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Il conflitto in Iran ha prevedibilmente e comprensibilmente spostato l’attenzione, di nuovo, sulla politica estera. Le ricadute immediate sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalle speculazioni che provocano un immotivato, immotivato almeno per ora, aumento dei prezzi. L’attenzione della pubblica opinione italiana è dunque presa da altro, certamente molto meno dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La riforma Nordio passa in secondo, terzo, quarto piano rispetto agli eventi macroscopici che ci circondano
Ieri Antigone ha presentato il suo ottavo rapporto sulla giustizia minorile in Italia. Il lavoro dell’associazione presieduta da Patrizio Gonnella è sempre prezioso, pieno di dati e analisi accurate. “Con onestà intellettuale bisognerebbe dire che non abbiamo un quadro esatto e univoco del fenomeno. Ma men che meno abbiamo un quadro che supporti l’idea di un’emergenza criminalità minorile. Non stiamo assistendo a un’esplosione della criminalità minorile, ma a un’espansione della reazione penale”, ha detto Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell'Osservatorio sulla giustizia minorile. C’è un numero che mi ha colpito molto ed è quello dei presunti innocenti in carcere. Il 64,9% dei ragazzi detenuti, pari a 370, si trova in carcere esclusivamente in virtù di un provvedimento di custodia cautelare.
Per Giorgia Meloni sta arrivando il momento del disvelamento, quel momento che in politica arriva sempre, a un anno dalle elezioni politiche del 2027. Soprattutto per quanto riguarda i rapporti con Donald Trump e il movimento MAGA. La destra americana ha una sua agenda. È l’agenda del nativismo nazionalista e populista. È l’agenda del Project 2025. L’Italia che cosa c’entra?
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