Poteri forti

Poteri forti

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Poteri forti episodes

  • I problemi del Parlamento prima delle ferie
    In questa puntata cerchiamo di capire, numeri alla mano, perché Camera e Senato hanno sempre meno poteri e sempre più problemi, una tendenza in atto da tempo e che sta continuando pure con il governo Meloni. Prima però facciamo chiarezza su uno dei temi più discussi degli ultimi giorni, ovvero l’aumento dello stipendio per i capigruppo alla Camera: chi ha approvato questa nuova indennità mensile e perché?
    Secondo un rapporto della Camera, nei primi sette mesi di questa legislatura quasi l’80 per cento delle leggi approvate è frutto di proposte del governo Meloni, la percentuale più alta tra i grandi Paesi europei. Questa è l’ennesima dimostrazione che il potere legislativo sta passando sempre più dal Parlamento al governo.Tra poche settimane la Camera e il Senato chiuderanno per le ferie estive, ma non si può dire che non abbiano lavoro da fare: per esempio le commissioni parlamentari, tra la riduzione dei componenti e l’eccesso di decreti-legge da esaminare, non se la passano per niente bene.
    Anche noi di “Poteri Forti” ci prendiamo una pausa estiva, ci risentiamo a settembre!

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    Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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    È giusto aumentare lo stipendio dei capigruppo alla Camera?
    Le commissioni parlamentari non se la passano bene
    Il peso del governo sulle leggi approvate in Italia è il più alto tra i grandi Paesi europei
    In Parlamento vige da tempo il “monocameralismo alternato”, ed è un problema

    CREDIT BRANI
    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “Sport fashion rock” di ComaStudio

    CREDIT FOTO: ANSA

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    19 min
  • Il fact-checking sull’attuazione del Pnrr
    In questo episodio partiamo dalla conferenza stampa del ministro Raffaele Fitto dell’11 luglio per parlare di uno degli argomenti più discussi della politica italiana: il Pnrr.
    Fitto, che è ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, ha annunciato che il governo ha trovato un accordo con la Commissione europea per modificare alcuni obiettivi del piano, necessari per chiedere i 16 miliardi di euro della quarta rata. Ma il ministro non la dice tutta e nell’attuazione del Pnrr ci sono diversi ritardi.
    Oltre ai ritardi, che anche Meloni ha minimizzato, da dove arrivano i soldi del Pnrr? Come bisogna spenderli e, soprattutto, come dovremo restituirli? Abbiamo fatto chiarezza.
    Forse non tutti lo sanno ma oltre ai 191,5 miliardi del Pnrr sono stati stanziati altri 31 miliardi per un fondo che serve a “supportare” l’attuazione del piano europeo. Non vi sorprenderà sapere che anche l’attuazione di questo fondo complementare è in ritardo.

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    Episodio scritto da Carlo Canepa e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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    Quello che Fitto non dice sui ritardi del Pnrr
    Anche il fondo complementare al Pnrr è in ritardo
    Sul Pnrr ci sono ritardi, al contrario di quanto dice Meloni

    Audio Giorgia Meloni
    Audio Raffaele Fitto

    CREDIT BRANI
    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “Russian roulette” di Gvidon

    CREDIT FOTO: ANSA

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    16 min
  • Verità e bugie sulla droga e i morti in strada
    Questa settimana ci concentriamo sul disegno di legge sulla sicurezza stradale che riforma il codice della strada, approvato a fine giugno dal governo. Che cosa dice il provvedimento e perché è stato approvato solo “in via preliminare”? Abbiamo fatto chiarezza.
    Uno dei principali sostenitori del disegno di legge è ovviamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ma i dati che cita sulle cause degli incidenti e sulle vittime della strada sono corretti? Più o meno. Alcune delle norme più severe della nuova legge riguardano il consumo di sostanze stupefacenti. Chi sostiene l’inasprimento delle pene ha detto che in Italia «il 27 per cento degli incidenti» è provocato da persone sotto l’effetto di droghe, ma il dato è completamente sbagliato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni invece ha ragione: è vero che la cannabis è sempre più potente.
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    Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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    Quando il Consiglio dei ministri lascia il lavoro a metà
    Non è vero che la distrazione causa la metà degli incidenti stradali
    Salvini ha ragione: gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani
    No, il 27 per cento degli incidenti stradali non è causato dalle droghe
    Meloni ha ragione: la cannabis è sempre più potente

