Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Montagnana e l'arte del prosciutto (Veneto)
    Montagnana appare integra nello spettacolare giro di mura trecentesche oltre il largo fossato a prato e, all’interno, nel disegno urbano delle vie porticate e della grande piazza sulla quale spicca il Duomo gotico.
    Montagnana, inoltre, accoglie il visitatore garantendogli un’esperienza gastronomica notevole con il Prosciutto di Montagnana, salume d’eccellenza artigianale dell’ambito della Dop Prosciutto veneto Berico-Euganeo.

    Montagnana: https://maps.app.goo.gl/F5GZ2K3wn96u9pTG8
    3 min
  • Monsélice con il mercato all'ombra del castello (Veneto)
    Il «Mons silicis» del tempo romano, il monte di selce, è un cono di roccia nella pianura a sud-est dei colli Euganei, estratto dalla cava di trachite, la masegna in dialetto, che per due volte servì a pavimentare piazza San Marco, scenario che fa da sfondo al mercato verso il quale convergono molti prodotti degli Euganei e della pianura che li fronteggia.

    Monsélice: https://maps.app.goo.gl/U1V27qMKFKwVVBYP7
    3 min
  • Mirano la Riviera del Brenta e l'oca (Veneto)
    Mirano è il capoluogo dell’area detta del Decumano per via del reticolo viario ortogonale che segna la terraferma veneziana dal tempo della colonizzazione romana.
    È una cittadina di campagna, che ha fatto della tradizionale festa di San Martino, un evento dedicato all’oca.
    Poi nel resto dell’anno, l’oca resta come nume tutelare della buona tavola: col classico spiedo, ovviamente, ma anche con una produzione salumiera di ascendenza ebraica.

    Mirano: https://maps.app.goo.gl/qDvj5oXVCE4KTmSLA
    3 min
  • Maròstica, il primato delle ciliegie (Veneto)
    È borgo intatto fascino medievale, cinto da mura merlate e turrite che collegano due castelli d’origine trecentesca, Inferiore e Superiore, racchiudendo un verde pendio.
    Vanto locale sono le ciliegie: menzionate per la prima volta in relazione a Maròstica seicento anni fa. In tavola la tradizione chiama la tacchinella alla melagrana, piatto evocativo fin nel nome, e dalla vicina Breganze i ‘toresani’, piccioni terraioli avvolti nel lardo e cotti allo spiedo.

    Maròstica: https://maps.app.goo.gl/dDcvELDxbvTTAHYm7
    3 min
  • Màlcesine tra monte e lago (Veneto)
    Il sito è lacustre, piacevolissimo, premuto dal fianco del monte Baldo coperto di ulivi alla riva ristretta del Garda.
    L’abitato antico, in cui spicca il rinascimentale palazzo dei Capitani del Lago, d’impianto forse longobardo, è dominato dal castello scaligero.
    Non stupisce che i sapori in tavola siano di lago e di monte: pesce e olio del Garda, il formaggio Monte Veronese Dop, il tartufo nero e il miele delle Comunità Montane del Baldo della Lesìna, i marroni Igp di San Zeno di Montagna.

    Màlcesine: https://maps.app.goo.gl/ipRFRkYKyrHFMt6D8
    3 min
  • Mais di Marano Vicentino (Veneto)
    Il Mais Marano è una cultivar di mais selezionata all'inizio del 1900 nella zona di Marano Vicentino dall'agronomo Antonio Fioretti.
    Si distingue dalle altre cultivar per la limitata produttività, circa 40 quintali per ettaro, e il caratteristico sapore della polenta con essa prodotta.
    Nella zona di Vicenza tale mais era soprannominato maraneo o maranelo o anche maranello, ricordando il luogo di origine.

    Marano Vicentino: https://maps.app.goo.gl/CTLfZPpE13NDN5sA7
    4 min
  • Lonigo, ville e vini dei Colli Bèrici (Veneto)
    A Lonigo si svolge una plurisecolare Fiera dei cavalli e si mantiene una quotata produzione di prosciutti e specialità equine.
    Una breve diversione porta a luoghi della Doc Gambellara e Lessini-Durello.

    Lonigo: https://maps.app.goo.gl/iTzahUZ7akJ9FogF9
    3 min
  • Isola della Scala apparizione tra le risaie (Veneto)
    Nell’antichità le terre comprese tra l’Adige e il Po si presentavano come una distesa di acquitrini che ancora oggi sulle carte geografiche sono ricordate come le Valli Grandi Veronesi e sulle stesse carte, un unico riferimento, Isola della Scala, che nel nome ricorda il suo antico apparire su un orizzonte di acque e l’appartenenza agli Scaligeri, signori di Verona. Merito dei monaci benedettini e della coltura del riso, tanta acqua divenne ricchezza: la varietà tipica del luogo è oggi il Vialone nano, semifino particolarmente adatto alla preparazione di risotti; infatti la specialità locale è il risotto all’isolana, in cui la polpa di vitello e la lombata di maiale vengono lavorate a punta di coltello e rosolate e poi unite al riso che viene portato a cottura con brodo di carne e mantecato con burro, formaggio e un pizzico di cannella, come ai tempi della Serenissima.

    Isola della Scala: https://maps.app.goo.gl/DnjaeiXj85VSSEpz9
    3 min
  • Fragola di Verona (Veneto)
    La Fragola di Verona è un prodotto tipico del Veneto.
    Cresce spontaneamente fin da tempi antichi e viene coltivato negli orti dei veronesi da prima del 1600. Rossa, dolce e profumata, la fragola veronese è un prodotto di qualità e rientra tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali.
    E’ coltivata in tutta la provincia di Verona, in particolare nella zona della Bassa e dell’Est veronese. Non necessita di particolari attrezzature per la coltivazione ma di una conoscenza approfondita delle tecniche da utilizzare per preservare le caratteristiche del frutto.
    Il trapianto delle piantine avviene tra marzo e aprile, mentre il periodo di maturazione va da aprile a giugno; la raccolta viene effettuata esclusivamente a mano, preferibilmente in orario serale.
    La Fragola di Verona ha un profumo e un sapore intenso, un colore rosso brillante, una dimensione relativamente grossa e una conservazione piuttosto durevole rispetto ad altre varietà.
    La fragolicoltura veronese rappresenta un pezzo di tradizione locale e la fragola rappresenta uno dei prodotti di punta del territorio di Verona.

    Verona: https://maps.app.goo.gl/126mWqo8BFzMf2aN9
    2 min
  • Feltre e i fagioli di Lamòn Igp (Veneto)
    Siamo nella media valle del Piave dal capoluogo provinciale a Feltre.
    Sullo sfondo, a nord, le cime delle Dolomiti Bellunesi e più vicine, le colline coltivate che digradano al greto fluviale, fitte di paesi e contrade.
    Procedendo da Sud, s’incontra Lamòn, i cui fagioli hanno fama d’insuperabile bontà.
    Li si coltiva in zona fin dal 1500 in quattro varietà locali, che in tavola entrano nella ‘pasta e fasoi’ ma anche nel riso alla lamonese.

    Feltre: https://maps.app.goo.gl/VKTm4eboBn1NsYMt6
    3 min

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