Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Ritorno a Positano da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    I falliti, o come dicono il ratés, i naufraghi della vita, hanno costituito a Parigi un loro Club.
    Non so quali rivendicazioni possano affacciare, ma ho veduto una fotografia in cui uno di essi ostentava un cartello in cui pressappoco è scritto: "I falliti sono necessari alla società; sono i microbi provvidenziali dell'organismo sociale".
    Ne riconosco le facce in questa fotografia; hanno tutto in viso, anche l'intelligenza; non ne hanno l'energia, sono facce da animale umano in un umano giardino zoologico, perduta la loro forza di attacco e di difesa, più disarmata della stessa decrepititudine. Il fenomeno non è nuovo.
    Lo vidi già dopo l'altra guerra in alcune città d'Europa, i falliti fuggivano, sospiravano a nuove terre dove dimenticare, a un esilio piacevole che deve essere l'impressione di avere lasciato volontariamente il mondo e le sue lotte, dove la natura con la sua felicità e il suo incanto risaltasse dando loro l'impressione di poter compiere ancora qualche cosa.
    Ho riveduto Positano dopo molti anni, da quando appunto ero era divenuto la capitale di questi tipi di falliti e di fuggiaschi.
    Molte belle e ricche ville attestano che vi conviene oggi gente prospera.
    C'è l'illuminazione pubblica, molte fontane di buona acqua impetuosa, le strade sono asfaltate.
    Quasi tutta la città morta, il quartiere della gente del luogo che fuggì cercando un mondo e abbandonando le abitazioni divenute con gli anni cadenti e vuote, è stata ricostruita e abitata.
    15 min
  • Viaggio, o fuga da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    A bordo d’un vaporetto che fa il giro d’un famoso arcipelago, ero seduto sulla panchina di centro.
    Alle mie spalle era aperto lo sportello del gabbiotto adibito a bar.
    Si sentiva il fischio della macchinetta espresso, l’acciottolio dei bicchieri e delle tazze lavate, arrivava a sbuffi un odore di caffè.
    Il mio vicino di cui conosco fino a quel momento soltanto la forma delle scarpe, gialle, forse troppo pesanti per la giornata estiva, disse come tra sé: «Sono i fondi del caffè. Non è caffè. Andate a prendere un caffè».
    «Già», dissi io.«Tutto così», egli aggiunse, «tutto surrogati».
    Dissi: «Siamo un paese povero. Tutti si arrangiano».
    Il mio vicino replicò: «Ma paghiamo da ricchi. Siamo un paese povero in cui non esistono reali ricchezze, si fanno i Monopoli del necessario. C'è chi si arricchisce di ciò che è necessario a tutti, che dovrebbe costare poco, e che in effetti costerebbe poco. Secondo me, questo è il principale problema della nostra vita. Non siamo cristiani? E a che cosa servirebbe, altrimenti, essere cristiani, se non almeno per il pane quotidiano?».
    16 min
  • Pellegrinaggio a Montevergine da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    Il mio compagno di viaggio, un napoletano del popolo, guantaio di primo mestiere, poi conducente con patente di secondo grado, curioso della cultura e dell’archeologia in particolare, forse perché nei napoletani è sempre presente l’idea del tempo che fugge e della vita, che aveva letto l’Iliade, l’Odissea e I Miserabili, cominciò sulla piazza di Avellino a piantare grane con la meticolosità che la gente di fantasia mette in questa occupazione.
    La piazza di Avellino quel giorno pareva fatta apposta per un litigio, eccitata dalle feste di agosto, col passaggio dei pellegrini che andavano a Montevergine, le grida dei venditori di piccoli puerili cestini colorati e di fiori e ghirlande di carta che sono di rito per il pellegrinaggio e ornano le biciclette, i carrettini, le auto, gli autocarri dei devoti, le mani e il petto dei bambini; i richiami dei venditori di torrone, l’orchestra delle giostre, le trombette.
    Su tutto dominava il cantare d’una contadina che si accompagnava con un organetto narrando una storia popolare patetica e violenta, con una voce aggressiva, il viso congestionato e la gola gonfia di quel canto buttato fuori con tutto l’impegno e con una specie di rancore.
    18 min
  • Miseria e risate da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    «Vi’ quant’è bello il nostro onorevole, come sta bene, com’è giovane!».
    Credo che soltanto a Napoli un quartiere di gente oltre il limite dalla povertà possa fare un’accoglienza simile a un uomo, rallegrandosi della sua salute, della sua cera, del suo sorriso.
    In una visita simile a Roma, borgata Quarticciolo, la folla che si era accalcata a vedere i visitatori, si eccitò a mostrare i ragazzi seduti sui letti bagnati di pioggia, o al riparo di un ombrello, e parve capire tutto nel momento in cui mostrava il suo stato, e a quel punto ci fu da temere quasi il linciaggio dei visitatori.
    A Pozzuoli, Rione Terra, più comunemente «N’coppa ‘a Terra», la visita cominciò e durò per un pezzo, fra tremende risate.
    Cominciarono a ridere le donne più anziane uscendo dai bassi, dalle grotte, dalle tane muffite, a vedere il loro deputato, il loro amico, poi seguitò a risate per un pezzo, fino alla stanchezza e alla nausea.
    Il visitatore è un deputato socialista che ha scoperto il quartiere nascosto da un promontorio che pare disabitato, svoltando a destra davanti alla porta che conduce alla strada di Cuma.
    17 min
  • Belluno, le Dolomiti e i formaggi (Veneto)
    Belluno si allunga su una terrazza rocciosa alla confluenza del fiume Ardo nel Piave: piazze e vie pittoresche, portici, fontane antiche, palazzetti rinascimentali fanno parlare di ‘Piccola Venezia di montagna’ anche perché le Dolomiti sono a due passi.
    Dunque funghi, frutti di bosco e castagne, come prodotti spontanei, ma soprattutto formaggi, come prodotti di caseifici o di malga.

