Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Download on the App Store

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Festa del Carciofo di Paestum a Gromola di Capaccio (Campania)
    La festa del carciofo di Paestum ha sede presso la borgata di Gromola di Capaccio l’ultimo fine settimana di aprile e il primo fine settimana di maggio; uno dei numerosi obiettivi è stato nel tempo è proprio quello di rilanciare il carciofo prestano attraverso degustazioni e assaggi di piatti tipici in modo da attirare turisti e curiosi anche oltre i confini di competenza comunale; infatti, la manifestazione gastronomica, nel tempo, ha inciso notevolmente in modo positivo sull'economia locale con particolari risultati su tutto il comparto agricolo.
    Il carciofo, preparato in modi diversi e sempre invitanti viene distribuito con altre specialità tipiche e sempre a base di carciofi, preparate da cuoche esperte presso gli stand dedicati: si possono gustare ottimi tortini di carciofi, lasagne, parmigiane e pizze: ogni pietanza è infine rigorosamente abbinata a vini locali più raffinati.

    Gromola di Capaccio: https://maps.app.goo.gl/ygjxvxYE1Tx3gSR67
    8 min
  • Parte Terza «Morimondo» di Paolo Rumiz (lettura di tutti i capitoli da 33 a 48)
    Il Po, anzi Po senza articolo, e il grande fiume, il fiume per eccellenza.
    Questo libro è il diario scritto da Paolo Rumiz della sua discesa fluviale, il cui manoscritto che la narra è giunto nelle mani dell’editore nel dicembre 2012, ma per il quale non vi sono certezze sui tempi della sua stesura e nemmeno su quelli del viaggio, in quanto l’Autore non dichiara mai il tempo della partenza.
    Fatto sta, che comunque, ciò che viene raccontato è di un’attualità impressionante.

    Epifania della vela
    Ombre sul Lago Gerundo
    Voglia di naufragio
    Sottocoperta
    Le spire
    La corte dimenticata
    Voci nella notte
    Il santo traghettatore
    Le Naiadi
    Il paracarro
    Malstrom
    Il gigante
    Annibale
    La donna in nero
    Lo sbarramento
    Pirati
    2 hr 41 min
  • 48 - Pirati - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Arrivammo a Monticelli in un momento di grande concitazione: era scattato l'allarme pirati e potemmo assistere in vivavoce a uno scambio di telefonate roventi tra pescatori, vigilanti e il gruista, asserragliato al suo tavolo di lavoro come un fante in trincea, assieme a sua moglie Cristina.
    "I soliti rumeni hanno preso un cigno col cappio dell'Oasi del Pineto," gridava qualcuno dall'altra parte del filo, qualcuno che asseriva di averli visti, "l'hanno accoppato e ora di sicuro se lo mangiano".
    "Distruggono la Riviera" ringhiò la donna, "ma stavolta non la devono passare liscia. Quel cigno era un simbolo. Dobbiamo mandare la polizia".
    “I politici guardano allo spread ... Ma vai in c.... lo spread, a noi serve ordine, perché se non c'è ordine non c'è sviluppo. Qui ci sarebbe un magnifico turismo, ma la gente ha paura .... un fiume intero è ostaggio dei pirati ".
    7 min
  • 47 - Lo sbarramento - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Venne il mattino e noi non sapevamo ancora come sarebbe andato quel maledetto trasbordo oltre la diga della malora.
    La chiusa era inagibile.
    L'acqua a valle era troppo bassa, nettamente più bassa del fondo della camera stagna dove saremmo dovuti entrare per superare il salto.
    Il letto era sprofondato di altri due metri e le barche restavano troppo basse in confronto alla conca.
    A valle le barche potevano entrare e uscire solo in caso di piena, e poiché non c'erano piene da un anno, era da un anno che lo sbarramento di Isola Serafini non lo passava più nessuno.
    Nemmeno i pesci passavano, li vedevi a valle e a monte girare in tondo come pazzi, sorvolati dai aironi assassini.
    Si incaponivano a risalire quell'utero infinito che non portava da nessuna parte, e che in 300 km aveva offerto loro pochissime oasi di acqua ferma dove tirare il fiato.
    Molte specie si erano estinte, gli storioni soprattutto, abituati a transumare come le trote o le anguille.
    Alla fine, per passare, non ci restava che la gru.
    Un braccio meccanico che sollevasse il Gatto e lo deponesse a valle calandolo nel vuoto.
    Venne un'autogru che piantò nell'erba quattro zampacce da grillo-talpa, fasciò la barca con tiranti sotto la chiglia, la sollevò fin sull’orlo del burrone, poi iniziò a calarla, lentissima in un selvaggio turbinare di gabbiani.
    7 min
  • 46 - La donna in nero - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Una volta, il Venerdì Santo si legavano le campane e fino alla mezzanotte tra il sabato e la domenica si lasciava che un cupo silenzio avvolgesse i paesi e le città.
    Anche a Monticelli fu una notte agitata.
    Impossibile dormire in quella tempesta di memorie tra morte e resurrezione.
    Nemmeno lo sciacquio sentivi: era come se qualcuno avesse tolto l'audio alla navigazione.
    Mormorai una litania per non arrendermi a quel silenzio oceanico.
    Nomi di fiumi, e mi vennero tutti di donna.
    La notte Padana era piena di visioni e fu allora che la vidi, immobile su una chiatta.
    La donna di Morimondo era di nuovo lì, pallida, duri zigomi persiani e grandi occhi bui.
    La regina nera era tornata come a Kabul, Belgrado e Baltimora.
    Stavolta aveva un pullover di tenebra a girocollo, pantaloni attillati dello stesso colore e una sciarpa color senape.
    Portava monili al collo e alle orecchie, e mi guardava ferma, perfettamente a suo agio su quel pontone come sui moli e sotto le pensiline delle stazioni dove l'avevo vista le altre volte.
    Sembrava un Martin pescatore in attesa di tuffarsi, ed era eretta e sottile come il fuso di un arcolaio.
    Come sempre non disse nulla e, come le altre volte, io sentii nel diaframma qualcosa di simile a una deflagrazione.
    Provai a gridare "Chi sei”, ma dalla gola non uscì che un soffio, ma quel soffio bastò a rompere il silenzio.
    14 min
  • 45 - Annibale - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Ricordo molto bene quando vidi la prima volta Annibale il concaro, governatore antico della chiusa che sola ti consente di passare oltre lo sbarramento che è chiamato Isola Serafini e che divide, anzi sarebbe meglio dire spacca, l’aorta del paese in due tronconi.
    Fu lì che incontrai Annibale, e nessuno mi tolse dalla testa che l'avevano chiamato così per via dei guadi della Seconda guerra Punica che costellavano il suo fiume proprio da quelle parti.
    Annibale Volpi era un’arca di storie e memorie, ed era logico che lo fosse visto che presidiava la strettoia del fiume con l'attenzione di un doganiere.
    Di viaggi, per saper narrare, non è strettamente indispensabile macinare chilometri.
    Quello che conta è ascoltare i flussi e il buon concaro, che adorava poco e non si era mai mosso dal territorio fra Cremona e Caorso, li acchiappava tutti.
    Fra Torino e il Delta, nulla gli sfuggiva: di voce in voce, da viaggiatore a viaggiatore, le storie gli arrivavano da lontano a velocità stupefacente.
    12 min
  • 44 - Il gigante - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    A San Nazzaro, dove Po divenne lago, ci aspettavano una cena, un letto vero e una delegazione di amici che era venuta ad aspettarci arriva sotto un campanile giallino, e ci tirò una cima per darci una mano.
    Tra questi Oscar Gandini, classe 1933, un collezionista di meraviglie fluviali che sarebbe stato per noi il quinto incontro importante del viaggio.
    "Se andate via di qui senza aver visto i miei attrezzi, alla vostra storia mancherà qualcosa”, così esordì solennemente aprendoci il portone del cortile.
    Divorato dalla curiosità per gli utensili dell'uomo, in mezzo secolo di esplorazione a bordo Po, aveva accumulato un inestimabile tesoro della memoria.
    Così secoli di storia parlavano dal solaio di una casa di San Nazzaro.
    Gandini era un gigante con pellaccia e scalpo da capo indiano, cespugli al posto delle sopracciglia e dieci dita capaci di tutto.
    Non era semplicemente emiliano: era l'Emilia in sé, con la sua bonomia e la sua ingegnosità operativa.
    12 min
  • Zumpano (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Zumpano (Zzumpànu in calabrese e Zumbàno in greco bizantino) è un comune calabrese della provincia di Cosenza, i cui abitanti son detti Zumpanesi, che fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.
    Il centro storico sorge a 429 metri s.l.m., sugli ultimi contrafforti della Sila Grande.

