco tempo che ci separa dal progetto autoritario a cui sta lavorando il Governo fin dal suo insediamento. Ma non è questo il tempo dell’attesa o della rassegnazione, bensì quello in cui alzare la testa!
Il 𝟮𝟲 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 invitiamo deputati e deputate all’insubordinazione dentro l’aula. Mentre fuori mostreremo che questo paese non è silente. Quel giorno, mentre si consumerà questa forzatura autoritaria, vogliamo portare la nostra voce sotto il Parlamento e per arrivarci praticheremo, se necessario, le più sane forme di democrazia: il dissenso, la disobbedienza, la discussione in piazza, anche di fronte ai palazzi del potere.
Sabato 𝟯𝟭 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 ci sarà la manifestazione nazionale di massa a Roma. Camion e tir si stanno già preparando, pullman da tutte le città si stanno organizzando e ci aspetta una grande giornata di convergenza. Dalla Million Marijuana March, ai movimenti di lotta per la casa, da XR e tutte le realtà dell’attivismo climatico, il perimetro della rete sta esondando e coinvolge ora chiunque abbia in testa una idea di democrazia e di società diametralmente opposta a quella del Governo. A una settimana dal referendum, spazi sociali, movimenti, associazioni, realtà politiche e sindacali che hanno dato vita alla Rete stanno costruendo uno spazio di democrazia alternativa possibile. È tempo di riempirlo tutte e tutti insieme.
𝙇𝘼 𝘿𝙀𝙈𝙊𝘾𝙍𝘼𝙕𝙄𝘼 𝙉𝙊𝙉 𝙎𝙄 𝙋𝙄𝙀𝙂𝘼
Migliaia di persone, almeno 5000 secondo gli organizzatori, hanno manifestato domenica 25 maggio 2025 a Catania, per la Palestina e contro il genocidio, aderendo alla mobilitazione promossa a livello cittadino da tante organizzazioni, realtà di base e associazioni. Il corteo è partito da Villa Bellini e ha invaso via Etnea tra slogan, bandiere palestinesi, striscioni e cori.
Su Radio Onda d’Urto, per raccontare la manifestazione, è intervenuto Andrea, della rete “Catanesi solidali con il Popolo palestinese”. Ascolta o scarica
Domenica 25 maggio a Torino si è tenuto un presidio alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni in corso Giulio Cesare, angolo corso Novara,imbrattata nei giorni scorsi con i simboli delle croci celtiche.
“Oggi pomeriggio siamo tornatə davanti alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni, per dare una risposta chiara e inequivocabile contro l’ennesima provocazione fascista che ha colpito il quartiere- scrivono sui canali social Federazione Anarchica Torinese e Assemblea Antimilitarista di Torino. Si sono susseguiti alcuni interventi che hanno ripercorso la storia della Barriera antifascista e resistente, intrecciando i fili della memoria e rilanciando sulle tante lotte di oggi che vedono impegnatə gli antifascisti. Sono stati deposti dei fiori per rendere omaggio al compagno caduto. I simboli fascisti hanno lasciato il posto ad una bandiera stilizzata, quella dell’anarchia per la quale Ilio ha combattuto fino all’ultimo giorno della sua vita.
Il racconto di Stefano dell’Assemblea Antimilitarista di Torino Ascolta o scarica
COMUNICATO
Ad un mese dalla partecipata commemorazione del 25 aprile, ignoti neofascisti hanno insultato la memoria della Resistenza sfregiando con i loro simboli di morte la lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni.
Gli esponenti dell’estrema destra xenofoba e razzista sono il braccio armato dei padroni, i loro fedeli servitori, la loro manovalanza prediletta.
Ci conducono dritti verso la guerra, sostenendo la corsa al riarmo e agitando il tricolore che rischia di essere la nostra rovina e la nostra tomba.
Ma la gente di Barriera di Milano, i nati qui così come i nati altrove, vivono gli stessi problemi, la stessa condizione di sfruttamento e di oppressione, la stessa di chi combatté armi alla mano il fascismo perché voleva una società senza stato né padroni.
