Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Vado a trovare la luna: un forestiero a Bologna da «Il nostro viaggio in Italia»
    Un viaggio molto speciale nel nostro Paese, scritto a più mani da narratori che, per il Touring, hanno composto testi originali dedicati a tutte le regioni, a qualche città ad alcuni territori. 
    Un’antologia ricca che restituisce colori, sapori, profumi ed emozioni.
    Il bello della nostra penisola oltre i luoghi comuni.

    di Paolo Nori

    Sono dieci anni che tengo dei corsi di scrittura, a Bologna, e tutti gli anni il numero dei bolognesi che partecipano a questi corsi è sempre inferiore al numero dei non bolognesi e una volta, nel 2018, delle 15 persone che frequentavano il corso, nessuno era nato a Bologna, nemmeno io, che abito a Bologna dal 1999 ma son nato a Parma.
    E, da bolognese d'adozione, mi sento in diritto di dare qualche consiglio ai non bolognesi che dovessero visitare questa città, e indicherò alcuni posti che per me sono posti incantevoli anche se frequentati da gente che non sa cosa vuol dire salviettone.    

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    11 min
  • Emilia-Romagna, frammenti di Novecento da «Il nostro viaggio in Italia»
    Un viaggio molto speciale nel nostro Paese, scritto a più mani da narratori che, per il Touring, hanno composto testi originali dedicati a tutte le regioni, a qualche città ad alcuni territori. 
    Un’antologia ricca che restituisce colori, sapori, profumi ed emozioni.
    Il bello della nostra penisola oltre i luoghi comuni.

    di Giorgio Falco

    Innanzitutto, il nome: Emilia-Romagna.
    Mi piacciono le parole composte.
    Mi piacciono le parole definite da un trattino, da un minuscolo tratto ancor più breve di una lineetta.
    Se è vero che un trattino divide due o più elementi lessicali autonomi, è anche vero che li unisce.
    Capita a volte che l'unione sancita attraverso un trattino possa risultare da un'imposizione politica, amministrativa, fiscale, un'invenzione vissuta come una soperchieria da una delle due controparti; in questi casi, bene che vada, la presenza del trattino manifesta l'artificio per creare qualcosa che prima non esisteva.
    L'Emilia-Romagna non appare come una forzatura, ma la naturale estensione dei due nomi collegati dal trattino.
    Il trattino emiliano-romagnolo non è quindi un capriccio burocratico ma è come se rappresentasse la Via Emilia, la spina dorsale della regione.
    Mi piace la solidità della storia centenaria sedimentata nelle città edificate lungo la Via Emilia, eppure amo anche considerare la Via Emilia e l'intera regione come un luogo provvisorio, uno spazio mobile, di transito, in continuo movimento, e non potrebbe essere diversamente, poiché la Via Emilia è una delle aree più urbanizzate del continente; mi piace considerare questo inquieto movimento indispensabile per ricercare qualcosa che non sia soltanto l'esistente, la mera rappresentazione di sé, ma anche qualcosa che si possa manifestare soltanto attraverso l'insistenza dell'osservazione, della nostra continua interrogazione.
    Non è un caso se in Emilia-Romagna, più che in ogni altro luogo d'Italia, abbiano lavorato alcuni tra i migliori artisti-fotografi della seconda metà del Novecento, molto spesso americani, ma anche tedeschi e francesi.    

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    11 min
  • Emilia-Romagna, misterioso erotico tour da «Il nostro viaggio in Italia»
    Un viaggio molto speciale nel nostro Paese, scritto a più mani da narratori che, per il Touring, hanno composto testi originali dedicati a tutte le regioni, a qualche città ad alcuni territori. 
    Un’antologia ricca che restituisce colori, sapori, profumi ed emozioni.
    Il bello della nostra penisola oltre i luoghi comuni.

