News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • TORINO: PER PAURA DI TORNARE NEL CPR IN ALBANIA SI TOGLIE LA VITA IN CARCERE

    Temeva di tornare nel Cpr in Albania il 42enne, Hamid Badoui, che si è tolto la vita in carcere a Torino usando dei lacci in cella. Era stato arrestato sabato, per resistenza a pubblico ufficiale. Portato in carcere si è tolto la vita poche ore prima dell’udienza di convalida in tribunale: essendo senza permesso, rischiava di tornare al Cpr, dove era già stato, a Bari, per 3 mesi, nonstante problemi di dipendenza e prima di finire da aprile a pochi giorni fa in Albania.

    Nicola Cocco, medico di Mai più lager – No Cpr e Società italiana medici delle migrazioni.Ascolta o scarica

    7 min
  • LAVORO: A VENEZIA PRESIDIO PER ANNA CHITI, “NON SI PUÒ MORIRE DI LAVORO A 17 ANNI”

    La Rete degli Studenti Medi, l’Unione degli Universitari e la CGIL di Venezia in presidio, martedì 20 maggio, per dire “basta con le morti sul lavoro” e per ricordare Anna Chiti, la 17enne morta sabato scorso sul catamarano turistico su cui lavorava senza contratto.

    L’appuntamento era alle ore 18,00 a Venezia, presso il Piazzale della Stazione. Da qui il collegamento con Micol Papi, della rete degli studenti medi del Veneto. Ascolta o scarica.

    “Scendiamo in piazza – scrivono le realtà organizzatrici sui rispettivi profili social – perché pretendiamo che si fermino le morti sul lavoro e per ribadire a gran voce che quanto accaduto ad Anna non è solo una tragedia, ma una vergogna in un Paese che accetta che si lavori senza un’adeguata formazione e misure di sicurezza minime”.

    Al  centro della contestazione, la mancanza di sicurezza e tutele sui posti di lavoro, l’inerzia del governo su queste tematiche, ma anche i PCTO, ovvero i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Secondo studenti e studentesse, infatti, questi percorsi di alternanza scuola-lavoro “più che fornire strumenti utili, ci abituano ad un’idea di lavoro improntata allo sfruttamento”.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Viola Carollo, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto Ascolta o scarica

    8 min
  • AFFARI ITALIA – ISRAELE: OK ALL’ACQUISTO DI STRUMENTI TECNOLOGICI DA AZIENDE ISRAELIANE. “FATE SCHIFO” ACCUSA L’OPPOSIZIONE

    Il governo Meloni – e una parte significativa del comparto economico italiano – continua a intrattenere lucrosi affari nel settore militare con Israele. Oggi, martedì 20 maggio, in commissione difesa alla Camera è stato approvato il prosieguo di un programma che prevede l’acquisto di strumenti tecnologici da aziende israeliane.

    Di fronte all’ennesima dimostrazione di servilismo politico ed economico, si è creato un momento di caos e scontri verbali, in particolare tra alcuni esponenti di Fratelli d’Italia e Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, rientrato nelle scorse ore dalla carovana solidale italiana “Rafah 25”, giunta al border con la Striscia di Gaza.

    Grimaldi ha in particolare accusato la maggioranza di complicità con crimini contro l’umanità. “Fate schifo”, ha detto in aula, rivolgendosi ai deputati della destra.

    L’intervista di Radio Onda d’Urto a Marco Grimaldi, deputato di AVS. Ascolta o scarica

    6 min
  • “ONDA ANOMALA”: UNA GIORNATA IN CASCINA ALLA COOPERATIVA IRIS DI CALVATONE(CR). A MILANO CRESCE LA PROTESTA DI CHI UTILIZZA LA LINEA ATM53

    “Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del martedi pomeriggio alle 18.45 , in replica il mercoledi alle 6.30.

    La puntata di oggi tratta due argomenti.

