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Scontro interno alla maggioranza di governo, dove si registra una spaccatura sul “terzo mandato” in Provincia di Trento. Il governo (in particolare su pressione di Fdi) ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento (a guida Lega) che porta da due a tre il limite dei mandati consecutivi per il presidente. La delibera è arrivata dopo uno scontro aperto tra i ministri, in particolare Calderoli della Lega e Lollobrigida di Fdi. Alla fine i ministri del Carroccio hanno votato contro l’impugnazione.
Durissima la replica del presidente trentino Fugatti, anche lui della Lega, secondo il quale l’impugnazione è “un atto istituzionale molto pesante contro le prerogative dell’autonomia trentina, con una chiara valenza politica”.
Intanto nella giornata del 18 maggio 2025 si è tenuto il ballottaggio delle elezioni amministrative in 13 comuni del Trentino Alto Adige. In Alto Adige, Claudio Corrarati, candidato del centrodestra, è il nuovo sindaco di Bolzano. A Merano, invece, dopo dieci anni torna un sindaco degli autonomisti dell’Svp. Vince infatti il ballottaggio Katharina Zeller, che batte il sindaco uscente Dario Dal Medico, civico di centrodestra. A Riva del Garda, invece, vince Alessio Zanoni del Pd.
Un commento a queste notizie sulle frequenze di Radio Onda d0Urto da Lorenzo Vianini, redattore di Radio Tandem. Ascolta o scarica
Nel quadro del festival delle Regioni e delle Province autonome in corso a Venezia, arriveranno domani in laguna la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per l’occasione il nodo veneziano della rete “A Pieno Regime No DL Sicurezza” ha lanciato una mobilitazione pubblica, “Meloni e Piantedosi: Welcome to Venice”.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di proteste nazionali contro il Decreto Sicurezza, la cui approvazione finale è attesa in Parlamento nei prossimi giorni. La rete promotrice denuncia l’impianto autoritario e repressivo del provvedimento e contesta la legittimità della presenza a Venezia dei due esponenti del governo, accusati di rappresentare una politica fondata su controllo sociale, negazione dei diritti e militarizzazione dei territori.
L’appuntamento per la contestazione veneziana è fissato per martedì 20 maggio, alle 10:30 in Campo Sant’Angelo, come tappa di avvicinamento alle giornate di mobilitazione nazionale del 26 e 31 maggio a Roma.
Ai nostri microfoni Federica del Laboratorio occupato Morion, ci racconta i temi della mobilitazione, che vuole portare “le voci del territorio veneziano” all’interno del quale, come in tutto il resto del paese, il DL sicurezza “avrà delle conseguenze fortissime”. Venezia infatti “è una città in cui le battaglie per l’ambiente hanno fatto si che non ci fossero più le grandi navi in Laguna, una città in cui il tema della casa si fa sempre più forte e le occupazioni sono ormai l’unico modo per le persone per poter continuare a vivere qui”.
A proposito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in corso nel capoluogo Veneto, Federica ha sottolineato come lo stesso governo che elogia “il Made in Italy, i territori, la sostenibilità, dall’altro lato sta tagliando sul welfare, sui fondi alle regioni, alle provincie, ai servizi, alle scuole, i finanziamenti per la salvaguardia dei territori dal cambiamento climatico, quando invece preferisce spostare tantissimi soldi sul riarmo e per la guerra”.
L’intervista con Federica, del Laboratorio occupato Morion. Ascolta o scarica
In Portogallo le elezioni politiche anticipate confermano il centrodestra del premier uscente Luis Montenegro. Le novità, rispetto a 14 mesi fa, sono però il crollo dei socialisti, dal 28 al 23%, oltre che di tutte le liste o partiti di sinistra, e l’avanzata della destra nazionalista e xenofoba di “Chega!” (“Basta!”), guidata dal commentatore sportiva André Ventura, che di fatto raggiunge il Partito socialista al 23%.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto abbiamo raccolto i commenti di:
[Foto: manifestazione antifascista a Porto, in Portogallo]
Continua la strage di lavoratori, lavoratrici e anche studenti e studentesse. A Venezia, sabato 17 maggio è morta su un catamarano turistico Anna Chiti, 17enne trevigiana che frequentava il Liceo navale lagunare.