Ma la gente di Barriera di Milano, i nati qui così come i nati altrove, vivono gli stessi problemi, la stessa condizione di sfruttamento e di oppressione, la stessa di chi combatté armi alla mano il fascismo perché voleva una società senza stato né padroni.
Oggi come ieri, solo un ampio fronte di lotta contro il nemico comune può consegnarci un mondo di libertà e di uguaglianza.
Per questo motivo vogliamo scendere in strada e vogliamo farlo in tant*. Vogliamo trovarci e riconoscerci, esprimere tutta la nostra rabbia contro l’ennesimo attacco al cuore del quartiere, a chi quotidianamente lo abita e lo attraversa.
Vogliamo ripristinare la lapide e continuare a tenere viva la memoria, facendone un’arma per la trasformazione radicale dell’esistente.
‼«Gli unici stranieri, i fascisti nei quartieri!»
Federazione Anarchica Torinese
Nella puntata di sabato 24 maggio della trasmissione Curami – prima di tutto la salute è stato affrontato il tema dell’aborto e della Legge 194, tra scelta di libertà e diritto. Una legge in cui compare per la prima volta nella storia italiana la parola ‘autodeterminazione’. Ospiti della puntata Luana Zanella, capogruppo AVS alla Camera dei deputati e Giorgia Landolfo, autrice del libro “Senza spegnere la voce. Il potere sul corpo delle donne da Valentina Milluzzo a tutte noi”.
Curami è una trasmissione di Radio Onda d’Urto in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30 con Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute- di Brescia. La trasmissione viene replicata mercoledi prossimo alle 12.30.
La puntata di sabato 24 maggio. Ascolta o scarica.
A Gaza non c’è giorno senza morte e distruzione. Nelle ultime ore un attacco aereo israeliano ha colpito la casa di una dottoressa e ucciso nove dei suoi dieci figli: lo afferma l’ospedale di Khan Younis.
A questi si aggiungo le centinaia di persone massacrate nei giorni scorsi, compresi i 6 palestinesi uccisi da un raid israeliano mentre stavano aiutando a scaricare il materiale dai (rari) camion di aiuti umanitari entrati nella Striscia di Gaza.
Si intensificano anche gli gli attacchi dei coloni israeliani nella Cisgiordania occupata. Al loro fianco, le forze israeliane, che hanno preso d’assalto una casa nella città occupata di Balata al-Balad, a est di Nablus, e arrestato due fratelli. Le forze occupanti hanno anche di mira il quartiere di Rafidia, sempre nella città di Nablus.
Solidarietà al popolo palestinese. Nuovo sabato di manifestazioni nel mondo e in Italia, mentre prosegue – ad ogni tappa del Giro d’Italia – l’esposizione di bandiere della palestina, manifesti e scritte in sostegno a Gaza. Ieri la tappa vicentina numero 13 della gara ciclistica segnata, anche in questo caso, dalle bandiere palestinesi che sventolavano dai balconi o lungo il percorso della gara ciclistica.
Oggi, sabato 24 maggio, manifestazione a Milano, come ogni sabato dal 7 ottobre 2023: l’appuntamento era questo pomeriggio alle 16 a Affori centro. Il collegamento da Milano con Elio del csa Vittoria. Ascolta o scarica.
Nel bresciano, invece, Sanitari per Gaza prosegue con la tenda di solidarietà – iniziata giovedì e fino a questa sera – in piazza Italia a Manerbio. Da lì il collegamento con Gabriele, attivista antimilitarista. Ascolta o scarica.
Sul fronte della solidarietà, sono saliti a oltre 200 i Comuni italiani che hanno aderito alla campagna ‘50.000 sudari per Gaza’, tra questi Milano, Bologna, Isernia, Vicenza, Padova, Trento e Firenze, che ha calato il lenzuolo bianco simbolo dell’iniziativa da un terrazzino di Palazzo Vecchio.
Tra le realtà che hanno aderito all’iniziativa anche Donne in cammino per la Pace – che insieme al altre realtà ha portato i lenzuoli bianchi per le strade di Brescia. Ne ha parlato a Radio Onda d’Urto Marina Leone, una delle Donne in cammino per la Pace. Ascolta o scarica.