    Iniziamo parlando di economia solidale, agricoltura, rapporto tra produttori e consumatori. L’opportunita’ è la presentazione dell’iniziativa “Una giornata in cascina” consueto appuntamento annuale presso la cascina della Cooperativa Iris di Calvatone(Cr) che si svolgera’ domenica 25

    La presentazione con Maurizio Gritta presidente della Cooperativa Iris Ascolta o scarica

    Dalla campagna ci spostiamo alla citta, dal centro alla periferia. In questo caso i consumatori, o meglio gli utenti, sono cittadini e cittadine che utilizzano i mezzi pubblici, in particolare la linea ATM53.

    Nella zona del Quartiere Adriano, servita dalla linea ATM 53, molti abbonati mensili o annuali stanno ricevendo multe perché il bus passa per un brevissimo tratto da Sesto San Giovanni, anche se partono e arrivano entro aree coperte dall’abbonamento urbano, come la metro di Sesto Marelli. Il Quartiere Adriano non è servito direttamente dalla metro e il collegamento più veloce è proprio la 53 che porta a Marelli.

    Il paradosso è che la linea è classificata come urbana sul sito ATM. Sesto Marelli è considerata urbana per la metro. Non c’è nessuna segnalazione chiara alle fermate, si dice solo che si passa da Sesto ma niente di più. Inoltre, pare che fino al 2019, tra i 2 comuni ci fosse un accordo proprio per trattare questa tratta come urbana. Come è evidente, c’è una palese disparità tra metro e mezzi di superficie.

    Le considerazioni di Cristina Maccarone una delle utenti multate Ascolta o scarica

    E’ stata avviata una raccolte firme per chiedere la cancellazione delle multe  (👉 https://www.change.org/multe-ingiuste-abbonati-atm-53-milano-sesto-marelli) e anche un ricorso per una sanzione che viene considerata ingiusta.

     

    11 min
  • BOLOGNA: “NON FINIREMO IN STRADA” MIGRANTI IN LOTTA CONTRO L’ESPULSIONE DALL’ACCOGLIENZA

    Martedì 20 maggio in piazza del Nettuno a Bologna i migranti del centro di accoglienza straordinaria di Malalbergo hanno preso parola nel corso di una conferenza stampa per ribadire, davanti alla città e alle sue istituzioni, che non accetteranno in silenzio di essere sbattuti per strada!

    Nei giorni scorsi, la Prefettura di Bologna ha infatti disposto l’espulsione di nove migranti, titolari di protezione internazionale con ancora in tasca la sola ricevuta del permesso di soggiorno o richiedenti asilo in attesa dell’esito del ricorso, dalla struttura di Malalbergo. Tutto ciò con un preavviso di soli tre giorni, del tutto insufficiente ai migranti per trovare una sistemazione alternativa, e senza alcuna presa di responsabilità da parte di ASP Città di Bologna, ente del Comune che dovrebbe farsi carico del loro inserimento nel circuito della seconda accoglienza. Questo ennesimo episodio di razzismo istituzionale, lungi dall’essere un caso isolato, è solo l’inizio di una nuova fase di espulsioni che sta già coinvolgendo tutti i CAS della città metropolitana e quindi centinaia di donne e uomini migranti, in piena continuità con le politiche di esclusione e criminalizzazione del governo Meloni.

    Per questo i migranti coinvolti porteranno la loro lotta e la loro pretesa di una soluzione immediata alle iniziative sempre più razziste, classiste e violente della Prefettura fin sotto Palazzo d’Accursio. Davanti a tutto questo è necessario che il Comune di Bologna, che attualmente si sta spendendo nella campagna referendaria in nome dei diritti e dell’integrazione, assuma un impegno di antirazzismo concreto: Bologna non può diventare la vetrina dell’ideologia securitaria promossa dal governo centrale sulla pelle delle e dei migranti.

    Gli audio della conferenza stampa:

    Makan Kone’ rifigiato dal Mali Ascolta o scarica

    Oumoru Abduramen rifugiato dal Benin Ascolta o scarica

    Luca di PLAT- Piattaforma di intervento sociale Ascolta o scarica

    Lorenzo Comigra del Coordinamento Migranti di Bologna Ascolta o scarica

    0 min
  • CURAMI-PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: POVERTA’, MALATTIE CRONICHE, INVALIDITA’, L’ITALIA NASCOSTA

    CURAMI – Prima di tutto la salute è la trasmissione in onda il sabato mattina, dalle ore 12.00 alle 12.30, con Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia e Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledì alle ore 12.30.

