
Sign up to save your podcasts
Or


La paura è un segnale che odiamo, ma è anche una risorsa che può tenerci svegli. Parliamo con Elisabetta Sgarbi, editrice, regista e direttrice artistica della Milanesiana, di cosa significa vivere e lavorare con una paura “costante” senza lasciarsi schiacciare: dal salto nel vuoto della Nave di Teseo alla pressione quotidiana di una macchina culturale con decine di appuntamenti e inevitabili imprevisti. Ne esce una lezione rara: la lucidità non arriva quando la paura sparisce, arriva quando smettiamo di scappare dal problema e impariamo a gestirlo.
Entriamo poi nel cuore di Relief con psicologia pratica e gestione delle emozioni: tre esercizi semplici, applicabili e con fondamenti scientifici per il mantenimento del benessere. Facciamo un’analisi a catena dei comportamenti che vorremmo ridurre, alleniamo la distanza dai pensieri con il “cielo e meteo”, e prepariamo il recupero con una prova generale immaginativa che ci ricorda una verità utile: migliorare non significa non cadere più, significa recuperare prima.
Nel finale allarghiamo lo sguardo: dallo spazio Millennials che si occupa del "pacco da giù" diventato meme e marketing, a Futuroprossimo, con la tecnologia che misura la gentilezza con un’IA nelle cuffie dei dipendenti Burger King. Fino a a un mini focus sulla ricerca su overconfidence e narcisismo. Chiudiamo con belle notizie su transizione energetica, infrastrutture e biodiversità, per un vero sospiro di sollievo.
Se ti piace questo mix di cultura, scienza e strumenti concreti, iscriviti al podcast, condividi la puntata e lasciaci una recensione: quale parte ti ha colpito di più?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Ti sei mai accorto che una parola detta dagli altri può diventare un’etichetta che ti porti dietro per anni? Partiamo da qui, con Elena Di Cioccio, attrice e conduttrice, per entrare nel lato più concreto della psicologia pratica: come si attraversano vergogna e stigma, come si smonta una gabbia costruita “per paura di persone che neanche conosciamo”, e cosa significa integrare la propria storia invece di tentare di chiuderla in un cassetto. Parliamo anche di dipendenze, relazioni tossiche e del momento in cui smetti di recitare chi non sei più, fino alla libertà di portare te stesso sul palco.
Poi passiamo agli strumenti: proponiamo tre tecniche di scrittura terapeutica che puoi usare subito per modulare ansia e preoccupazione. Scrittura espressiva per fare ordine, intervista alla preoccupazione per scoprire il bisogno che sta sotto, e lettera dal futuro sé per ottenere consigli credibili da una versione più saggia di te, con un primo passo chiaro e praticabile. Sono esercizi semplici, ma progettati per cambiare prospettiva quando la mente diventa una nuvola di pensieri.
Nella parte finale allarghiamo lo sguardo su tecnologia e società: con Davide Burchiellaro ragioniamo di intelligenza artificiale e contenuti centrati sull’umano, tra ricerca di imperfezione, comunità chiuse e “certificazione” dell’autenticità. Con Gianluca Riccio affrontiamo la deanonimizzazione online: modelli linguistici capaci di collegare commenti pubblici a identità reali con precisione altissima, e le conseguenze per privacy e sicurezza. Chiudiamo con spunti dalla letteratura scientifica su solitudine e paranoia, coppia e stress “assorbito”, più tre belle notizie su energia pulita e biodiversità.
Se ti è utile, iscriviti al podcast, condividi la puntata con qualcuno che ne avrebbe bisogno e lascia una recensione: qual è il passaggio che ti ha fatto più effetto?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Ti capita di arrivare a un momento decisivo con la testa piena e il corpo teso, come se l’ansia avesse preso il volante? Noi partiamo da lì, dal punto in cui emozioni, prestazione e identità si intrecciano, e chiediamo a chi ha vissuto davvero la pressione: Antonio Rossi, 5 medaglie olimpiche e una vita costruita tra allenamento, gara e responsabilità. Con lui ragioniamo su come l’adrenalina prima della partenza non sia “paura” da cancellare, ma energia da incanalare, e su quanto conti la visualizzazione mentale per arrivare pronti anche quando mancano gli ultimi cento metri.
Poi scendiamo sul pratico con i nostri “trucchi del mestiere”: alleniamo la serenità come abilità, non come magia. Ti guidiamo in un audit dei confini per capire dove dici sì per timore e dove un no necessario può diventare gentile e fermo; ti proponiamo una decompressione in sette minuti per non trascinarti lo stress da casa al lavoro e dal lavoro a casa; e chiudiamo con una stanza immaginativa della serenità, dove abbassi di uno gli interruttori di rumore, fretta e pretesa e ti porti dietro un oggetto mentale di recupero.
