Oggi affrontiamo una domanda che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata fantapolitica: il Venezuela potrebbe diventare il 51º Stato degli Stati Uniti? L’ipotesi non nasce da negoziati ufficiali né da procedure istituzionali avviate. Il tema è emerso dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, il 3 gennaio 2026, ed è stato rilanciato dalle dichiarazioni di Donald Trump, che l’11 maggio 2026 ha affermato di stare “seriamente considerando” questa possibilità. Nel frattempo, Caracas ha respinto l’idea. Delcy Rodríguez ha ribadito all’Aja che il Venezuela “non è una colonia”. Eppure il dibattito continua, alimentato dalla crisi economica, dai quasi 7,9 milioni di rifugiati e migranti venezuelani stimati dall’UNHCR e dalla crescente cooperazione tra Washington e Caracas. Secondo un sondaggio AtlasIntel/Bloomberg pubblicato il 28 maggio 2026, il 47,3% dei venezuelani è contrario all’ipotesi, il 20,5% favorevole, mentre il resto si divide tra indecisi e indifferenti. Ma quali sono le ragioni di chi sostiene questa prospettiva? E quali quelle di chi la considera inaccettabile?