    Nella puntata di sabato 17 maggio dal titolo “ Povertà , malattie croniche , invalidità : l’Italia nascosta “ è stato intervistato Pasquale Tridico, Parlamentare europeo M5S,  già presidente INPS Ascolta o scarica

    30 min
  • MODENA: PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA DITTA TEKAPP

    Stamattina un presidio conferenza stampa davanti all’azienda italo- israeliana di Formigine Tekapp, fornitrice di servizi cyber security per diverse aziende modenesi. Nella conferenza stampa di oggi abbiamo ribadito che il sistema di imprese modenese non può e non deve tenere in piedi rapporti con soggetti legati ad Israele e al retroterra militare Idf, in tempi come questi di guerra, genocidio e occupazione.

    Questa nostra richiesta – largamente condivisa dalla parte più sensibile della nostra società civile – sarà rivolta a tutte le aziende modenesi che hanno rapporti con Tekapp: dalla Florim, alla INALCA ad A.MO. ( Agenzia per la mobilità di Modena), solo per citarne alcune.

    Abbiamo ottenuto una prima piccola grande vittoria costringendo Tekapp e Florim ad annullare l’inaccettabile evento pubblico che era previsto per il 22 maggio a Fiorano.

    Apprendiamo inoltre oggi dalla stampa locale che la TEKAPP per voce del suo legale, esprime la sua estraneità a quanto da noi denunciato. Chiediamo, per coerenza e conferma, che la direzione aziendale e sopratutto i suoi fondatori nonché proprietari, dichiarino pubblicamente la loro condanna al governo Israeliano per il genocidio in corso in Cisgiordania e Gaza.

    Noi andremo avanti nel cercare e denunciare pubblicamente anche con azioni di possibile boicottaggio, qualsiasi connubio riscontrabile, nella nostra provincia, tra le nostre aziende, siano private ma anche e soprattutto pubbliche, con la Tekapp o simili che abbiano legami con Israele.

    La nostra campagna non si ferma. Come all’epoca del boicottaggio economico del Sudafrica razzista, dobbiamo contrastare ogni rapporto tra il nostro tessuto civile e produttivo e i soggetti e le entità riconducibili allo Stato di Israele e alle sue politiche genocidiarie.

    La lotta continua fino alla liberazione della Palestina.

    Modena per la Palestina, BDS Italia, Coordinamento Bologna per la Palestina

    Audio conferenza stampa Ascolta o scarica

    31 min
  • OMS: STORICO ACCORDO SULLE PANDEMIE, L’ITALIA SI ASTIENE

    Gli Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno oggi formalmente adottato per consenso il primo accordo sulle pandemie a livello mondiale. Una “storica decisione” quella della 78esima Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra, osserva l’Oms in una nota. Decisione che arriva dopo “oltre tre anni di intensi negoziati avviati dai governi in risposta agli impatti devastanti della pandemia di Covid”.

    L’adozione ha seguito l’approvazione di ieri da parte delle delegazioni degli Stati membri, con 124 voti a favore, 0 obiezioni, 11 astensioni tra cui l’Italia. “Con l’astensione odierna, l’Italia intende ribadire la propria posizione riguardo alla necessità di riaffermare la sovranità degli Stati nella gestione delle questioni di sanità pubblica”. È quanto si legge nella dichiarazione dell’Italia sul voto di ieri sull’accordo pandemico globale.

    Per quanto riguarda la sovranità nazionale, l’Accordo afferma che: “Nessuna disposizione dell’Accordo sulle pandemie dell’Oms deve essere interpretata nel senso di fornire al Segretariato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, compreso il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’autorità di dirigere, ordinare, modificare o altrimenti prescrivere la legge nazionale e/o nazionale, a seconda dei casi, o le politiche di qualsiasi Parte, o di imporre o altrimenti imporre requisiti che impongano alle Parti di intraprendere azioni specifiche, come vietare o accettare viaggiatori, imporre mandati di vaccinazione o misure terapeutiche o diagnostiche o attuare blocchi”.