La giovane, secondo i famigliari, si trova sul mezzo lungo una dozzina di metri “come traduttrice, dall’inglese, non con compiti marinareschi”.
Le informazioni diffuse subito dopo la morte che parlavano di “primo giorno di lavoro” restano inoltre ancora tutta da capire, visto che dalle risultanze iniziali dell’indagine pare che la giovane avesse solo un…accordo verbale, senza un vero contratto, con alcuni dei gestori dell’imbarcazione, su cui si stava tenendo una festa con alcuni turisti.
Da capire quindi cosa sia accaduto davvero nell’ennesimo omicidio di e sul lavoro.
Secondo le prime informazioni la 17enne sarebbe rimasta agganciata a una fune e trascinata in acqua. Pochi istanti dopo ha sbattuto contro l’elica del motore, rimanendo bloccata sott’acqua. L’allarme è stato lanciato da alcuni passanti, che hanno notato la scena e chiamato i soccorsi.
I Vigili del Fuoco, dopo aver individuato la ragazza, l’hanno liberata tagliando la cima che la teneva intrappolata. I sanitari del Suem hanno tentato per lunghi minuti di rianimarla, ma ogni sforzo è stato vano: la ragazza era già in arresto cardiaco.
A provocare la morte sarebbe stato un trauma cranico, probabilmente dovuto all’urto contro l’elica.
Per la Rete degli Studenti Medi quello della studentessa trevigiana “non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio di una strage silenziosa che colpisce lavoratori e lavoratrici in tutta Italia”. Ricordano quindi che “nel 2024, secondo i dati del Centro Studi Cub, sono stati registrati 1.482 decessi sul lavoro, con una media di oltre 4 morti al giorno, segnando un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre 2025 c’è stata poi una drammatica crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 210 le vittime complessive, con un aumento del +9,9% rispetto al 2024”.
Su Radio Onda d’Urto Viola Carollo, coordinatrice regionale in Veneto della Rete degli Studenti Medi. Ascolta o scarica
In Romania il sindaco di Bucarest, il filo-Ue Nicusor Dan, la spunta al ballottaggio delle presidenziali sull’ultranazionalista di destra Simion. La vittoria di Dan era parsa chiara già dagli exit poll, che tuttavia Simion aveva contestato parlando di brogli. Il termine degli spogli, anche dei voti all’estero, hanno certificato la vittoria di Dan con il 54,3% delle preferenze contro il 45,6% di Simion. Il nazionalista ha ammesso la sua sconfitta ma solo dopo che in precedenza aveva dichiarato la vittoria nonostante gli exit poll indicassero Dan in vantaggio.
Sielke Kelner ricercatrice Osservatorio Balcani Caucaso Ascolta o scarica
Sabato 17 maggio circa 2000 persone sono scese in strada in un corteo compatto e militante che, provando a dirigersi verso la stazione di Cadorna per prendere un treno e raggiungere la sede del Remigration Summit, si è scontrato con la violenza delle forze dell’ordine che ha utilizzato manganellate e idranti sui manifestanti. In prossimità della sede diplomatica della Commissione Europea, individuata come obiettivo per “aver spianato la strada all’ondata nera con austerità, privatizzazioni, riarmo e politiche contro i migranti” il corteo è stato nuovamente attaccato da un fitto lancio di lacrimogeni ad altezza d’uomo.
“Il convegno dell’estrema destra, che gli organizzatori hanno dovuto svolgere a 50km da Milano grazie all’ospitalità della giunta fascioleghista di Gallarate, ha espresso la parole chiave di quell’area politica e dei suoi esponenti, membri delle classi agiate d’Europa, che sognano una vera e propria pulizia etnica. Tra il loro programma politico e il futuro, si pone la nostra capacità di fare crescere l’opposizione ai deliri nazistoidi e alla realtà di una violenza razziale istituzionale già esistente” scrive in un comunicato il Collettivo Off Topic di Milano. “Noi non dimentichiamo comunque che le deportazioni e discriminazioni contro le persone non bianche e di origine migrante sono all’ordine del giorno attraverso CPR, leggi sulla cittadinanza e profilazione razziale legittimate anche dal centro sinistra e che quotidianamente si realizzano anche nella “democratica”.
