Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Io cercavo i Re del Perù da «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    bassa Langa

    Mica solo i contadini giocavano d’azzardo, c’erano i sindaci, i segretari comunali, i farmacisti, i negozianti di bestiame, gli avvocati.
    In tutti i paesi delle Langhe si giocava, e c’era chi perdeva perfino le dita.Io avevo il mio informatore, così arrivavo al momento giusto e regolarmente spennavo i giocatori; gli lasciavo ancora i soldi per pagarsi la corriera.
    Io non cercavo il piccolo contadino, no cercavo il vecchio.Io cercavo i Re del Perù, cercavo i ricchi che si credevano anche furbi, lì faceva anche piacere prenderli.

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    6 min
  • L'ottanta per cento dei padri giocavano a bassetta da «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    alta Langa

    Nelle osterie, dall’autunno alla primavera, di giorno e di notte, non si trovava un tavolo libero.
    L’ottanta per cento dei padri giocavano a bassetta.
    Si giocava molto anche nelle cascine.
    Ricordo uno di Roddino, che ha perduto il vitello, l’ha perduto così: lui aveva ormai perduto tutti i soldi al gioco, allora è tornato a casa, ha preso il vitello, è andato a venderlo.Dopo due ore era già di nuovo sul gioco, dove ha perduto tutto.
    Ne ricordo un altro che giocava forte, aveva una buona cascina e l’ha perduta al gioco.

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    3 min
  • Io avevo bisogno del mondo, erano i soldi che cercavo «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    Sarino, alta Langa, classe 1891, contadino.

    Eravamo tanti in famiglia, troppi, e figli di diverse razze, mio padre aveva avuto tre o quattro donne.Il pane era scarso, c’era poco da stare allegri.
    Vedevo che tutti i giovani appena potevano scappavano, chi scappava in Francia e chi in America.
    Vivere in quel buco non mi andava.Io avevo bisogno del mondo, erano i soldi che cercavo.
    A sedici anni sono scappato in Francia, sono scappato con una ragazza di nome Rosina, una ragazza di quattordici anni.

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    17 min
  • Erano i padroni che ci facevano vedere le masche da «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    Ortensia, alta Langa, classe 1903, contadina

    C’è chi dice che io sono una grossa masca, una grossa strega.
    Ma io non faccio caso a cosa dice la gente.
    Non credo nelle masche, non mi fanno più paura, ce le facevano vedere le masche, erano i preti e i signori, che ci facevano vedere le masche.
    È da un po’ che ci penso.
    Una volta non capivo, ma adesso è da un po’ di tempo che capisco.

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    25 min
  • Elcito il piccolo Tibet delle Marche
    Abbandonando la strada sicura e pianeggiante che porta a San Severino Marche per addentrandosi tra dolci colline che man mano si fanno più rocciose, si arriva a scorgere arroccato su uno sperone, tra terra e cielo, un luogo senza tempo. 
    Quando si arriva ad Elcito, minuscola frazione di San Severino, non si può che avere una sensazione di spaesamento e l’impressione di essere in un posto fuori dal mondo.
    Qui vivono 7 anime, a volte 8 ma anche 5 o 6 e addirittura nessuna in certi periodi dell’anno.

    Elcito: https://maps.app.goo.gl/5XLUkr91xg92zZkZ9

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    8 min
  • «Così voglio sfuggire a me stesso» sulle tracce della dimenticanza, 1898 da «I viaggi di Freud in Italia»
    Tre viaggi nell'Italia settentrionale sulle tracce della dimenticanza, 1898

    Qualche giorno dopo il 3 aprile, Freud decise di fare un breve viaggio e, insieme ad Alexander, si recò ad Aquileia e a Grado, e visitò la grotta di Rodolfo e le grotte di San Canziano.
    Freud visitò i resti della città romana, la cattedrale romanica e il museo archeologico.
    Ne riferì all’amico Fliess in una lunga e a tratti umoristica lettera, che contiene una delle descrizioni più lunghe dei viaggi di Freud, che mostra come le esperienze di viaggio creino nella memoria di Freud, una sorta di fusione tra mondo interno ed esterno.

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    Nella primavera del 2009, tra gli scaffali della Library of Congress di Washington D.C. fanno una scoperta sorprendente: si imbattono in un contenitore mai esaminato prima con dieci scomparti, ciascuno con un piccolo taccuino. 
    Realizzano così di aver ritrovato i taccuini tascabili che Sigmund Freud portava con sé durante i suoi viaggi e che fino ad allora erano stati considerati perduti.
    I viaggi nell’«agognata Italia» di Freud, furono numerosi e si svolsero dal 1895 al 1900, a cui seguirono quelli dal 1907 al 1913.

