Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Cirò (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Cirò (chiamata anche Cirò Superiore per distinguerla dalla vicina Cirò Marina) è un comune calabrese della provincia di Crotone, i cui abitanti sono detti Cirotiani.
    È un comune della cinta collinare costiera dell'alto Mar Jonio, che fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.

    Cirò: https://maps.app.goo.gl/nXdH45HB4n3BvQdo8
    11 min
  • Cicala (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Cicala sorge arroccato ai piedi della Sila Piccola ad oltre 800 metri di quota sotto il verde abbraccio di querce e castagni.
    A Cicala si respira il profumo di giurranda e di ginestre, di tranquillità e di camini accesi.
    Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.

    Cicala: https://maps.app.goo.gl/o3UBCHPgZRvEtyp27
    6 min
  • Cerisano (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Cerisano, è un caratteristico borgo delle Serre Cosentine, che fa parte dei Borghi Autentici d'Italia; situato a circa 600 m di altitudine e a pochi chilometri da Cosenza, è un sito naturalistico che annovera un incontaminato e ricco patrimonio ambientale posto ai piedi del Monte Cocuzzol, da dove Cerisano domina la conca cosentina.Il centro storico di Cerisano si sviluppa ai piedi del Palazzo Sersale e della piazza antistante, che domina in posizione acropolica tutto il borgo, formato da rilassanti e tortuose stradine e viuzze facilmente percorribili.

    Cerisano: https://maps.app.goo.gl/jr17mZE95fuTmVQ9A
    8 min
  • Casali del Manco (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Il Comune di Casali del Manco è stato istituito nel 2017 attraverso la fusione dei comuni contigui di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta.
    Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia ed è nel cuore del Parco Nazionale della Sila.
    Per conformazione insediativa, per densità di relazioni e pratiche locali e per spirito di comunità questo territorio era da ritenersi da tempo un unico contesto abitato ed è come se una seconda identità diffusa, quella degli storici casali siti nel Manco del fiume Crati, si intessesse alle realtà comunali, a ben vedere anch'esse già multiple, infatti ognuno dei 5 Comuni originali era l'insieme di più casali storici.
    Oggi l'aggregazione dei 5 vede un territorio che va da Cosenza fin sulle vette della Sila Grande, una ventina di località abitate e una pluralità di identità locali che tuttavia tutte si ritrovano nell'elemento comune di essere i Casali del Manco.
    Un territorio diffuso, variegato e plurale.

    Casali del Manco: https://maps.app.goo.gl/yTRBKYyJ6TLscKR96
    6 min
  • Canna (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Canna è un comune calabrese della provincia di Cosenza, di 631 abitanti detti Cannesi.
    È posto a 417 metri s.l.m., a monte del torrente Canna che, dopo pochi km, sfocia nel mar Jonio all'altezza di Rocca Imperiale Marina.
    Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.Secondo una leggenda locale, Ulisse e la sua ciurma sarebbero passati per Canna per recarsi alla grotta di Polifemo.
    Accecato da Ulisse ed i suoi compagni, Polifemo in preda all’ira gettò massi e rocce in direzione della nave di Ulisse nel tentativo di distruggerla.
    A fianco del letto del torrente Canna, sulla sponda sinistra procedendo verso il mare, sono visibili quelli che sarebbero tali massi.

    Canna: https://maps.app.goo.gl/hX9iCMv2rfD1uy327
    4 min
  • Bovalino (Calabria - Borghi Autentici d'Italia)
    Bovalino è un cittadina situata in provincia di Reggio Calabria, nel cuore della locride, affacciato sul litorale della Riviera dei Gelsomini e fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.
    «Bovalino, scintillante sulla sua cretosa altura sull’ultimo raggio di sole […] è un posto di considerevole grandezza ed eravamo incantati dal marcato carattere calabrese. Mentre salivamo il tortuoso sentiero, osservavamo la lunga fila di paesani che tornavano a casa: il costume delle donne era il più bello che avessimo visto finora» (Edward Lear).
    «O Bovalino, Bovalino mia, che sorgi tra il Careri e il Pintammati, il forestiero ti guarda e si ristora, ti guarda con due occhi innamorati» (Vincenzo Guerrisi Parlà).
    Il Borgo di Bovalino Superiore, parte antica della città, posta su una collina di creta a 210 m. s.l.m., oltre a conservare le testimonianze storico artistiche e i riti e le tradizioni di un lontano passato, permette al visitatore di godere di scorci paesaggistici incantevoli, che abbracciano dall’Aspromonte al Mar Ionio.
    Un patrimonio eterogeneo nel quale i luoghi diventano esperienze da vivere attraverso l’immaterialità, il buon cibo, le vedute panoramiche e la spiaggia certificata dal 2014 con la “Bandiera Verde” per essere a misura di bambino.