    di Gianluca Morozzi

    Com'è che faceva quella canzone dei Perturbazione?
    «Erika tu eri l'unica ma soprattutto nelle ore di ginnastica ...»
    Me la canticchio mentalmente mentre vado verso la libreria, cambiando il nome Erika con Elena.
    Elena è una mia accanita lettrice.
    «Angela, serata libera dentro al silenzio nella camera dei tuoi», ecco: mentre guido verso Ravenna per la seconda tappa del tour continuo a cantare i Perturbazione, ma senza cambiare il nome della ragazza.
    Già, perché la lettrice che sta venendo a vedere la mia doppia presentazione, arriva dalle Marche per conoscermi, è innamorata di Dante, delle interpretazioni dantesche e un pochino anche di me, mi pare di intuire.
    Con la terza ragazza che devo incontrare non mi viene da cantare i Perturbazione, perché "Maddalena" è un nome troppo lungo per farlo stare in metrica.
    Non ho neanche elaborato una strategia di approccio con questa bella ragazza di Parma tanto lei mi sembra piena di spirito di iniziativa e, ne sono convinto, ha già studiato tutto.
    Convinzione errata: Maddalena mi dà due bacetti sulle guance, mi saluta sorridente e se ne va.
    Caspita, però, è come se un uomo ti invitasse a vedere la collezione di farfalle perché vuole farti veramente vedere la collezione di farfalle.
    Partecipo col mio romanzo alla rassegna letteraria Montagne di Libri, stavolta in compagnia di Bianca.
    E se sembra che certi scrittori siano come dei marinai che hanno una donna in ogni porto, in effetti è perché certi scrittori sono come dei marinai, e hanno effettivamente una donna in ogni porto.
    C'è anche la volta in cui il marinaio sbarca e va in taverna a bere da solo.
    E infatti alla presentazione a Castelnuovo ne' Monti, nell'Appennino Reggiano, non ho lettrici o ammiratrici ad accompagnarmi.
    Però, quando sto per ripartire in direzione di Bologna, apro Facebook e c'è la richiesta d'amicizia di una certa Monica che non sembra affatto male, dalla foto del profilo.
    Accetto l'amicizia, e un attimo dopo mi scrive un papiro su quanto l'ha affascinata tutta la mia storia sul canto sostituito della Divina Commedia, lei che ha sempre avuto un grande amore per Dante eccetera eccetera.
    Mentre torno a casa mi rimetto a canticchiare i Perturbazione, cambiando il nome: «Monica tu eri l'unica ...»    

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    18 min
  • Friuli-Venezia Giulia, la solitudine e la libertà da «Il nostro viaggio in Italia»
    Un viaggio molto speciale nel nostro Paese, scritto a più mani da narratori che, per il Touring, hanno composto testi originali dedicati a tutte le regioni, a qualche città ad alcuni territori. 
    Un’antologia ricca che restituisce colori, sapori, profumi ed emozioni.
    Il bello della nostra penisola oltre i luoghi comuni.

    di Cristina Battocletti

    Il treno cigolava e nella carrozza legnosa Pier Paolo Pasolini era caduto in uno stato quasi ipnotico: la testa e il corpo magro obbedivano ai piccoli sussulti, gli occhi si erano chiusi sotto la litania del taran taran taran taran.
    Ma poi, come accadeva ogni volta, "l'odore di terra “ lo aveva risvegliato.
    Alzò il corpo magro e teso da calciatore e vide dal finestrino il Tagliamento.
    Migliaia di sassi scagliati da un Dio indifferente giacevano come un enorme letto bianco su cui il fiume si spingeva pigro fino al mare.
    "Una sconfinata intimità", questo sentiva Pier Paolo: l'odore di muschio, il fruscio delle foglie larghe quasi secche, l'asprezza del vino evaporato dalle fiaschette sottratte alla cantina di casa per fare baldoria.
    Se fino alla stazione di Casarsa della Delizia sapeva d'estate, quella di provincia morbida, con gli orari slentati, lontana dal saliscendi polveroso della sua Bologna, percorso da madri e ragazzi che stipavano il desiderio di fuga nelle valigie.    

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    17 min
  • A certe mire c'è proprio il Signore, se no dovevo morire «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    La Pianura: Testimonianze di vita contadina

    Giuseppe Fino, nato a Revello, classe 1909, contadino, operaio. 

    Mio padre, assieme ai due fratelli, conduceva in affitto una cascina di cento giornate.
    Mia madre, pur di rimediare qualche soldo, lavorava durante l'estate alla filanda di Revello, nella campagna, nella stagione in cui giravano i bozzoli, in cui si preparavano i bozzoli per la cottura.
    Sono uscito la prima volta di casa nel 1917, non avevo ancora otto anni.
    Nell'estate ci siamo ricoperti di pidocchi, i pidocchi ci mangiavano, ci facevano morire.
    Anche le mosche ci mangiavano, di notte ci svegliavano, era un brusio continuo, come di uno sciame di api.
    Al mattino avevamo la faccia nera come il soffitto.
    C'era una signora che una volta mi disse: «Vieni un po' qui che ti guardi».
    Mi apre la camicia, «Oh povero bambino, come fai a vivere così?», ero tutto morsicato, una sola piaga.
    È uscita la spagnola, l'hanno presa tutti meno io.
    Guardate che il Signore aiuta, a certe mire c'è proprio il Signore, altrimenti dovevo morire.    

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    11 min
  • Via per il mondo a cercare la vita «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    La Pianura: Testimonianze di vita contadina

    Michele Costamagna, detto Chin ‘l Giardinè, nato a Isola di Bene Vagienna, classe 1886, contadino.

    Mio cè, il padre di mio padre, era fattore alla masueria, grossa tenuta a mezzadria, di Isola sotto un padrone proprietario di cento giornate a vigneto.
    Comandava i boari. Poi ha dato una dote un po' grossa a due figlie, mille lire, allora è stata la sua rovina.
    Si è trasferito qui a Crava a fare il giardiniere.
    Così sono cresciuto quasi nella miseria perché mio padre aveva niente e la famiglia era numerosa, padre, madre, sei figli, e il nonno, in nove a vivere di niente.
    Non sapevo che cosa erano le scarpe, sempre scalzo con gli zoccoli nei piedi.
    Nel 1904 sono andato in Francia perché ero stufo di fare il servitore che non mi davano da mangiare.    