    Audio Matteo Salvini
    Audio Matteo Salvini 2
    Audio Matteo Salvini 3
    Audio Giorgia Meloni

    CREDIT BRANI
    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “At the fork” di lemonmusicstudio

    CREDIT FOTO: ANSA

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    22 min
  • Le dieci cose da sapere sul Mes
    In queste settimane la riforma del trattato che ha istituito il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) è tornata al centro del dibattito politico. Venerdì 30 giugno nell’aula della Camera è iniziata la discussione del disegno di legge sulla ratifica del trattato, ma il 28 giugno, durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 29-30 giugno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito alla Camera: «Io dico a voi, dico a tutto il Parlamento, che discutere adesso questo provvedimento non è nell’interesse nazionale italiano».
    Ma che cos’è il Mes e chi lo ha approvato? Che cosa comporta la riforma del trattato che lo ha istituito e quanti soldi ha finora messo l’Italia per finanziare questa organizzazione? Facciamo un po’ chiarezza.
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    Episodio scritto da Carlo Canepa e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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    Dieci domande e risposte sul Mes
    Il fact-checking definitivo su chi ha votato per il Mes
    No, il Mes non ha «massacrato» tutti i Paesi che ha aiutato
    No, nessuno Stato ha «preso» il Mes per la sanità

    CREDIT BRANI
    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “Blues vibes 100 bpm” di Michael Kobrin

    CREDIT FOTO: ANSA

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    19 min
  • Sul nucleare ha ragione Calenda o Bonelli?
    Il 20 giugno Azione ha lanciato una petizione per raccogliere firme e chiedere il ritorno della produzione di energia nucleare in Italia. A sostegno di questa iniziativa Carlo Calenda ha elencato in un video alcuni dati a favore del nucleare. Il giorno dopo, il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli ha accusato Azione e Calenda di fare disinformazione, controbattendo ai numeri elencati dal segretario di Azione. Ma chi ha ragione tra i due? Abbiamo verificato alcune dichiarazioni ed entrambi hanno commesso errori.
    Come sempre, il dibattito sul nucleare in Italia tende spesso a semplificare argomenti che invece andrebbero affrontati con più cautela. Per esempio, è vero che l'energia nucleare ha «zero emissioni»? Quanto costa e quanto tempo ci vuole per costruire una centrale nucleare? Il sole e il vento sono davvero «gratuiti»? Proviamo a fare chiarezza.
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    Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo, e prodotto da Jessica Mariana Masucci.

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    Calenda vs Bonelli: chi ha ragione sul nucleare
    Guida al dibattito politico sul nucleare in Italia
    No, Greta Thunberg non ha detto che «bisogna aprire al nucleare»
    Non è vero che il nucleare ha «zero emissioni»
    Da dove spunta la “mappa segreta” delle centrali nucleari di cui parlano i Verdi
    Quanti anni servono per costruire una centrale nucleare?
    La Lega vuole il nucleare ma sulle scorie non ha le idee chiare
    Audio Carlo Calenda
    Audio Angelo Bonelli

    CREDIT BRANI
    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “Perfect crime” di Gvidon
    CREDIT FOTO: ANSA

