Pelo nell'uovo

Pelo nell'uovo

By Ginevra RutherfordArts
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Pelo nell'uovo episodes

  • #30. Egon Schiele: perverso o progressista?
    Egon Schiele (12 giugno 1890, Tulln an der Donau, Austria - 31 ottobre 1918, Vienna, Austria), oltre a essere il protagonista indiscusso dell’espressionismo viennese, è una delle figure più controverse della storia dell’arte.

    Un anticonformista, un ribelle e, senza alcun dubbio, un visionario. Tutte cose che i manuali ufficiali ci hanno prolissamente raccontato. Ma, oltre a ciò… chi è veramente Egon Schiele? E, soprattutto, che rapporto ha con il genere femminile? 

    In quest’episodio proveremo a dare una risposta. E come? In un solo e unico modo: ricercando ancora una volta il pelo nell’uovo.


    Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale Ko-Fi, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram @pelo.nell.uovo e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!
    16 min
  • #29. Il corpo di Cristo. Anzi, il corpo di Lydia. Arte, corpo e religione
    Il rapporto tra arte e religione è stato ed è decisamente intricato, alternando amore e sfruttamento, esaltazione e dissacrazione. Sopratutto se si tiene in conto un altro fattore: il corpo. Corpo nudo, corpo sensuale, corpo sacro, corpo di cristo, corpo demitizzato.

    In quest’episodio vedremo due esempi di questi corpi: il primo è Lydia (1777 ca), del “reverendo pittore di Veneri” - Reverendo Matthew William Peters - mentre, il secondo è Piss Christ (1989) di Andres Serrano.

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    16 min
  • #28. SPOILER: dialogo con Elena Garbarino e Mara Surace
    Se in principio - prima delle ricerche sul campo - gli antropologi analizzavano le usanze e le culture di popoli lontani comodamente dalla poltrona di casa, si può dire che le due antropologhe Elena Garbarino e Mara Surace abbiano inventato una nuova professione: “l’antropologia da divano”: dopo aver guardato e studiato 90 serie TV, sono riemerse dal binge watching con un nuovo punto di vista sul mondo. 

    Nasce così “Spoiler! Serie TV e giustizia sociale” (2022, Meltemi Editore): un libro capace di trattare temi importanti e complessi (come il femminismo, antirazzismo, la lotta di classe…), attraverso un mezzo diretto e a noi familiare come la serie TV.

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    28 min
  • #27. Un femminismo decoloniale: dialogo con Françoise Vergès
    Françoise Vergès è politologa, attivista francese, femminista antirazzista, ricercatrice senior presso il Sarah Parker Remond Center Institute of Advanced Studies e autrice di diverse scritti sulla schiavitù coloniale, sugli studi decoloniali, sull’istituzione museale e sul femminismo, tra cui “Un femminismo decoloniale” (“Un feminisme décolonial”, 2019, La Fabrique éditions). 

    Il saggio evidenzia come il femminismo occidentale, fondato sulla cancellazione delle disparità uomo-donna, abbia sottovalutato e talvolta ignorato le esperienze di dominazione che esistono tra le donne stesse.
    Il femminismo decoloniale, a differenza di quello occidentale, è prima di tutto anticapitalista e antirazziale: secondo Vergès, difatti, non ci si dovrebbe definire femministe senza interessarsi alle questioni ambientali, allo sfruttamento, alla questione di classe e al razzismo. 

    Grazie ancora Françoise Vergès per il suo tempo e per le sue parole… attendiamo con ansia l’uscita del prossimo libro! 

    Un grazie speciale anche a Alessia Vespa, co-autrice di questo episodio, e a Celeste Tartaglia, la nostra doppiatrice dalla voce impeccabile.

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    24 min
  • #26. Un panino imbottito di marmo: la storia di Meret Oppenheim
    Meret Oppenheim (6 ottobre 1913, Berlino - 15 novembre 1985, Basilea) è stata un’artista incredibile che non ha mai voluto che venisse ricordata come modella, musa o men che meno insegna del Surrealismo.

