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Non si stanno mettendo benissimo le cose per Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio scopre dunque di avere parecchi nemici in casa, come i franchi tiratori del centrodestra che hanno appena impallinato l’emendamento alla nuova legge elettorale che reintroduceva, in parte, le preferenze.
Quando nascono nuovi partiti politici, quando ci sono le elezioni in avvicinamento, quando gli spazi per lo sbarco parlamentare si fanno consistenti, abbondano sempre gli impresentabili. Aspiranti candidati più realisti del re, più estremi dell’estremismo, oppure riciclati senza talento se non quello di trovarsi un’altra collocazione, gente che ha cambiato e cambia partiti come camicie.
iene quasi voglia di difenderlo, questo Matteo Renzi messo in attesa dal servizio clienti del burbanzoso Campo Largo.
Specie dopo tutta la fatica che ha fatto per diventare il portavoce ombra dell’opposizione, a volte riservando agli avversari il trattamento - e questa è la nota davvero stonata che non piace soprattutto ai sostenitori che lo hanno appoggiato per anni - che avevano riservato a lui. E vabbè. Sono tutti lì a maramaldeggiare, in quest’estate infernale che ricorda quella del 2003, non per motivi politici, macché, per il caldo.
A Napoli, dove c’è appena stato il primo comizio unitario di Pd, M5S e Avs, che non è andato benissimo diciamo, non ce l’hanno voluto.
Ripartire dalle periferie. Insieme ai problemi di comunicazione (“Non ci hanno capito”), è una tipica frase del luogocomunismo politico. Di solito viene usata a sinistra per ripromettere a sé stessi la necessità di riallacciare il rapporto con il territorio e con il popolo, due entità mitologiche che sfuggono alla piena comprensione di partiti e leader. Stavolta invece tocca alla destra, dove è in corso un interessante duello fra Matteo Salvini e Roberto Vannacci.
Tira davvero aria di campagna elettorale. Bastava farsi un giro ieri a Firenze alle due di pomeriggio - con 35 freschissimi gradi - al circolo di San Bartolo a Cintoia per l’iniziativa sulla “nuova sanità territoriale” organizzata dal Partito Democratico. Ospite d’onore Elly Schlein, omaggiata dalla ricchissima presenza di parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali, consiglieri comunali, assessori regionali e comunali.
Sono ore di intensa attesa per Marine Le Pen: domani la Corte d'Appello deciderà sul caso degli assistenti degli eurodeputati del Rassemblement National (RN). Le Pen nel 2025 è stata giudicata insieme ad altri europarlamentari colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici
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