Il racconto e le valutazioni politiche di Elio Catania del Collettivo Off Topic di Milano Ascolta o scarica
Carovana solidale italiana “Rafah 25” in solidarietà con la Palestina e in particolare la popolazione palestinese rinchiusa nella Striscia di Gaza, dopo oltre un anno e mezzo di genocidio impunito.
Obiettivo: portare la delegazione di numerose realtà sociali impegnate da anni a fianco della popolazione palestinese insieme a 15 parlamentari e 2 eurodeputati di Pd, M5S e AVS al valico sigillato di Rafah, nella Striscia di Gaza.
All’iniziativa – la seconda di questo genere dopo quella del marzo 2024 – promossa AOI, Arci, Assopace Palestina e CISS sono presenti anche 13 giornalisti, accademici, attivisti ed esperti di diritto internazionale.
LUNEDÌ 19 MAGGIO – La carovana solidale italiana è oggi a Il Cairo, dove in mattinata ha incontrato la Lega Araba, dopo l’arrivo di ieri sul lato egiziano del valico di Rafah, davanti al quale è stato alzato uno striscione con scritto: “Basta complicità”. Nell’audio, il racconto e l’aggiornamento di Giulia Torrini co-presidente di Un Ponte Per, da Il Cairo. Ascolta o scarica
DOMENICA 18 MAGGIO – La carovana solidale italiana è in arrivo sul lato egiziano del valico di Rafah, bloccato sul lato palestinese dall’esercito occupante israeliano, che continua la propria invasione via terra, accompagnata da continui attacchi aerei. Nell’audio Giulia Torrini e Alfio Nicotra, di Un Ponte Per, da Rafah. Ascolta o scarica
SABATO 17 MAGGIO – La delegazione affronta ora il viaggio verso El Arish, porta d’ingresso egiziana a Gaza. L’aggiornamento con Luisa Morgantini, presidente di AssoPace Palestina. Ascolta o scarica
VENERDÌ 16 MAGGIO – La delegazione solidale, venerdì mattina, ha incontrato profughi e giornalisti palestinesi. Il collegamento da Il Cairo, Egitto, con Marco Grimaldi, deputato di AVS, racconta le loro storie. Ascolta o scarica.
A fine giornata abbiamo chiesto un resoconto della giornata a Meri Calvelli, cooperante internazionale di ACS e direttrice del centro culturale Vik a Gaza. Ascolta o scarica
E’ la Lega la sponda trovata dai neonazisti europei, (auto)convocati sabato 17 maggio in Lombardia per il cosiddetto “Remigration Summit”, il conclave della nazisteria continentale per “remigrare” – ossia deportare – tutti i migranti che vivono in Europa.
SABATO 17 MAGGIO – Al via oggi, al teatro comunale di via Teatro, 5 a Gallarate, cittadina del Varesotto guidata da un’Amministrazione comunale della Lega, la kermesse di gruppi nazisti europei sulla cosiddetta remigrazione, ossia la deportazione di massa di ogni migrante presente in Europa. Il tutto con il beneplacito di Salvini: “c’è libertà d’espressione, non siamo mica in Unione Sovietica”. L’incontro nazista è iniziato alle 9. La convocazione è arrivata via e-mail alle 6, con l’anticipo rispetto alle 14.30, come originariamente previsto. Il vicesegretario leghista, Roberto Vannacci, ha inviato un video di saluto ai nazisti dove esprime “sostegno per una battaglia di…libertà e civiltà”.
In sala a Gallarate tra gli altri Davide Quadri, responsabile Esteri della Lega Giovani; Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, l’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri. Proprio a Gallarate, stamattina, sabato, flash mob antifascista indetto da liste locali d’opposizione, partiti antifascisti e realtà del territorio in Piazza Libertà, nel centro della cittadina, totalmente militarizzata. Nel pomeriggio di oggi, sabato, presidio analogo nella vicina Busto Arsizio, indetto in particolare dalla RAV, Rete antifascista militante di Varese.
A Milano, invece, due le mobilitazioni (vedi sotto per i dettagli): in piazza San Babila il presidio di una settantina di partiti, sindacati e associazioni antifasciste; da largo Cairoli invece il corteo antifascista e di movimento “Make Europe Antifa Again”.
