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Al mondo, più di 500 milioni di donne e persone con utero non hanno accesso a prodotti igienici e risorse sicure e dignitose per gestire le proprie mestruazioni. Eppure, la povertà mestruale continua ad essere un grande tabù della salute mondiale e dei diritti fondamentali dell’essere umano.
Le conseguenze della povertà mestruale sul piano economico e su quello delle pari opportunità, dei diritti e della salute sono enormi. Secondo i report di Unicef e OMS, in alcune zone rurali del Sud globale una studentessa su cinque abbandona la scuola a causa della difficoltà a gestire le mestruazioni. In Africa orientale esiste il “sex for pads”, una forma di prostituzione che prevede “prestazioni sessuali in cambio di assorbenti”. In Nepal le donne ancora muoiono a causa della pratica violenta e illegale del chhaupadi. A Gaza, 700 mila ragazze e donne sono vittime dell’assenza di prodotti igienici intimi e assistenza sanitaria.
Dalla Palestina e dal mondo, oggi alcune voci coraggiose si levano contro questa violazione invisibile, di cui anche un Paese ricco e privilegiato come la Svizzera non è esente.
Con Michela Chimenti, giornalista e fotografa autrice del podcast Il ciclo della discordia; Jacqueline Fellay, co-presidente di Salute Sessuale Svizzera e Aya Ashour, attivista e giornalista di Gaza appena giunta in Italia grazie a un corridoio umanitario.
Con estratti dal testo La guerra in cui il corpo delle donne ha perso i suoi diritti dell’attivista e poetessa palestinese Mariam Mohammed El Khatib e dallo spettacolo Benedette mestruazioni del collettivo ticinese lediecilune.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Al mondo, più di 500 milioni di donne e persone con utero non hanno accesso a prodotti igienici e risorse sicure e dignitose per gestire le proprie mestruazioni. Eppure, la povertà mestruale continua ad essere un grande tabù della salute mondiale e dei diritti fondamentali dell’essere umano.
Le conseguenze della povertà mestruale sul piano economico e su quello delle pari opportunità, dei diritti e della salute sono enormi. Secondo i report di Unicef e OMS, in alcune zone rurali del Sud globale una studentessa su cinque abbandona la scuola a causa della difficoltà a gestire le mestruazioni. In Africa orientale esiste il “sex for pads”, una forma di prostituzione che prevede “prestazioni sessuali in cambio di assorbenti”. In Nepal le donne ancora muoiono a causa della pratica violenta e illegale del chhaupadi. A Gaza, 700 mila ragazze e donne sono vittime dell’assenza di prodotti igienici intimi e assistenza sanitaria.
Dalla Palestina e dal mondo, oggi alcune voci coraggiose si levano contro questa violazione invisibile, di cui anche un Paese ricco e privilegiato come la Svizzera non è esente.
Con Michela Chimenti, giornalista e fotografa autrice del podcast Il ciclo della discordia; Jacqueline Fellay, co-presidente di Salute Sessuale Svizzera e Aya Ashour, attivista e giornalista di Gaza appena giunta in Italia grazie a un corridoio umanitario.
Con estratti dal testo La guerra in cui il corpo delle donne ha perso i suoi diritti dell’attivista e poetessa palestinese Mariam Mohammed El Khatib e dallo spettacolo Benedette mestruazioni del collettivo ticinese lediecilune.

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