    Tuttavia, ancora ad oggi, la storia ufficiale la racconta come la musa di Man Ray, di Max Ernst, di Marcel Duchamp, di Alberto Giacometti o di Renè Magritte, quando invece ha saputo affermarsi nel contesto prevalentemente maschile del surrealismo e sviluppare una ricerca coerente con la sua persona: complessa, profonda e anticonformista.


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    14 min
  • #25. L'arte può far ridere?: dialogo con Simone Nigiotti (@ready_meme.exe)
    Se Marcel Duchamp fosse nostro contemporaneo, non ci sorprenderebbe se presentasse il suo famoso “orinatoio”  (Fontana, 1917) sotto forma di… meme: un fenomeno virale (immagine, video, testo) dal contenuto ironico, irriverente e imprevedibile.

    << Il meme come nuova wave del Dada - così l’ha definito l’ospite di oggi, Simone Nigiotti, creatore del profilo Instagram da quasi 25 mila followers @ready_meme.exe - la summa perfetta di immediatezza e impatto visivo >>.

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    25 min
  • #24. Femminismi contro: dialogo con Elvira Vannini
    Femminismi contro: Pratiche artistiche e cartografie di genere (2023, Meltemi Editore) è un insieme di otto saggi di artiste, critiche e curatrici accumunate dal loro legame tra arte, cultura e politica che, uniti, scandiscono una narrazione contro-egemonica dell’arte.

    A raccontarcelo è Elvira Vannini, storica dell’arte, critica d’arte, curatrice indipendente, docente alla NABA di Milano, fondatrice del blog/magazine HOT POTATOES e curatrice dell’antologia.

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    21 min
  • #23. Carla Accardi: la mostra al Palazzo Esposizioni
    Sperimentatrice, ricercatrice, militante femminista e una delle prime artiste astrattiste italiane: questo e molto altro è stata Carla Accardi (9 ottobre 1924, Trapani - 23 febbraio 2014, Roma), figura cardine dell’arte del Novecento.

    Questo episodio è dedicato alla sua lunghissima carriera artistica - durata circa sessant’anni - con particolare attenzione al rapporto tra arte e femminismo (per il quale ha chiuso i rapporti con Carla Lonzi) e alla sua sperimentazione artistica.

    Vi ricordo che la mostra a lei dedicata al Palazzo Esposizioni a Roma è visitabile fino al 9 giugno 2024!


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    19 min
  • #22. L'irrazionalità dell’effimero: il ghiaccio nell’arte
    Il ghiaccio attraversa l’ecologia, il femminile e il femminismo, la politica, fino ad arrivare alla poesia: l’inevitabilità del suo scioglimento ci riconduce alla fragilità e alla transitorietà della nostra vita, alla mortalità del nostro essere.

    In questo episodio vedremo degli esempi di artisti - David Hammons, Francis Alÿs, Paul Kos, Nèle Azevedo, Ólafur Elíasson, Kirsten Justesen e Gloria Camiruaga - che, con la loro arte, hanno concretizzato questo discorso, rovesciando la monumentalità e la solidità del ghiaccio in favore della sua contraddittoria effimerità e della sua ampia simbologia.

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    15 min
  • #21. Caso Ana Mendieta: suicidio o femminicidio?
    All’improvviso il tonfo.
    Durante la notte dell’8 settembre 1985, qualcosa precipita dal 34° piano di un palazzo nel Greenwich Village, a New York: è il corpo di Ana Mendieta, artista femminista di origini cubane.
    Ad avvisare le autorità è stato il marito, anche lui artista, Carl Andre. Unico sospettato della sua morte, Andre verrà processato e poi assolto nel 1988 per insufficienza di prove.

    Suicidio o femminicidio? Nonostante una sentenza definitiva, l’enigma rimane tutt’oggi ancora aperto, lasciando nel pensiero collettivo diversi dubbi (e tanta rabbia) ancora in sospeso.

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    17 min

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