
Sign up to save your podcasts
Or


Dopo mesi di declino, lo yen giapponese è precipitato ai livelli più bassi degli ultimi quarant’anni. Poi, nel giro di meno di un’ora, ha recuperato oltre il 3 per cento del suo valore.
Un normale rimbalzo dei mercati? No. Dietro quel movimento c’era un intervento coordinato tra Tokyo e Washington.
Gli Stati Uniti hanno deciso di sostenere lo yen perché un suo ulteriore crollo avrebbe potuto costringere il Giappone a vendere una parte degli oltre 1.100 miliardi di dollari di titoli del Tesoro americano che possiede, facendo salire i rendimenti e mettendo ancora più sotto pressione il debito federale, il dollaro e la bolla finanziaria di Wall Street.
Ma la parte più significativa è un’altra: per comprare yen, Washington ha venduto euro.
In altre parole, gli Stati Uniti hanno salvato il Giappone e protetto il proprio sistema finanziario scaricando una parte del costo sull’Europa.
Con Alessandro Volpi analizziamo cosa rivela questa operazione sui rapporti di forza dentro il blocco occidentale. Il Giappone resta subordinato agli Stati Uniti e schierato contro la Cina, ma quando il prezzo dell’alleanza diventa troppo alto riesce comunque a presentare il conto.
L’Europa, invece, emerge ancora una volta come il più mansueto dei vassalli: quello che paga di più, subisce di più e chiede meno al padrone di Washington.
E se gli Stati Uniti stessero facendo alla Cina quello che hanno fatto all’Unione Sovietica?
Come insegna Sun Tzu, nell’arte della guerra, se non puoi colpire frontalmente un avversario, perché è troppo potente, non ti resta che provare a circondarlo.
Indebolirlo, fiaccarlo, portarlo all’esasperazione fino a che non avrai spezzato una volta per tutte la sua volontà di resistere e combattere.
È quell’asfissiante pressione tecnologica, finanziaria e ideologica subita da Mosca durante la guerra fredda, tanto da spingere pezzi delle élite sovietiche a piegarsi, a pensare che fosse meglio integrarsi nel capitalismo occidentale, subordinati a Washington, piuttosto che rimanere.
Sì sovrani.
Sì liberi dal colonialismo occidentale.
Ma costantemente in guerra, sotto pressione, sotto assedio.
Ucraina, Palestina, Venezuela, Iran, la guerra commerciale dell’AI e dello spazio.
Gli Stati Uniti stanno stanno oggi costruendo un nuovo assedio alla Repubblica Popolare Cinese, con lo stesso obiettivo.
Piegare Pechino impedendo la nascita di un nuovo ordine mondiale multipolare, evitando però una guerra nucleare che spazzerebbe via gran parte dell’umanità.
Un equilibrio fragile, un gioco rischioso, dove spesso il caos è una scelta voluta.
E con questo livello di tensione l’escalation è sempre dietro l’angolo, la partita può sfuggire di mano.
Ma è proprio questa la partita che si sta giocando, in questo esatto momento, in ogni angolo del globo.
Ecco l’intuizione fondamentale di questo libro.
Disertare l’assedio, l’ultimo scritto dall’analista e direttore di Ottolina TV Giuliano Marrucci, che potete acquistare al link che trovate nel primo commento qui sotto.
Siamo di fronte ad un’analisi politica che cerca di andare finalmente oltre le solite banalizzazioni e spiegazioni superficiali della stampa e dei media mainstream.
"Trump è pazzo", "Putin odia l’Europa", "Xi Jinping un ambizioso dittatore".
Ma anche di tanta così detta contro "informazione" che in questi anni ha preso non poche cantonate.
E allora, dalla post-democrazia, finanziarizzazione, alla guerra in Ucraina, al genocidio palestinese, alle spaventose diseguaglianze sociali cresciute in questi decenni, in questo libro si cerca di spiegare con metodo quanto più scientifico quali sono i veri legami, interessi e intrecci che tengono insieme tutti più importanti fenomeni della nostra epoca.
Chi e per cosa si sta veramente combattendo la terza guerra mondiale a pezzi.
E, sopratttutto, cosa potremmo fare noi, qui e ora, per provare a disertare l’assedio
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉 Seguici anche su Spotify https://open.spotify.com/show/1AQC7D1D7lzfeKPwsW69Gl?si=AM6vG700RYG52DVpY15UQA
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
Che cosa c’entrano la crisi di Ceuta, la guerra contro l’Iran, i dazi di Trump, il mercato mondiale dei fertilizzanti e gli affari della monarchia marocchina e della famiglia Koch?