Presidio, sabato pomeriggio, sotto la sede dell’Aler di Brescia.
Gli inquilini delle case popolari, insieme all’Associazione Diritti Per Tutti e diverse realtà solidali, si sono dati appuntamento sabato 24 maggio in viale Europa a Brescia per contestare la gestione (assente) degli appartamenti in mano all’Aler – l’azienda lombarda dell’edilizia residenziale pubblica – e per chiedere “dignità per chi vive nelle case popolari”.
Manutenzione assente, riscaldamento spento d’inverno, ascensori che non funzionano in palazzi dove sono presenti persone con disabilità, muffa dai muri, acqua dai tetti. Spese condominiali, però, alle stelle. Sono solo alcune delle criticità sollevate dagli abitanti presenti in presidio dalle ore 15 di questo sabato.
L’Associazione Diritti Per Tutti ‘sfida’ l’Aler: “se non prenderà provvedimenti immediati, chiederemo al Comune il ritiro della concessione delle case popolari all’Aler”. Presenti, alla protesta, diversi esponenti del consiglio comunale bresciano e attivisti e attiviste del Collettivo Onda Studentesca, Magazzino 47, Collettivo Gardesano Autonomo.
Le voci di inquilini e inquiline delle case popolari in protesta, insieme agli interventi dal presidio, raccolti dalla redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
Due imbarcazioni con circa 200 persone a bordo sono state avvistate stamane, sabato 24 maggio, nel Mediterraneo centrale e “in evidente stato di Pericolo” da Alarm Phone.
“Abbiamo allertato le autorità riguardo a due imbarcazioni in legno – aveva avvertito l’ong nel comunicato di questa mattina – ciascuna con a bordo circa 100 persone. Non riusciamo più a metterci in contatto con una delle due, mentre l’altra è alle prese con onde altissime. Entrambe le imbarcazioni necessitano di essere salvate al più presto”.
Alle ore 13 di sabato, Chiara Denaro di Alarm Phone ha annunciato ai microfoni di Radio Onda d’Urto che “l’imbarcazione con cui siamo ancora in contatto sembra che veda all’orizzonte una grossa imbarcazione rossa” ma che restano ancora persi i contatti con la seconda imbarcazione alla deriva.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Chiara Denaro di Alarm Phone. Ascolta o scarica.
“Contro guerra e repressione, giustizia sociale e mobilitazione”. Con questo slogan è stato lanciato il corteo serale mercoledì 28 maggio prossimo, in occasione del 51esimo anniversario della Strage di Piazza della Loggia.
Un corteo per “commemorare e attualizzare la strage fascista, dello Stato e della Nato”, scrive il Coordinamento No DL sicurezza che ha lanciato l’appuntamento di piazza.
“Mercoledì 28 maggio, alle ore 18.00, ritrovo presso la Stazione FS di Brescia, scenderemo in piazza per dire con chiarezza: no ai fondi pubblici sprecati in guerre e militarizzazione, mentre servizi essenziali come sanità e istruzione vengono sacrificati; no alla repressione di chi si oppone allo sfruttamento e alla devastazione ambientale; no allo smantellamento degli spazi democratici e all’impunità per le forze dell’ordine”.
La presentazione del corteo con Alessandra, del Coordinamento No DL Sicurezza. Ascolta o scarica.
Sciopero nazionale delle ferrovie oggi con Usb, Sgb e l’Assemblea autorganizzata di personale di bordo e di macchina. Adesione molto elevata: decine e decine i treni cancellati o ritardati nella lotta che giudica il rinnovo del contratto siglato da confederali, Orsa e qualche altra sigla “gialla” come “totalmente inadeguato; si calpestano le istanze di macchinisti e capitreno riguardo gli orari e le condizioni di lavoro, in alcuni casi sono addirittura peggiorate”
“Sono state ignorate e calpestate le istanze di macchinisti e capitreno riguardo gli orari e le condizioni di lavoro, che in alcuni casi sono addirittura peggiorate”.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto l’intervista a Stefano Pennacchietti, coordinamento nazionale Usb Ferrovie. Ascolta o scarica
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