    Zumpano: https://maps.app.goo.gl/MnRNec86jWyB2GyW8
    6 min
  • Serrastretta (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Un viaggio al centro del borgo di Serrastretta, facente parte dei Borghi Autentici d'Italia, fa toccare con mano la Calabria più autentica, fatta di storia, natura e tradizione.
    Fondato nel 1383 da famiglie di Scigliano, in provincia di Cosenza, in fuga dall’allora feudatario locale, il borgo è arroccato alle pendici della Sila e domina la valle del fiume Amato.
    Ricco di testimonianze artistiche di tipo civile (Palazzo Talarico, Palazzo Torchia, Palazzo Bruni e l’ottocentesco Palazzo Pingitore) e religioso (Parrocchia della Beata Vergine Maria del Soccorso con opere dei Maestri Stuccatori di Miglierina), l’abitato è atavicamente legato al lussureggiante ambiente circostante, che raggiunge il suo acme nella vicina Faggeta del Monte Condrò.

    Serrastretta: https://maps.app.goo.gl/mnweYmE882Nqjcj49
    7 min
  • Saracena Città garibaldina (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Un viaggio al centro del borgo di Saracena, in provincia di Cosenza, permette di scoprire un angolo affascinante di terra appenninica inserito nel Parco Nazionale del Pollino e orientato verso la pianura di Sibari e il Mare Jonio.
    Facente parte dei Borghi Autentici d'Italia, abbarbicato a mezza costa a 600 metri di altitudine, il borgo affonda le sue radici in un passato che profuma di leggenda.
    Custode di siti archeologici di pregio (come Città Vetere, la Grotta di San Michele e la Grotta Campanella), l’abitato conserva diverse peculiarità artistiche degne di nota, come il cinquecentesco Convento dei Cappuccini (raggiungibile a piedi e parzialmente conservato), la Chiesa di Santa Maria delle Armi, l’antica Chiesa di Santa Maria del Gamio e la Chiesa di San Leone costruita sui resti di un precedente edificio del 1000.
    Da menzionare, infine, i tanti percorsi escursionistici che dalla località Novacco conducono al Monte Scifarello o al Monte Caramolo.

    Saracena: https://maps.app.goo.gl/v1cgKNcSLt57K1i79
    11 min

About Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

From the publisher's feed

PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M…

More shows like Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Chiedilo alla Storia - Intesa Sanpaolo On Air by Intesa Sanpaolo e Chora Media

Chiedilo alla Storia - Intesa Sanpaolo On Air

49 Listeners