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    22 min
  • Un lutto eccezionale, e adesso?
    Questa settimana, argomento obbligato: la morte di Silvio Berlusconi infatti ha monopolizzato l’attenzione dell’informazione e della politica italiana e nel giro di poche ore dopo la morte sono iniziate le polemiche. La prima è stata quella sulla decisione del governo di concedere a Berlusconi i funerali di Stato e proclamare un giorno di lutto nazionale, cosa che come abbiamo verificato è stata un’eccezione. Ma è sbagliato dire, come hanno fatto alcuni politici, che il Parlamento si è fermato per una settimana per commemorare la morte di Berlusconi: in realtà lo stop è durato meno, anche se è vero che in passato per altri casi eccezionali le camere continuarono a lavorare.
    Con Berlusconi se ne va anche un pezzo di Pagella Politica: da quando siamo online abbiamo dedicato all’ex presidente del Consiglio ben 179 fact-checking, il 60 per cento dei quali lo ha trovato impreciso o poco o per nulla attendibile.Adesso l’attenzione della politica è tutta rivolta a Forza Italia e al suo futuro, decisamente incerto. Ciò che è certo è che il partito fondato da Berlusconi è quello con più debiti di tutti. Con chi? Con la famiglia Berlusconi, ovviamente.

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    Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo, e prodotto da Jessica Mariana Masucci.

    LINK UTILI
    Il lutto nazionale per Berlusconi è un’eccezione
    No, il Parlamento non si ferma una settimana per la morte di Berlusconi
    Vero: il Parlamento non si fermò per la morte di Aldo Moro
    Silvio Berlusconi in 179 fact-checking
    Che cosa ne sarà di Forza Italia?
    Forza Italia è il partito con più debiti di tutti | Pagella Politica

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    “Right on target” di Lemonmusicstudio

    “Lifelike” di AlexiAction

    CREDIT FOTO: ANSA

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    16 min
  • La promessa non mantenuta sugli aiuti per gli alluvionati
    Questa settimana affrontiamo il tema del decreto-legge con gli aiuti per l’Emilia-Romagna. Negli ultimi giorni il governo e la presidente del Consiglio hanno detto che i fondi stanziati erano superiori a 2,2 miliardi di euro, ma la promessa non è stata mantenuta: in parole povere, i soldi destinati alle zone alluvionate sono stati meno del previsto.
    A proposito di verificare le dichiarazioni dei politici questa settimana abbiamo analizzato l’intervista che Meloni ha rilasciato il 5 giugno a Quarta Repubblica su Rete 4. La presidente del Consiglio ha detto diverse cose supportate dai dati, ma parlando di Pnrr ed economia ha commesso almeno tre errori. Infine, si è discusso molto del rapporto tra il governo e la Corte dei Conti per quanto riguarda il cosiddetto “controllo concomitante” sul Pnrr: ma chi ha ragione tra le parti in causa?

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    LINK UTILI
    Alla fine il governo non ha messo oltre 2 miliardi per l’Emilia-Romagna
    Gli errori di Giorgia Meloni a Quarta Repubblica
    Fitto non la racconta giusta sulla Corte dei Conti e il Pnrr
    Audio Giorgia Meloni

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    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “Russian roulette” di Gvidon

    CREDIT FOTO: ANSA

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    19 min
  • Evasione e ballottaggi: le bugie di Meloni e Boccia
    In questa settimana uno degli argomenti più dibattuti sono stati i ballottaggi delle elezioni comunali, che hanno visto la vittoria del centrodestra. Vari esponenti del Pd, tra cui la segretaria Elly Schlein, hanno ammesso la sconfitta, tentando anche di ridimensionare la vittoria dei partiti della maggioranza: non sempre però ci sono riusciti.
    Passando al governo, in questa puntata ci concentriamo sulle dichiarazioni di Meloni sull'evasione fiscale: al di là del riferimento, censurabile, al «pizzo di Stato», è vero che sono le big company e le banche a non pagare «davvero» le tasse? Ed è vero che le politiche di contrasto all'evasione dei precedenti governi sono state «poco efficaci»?
    Sempre in tema evasione, secondo alcuni studi un abbassamento del tetto al contante riduce l’evasione, mentre per il governo alzare il limite può «favorire gli acquisti dei turisti stranieri che non vogliono pagare con le carte»: peccato che una deroga al tetto per i cittadini stranieri in vacanza esista da dieci anni.
    Buon ascolto!