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    19 min
  • Non ci siamo ribellati «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    La Pianura: Testimonianze di vita contadina

    Giuseppe Daniele, nato a Cherasco, frazione Cervere, classe 1887, contadino. 

    Sapesse che vita abbiamo fatto per mettere assieme dieci giornate di terra!
    Siamo partiti da zero, abbiamo tribolato fino a che la famiglia è cresciuta, oh sacramenta.
    Quante volte abbiamo mangiato uno spicchio d'aglio e pane ammuffito, anticristo.
    Avevamo niente. Morivano tanti bambini per dei nutrimento, per fame: eh, la miseria è brutta! Mangiavamo il pane ammuffito con la barba sopra: con una manata toglievamo il più grosso della muffa e non perdevamo una briciola, altro che adesso che tanti il pane lo buttano via, lo sprecano.In guerra non ci siamo mai ribellati, non eravamo mica capaci di ribellarci; non avevamo nemmeno più fame in trincea, tanta era la paura, tante erano le sofferenze.  
      
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    18 min
  • Il più povero di Peveragno è più ricco di allora «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    La Pianura: Testimonianze di vita contadina

    Caterina Toselli, vedova Tassone, detta Nuia, nata a Peveragno, classe 1890. 

    Mio padre da giovane era nell'America del Nord, a New York, a cercare fortuna.
    Si diceva che là gli alberi fossero carichi di sterline.
    Mia madre da bambina andava a servire in campagna da vachera, dalle parti di San Magno, presso gente che se la faceva bene.
    Nel 1875 mio padre torna dall'America per sposarsi.
    È un giovane elegante, porta la camicia con il colletto duro, ha i gemelli d'oro, è un buon partito.
    Mia madre è una bella donna di vent'anni, lavora alla filatura.
    Come mio padre la vede si innamora.
    La miseria era tanta, e la gente tirava avanti a forza di economie.
    A Peveragno le Magrotule - due vecchie che erano mica povere, che avevano un bel po' di campagna, mi ricordo come se la rivedessi adesso - metteva la polenta nemmeno nel piatto, la teneva in una mano e nell'altra mano tenevano l'acciuga.
    Mangiavano un boccone di polenta e leccavano l'acciuga.
    Quando la polenta era finita l'acciuga era ancora intatta.
    Era molto interessata alla gente, anche i pochi ricchi del paese non sprecavano, tendevano a fare sempre più soldi, a risparmiare le cento lire.
    Oggi il più povero di Peveragno è più ricco del ricco di allora.    

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    11 min
  • Oggi sono tutti ricchi. Chi accetterebbe ancora una vita come la nostra? «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    La Pianura: Testimonianze di vita contadina

    Giovanni Toselli, detto Gianin d’Ariund, nato a Peveragno, classe 1887, contadino, muratore.

    Nel 1900 metà della gente di Peveragno era in Francia o in America. 
    Oh, ne partivano tanti per l'America, partivano per arrivare là a Natale a fare ancora la cuseccia, ossia la campagna del grano, con la vettura fino a Beinette e poi in treno a Genova dove si imbarcavano.
    Oh, ragazze disposte a sposarsi, disposte ad andare in America?
    Oh, ne trovavano di ragazze, allora si andava facilmente in America.
    Qui non c'era lavoro, c'era miseria.
    È brutto quando mancano i soldi, quando mancano 19 soldi a fare la lira. I debiti fanno paura.
    Oggi sono tutti ricchi. Chi accetterebbe ancora una vita come la nostra?    

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    13 min
  • Trentino-Alto Adige, due anime per una terra da «Il nostro viaggio in Italia»
    Un viaggio molto speciale nel nostro Paese, scritto a più mani da narratori che, per il Touring, hanno composto testi originali dedicati a tutte le regioni, a qualche città ad alcuni territori. 
    Un’antologia ricca che restituisce colori, sapori, profumi ed emozioni.
    Il bello della nostra penisola oltre i luoghi comuni.

    di Isabella Bossi Fedrigotti 

    La mia regione ha qualcosa di speciale, che altre non hanno: a metà circa della sua estensione cambia di nome, i colori, le architetture, la lingua.
    È una regione doppia la mia, anche se lo sa bene soltanto chi vi abita o vi ha abitato.
    Chi non la conosce, o vi è stato solo come turista, difficilmente se ne rende conto: è capace di pensare, per esempio, che dappertutto si parli anche tedesco, o che speck e wurstel siano, da nord a sud, piatto regionale per eccellenza.
    Ancora oggi, come quando ero piccola, viaggiando mi piace cercare - invano - il punto preciso del cambiamento, lo spartiacque dove le case non sono più di pietra soltanto ma anche di legno, dove i campanili delle chiese finiscono in cielo con il tetto appuntito, dove i contadini portano il lungo grembiule blu - la falda - per lavorare nei campi.    

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    19 min

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