Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Mele Valdostane
    Attraversando il fondovalle si scorgono, sia sulla destra che sulla sinistra orografica della Dora baltea, numerosi frutteti coltivati secondo le regole rigorosamente tradizionali, ove il ricorso ai trattamenti antiparassitari è limitatissimo.
    Ciò è possibile grazie al clima secco e alla buona esposizione al sole.

    Valle d’Aosta: https://maps.app.goo.gl/R1BnyN7a8WmXFkiX8
    2 min
  • Fontina Dop (Valle d’Aosta)
    La fontina (in francese fontine - in patois valdostano, fountin-a) è un formaggio a denominazione di origine protetta (DOP) valdostano, prodotto ad ogni mungitura e stagionato almeno 3 mesi.
    Il Consorzio produttori e tutela della DOP fontina vigila sulla produzione del prodotto e provvede alla marchiatura delle forme conformi.
    La Cooperativa produttori latte e fontina è il maggior produttore che raccoglie, stagiona e commercializza.
    Nel 2016 la fontina è stata inserita dal Wall Street Journal in un elenco alfabetico tra 26 formaggi consigliati provenienti da tutto il mondo.
    Il nome "fontina" pare origini da un alpeggio di produzione chiamato Fontin; altre versioni lo collegano al villaggio di Fontinaz.
    Ma il nome potrebbe derivare dal termine francese antico "fontis" o "fondis" a indicare la particolare capacità della pasta di questo formaggio di fondersi col calore.

    Valle d’Aosta: https://maps.app.goo.gl/R1BnyN7a8WmXFkiX8
    3 min
  • Donnas e i sapori della bassa valle (Valle d’Aosta)
    Storica capitale della bassa valle, si sviluppa con belle case lungo il tracciato della via consolare tagliata dai romani nella roccia a strapiombo sulla Dora, 100 a.C.: se ne ammira un tratto grandioso appena fuori dal borgo, sulla vecchia strada.per Aosta. Alzando lo sguardo, le vigne coltivate a terrazze sui fianchi del monte testimoniano l’antica, faticosa tradizione che ha fatto nascere da uve nebbiolo, detto picotendro in loco, il primo eccellente vino Doc valdostano.
    Ma a Donnas si fa anche il pane di castagne, piccola e saporitissima, la castagna valdostana entra anche in zuppe e minestre, si abbina a lardo e mocetta, si accompagna a burro e latte di montagna, ma soprattutto si apprezza come dolce: glassata, in confettura, con la panna montata o il cioccolato.

    Donnas: https://maps.app.goo.gl/yjq2nkX1YiN88zzV9
    4 min
  • Chàtillon e le Terre del Cervino (Valle d’Aosta)
    Chatillon si trova allo sbocco della Valtournenche ed è il punto di riferimento per i comuni sovrastati dalla cuspide del monte Cervino.
    Centro di fondazione romana, fu borgo di primo piano nel medioevo, sede di fiere e mercati.
    Per quanto riguarda l’agroalimentare, Chatillon è innanzi tutto Città del Miele, con specifica manifestazione di fine ottobre, quando nel cuore del borgo si giudicano i migliori prodotti di tutta la regione.

    Chatillon: https://maps.app.goo.gl/ANuJk6kdjeQ5RBGD6
    3 min
  • Castagne Valdostane
    Se la mela è il frutto per eccellenza della Valle d’Aosta, la castagna ha da sempre rivestito un ruolo importante.
    E’ presente soprattutto nella zona compresa tra Chàtillon e Pont Saint-Martin e all’imbocco della valle del Lys, dove si concentra l’80% dei castagneti della regione.