    Ne abbiamo parlato con Vittorio Agnoletto, docente di globalizzazione e politiche della salute all’università di Milano Ascolta o scarica

    8 min
  • VENEZIA: CARICHE DI POLIZIA SUL CORTEO NO DL SICUREZZA CONTRO L’ARRIVO IN LAGUNA DI MEZZO GOVERNO MELONI

    La polizia ha caricato i manifestanti chiamati in piazza a Venezia dal nodo locale della rete “A pieno regime – no decreto sicurezza” per contestare la presenza in città tra gli altri della Meloni (poi assente per febbre) e del Ministro dell’Interno Piantedosi, invitati al Festival delle Regioni e delle Province autonome.

    Compagne e compagni hanno provato a partire in corteo da campo Sant’Angelo – il  concentramento della manifestazione “Meloni e Piantedosi Not Welcome – No dl sicurezza”  – ma sono stati bloccati dalle manganellate della polizia.

    Nonostante il blocco delle forze dell’ordine, i manifestanti hanno comunque proseguito con un corteo spontaneo che ha attraversato le calli cittadine fino a raggiungere il ponte di Rialto, dove è stato srotolato uno striscione per rilanciare la mobilitazione nazionale contro il cosiddetto “decreto sicurezza”, prevista a Roma il 26 e il 31 maggio.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto la corrispondenza di Federica del Laboratorio Occupato Morion. Ascolta o scarica

    5 min
  • GAZA: PROF.SSA DI PERI “VERSO LA SOLUZIONE FINALE: PULIZIA ETNICA E DEPORTAZIONE DEI PALESTINESI”

    “Questa occupazione della Striscia con la deportazione degli abitanti di Gaza è l’ultimo atto di un genocidio che sta andando nella direzione  di arrivare alla soluzione finale che nella testa di Netanyahu e del suo governo è proprio quella di attuare finalmente in grande stile quel processo di pulizia etnica che è stato avviato dopo il 1948, quindi dopo la nascita dello stato di Israele.”  Questo è il giudizio della professoressa Rosita Di Peri – che insegna “Politiche, istituzioni e culture del Medio Oriente” all’Università degli studi di Torino – sull’operazione militare Carri di Gedeone con cui Israele ha ripreso gli attacchi contro la popolazione palestinese di Gaza, con bombardamenti ma anche con l’affamamento.

    “Noi abbiamo delle avvisaglie terribili anche per quanto riguarda la Cisgiordania perchè sono quotidiani gli attacchi anche massivi alle abitazioni dei palestinesi con arresti indiscriminati, con i coloni che coadiuvano che le forze dell’esercito israeliano nel portare avanti queste azioni repressive- continua la docente –  senza parlare ovviamente di tutte le inchieste che sono emerse in questi mesi sulle torture inflitte anche ai civili palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Ecco io credo che questo sia davvero l’ultimo punto, di questo processo di pulizia etnica che ha come obiettivo finale quello di deportare i palestinesi, occupare la striscia di Gaza militarmente facendola diventare parte del territorio israeliano.“

    Ma il governo israeliano non solo “è senza freni e non è  fermato da nessuno” a Gaza e in Cisgiordania, ma prosegue con le proprie mire espansionistiche sia in Libano, dove “le violazioni del cessate il fuoco soprattutto da parte di Israele sono state continue e dove continua ad occupare 5 postazioni chiave lungo la linea di confine perchè ritenute strategiche”, sia in Siria dove dopo “aver distrutto l’aviazione siriana e parte delle forze armate siriane ha continuato con bombardamenti e mira ad occupare aree di confine rimaste sguarnite e non più controllate dall’esercito siriano.”

    L’intervista alla professoressa Rosita Di Peri  che insegna “Politiche, istituzioni e culture del Medio Oriente” all’Università degli studi di Torino Ascolta o scarica

    29 min

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