Lo sguardo si allarga anche su temi che stanno cambiando il nostro quotidiano: con Davide Burchiellaro il calo delle nascite in Occidente, effetti su economia e forza lavoro; la psicologia dell’intelligenza artificiale tra black box, sfiducia e illusioni di competenza, fino al ruolo dell’educazione nella condivisione dei dati. E sì, con Gianluca Riccio parliamo anche di mini bunker portatili: perché il bisogno di sicurezza dice molto del nostro tempo.
Se ti va, ascolta, condividi con chi ne ha bisogno e lascia una recensione: ci aiuta a portare sollievo psicologico rapido a più persone.
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Se ti sei mai chiesto come si regge l’urto tra ambizione, ego e cambi di pelle continui, questa conversazione con Francesco Facchinetti ti prende di sorpresa. Ci racconta perché oggi si sente un “DJ” che mixa mondi diversi, e come un momento professionale difficile lo abbia spinto a cercare valore dove pochi lo vedevano: la creator economy e i talenti nati sul web, quando il digitale era ancora considerato di serie B.
Entriamo poi nella parte più umana: fallimento come scuola, gestione dell’ego nel lavoro con gli artisti, e il coraggio di parlare di percorsi psicologici senza trasformarli in una posa. Tocchiamo anche temi delicati come soldi, bisogno di appagamento e responsabilità, fino a una riflessione che spiazza: non sempre ansia, rabbia o tristezza sono il problema principale; a volte è l’euforia, quella spinta che può farti distruggere tutto “per dimostrarti” che puoi rifarlo.
Dopo l’intervista passiamo alla psicologia pratica con tre strumenti concreti per migliorare relazioni e comunicazione: lo script DESC per essere assertivi, la separazione tra fatti e interpretazioni per ridurre fraintendimenti, e un imagery per preparare conversazioni difficili curando postura, tono e limiti. Chiudiamo con uno sguardo sul lavoro che cambia: con Davide Burchiellaro i licenziamenti di massa nelle Big Tech, autostima e adattamento nell’era dell’intelligenza artificiale, poi ricerche su social network e negatività, e con Gianluca Riccio uno studio su smart working e natalità.
Se ti è utile, iscriviti al podcast, condividi la puntata con qualcuno che sta attraversando un cambiamento e lascia una recensione: qual è il punto che ti ha colpito di più?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Restare calmi quando hai paura non è freddezza: è tecnica, attenzione e allenamento mentale. Con noi c’è Giorgio Petrosyan, kickboxer leggendario soprannominato The Doctor, per capire come si costruisce lucidità sotto pressione e perché rabbia e paura non sono “nemiche” da spegnere, ma forze da dosare con precisione. Dal ring alla vita quotidiana, parliamo di regolazione emotiva, disciplina e di quel lavoro invisibile che si fa nei mesi di preparazione, quando la tensione è costante e la mente cerca scuse.
Entriamo anche nella sua storia personale: la fuga dall’Armenia, la sofferenza trasformata in energia e la palestra come posto sicuro. Tocchiamo il tema duro delle sconfitte, quando l’identità di chi vince sempre vacilla, e arriviamo al ritiro: stress, gestione del peso, metabolismo che cambia, e la scelta di fermarsi al momento giusto. Il messaggio che ci lascia è pratico e umano: non chiudersi, non restare soli con il rimuginio, uscire, parlare, farsi seguire da professionisti quando serve.
Poi passiamo agli strumenti: tre esercizi rapidi per tornare nel qui e ora (grounding 54321, un gesto quotidiano in lentezza totale, radar dei suoni). Nello spazio Millennials con Davide Burchiellaro affrontiamo la shitstorm e l’agonia digitale, dalla dinamica di branco alle fasi di restauro della reputazione. Gianluca Riccio ci parla del futuro del cinema in realtà aumentata e in chiusura arrivano tre belle notizie dal mondo animale.
Se ti va, iscriviti al podcast, condividi la puntata con qualcuno che ne ha bisogno e lasciaci una recensione: quale passaggio ti ha colpito di più?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
L’istinto ti accende, l’esperienza ti protegge: ma come si fa a portarli sullo stesso palco senza spegnersi? Ne parliamo con Francesco Sarcina, voce e chitarra de Le Vibrazioni, mentre racconta il ritorno in tour e quel conflitto interiore che conosce chiunque viva di performance: l’emozione resta, ti fa sentire vivo, eppure va imparata a dosare per non farsi travolgere. Da qui entriamo nel tema dell’identità: rimanere riconoscibili nella musica italiana senza inseguire mode lampo, algoritmi e suoni “perfetti” che rischiano di togliere anima.
La conversazione si fa ancora più vera quando tocchiamo il prezzo umano del successo: fragilità, abitudini che diventano gabbie, diffamazione e voglia di spiegare il problema delle dipendenze senza trasformarlo in spettacolo. Sarcina racconta anche cosa significa chiedere aiuto e cambiare contesto, e come la rabbia possa diventare una parte da ascoltare e integrare invece che un nemico da zittire.