    Chàtillon: https://maps.app.goo.gl/ANuJk6kdjeQ5RBGD6
    Pont Saint-Martin: https://maps.app.goo.gl/Yx7sDsH27Ss7TNPJ9
    1 min
  • Aymavilles e la valle di Cogne (Valle d’Aosta)
    Nella media valle, a 640 metri di quota, Aymavilles è località di soggiorno estivo fra prati, frutteti e vigne, allo sbocco della valle di Cogne.
    Il comune è noto per il castello, in posizione di grande evidenza.
    Ad Aymavilles ha sede la Cave des Onze Communes, importante cooperativa che raccoglie la produzione dei vigneti dislocati negli 11 comuni del circondario, il vino di riferimento è il Torrette Doc, ma diverse sono le etichette a denominazione di vitigno, dal Pinot Gris al Petit Rouge.
    Inoltre, per chi viaggia sulle tracce dei prodotti tipici la trasferta è raccomandabile per la presenza di alcuni dei più rinomati produttori di fontina d’alpeggio.
    Ma la tradizione locale ha come pezzo forte i pizzi ricamati al tombolo, i cosiddetti dentellières; ma la vetrina comprende anche manufatti con attinenza gastronomica, come la grolla, coppa dell’amicizia, per sorseggiare il caffè alla valdostana, passandola di mano in mano.

    Aymavilles: https://maps.app.goo.gl/ehpW83DsgqgA7Juv6
    3 min
  • Arvier, Enfer all'ombra del Gran Paradiso (Valle d’Aosta)
    L’alta valle o Valdigne, secondo un’antica denominazione, termina alle falde del Monte Bianco e insieme alle convalli offre ai visitatori diffuse testimonianze storiche nei nuclei abitati più antichi, variate scenografie di pascoli incorniciate da boschi, emozionanti prospettive di vette e ghiacciai.
    Ma l’interesse enologico si concentra in un solo tratto compreso tra La Salle e Morgex, dove la pendenza si attenua e il fondovalle si allarga, in pergole basse che sfruttano al meglio il riverbero del calore sulle rocce accumulate apposta tra le viti, dove si coltiva da sempre un vitigno di eccezionale qualità, il Blanc de Morgez.

    Arvier: https://maps.app.goo.gl/JA2pS9sUFXZBtsLY6
    4 min
  • Arnad e gli aromi del lardo (Valle d’Aosta)
    Una chiesa parrocchiale costruita nel 1000 con alto campanile, una torre, due castelli, vecchie case, il ponte medievale di Echallod, il pittoresco santuario della Madonna delle Nevi nascosto dai castagni del vallone di Machaby: questa è l’Arnad del passato.
    Oggi Arnad è soprattutto villeggiatura accompagnata da buona tavola all’insegna del vino Valle d’Aosta Arnad-Montjovet Doc e del prestigioso lardo aromatico.
    Ma oltre al lardo c’è di più in tema di salumi: boudin, mocetta e varie altre carni essiccate, salate, miscelate con aromi naturali di montagna.

    Arnad: https://maps.app.goo.gl/dTzPB9G9kUJtEVwn8
    4 min
  • Aosta, una regione in vetrina (Valle d’Aosta)
    Per i soldati romani era «Augusta Praetoria» sulla via delle Gallie, per i pellegrini dei secoli di mezzo una sosta dopo il valico del Gran San Bernardo, lungo la «via Francigena», a venerare le reliquie di Sant’Orso prima di riprendere l’interminabile strada per Roma.
    Restano i monumenti romani e la Cattedrale, gli uni e le altre calate in sobria atmosfera montanara, resta soprattutto il ruolo di Aosta come capitale e vetrina della regione, verso cui tutto converge, anche in campo enogastronomico.
    Più che di mercato si parla di tsaven, che nella lingua locale, il patois, sta a indicare la cesta di vimini utilizzata per il trasporto degli ortaggi, frutta e altre derrate alimentari quotidiane.
    L’offerta riguarda le più note tipicità valligiane: formaggi, salumi e vini innanzi tutto, ma anche patate e mele, pere e castagne, noci e particolarità come pane nero o il ginepì.

    Valle d’Aosta: https://maps.app.goo.gl/R1BnyN7a8WmXFkiX8
    6 min
  • Trento città dei sapori (Trentino Alto Adige)
    Sulle sponde dell’Adige, alla convergenza di più valli, Trento è stata città protagonista della grande storia, cerniera fra le culture del Mediterraneo e del Centro Europa.
    A Trento si mangiano polenta e pasta e fagioli veneti, ma anche canederli e gulash, d’ascendenza austriaca, oltre al baccalà, che vi è sbarcato seguendo tortuose rotte.
    Questo per dire dello storico ruolo di Trento come polo attrattivo commerciale e anche in materia culinaria.

    Trento: https://maps.app.goo.gl/6hzogXscmv5JTgJt9
    4 min

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