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La vista è un diritto universale? Bella domanda. Gino gira il mondo (virtualmente) per scoprire se qualcuno, da qualche parte, garantisce davvero gli occhiali ai propri cittadini. Spoiler: non è che vada tanto bene. In questa puntata facciamo un viaggio attraverso i sistemi sanitari del mondo - Italia, Regno Unito, Giappone, Cina, USA - e scopriamo che quasi nessuno considera gli occhiali un bene essenziale. Tutti ti curano se hai bisogno di un intervento chirurgico, ma se ci vedi male? Arrangiati. L'unica eccezione è la Francia, con il suo "100% Santé": 3,4 miliardi di euro stanziati per garantire occhiali gratuiti (o quasi) a tutti i cittadini. Parliamo di montature di classe A e B, del sistema dei farmaci equivalenti applicato all'ottica, e di come i francesi siano riusciti a fare quello che nessun altro ha fatto. Ma non finisce bene: torniamo in Italia e scopriamo che i tagli ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) stanno svuotando il diritto alla salute, cataratta compresa. Tra dati deprimenti e qualche spiraglio di speranza, Gino ti racconta perché in tre anni e mezzo dall'Occhialeria Sociale nessuno è mai uscito senza occhiali. Anche quando non poteva permetterseli.Vuoi aprire anche nella tua città l'Occhialeria Sociale?Scopri il nostro modello di franchising etico e sostenibile.📧 Contattaci: [email protected]
Seguici per non perdere i prossimi episodi:🌐 Sito: https://occhialeriasociale.it🎙️ Podcast: "Occhialeria Sociale - Una Nuova Visione"📱 Instagram: @occhialeria.sociale💼 LinkedIn: Gino Repetto
Prodotto da PodcastMediaManager.com
Orari di apertura: apri di più per fatturare di più, o chiudi prima per vivere meglio? In questo episodio Gino demolisce il mito del "sempre aperti" raccontando una scelta radicale che ha fatto la differenza nell'Occhialeria Sociale. Mentre i centri commerciali aprono fino alle 23 e i supermercati sperimentano con l'H24, noi abbiamo deciso di fare esattamente l'opposto: 10:00-18:30, dal martedì al sabato. Una follia? Parliamo di come Mercadona in Spagna continua a crescere pur chiudendo la domenica, di come gli orari massacranti impattano sui collaboratori, e di perché comprare un paio di occhiali non è come comprare la mozzarella alle 23 di sera. Esploriamo il paradosso del retail moderno: l'ottica tradizionale vuole venderti gli occhiali come se fossero un'automobile di lusso, ma poi ti tiene il negozio aperto come un supermercato. Noi abbiamo scelto di trattare l'acquisto degli occhiali per quello che è: un servizio quasi medico, che si prenota, si pianifica, e si vive con calma. Scopri come orari ridotti hanno creato collaboratori più felici, un'atmosfera migliore in negozio e, sorpresa, nessuna lamentela dai clienti. Perché alla fine, chi decide davvero di andare a fare gli occhiali alle 22 di sera?
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Ciao a tutti, sono Gino – proprio Gino! Errare è umano, ma perseverare è diabolico. E io di errori ne ho fatti parecchi in questi tre anni e mezzo di Occhialeria Sociale. Oggi faccio autoanalisi in diretta, con tanto di lavagnetta (sì, siamo in video!), per raccontarti tutti gli errori che ho fatto all'inizio – così tu non li fai.
Primo errore: il business model. Ho comprato una mola automatica da 20.000 euro pensando di fare tutto in laboratorio. Risultato? Dopo quattro mesi era già inadeguata. Secondo errore: i collaboratori. Mi sono accontentato di ottici "medi" invece di cercare persone motivate che credessero nel progetto. Terzo: fornitore lenti troppo piccolo (lavoravano in tre, come noi). Quarto: ho cambiato CRM per inseguire funzionalità fighe, salsalvo scoprire che l'assistenza faceva schifo e dover tornare indietro con migliaia di anagrafiche da trasferire.
Quinto errore: i social. Li ho gestiti in autonomia per due anni, male e poco. Quando ho delegato ai professionisti? Quattro milioni di visualizzazioni al primo video. Sesto: troppa carne al fuoco. Progetti bellissimi lasciati in sospeso perché non puoi fare tutto contemporaneamente.
Gli errori più difficili? Quelli che fai oggi e che scoprirai domani. Quelli che la maestra aveva scritto sulla tua pagella di terza elementare e che ti porti dietro da adulto. L'importante è fermarsi, guardarsi dall'alto e correggere. Benvenuto nella mia confessione imprenditoriale.
Scopri di più sul nostro progetto sul sito ufficiale: occhialeriasociale.it
Detto ciò, se vuoi aprire un'Occhialeria Sociale, devi credere che la vista sia un diritto e non un lusso. Ti piace l'idea? Puoi aprire un nuovo negozio, convertire il tuo o creare un modello unico. Contattami per informazioni attraverso i numeri che trovi sul nostro sito o scrivimi a [email protected]
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Ciao a tutti, sono Gino – proprio Gino! Bentornati alla seconda stagione del podcast dell'Occhialeria Sociale, per la prima volta anche in video! Questa puntata si intitola GEMITO, e no, non è solo il mio gemito di stanchezza dopo questi mesi pazzi... è l'acronimo di Genova, Milano, Torino: il triangolo industriale dove sta succedendo di tutto.
Vi racconto il trasloco epico di Genova, dove in dieci collaboratori abbiamo traslocato un intero negozio in un giorno grazie a un bando comunale. Vi parlo di Torino, dove Beatrice è diventata la roccia del progetto dopo aver vissuto tempeste e crescite pazzesche. E poi c'è Milano – Corvetto – il grande salto: un quartiere di 40.000 persone senza nemmeno un ottico, dove in un mese abbiamo fatto 140 occhiali e siamo finiti su Studio Aperto nazionale.
Milano ci ha proiettato in una dimensione nuova: velocità, comunicazione, effetto farfalla. Dalla farmacia Bazzi alle cooperative sociali, fino agli oculisti che vogliono collaborare per tamponare le lacune del sistema sanitario. È tutto più grande, più veloce, più... Milano. Ma sempre con lo stesso spirito: la vista è un diritto, non un lusso.
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Ciao a tutti, sono Gino – proprio Gino! Questa è una puntata bonus molto personale, registrata direttamente dalla Fiat Cubo di mia suocera, mentre guidavo carico di merce sulla A7, direzione Milano. Proprio così: stiamo per aprire una nuova Occhialeria Sociale a Corvetto, quartiere popolare, vivo, pieno di contraddizioni ma anche di possibilità.
Mentre guido, mi tornano in mente i ricordi del primo viaggio verso Pavia, anni fa, con lo stesso carico, la stessa macchina, le stesse paure. Ma oggi è diverso: oggi ho più consapevolezza, più energia, e soprattutto più conferme che il nostro format funziona.
A Milano apriamo grazie a una partnership con la Farmacia Bazzi di Chiaravalle, e con la grinta di Fabio, il nostro “minion milanese”. I prezzi resteranno bassi, i servizi accessibili, la missione chiara: dare occhiali a chi non può permetterseli, anche in una città che sembra fatta per chi ha troppo.
Questa non è una puntata come le altre: è un audio-diario on the road, carico di emozioni, ricordi, visioni per il futuro… e speranza.
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