Nell’antichità le terre comprese tra l’Adige e il Po si presentavano come una distesa di acquitrini che ancora oggi sulle carte geografiche sono ricordate come le Valli Grandi Veronesi e sulle stesse carte, un unico riferimento, Isola della Scala, che nel nome ricorda il suo antico apparire su un orizzonte di acque e l’appartenenza agli Scaligeri, signori di Verona. Merito dei monaci benedettini e della coltura del riso, tanta acqua divenne ricchezza: la varietà tipica del luogo è oggi il Vialone nano, semifino particolarmente adatto alla preparazione di risotti; infatti la specialità locale è il risotto all’isolana, in cui la polpa di vitello e la lombata di maiale vengono lavorate a punta di coltello e rosolate e poi unite al riso che viene portato a cottura con brodo di carne e mantecato con burro, formaggio e un pizzico di cannella, come ai tempi della Serenissima.
Isola della Scala: https://maps.app.goo.gl/DnjaeiXj85VSSEpz9