    Belluno: https://maps.app.goo.gl/2MdE8ZHEkHvhDyB28
    3 min
  • Bassano, la grappa e gli asparagi (Veneto)
    Allo sbocco del Brenta in pianura, alle falde del Monte Grappa, Bassano del Grappa è città di bellissima atmosfera, veneta con sapori montani nell’architettura, compatta e autorevole nelle sue tradizioni, anche intavola.
    Dal 1799 è attiva presso il ponte, la distilleria Nardini che assieme ad altre aziende dà lustro alla produzione di grappe.
    Ne La cena di Emmaus del pittore veneziano Piazzetta, compare dipinto un piatto di asparagi bianchi di Bassano preparati secondo le regole, ovvero con una semplice salsa d’uovo: la loro coltivazione era già documentata da un paio di secoli, e ancora oggi si mangiano così o col risotto.

    Bassano del Grappa: https://maps.app.goo.gl/jffkogg3EHxCGr3E6
    3 min
  • Bardolino un paese e un vino (Veneto)
    Si dice Bardolino e le immagini che si formano in mente sono due: quella del paese affacciato a pettine sull’azzurro aperto del Basso garda veronese e quella del celeberrimo vino che nasce da un singolare uvaggio rosso di covina e rondinella, anche nell’intrigante versione Chiaretto.

    Bardolino: https://maps.app.goo.gl/A4wNJ9gCWEvyngdy9
    3 min
  • Asparago bianco di Cimadolmo Igp (Veneto)
    L’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP è un ortaggio allo stato fresco della specie Asparagus officinalis, ottenuto dalle cultivar Precoce d’Argenteuil, Larac, Dariana, Cumulus, Darbella, Vittorio, Voltaire, Zeno.
    Possono essere presenti altre cultivar fino a un massimo del 20%.La zona di produzione dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP ricade in 11 comuni in provincia di Treviso, nella regione Veneto.

    Provincia di Treviso: https://maps.app.goo.gl/LugC5Bkf7FxJJcCZA
    3 min
  • Àsolo, sapori dal Montello (Veneto)
    L’eccezionalità del borgo - cinto di ulivi, cipressi e da una campagna densa di ville - si coglie appieno dalla rocca che domina scorci medievali e prospettive di colli, deliziose architetture venete, fontane, finestre fiorite.
    La qualità della vita asolana si misura anche passeggiando tra portici, osterie e caffè, visitando botteghe di ceramiche artistiche o merletti, o sedendosi a uno dei ristoranti della raffinata offerta cittadina. In primo piano il vino della Docg Montello e Colli Asolani, e un tracciato enogastronomico che si snoda in un pittoresco territorio del Trevigiano.

    Àsolo: https://maps.app.goo.gl/QyQ5PTMkrp4xTMzA8
    3 min
  • Asiago, formaggi e non solo (Veneto)
    L’altopiano d’Asiago, o dei Sette Comuni secondo la denominazione dei tempi della Repubblica di Venezia, è un insieme di pianori ondulati e di conche coperte di prati ed abetaie, punteggiati di contrade.
    Capoluogo ne è Asiago, ricostruita dopo la guerra 1915-1918, particolarità storica, con evidenti riscontri in cucina. Portabandiera gastronomico dell’altopiano è il formaggio Asiago, ma anche altri formaggi tipici quali la Caciotta di Asiago e la Tosella, tutti prodotti con latte vaccino.
    Al ventaglio di sapori d’altopiano contribuiscono anche i mieli, di tarassaco, millefiori e d’alta montagna, le erbe spontanee da cui spesso si distillano liquori, le gradevolissime patate di Rotzo, la selvaggina.
    Dal 1909 si produce anche un dolce tipico, la torta Ortigara.

    Asiago: https://maps.app.goo.gl/5wQCMeHaVwAdghbRA
    2 min

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