Apparentemente niente.
In realtà sono tutti pezzi della stessa gigantesca macchina coloniale.
Nel Sahara Occidentale occupato dal Marocco passa il nastro trasportatore più lungo del mondo: oltre cento chilometri che ogni ora portano verso l’Atlantico migliaia di tonnellate di roccia fosfatica, una materia prima indispensabile alla produzione di fertilizzanti e quindi alla sicurezza alimentare globale.
La holding della famiglia reale vende l’energia necessaria a far funzionare questo sistema. Trump ne legittima politicamente il controllo, riconoscendo la sovranità marocchina sul Sahara in cambio della normalizzazione con Israele.
Poi gli Stati Uniti attaccano l’Iran, Hormuz si blocca, i fertilizzanti rincarano e Washington spalanca il mercato americano ai fosfati marocchini. Diciotto giorni dopo, la famiglia Koch entra in affari con il colosso statale OCP.
La guerra provoca la crisi. La politica apre il mercato. Il capitale incassa.
E i migranti di Ceuta? Sono insieme arma di ricatto e arma di distrazione di massa.
Una storia che sembra una radiografia perfetta di come funziona il Colonialismo del XXI Secolo
Conti alla mano, Alessandro Volpi dimostra come con la prossima legge di bilancio il governo Meloni si appresta a dare il colpo di grazia definitivo a quel che resto dello Stato Sociale, per favorire riarmo e speculazione finanziaria.
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
Per decenni abbiamo dato per scontato che esistesse un solo modo di essere moderni.
Un solo modello economico, un solo sistema politico, un solo percorso di sviluppo. L’Occidente non si limitava a essere la principale potenza del pianeta: pretendeva di rappresentare il futuro dell’umanità.
Oggi questo monopolio si sta incrinando.
Gli Stati Uniti e i loro alleati conservano una forza militare, finanziaria e tecnologica straordinaria. Ma non sono più gli unici in grado di innovare, costruire grandi sistemi industriali, orientare il commercio mondiale o dettare le regole della competizione globale.
È da qui che parte la riflessione di Carlo Formenti e Alessandro Visalli nei due volumi di Oltre l’Occidente.
Per Visalli, il cuore dello scontro non riguarda soltanto mercati, materie prime o microchip. La vera posta in gioco è il controllo della tecnica. Ma la tecnica non è mai neutrale: ogni tecnologia incorpora una precisa idea del rapporto tra individuo e collettività, tra uomo e natura, tra economia e politica. In altre parole, una diversa visione del mondo.
Da questo punto di vista, la Cina rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice potenza economica emergente. Sta dimostrando che è possibile costruire una modernità diversa da quella occidentale, integrando pianificazione, industria, ricerca, finanza pubblica e infrastrutture dentro un progetto politico autonomo. Non si tratta soltanto di produrre più automobili elettriche o più intelligenza artificiale, ma di decidere in modo indipendente quale direzione debba prendere lo sviluppo.
Ed è proprio questa possibilità, forse ancora più della sua crescita economica, a renderla così difficile da accettare per l’Occidente.
Formenti affronta invece un’altra domanda decisiva: perché una parte così ampia della sinistra europea continua a leggere Cina, Russia e Sud globale attraverso categorie costruite durante l’egemonia occidentale? E come è stato possibile che, abbandonando l’analisi dell’imperialismo e del conflitto di classe, una parte della sinistra sia finita per condividere molti degli stessi presupposti del liberalismo che diceva di combattere?
Ne abbiamo parlato a Fest8lina 2026 in una discussione che prova ad andare oltre gli slogan e a interrogarsi sul significato della transizione multipolare che stiamo vivendo.
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
Per decenni ci hanno raccontato che la pianificazione sovietica fu soltanto burocrazia, inefficienza e sacrificio imposto alle masse.
Ma i dati raccontano una storia molto diversa.
In pochi anni l’Unione Sovietica trasformò un Paese agricolo, arretrato e circondato dalle potenze capitalistiche in una grande potenza industriale. Investì nell’istruzione, abbatté l’analfabetismo, costruì una base produttiva senza la quale la vittoria contro il nazismo sarebbe stata impossibile e riuscì ad aumentare anche i consumi popolari.