La diretta su Radio Onda d’Urto di sabato 17 maggio su Radio Onda d’Urto:
ORE 17.00 – Il corteo antifascista, attraversato complessivamente da almeno 2mila persone, termina il proprio percorso all’altezza della metropolitana Pagano. La corrispondenza conclusiva con Francesco, della Radio Onda d’Urto, e le prime valutazioni con alcuni compagni milanesi presenti durante la giornata. Ascolta o scarica
ORE 16.50 – Il corteo antifascista Make Europe Antifa Again prosegue spontaneo in direzione ovest, verso Pagano.
ORE 16.40 – Corteo antifasista ripartito verso ovest, in direzione piazza Giovine Italia e piazza Conciliazione.
ORE 16.30 – Fittissimo lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine attorno alla stazione di Milano Cadorna, all’altezza di via Caradosso, contro il corteo che cercava di avvicinarsi ai treni per Busto Arsizio e Gallarate. Dopo i lacrimogeni, il corteo antifascista si ricompone tra via Boccaccio e piazza Virgilio. Francesco, della Redazione. Ascolta o scarica
Ore 16.25 – In corso un folto presidio antifascista anche a Busto Arsizio, Varese, indetto dalla neonata RAV (Rete Antifascista militante di Varese) con l’adesione di molte diverse realtà del territorio contro la kermesse nazista della vicina Gallarate. Da Busto Arsizio la corrispondenza con Fabrizio Baggi, segretario lombardo del Partito della Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica
ORE 16.15 – Concluso il presidio antifascista di piazza San Babila, alla presenza di diverse migliaia di persone. “Siamo in 30.000”, hanno sostenuto la settantina di realtà organizzatrici tra partiti, sindacati, associazioni, realtà sociali, che dal palco hanno letto diversi articoli della Costituzione “nata dalla Resistenza antifascista”. Le valutazioni conclusive con Giovanni, Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre. Ascolta o scarica
ORE 16.10 – Il corteo antifascista resta nella zona della stazione di Milano Cadorna, all’altezza di piazza Virgilio. Alcuni manifestanti sono rimasti contusi dalle manganellate. Ancora Francesco, della Redazione. Ascolta o scarica
ORE 16 – Il corteo antifascista “Make Europe Antifa Again” è arrivato nei pressi della stazione ferroviaria di Milano Cadorna. Contatto con la celere, schierata a chiudere via Leopardi. Usati manganelli e anche gli idranti, con avanzamento dei mezzi. Il corteo resiste, riposizionandosi su via Boccaccio. Francesco, della redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
ORE 15.45 – La corrispondenza da piazza San Babila, riempita completamente dal presidio antifascista “Unite e uniti contro ogni forma di razzismo e discriminazione”, indetto da una settantina tra partiti, associazioni, sindacati e realtà antifasciste. Da San Babila, Milano, su Radio Onda d’Urto Saverio Ferrari, Osservatorio Democratico sulle Nuove. Ascolta o scarica
ORE 15.30 – La corrispondenza da largo Cairoli a Milano, concentramento del corteo antifascista di movimento “Make Europe Antifa Again” con Francesco, inviato della redazione di Radio Onda d’Urto, con alcune voci raccolte in piazza. Il corteo, con circa 2.000 persone, si muove verso la stazione ferroviaria di Cadorna, per raggiungere Busto Arsizio e Gallarate. Ascolta o scarica
ORE 12 – Dal presidio del mattino di Gallarate, partecipato da circa 300 persone, la corrispondenza di Mario Macaluso, della RAV, Rete antifascista militante di Varese. Ascolta o scarica
ORE 11 – Da Milano Radio Onda d’Urto ha raggiunto per un aggiornamento del mattino Massimiliano, compagno di ZAM e di “Make Europe Antifa Again”, verso la mobilitazione antifascista internazionale e di movimento che ha come concentramento le ore 15 in Largo Cairoli, a Milano. Ascolta o scarica
VENERDì 16 MAGGIO – Contro il Remigration Summit diverse le mobilitazioni antifasciste a Milano e non solo nella giornata di sabato 17 maggio, con una situazione in aggiornamento, anche di fronte ai possibili annunci ufficiali sulla sede trovata dalla galassia razzista, suprematista e nazista.
