Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Olio sul mare, olive taggiasche e olio Riviera Ligure DOP (Liguria)
    L'oliva taggiasca è una varietà di oliva di forma ovale tipica della Riviera Ligure il cui nome deriva da Taggia, il paese in provincia di Imperia dove, secondo alcuni, è stata portata dall'isola-monastero di Lerins, davanti a Cannes, dei monaci di San Colombano o, secondo altri, dall'abbazia di Montecassino.
    Quest'ultima vicenda la fa risalire a un atto datato 1049 con il quale la marchesa Adelaide di Susa donava un vasto possedimento in quel di Taggia al monastero di Santo Stefano di Genova.
    Il fondo fu successivamente affidata ai monaci benedettini di Pedona, oggi Borgo San Dalmazzo, i quali, ispirati ai dettami del Santo fondatore organizzarono in queste vallate Liguri imponenti coltivazioni di ulivi, creando la famosa varietà taggiasca col trapianto di esemplari prevalenti prelevati da Montecassino.

    Taggia: https://maps.app.goo.gl/LpTua2U6r1XUzHf9A
    6 min
  • Monococco c'era una volta e c'è ancora (Lombardia)
    C'era una volta il monococco, ma la realtà ci dice che il monococco esiste ancora e nella pianura bresciana.
    C'è chi si adopera per rendere questa archeologia delle sementi un presente alimentare.
    Un caso, non il solo ma interessante, di recupero della tradizione del tempo.
    Un salto indietro a più di diecimila anni fa che ci fa ritrovare il Triticum Monocuum, il nome botanico del monococco o farro piccolo, e uno in avanti e siamo all’oggi.
    4 min
  • Lonzino di fico la povertà è chic (Marche)
    Un sapore piccolo, uno di quelli, tantissimi, che riguardano una zona sola o pressappoco; quindi un prodotto "resistente" come si dice.
    Il lonzino di fico che nasce dai frutti essiccati al sole macinati con anice, mandorle noci tritate e si presenta a tutti gli effetti come un insaccato avvolto nelle foglie di fico è legato con un filo di lana!
    Una lavorazione povera e raffinata al tempo stesso, che è assurta alle tavole dei cultori delle prelibatezze.
    Gli amici che ce ne parlano operano nella zona di Serra de' Conti, in Vallesina, nell'anconetano.

    Serra de' Conti: https://maps.app.goo.gl/ByCgi9kEQXpeYR3m6
    4 min
  • Farinata di Savona a farine e strisce (Liguria)
    Sembra che la farinata abbia radici molto antiche, infatti sformati di purea di legumi cotti in forno sono presenti in diverse ricette latine e greche, e qualcuno ipotizza anche prima di queste civiltà.
    Nel medioevo il piatto si diffuse a partire dalla zona di Genova, a Pegli, e nell’odierna La Spezia, ambedue città che hanno fatto richiesta anche della DOP.
    Ma la farinata è nota anche in area Toscana, specie a Livorno e provincia.
    Una leggenda racconta che sia nata casualmente nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria.
    Le galee Genovesi, cariche di vogatori prigionieri, si trovarono coinvolte in una tempesta.
    Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono inzuppandosi di acqua salata.
    Nel tentativo di ridurre il danno, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella.

    Savona: https://maps.app.goo.gl/KinwHRsutvj4GXCq7
    4 min
  • C'è del Pergola rosso nelle Marche
    La cittadina pesarese di Pergola ha ottenuto la denominazione di origine controllata per tre tipologie di vino: il Pergola rosso, noto anche come Vernaculum o Vernaccia rossa di Pergola, il Pergola passito, famoso anche come Vin Santo per la cui commercializzazione sono necessari cinque anni di invecchiamento, e il Pergola Novello.

    Pergola: https://maps.app.goo.gl/d5jfi5rtqyUJxord7
    4 min
  • 55 - I torrenti - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    “Qui dovrebbe esserci il Taro ", disse, appena fummo in navigazione, l'unica donna a bordo; e subito il bell’affluente dal nome maschile si mostrò.
    Fu allora che li sentii: cantavano scendendo a precipizio, spumeggiavano dentro valli parallele come canne di un flauto di Pan, fra calanchi e pezzi di meteoriti, in una contorsione di rocce sconosciuta alle Alpi, gli affluenti appenninici rotolavano a valle pronti a percuotere la piana con spaventose piene ma anche a scomparire, riducendosi a rigagnolo a velocità stupefacente.
    12 min
  • 54 - "Ibant oscuri" - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Passarono barche nere e si videro nere ombre camminare sulle acque.
    Briganti? Pescatori? Balordi? Ladri? Bracconieri?
    Alla vista di quelle anime vaganti senza nome, mormorai litanie virgiliane imparate al liceo.
    E fu notte inquieta, punteggiata di stelle e lampadine frontali.
    Notte senza grilli ma risonante di soli uccelli, un frastuono da foresta pluviale.
    Cantavano come invasati, era una gara di gorgheggi di maschi in amore.
    Dio, che incanto doveva essere questo fiume cent'anni fa, sospirai, per dire che gli avevano rubato tutto.
    10 min
  • 53 - Il siluro - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Fra Mantova e Cremona in pochi giorni hanno rubato settanta motori e i ladri non li ha visti nessuno.
    Il fiume è alla mercé di chiunque.
    E la gente invece di prendersela con gli uomini se la prende con i siluri.
    Io so che l'unico vero rischio che corri in barca è di rimanere a piedi, o che ti rubino il motore mentre stai a cazzeggiare a pranzo.
    Ma come si fa a vedere i siluri? Chiese qualcuno.
    I siluri a caccia li puoi vedere se c'è la piena.
    E non è pericoloso: non ti caga nemmeno di striscio il siluro.
    Il maschio ti morde solo se gli vai a pestare le uova.
    13 min
  • 52 - La lanca - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    La carta ci disse che cominciavano le acque ferme, malinconiche, della pianura illimitata.
    Registrai un'altissima densità di toponimi d'acqua in terraferma: San Matteo delle Chiaviche, Sabbioneta, Stagno Lombardo, La Pioppa, Acquazza, Bocca Chiavica e Bocca Bassa, per non parlare del formidabile Cascina Alluvioni.
    Pochi, in quel grande nulla, i paesi che usavano avvicinarsi all'argine: Pomponesco, Dosimo e Casalmaggiore.
    Fu navigazione veloce, le torri campanarie di Polesine Parmense e di Zibello ci passarono accanto come una visione, poi precipitammo nella sera.
    13 min
  • Settimana della Cultura Brindisina di Mesagne (Puglia)
    La settimana della cultura brindisina a Mesagne propone a ogni edizione un fitto programma di iniziative, tra cui spiccano quelle dedicate alla cultura del cibo: vengono ad esempio aperte al pubblico, a seguito di due momenti più istituzionali presso la biblioteca comunale, le sale del frantoio ipogeo, per illustrare e svelare i segreti dell'antichissima tradizione dell'olio pugliese.
    I principali ristoratori mesagnesi preparano tradizionalmente un prelibato banchetto di piatti tipici a base di carciofi e zucchine accompagnati da vini della zona come il Negroamaro brindisino e il Salice salentino.

    Mesagne: https://maps.app.goo.gl/pywptyc7jYm2XMrM9
    8 min

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