
Sign up to save your podcasts
Or


Polemica sulle spese militari dopo che un’inchiesta della radio SRF ha fatto venire a galla problemi di liquidità per 1.4 miliardi di franchi. Per il Capo dell’esercito, Thomas Süssli, nessun errore, si tratta semplicemente di tener conto della tempistica dei vari programmi di armamento nella gestione delle spese. Pure la Consigliera federale Viola Amherd, responsabile del Dipartimento della difesa, getta acqua sul fuoco e sottolinea che non ci sono ammanchi nel bilancio militare.
All’origine della situazione il cambio di rotta del parlamento, che rispetto a quanto deciso nel 2022 - dopo l’invasione russa dell’Ucraina - a dicembre dell’anno scorso ha rinviato dal 2030 al 2035 gli obiettivi di spesa per l’esercito. Ora le contestazioni non mancano, secondo indiscrezioni di stampa se da una parte Viola Amherd sosteneva che il ridimensionamento delle spese militari non avrebbe creato gravi conseguenze, dall’altra, le Forze armate affermavano di non essere in grado di non essere in grado di riammodernare in tempi ragionevoli le forze armate. C’è del “fumo” nel Dipartimento della Difesa? Lo stesso Dipartimento, dopo diversi scandali e partenze repentine, gode della necessaria solidità?
Ne discuiamo a Modem con:
Martin Candinas, Consigliere nazionale grigionese del Centro e membro della Commissione della politica di sicurezza;
Alex Farinelli, Consigliere nazionale ticinese del PLR e membro della Commissione delle finanze;
Greta Gysin, Consigliera nazionale ticinese dei Verdi.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
22 ratings
Polemica sulle spese militari dopo che un’inchiesta della radio SRF ha fatto venire a galla problemi di liquidità per 1.4 miliardi di franchi. Per il Capo dell’esercito, Thomas Süssli, nessun errore, si tratta semplicemente di tener conto della tempistica dei vari programmi di armamento nella gestione delle spese. Pure la Consigliera federale Viola Amherd, responsabile del Dipartimento della difesa, getta acqua sul fuoco e sottolinea che non ci sono ammanchi nel bilancio militare.
All’origine della situazione il cambio di rotta del parlamento, che rispetto a quanto deciso nel 2022 - dopo l’invasione russa dell’Ucraina - a dicembre dell’anno scorso ha rinviato dal 2030 al 2035 gli obiettivi di spesa per l’esercito. Ora le contestazioni non mancano, secondo indiscrezioni di stampa se da una parte Viola Amherd sosteneva che il ridimensionamento delle spese militari non avrebbe creato gravi conseguenze, dall’altra, le Forze armate affermavano di non essere in grado di non essere in grado di riammodernare in tempi ragionevoli le forze armate. C’è del “fumo” nel Dipartimento della Difesa? Lo stesso Dipartimento, dopo diversi scandali e partenze repentine, gode della necessaria solidità?
Ne discuiamo a Modem con:
Martin Candinas, Consigliere nazionale grigionese del Centro e membro della Commissione della politica di sicurezza;
Alex Farinelli, Consigliere nazionale ticinese del PLR e membro della Commissione delle finanze;
Greta Gysin, Consigliera nazionale ticinese dei Verdi.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.

9 Listeners

5 Listeners

1 Listeners

194 Listeners

18 Listeners

17 Listeners

27 Listeners

14 Listeners

34 Listeners

16 Listeners

56 Listeners

30 Listeners

40 Listeners

16 Listeners

1 Listeners