Al momento sono due le iniziative lanciate in maniera pubblica a Milano, nel pomeriggio di sabato 17 maggio:
Si celebra dal 2004 ogni 17 maggio, la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. In questa data, nel 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva derubricato definitivamente l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Inoltre da sette anni la disforia di genere, o incongruenza di genere legata all’identità transgender, non è più considerata anch’essa un disturbo mentale.
“Dopo trentacinque anni restano tuttavia discriminazioni e violenze, anche istituzionali, che la comunità LGBTQIA+ continua a vivere ancora oggi” come ha ricordato ai nostri microfoni Greta Tosoni, presidente di Brescia Pride. Queste giornate internazionali, sottolinea Tosoni, “vanno utilizzate per fare ancora più rumore, per farci sentire: essere in piazza tutte e unite per promuovere una cultura che rispetti tutte le unicità, tutte le identità, che promuova l’autodeterminazione e la libertà, quindi la possibilità per ogni persona di poter scegliere per sé”.
Numerosissime le iniziative in tutta Italia organizzate dalla comunità LGBTQIA+, anche a Brescia. Indetto da Brescia Pride un presidio dalle ore 15 alle ore 17 in piazza Vittoria. Segue una conferenza intitolata “Per una comunità che accoglie. Educazione, relazioni e responsabilità” presso il MO.CA di via Moretto 78 – ore 17. Sucessivamente partirà in largo Formentone il Rainbow Tour: il ritrovo è alle ore 19.30.
Ci ricorda l’importanza della giornata, le rivendicazioni e gli appuntamenti a Brescia, Greta Tosoni presidente di Brescia Pride. Ascolta o scarica
A Chiari, nell’Ovest Bresciano, è stata annullata la quarta edizione del Festival “Facciamo Rete… di Daphne”, organizzata dal centro antiviolenza Rete di Daphne e in programma l’8 giugno a Villa Mazzotti. Un evento di autofinanziamento che, attraverso talk, spettacoli, laboratori, banchetti ed enogastronomia, punta a sensibilizzare sulla violenza di genere e a sostenere l’omonima associazione che si occupa dei centri antiviolenza nei 44 comuni dell’ovest bresciano.
Il Comune di Chiari, guidato dalla destra, aveva inizialmente concesso il patrocinio nel mese di gennaio. Tuttavia, come spiegano le stesse volontarie del centro antiviolenza clarense nel comunicato diramato per annunciare l’annullamento dell’iniziativa, “l’8 maggio, ad un mese dall’evento, ci viene comunicato dal Sindaco, tramite mail, la revoca del patrocinio e la negazione degli spazi previsti”. Le ragioni della revoca contenute nella mail si rifarebbero a “una presunta mancanza di rapporto fiduciario basato su ‘no politica e no vostre provocazioni'”.
Nel mirino – secondo quanto viene riportato dai partiti di destra come Lega e FdI – soprattutto la scelta di invitare le Della Move Crew, un gruppo di ballerine antifasciste nate all’interno del Laboratorio Occupato Kasciavìt di via San Faustino a Milano. Secondo la Giunta clarense, quindi, invitare – si legge testualmente – “un gruppo, nato in un CENTRO SOCIALE DI MILANO, composto da BALLERINE ANTIFASCISTE che si impegnano socialmente per inclusione e resistenza” sarebbe…divisivo e slegato dal combattere la cultura patriarcale alla base della violenza di genere.
La reazione e il commento a caldo di Giulia, del progetto Della Move Crew, al centro delle contestazioni della destra clarense Ascolta o scarica
Immediata anche la reazione delle realtà femministe, transfemministe e solidali del territorio bresciano che, proprio in queste ore, stanno rispondendo all’appello e alla richiesta di sostegno pubblicata dalla Rete di Daphne sui propri profili social. Radio Onda d’Urto ha raccolto alcune delle loro voci.
Il commento di Edo, attivista di Brescia Pride Ascolta o scarica
La presa di parola di Paola Arcari, coordinatrice dell’Ufficio tutela dell’associazione ADL a Zavidovici e del Centro Aristofane di Brescia Ascolta o scarica
L’intervento di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, della segreteria nazionale di Sinistra Italiana. Ascolta o scarica
Il commento di Greta Tosoni presidente di Brescia Pride. Ascolta o scarica
Il commento di Ilaria del nodo gardesano di Non Una di Meno. Ascolta o scarica
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