    Bovalino: https://maps.app.goo.gl/WZb3iKJF6YJx1Pjr8
    24 min
  • Parte Seconda «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Il Po, anzi Po senza articolo, e il grande fiume, il fiume per eccellenza.
    Questo libro è il diario scritto da Paolo Rumiz della sua discesa fluviale, il cui manoscritto che la narra è giunto nelle mani dell’editore nel dicembre 2012, ma per il quale non vi sono certezze sui tempi della sua stesura e nemmeno su quelli del viaggio, in quanto l’Autore non dichiara mai il tempo della partenza.
    Fatto sta, che comunque, ciò che viene raccontato è di un’attualità impressionante.

    Vogata veneziana
    La farfalla
    Il ponte e la Luna
    La litania
    Meandri perduti
    Grilli di giorno
    Acque bastarde
    Il mastodonte
    Notte bianca
    L'ora infuocata
    Il nome
    Confluenza alpina
    1 hr 40 min
  • 32 - Confluenza alpina - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Nel tratto di pianura del Ticino vedemmo ancora risaie, monasteri, fabbriche, campi di battaglia, le terrazze fluviali sul canale Villoresi, la vista immensa sul Rosa, il ponte guerreggiato della Buffalora e quello più pacifico, di barche, vicino a Bereguardo.
    Io vidi un fuoco acceso della locanda della mia Morimondo e, più a valle, le torri di Pavia.
    In una biblioteca di Brescia avevo visto di sfuggita una carta ottocentesca del Ticino che mostrava una densità mai vista di toponimi.
    Non c'era meandro, cascina, ramo laterale, passerella, casa isolata che non avesse un nome.
    Una densità di toponimi da mal di testa.
    Era la rappresentazione di un luogo vivo e abitato in ogni anfratto.Molto più vivo e conosciuto di oggi.
    Ci avvicinavamo al miracolo di un fiume selvaggio incastrato nel cemento di mille paesi, officine, filande e capannoni.
    Entravamo in un dedalo dei mille rami laterali dalle mille sorgenti d'acqua pura che aiutavano le piante indigene a resistere alla pestilenza dei pioppeti e all'insulto del cemento armato.
    Il suo alveo era largo fino a 5 km, potevi perderti lì dentro, o incontrare silenziosi pescatori sul barcè o rintanati in tane fumose nei giorni d'inverno.
    Era sul Ticino che si trovava nel nostro approdo, e per raggiungerlo dovevamo risalire il fiume per un piccolo tratto verso Pavia, ma il Po ci spingeva veloce verso Valle, e ogni metro diventava un pezzo di strada in più da fare controcorrente.
    ”Controoo! Controoooo!”
    Gridò Angelo alla vista dell'affluente che ci veniva addosso da sinistra, e si mise a vogare alla rovescia con un anticipo che mi parve esagerato.
    Ma non è mai troppo presto per una confluenza simile: la barca pesava più di una tonnellata e l'inerzia era così forte che restammo a lungo immobili prima di poter risalire.
    14 min
  • 31 - Il nome - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Al Ponte della Becca avremmo lasciato il barcè con il suo straordinario pilota, per imbarcarci su una piccola meraviglia cabinata con albero reclinabile che ci avrebbe portato fino al mar d'Oriente.
    Il proprietario, Paolo Lodigiani, c'era venuto incontro in bicicletta e ci aspettava fumando la pipa sul solitario imbarcadero di Rea.
    Lui che aveva battuto i mari del mondo, non aveva mai visto nulla di simile.
    Il ritmo antico dell'avvocata, lo scorrere delle Rive, i nostri canti, l’allegro disordine dei bagagli.
    Tutto era nuovo per lui.
    "Come si chiama la barca?” chiese il nuovo passeggero.
    "Veramente non ce l'ha, il nome," rispose Angelo da poppa, vagamente imbarazzato.
    Valentina: "Che strano, le barche di mare hanno tutte un nome, quelle di fiume niente".
    "Beh, bisognerà pur chiamare in qualche modo questo barcè," insistette il buon Lodigiani, e si mise a pensare tirando di pipa.
    Pensammo tutti, ma non ci venne in mente nulla.
    Poi mi venne il nome, Morimondo, e ricordai.
    Venne all'improvviso e non lo dissi a nessuno.
    C'era una volta un villaggio tra le risaie sulla riva sinistra del Ticino, una locanda con un fuoco acceso e una donna in nero che mi guardava con occhi abissali.
    Aveva il profilo caucasico e mi era già apparsa in tanti viaggi.
    8 min
  • San Mauro Forte (Basilicata - Borghi Autentici d'Italia)
    Dall’alto di una collina di 540 m d’altezza in provincia di Matera, il borgo di San Mauro Forte, uno dei Borghi Autentici d’Italia, domina la valle del torrente Salandrella.
    Sorge in un territorio collinare ricco di uliveti, una risorsa talmente importante e valorizzata dalla comunità che, il borgo, è entrato a far parte dell’Associazione Città dell’Olio, per la sua prolifica produzione.

    San Mauro Forte: https://maps.app.goo.gl/Ew12CsuAVJ9M4K3x8
    5 min

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