Come funzionavano davvero i piani quinquennali? Perché venne data priorità all’industria pesante? La successiva stagnazione dimostra il fallimento della pianificazione o viene giudicata attraverso criteri costruiti per le economie capitalistiche?
A Fest8lina 2026, l’economista e filosofo Vladimiro Giacché ricostruisce la storia della pianificazione dall’URSS alla Cina e smonta molti dei luoghi comuni più radicati. Perché il crollo sovietico non chiuse affatto la competizione tra piano e mercato: mentre l’Occidente privatizzava tutto e rinunciava a qualsiasi strategia, Pechino conservava lo Stato, le imprese pubbliche e i piani quinquennali come strumenti per governare lo sviluppo.
E oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un approfondimento indispensabile per capire perché il mercato non pianifica il futuro: pianifica soltanto il profitto.
Avete presente i porno degli anni ’70? Citizen Vigilante è un b-movie costruito esattamente con quella stessa, identica pigrizia strutturale. Una pellicola di 89 minuti che potrebbe tranquillamente durare un quarto d'ora, ma che viene allungata a dismisura per giustificare e "preparare" quei 3 o 4 picchi di violenza shock.
Deve essere per questo che Il film è andato virale sui social: a fine giugno, con il supporto di Elon Musk, il regista ha caricato il film intero gratis su X per una finestra limitata di 24-48 ore (come protesta contro quella che ha definito censura europea). E ha fatto più di 14 milioni di visualizzazioni!
Nei porno anni '70, prima che i personaggi iniziassero a ingropparsi tra di loro, c’erano infiniti minuti di recitazione tipo quella dei film di Veltroni e inquadrature fisse su persone che parlano del nulla (l’idraulico che spiega il guasto alla casalinga, o Cuperlo che parla di Calenda a Gasparri). In Citizen Vigilante, Uwe Boll riempie la stragrande maggioranza del minutaggio con scene in cui Michael Sanders (Armie Hammer) cammina con aria cupa per le strade di un'Europa volutamente squallida; con dialoghi piatti, ripetitivi e incredibilmente didascalici sul collasso della civiltà, la magistratura corrotta e la perdita di valori; oppure con monologhi interiori o confronti statici che non fanno progredire minimamente la trama.
E attenzione! Alcuni porno degli anni ’70 erano pure dei buoni film, rispetto a Citizen Vigilante! Tipo Miss Jones di Gerard Damiano, l’autore del più famoso Gola profonda e alcuni film con Moana Pozzi, tra cui uno dal titolo particolarmente sofisticato e velato: Buco profondo.
E chi non vede il video intero è Cuperlo.
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
Se critichi la NATO o l’Unione europea, rischi di finire nel mirino dei servizi segreti.
In Germania la svolta autoritaria sembra fare un altro passo avanti.
Come riporta la Berliner Zeitung, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha presentato una riforma che consentirebbe ai servizi segreti di intervenire contro giornalisti e media ritenuti un pericolo per “l’ordine libero e democratico”, per la sicurezza dello Stato, dell’Unione europea o della NATO.
E come potrebbero intervenire? Interrompendo comunicazioni, cancellando dati e persino diffondendo disinformazione contro i soggetti presi di mira.
Il problema è che concetti come “ordine democratico” o “sicurezza dello Stato” sono talmente vaghi da poter essere interpretati in modo molto ampio.
Per questo una parte della stampa tedesca è in allarme.
Il giornalista Norbert Häring è durissimo: «Con questa legge si usano i metodi dei servizi segreti contro chi fa giornalismo o politica non graditi al potere. Così si distrugge proprio l’ordine democratico che si dice di voler difendere».
Secondo Häring non è nemmeno un caso che il progetto sia stato pubblicato all’inizio delle vacanze estive e durante i Mondiali di calcio: l’obiettivo sarebbe far approvare la riforma il 13 agosto con il minimo dell’attenzione pubblica.
Ma questa non è l’unica notizia importante che arriva dalla Germania.
Mentre il consenso di Merz cala e l’economia continua a rallentare, a Baku si è svolto un incontro riservato tra importanti esponenti tedeschi e russi.
Che cosa significa? E cosa sta cambiando davvero in Germania?
Ne abbiamo parlato con Claudio Celani, giornalista di EIR e dello Schiller Institute.
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
I russofobi stanno diventando peggio dei sionisti.
Calenda e Pina Picierno hanno appena fatto una proposta di legge per mettere al bando la cosiddetta "propaganda russa" e censurare in Italia gli eventi del media Russia Today.
L'accusa?