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    I dati smentiscono Meloni su chi evade di più le tasse
    Meloni sbaglia: l’evasione è calata (ma resta alta)
    No, il PD non aveva vinto «ovunque» alle comunali del 2022
    Audio Elly Schlein
    Audio Giorgia Meloni

    CREDIT BRANI
    “Right on target” di Lemonmusicstudio
    “Dust on the road” di lemonmusicstudio
    “Sexy fashion promo” di ComaStudio

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    17 min
  • Il decreto “fantasma” per l’Emilia-Romagna
    In questo episodio ci concentriamo sulla gestione dell’emergenza in Emilia-Romagna, dove le alluvioni hanno causato almeno 15 morti e migliaia di sfollati. Il governo ha approvato un decreto con i primi aiuti: il testo non è ancora disponibile ma secondo Meloni sono stati stanziati «più di due miliardi di euro» per contrastare l’emergenza. Dove sono stati trovati così tanti soldi in così poco tempo?Un’altra questione importante è quella relativa alla nomina del commissario straordinario per l’emergenza, che avrà il compito di coordinare i lavori di ricostruzione sul territorio. Ma a chi andrà questo ruolo? A Bonaccini, come suggeriscono molti, oppure a una «personalità esterna», come ha chiesto la Lega?Infine, un po’ di fatti e numeri sugli argomenti di questi giorni: vi racconteremo perché è corretto dire che l’Emilia-Romagna è la «regione a maggior rischio idrogeologico» in Italia e perché le stime sui danni causati dagli eventi climatici estremi vanno presi con le pinze. Buon ascolto!

    Scriveteci all’indirizzo [email protected] o via Whatsapp al 3332652626.
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    Quali sono le zone più a rischio idrogeologico in Italia
    Sì, il consumo di suolo in Italia «viaggia» a due metri quadri al secondo
    Il governo è diviso sulla nomina di un commissario straordinario per l’Emilia-Romagna
    I costi degli eventi climatici estremi sono difficili da calcolare
    Audio Giorgia Meloni
    Audio Ursula Von der Leyen

    CREDIT BRANI
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    “Blues vibes 100 bpm” di Michael Kobrin

    CREDIT FOTO: ANSA

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    19 min
  • Falso: l’Italia non cresce più di tutti in Europa
    Il partito al governo, Fratelli d’Italia, ha rivendicato con una grafica sui social che l’Italia è il Paese che cresce più di tutti in Europa, ma sarà vero?
    Nella seconda parte vi racconteremo come sono andate le ultime elezioni comunali e verificheremo una dichiarazione della segretaria del Pd Elly Schlein, secondo la quale il suo sarebbe il primo partito in quasi tutti i capoluoghi dove si è votato, e un’affermazione di Matteo Salvini, che su Facebook ha parlato di una Lega in crescita.
    Infine, chiariremo che cosa ha detto di sbagliato il presidente del Senato Ignazio La Russa sulla riforma dell’autonomia differenziata, tema caldo degli ultimi giorni.

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    Condotto da Tommaso Canetta
    Episodio scritto da Tommaso Canetta e Carlo Canepa
    Prodotto da Jessica Mariana Masucci

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    Non è vero che l’Italia cresce più di tutti in Europa
    Schlein esagera i voti presi dal Pd nei capoluoghi
    La Lega ha perso voti in (quasi) tutti i capoluoghi, a differenza di quanto dice Salvini
    La Russa sbaglia: per l’autonomia differenziata non serve un referendum costituzionale
    Audio Elly Schlein

    CREDIT BRANI
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    22 min

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