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    52 min
  • «In Italia cerco, come tu sai, un "punch con Lete"» 1896 da «I viaggi di Freud in Italia»
    Venezia, Toscana, Umbria e il viaggio negli inferi, 1897

    L’itinerario per il viaggio estivo del 1897 prevedeva una prima tappa a Napoli per visitare Pompei.
    Per ragioni non chiare, l’itinerario cambiò e Freud si diresse verso l’Umbria.
    Le analogie tra Enea e Freud sono significative: entrambi sono in «viaggio» senza una meta precisa, in balia del destino, per realizzare la propria vocazione; tutti e due hanno perso il padre e sono alla ricerca di una svolta, di un passaggio che permetta loro di fondare un nuovo «regno» e diventare così famosi.
    Per quanto riguarda la ricerca della soddisfazione professionale, forse il suo desiderio era tanto forte da renderlo disposto agli dèi dell’oltretomba per far sì che i professori-divinità si mostrassero inclini nei suoi confronti.

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    Nella primavera del 2009, tra gli scaffali della Library of Congress di Washington D.C. fanno una scoperta sorprendente: si imbattono in un contenitore mai esaminato prima con dieci scomparti, ciascuno con un piccolo taccuino. 
    Realizzano così di aver ritrovato i taccuini tascabili che Sigmund Freud portava con sé durante i suoi viaggi e che fino ad allora erano stati considerati perduti.
    I viaggi nell’«agognata Italia» di Freud, furono numerosi e si svolsero dal 1895 al 1900, a cui seguirono quelli dal 1907 al 1913.

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    50 min
  • Mia madre mi ha venduta per poche pagnotte di pane da «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    Letizia, alta Langa, classe 1901, contadina

    La mia era una casa povera, lungo il Belbo: due giornate di terra e undici figli.
    Mangiare patate, polenta, castagne, ne avessi avuta della polenta per togliermi la fame.
    Sono stata da tutte le parti a servire, non avevo dieci anni, ho fatto delle vite, tutto il giorno dietro alle pecore e alle vacche, poi arrivavo a casa e mi davano una fetta di polenta.
    Attaccavamo un’acciuga a un cordino, l’acciuga pendeva dal soffitto, c’era tanto sale attorno all’acciuga, gli davamo una strisciata da una parte e dall’altra, si sfregava la polenta contro, alla fine la polenta l’avevamo mangiata, l’acciuga restava ancora lì attaccata, l’acciuga lasciava solo l’odore.
    Poi mia madre mi ha venduta tre anni, mi ha venduta per poche pagnotte di pane a gente che mi tenessero, che lei non aveva da mantenermi.

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    32 min
  • Io ci credo alle masche da «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    Angela Sobrero, nata a Cerreto Langhe, classe 1887, contadina.

    Fortunata andava in chiesa ma la gente diceva che era una masca, una strega.
    Una volta, per beffa, qualcuno ha fatto una croce sulla sua porta di casa, e lei non poteva più aprire quella porta, non poteva più uscire dalla sua casa.
    Ci sono dei libri che comandano, e se uno non è più capace a dominarli succede come è successo a Bossolasco ...
    Un giorno a Bossolasco, nell’osteria di Protto, arriva un certo Genesio che faceva il becchino.
    ‘Sto Genesio era brutto come il diavolo, sembrava uno stregone.
    Nell’osteria c’era dieci o dodici persone, e Genesio gli dice: «Cosa volete? Che vi faccia vedere il diavolo a uso di cane?»
    Ha preso dalla tasca un libretto, ha letto qualcosa, è saltato fuori un cagnone, era il diavolo, e Genesio, sempre con il libro in mano, non riusciva a far sparire quel cane.

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    15 min
  • Le masche e la Madonna del Deserto da «Il mondo dei vinti» di Nuto Revelli
    Il dialogo con la gente contadina di Revelli incomincia con la primavera del 1941.
    Testimonianze di cultura contadina, la pianura, la collina, la montagna, le Langhe: la fame, il lavoro infantile, l'immigrazione, la convivenza tra partigiani e nazi fascisti.
    E poi l'abbandono delle montagne, l'avvento di un nuovo mondo: l'industria, i grandi allevamenti, il turismo che figura il paesaggio, nei racconti dei 270 intervistati da Revelli. 

    Langhe: Testimonianze di vita contadina

    Giovanna Mosca vedova Bonino, nata a Mombarcaro, frazione Costalunga, classe 1887, contadina.

    Le masche? Eh, alle streghe la gente ci credeva, sì sì.
    Ma la gente era molto religiosa e tre volte all’anno andava in pellegrinaggio alla Madonna del Deserto di Millesimo, trascorreva là tutta la notte, si coricava sui banchi o sul pavimento del santuario.

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    8 min

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