Quella di avere una visione sulla guerra in Ucraina semplicemente diversa dalla loro.
Non solo.
Ieri alla Camera i due politici tra i più odiati d'Italia hanno accusato Di Battista, D'Orsi e vari giornalisti e commentatori, che si limitano a esprimere pacificamente le loro opinioni, di essere servi di Putin e di voler abbattere la democrazia in Europa.
Per questo, Picierno e Calenda vogliono creare uno "scudo democratico" contro chi ha la colpa di riconoscere le responsabilità della NATO nello scoppio della guerra e di chiedere l'avvio immediato di negoziati di pace.
Insomma, per difendere la democrazia, vogliono zittire chi semplicemente non la pensa come loro.
Torna, no?
Ma il vero problema è questo:
Leggendo i commenti dei vari Corriere della Sera, Repubblica e le dichiarazioni di molti esponenti del PD in questi mesi, si capisce che sono tutti d'accordo.
La svolta autoritaria è pronta.
E non scordiamoci che la legge proposta da Calenda e Picierno non farebbe che attuare un regolamento europeo.
L'Unione europea ha già reintrodotto il reato di opinione, bandendo i media "legati alla Russia" e sanzionando semplici giornalisti e analisti come Jacques Baud con la stessa delirante accusa.
Ma quando capiremo che l'accusa di essere filo-russi se si criticano le politiche occidentali in Ucraina è uguale a quella di essere antisemiti se si critica Israele?
Per rispondere a questa domanda, abbiamo invitato due filo-putiniani di ferro.
Citati più e più volte ieri durante l'invettiva di Calenda e Picierno alla Camera.
E che, per essere qui, hanno preteso che il gettone venisse pagato solo in rubli.
In questa nuova puntata di ottolina e mezzo abbiamo il professor Angelo D'Orsi, e l'Ambasciatrice Elena Basile.
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
«Vogliamo poter vivere come ci pare»
Difficile immaginare una rivendicazione più legittima.
Una parte decisiva della storia dell’emancipazione consiste proprio nella liberazione degli individui dalle autorità che pretendevano di decidere come dovessero vivere, amare, pensare e costruire la propria identità.
Ma che cosa accade quando la libertà viene concepita esclusivamente come sottrazione?
Quando essere liberi significa non dover rispondere a nessuno, non accettare nessun vincolo e poter abbandonare ogni relazione, organizzazione o appartenenza nel momento esatto in cui smette di corrispondere perfettamente ai nostri desideri?
È qui che compare quello che Dimitri D’Andrea definisce singolarismo.
Il singolarista non è necessariamente egoista, passivo o politicamente disinteressato.
Può scendere in piazza, partecipare a una mobilitazione, aderire a una campagna e impegnarsi con grande intensità su una singola causa.
Quello che fatica a fare è tenere insieme cause differenti dentro una visione coerente del mondo. Accettare la mediazione di un’organizzazione. Riconoscersi in qualcuno che lo rappresenti. Mediare con altri la scala delle priorità. E soprattutto continuare a far parte di un collettivo quando quel collettivo non coincide più completamente con le sue preferenze.
Vogliamo il gruppo, purché sia composto da persone identiche a noi.
Vogliamo partecipare, purché nessuno possa decidere qualcosa con cui non siamo d’accordo.
Il risultato è una società capace di produrre anche mobilitazioni imponenti, fiammate di rabbia e rivolte improvvise, ma sempre meno capace di costruire organizzazioni stabili, elaborare progetti complessivi e trasformare l’energia della protesta in forza politica.
Ed è qui che il ragionamento diventa particolarmente scomodo.
Perché la guerra, la crisi ecologica, le disuguaglianze, le migrazioni o l’organizzazione dell’economia non possono essere affrontate semplicemente permettendo a ciascuno di vivere come preferisce.
Richiedono regole, istituzioni e decisioni che valgano per tutti. Anche per chi non le condivide.
la domanda allora è: come si tiene insieme la massima libertà individuale con la capacità di perseguire obiettivi comuni senza i quali quella stessa libertà non è altro che un’illusione?
Ne hanno discusso a Fest8lina 2026 Valentina Morotti e Michele Rossi del collettivo Ottosofia con Dimitri D’Andrea, professore ordinario di Filosofia politica presso l’Università di Firenze, che da anni riflette sulle trasformazioni della soggettività moderna , sulla crisi della rappresentanza e sulle difficoltà contemporanee dell’azione collettiva.
Buona visione!
👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
From the publisher's feed