La violenza giovanile è davvero in aumento, oppure assistiamo soprattutto a una crescita della sua visibilità? In Italia il dibattito si è acceso dopo i dati raccolti da Save the Children nel rapporto “(Dis)armati”, pubblicato il 12 marzo 2026. Alcuni reati violenti tra i 14 e i 17 anni — rapine, lesioni personali, risse e porto d’armi — risultano in crescita. Allo stesso tempo, però, il Ministero dell’Interno nel report del 2024 parlava di un fenomeno “sostanzialmente stabile o in lieve diminuzione”. Il tema coinvolge sicurezza, scuola, disagio sociale, salute mentale e piattaforme digitali. E dopo il decreto Caivano del 2023, anche il sistema giudiziario minorile è diventato parte centrale della discussione. Ma allora: stiamo osservando una crescita reale della violenza, oppure un cambiamento nel modo in cui viene raccontata, registrata e percepita?