Poi passiamo alla psicologia pratica con tre strumenti per i momenti difficili: un piano SOS in quattro livelli, una defusione che “ringrazia la mente” e riporta al corpo, e un compassion break per allenare la self compassion nei prossimi dieci minuti. Completiamo con spunti su economia del sospetto verso le corporation (con Davide Burchiellaro), e biofobia (con Gianluca Riccio). Poi un po' di ricerca scientifica su trauma, ruminazione e regolazione emotiva, più tre belle notizie che rimettono in moto speranza e curiosità.
Se ti è utile, iscriviti al podcast, condividi la puntata e lascia una recensione: quali minuti ti sei segnato per riascoltarli?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Quattro anni in carcere da innocente non sono “un periodo difficile”: sono un’esperienza che riscrive il corpo, la mente e l’idea stessa di futuro. Con Raffaele Sollecito (suo malgrado coprotagonista del caso Meredith Kercher) entriamo nel lato psicologico dell’ingiusta detenzione, tra paura, attesa senza fine, rabbia e scelte quotidiane per non crollare. Parliamo anche di stigma mediatico e di cosa significa difendere la propria identità quando la narrazione esterna sembra più forte di te.
Poi passiamo alla parte più operativa: quando sei confuso o bloccato, ti proponiamo una bussola semplice e concreta basata sui valori personali. Tre esercizi brevi ti aiutano a scegliere una direzione, immaginare come vuoi essere ricordato e allenarti a reagire agli ostacoli con tre mosse essenziali: riconosco, pausa, gesto coerente. Microazioni, non rivoluzioni, per riportare la vita nelle tue mani.
Chiudiamo con uno sguardo sul presente: come cambia l’umorismo tra generazioni, tra meme globali e TikTok (con Davide Burchiellaro), cosa dice la ricerca su effetto nocebo, misofonia e percezione, e una domanda che divide: la realtà estesa con intelligenza artificiale può aiutare a elaborare un lutto tramite un avatar o rischia di trasformare l’addio in un “presente eterno” (con GIanluca Riccio)?
Se la puntata ti lascia qualcosa, iscriviti al podcast, condividila e lascia una recensione: quale parte ti ha messo più in crisi o ti ha dato più sollievo?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
La risata può essere una scorciatoia per evitare il disagio oppure una porta per entrarci meglio. Noi scegliamo la seconda: partiamo dalla comicità per parlare di emozioni reali, identità e responsabilità delle parole, senza perdere leggerezza ma anche senza trattarla come una cosa “vuota”.
Con Germano Lanzoni, attore e comico noto anche come volto e voce del Milanese Imbruttito, ragioniamo su cosa significa fare gavetta come laboratorio costante, su come nasce una maschera quasi per caso e su perché Milano diventa un personaggio collettivo fatto di performance, velocità e bisogno di controllo. Entriamo nel cuore del mestiere: la comicità che abbassa le difese, la differenza tra far ridere per dire qualcosa e dire qualcosa per far ridere, e il rischio più grande per chi sale sul palco: non far ridere. Parliamo anche di ansia, rabbia e tristezza come segnali utili, non come nemici da cancellare.
Poi ci spostiamo sulla psicologia pratica: procrastinazione come evitamento dell’ansia, matrice vicino-lontano tra valori e paure, tecnica del 5% per partire subito e decisione sperimentale con test di 48 ore quando sei bloccato tra due scelte. Tocchiamo anche comunicazione digitale e linguaggio, con la scomparsa della punteggiatura e del punto e virgola (lo piangiamo insieme a Davide BUrchiellaro), e guardiamo alla ricerca sul contatto fisico nelle coppie esulla loro connessione. Infine Futuro Prossimo con Gianluca Riccio apre uno scenario inquietante e attuale: digital death, app “Sei morto?”, solitudine, privacy e dati post mortem.
Se ti è utile, iscriviti al podcast, condividi la puntata con qualcuno che procrastina “perché non è pronto” e lascia una recensione: che cosa ti porti via oggi, una risata o un’azione?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Un corpo decorato può dire ciò che le parole non arrivano a delineare, e a volte può anche salvarci. Ospitiamo Paola Epifani, meglio nota come Rabarama, per entrare nel suo laboratorio emotivo: argilla, simboli, pattern e “mappe” sulla pelle come confessionale silenzioso dove traumi, intuizioni e ferite trovano una forma. Attraverso le sue sculture e le sue parole, parliamo di vulnerabilità senza romanticismi, di lutto che resta vivo, e di quel momento in cui un’emozione, quando finalmente prende corpo, smette di possederci del tutto.
Da lì allarghiamo il discorso alla psicologia pratica: tre strumenti semplici e usabili subito per costruire abitudini e gestire gli impulsi. Usiamo la frase “se allora” per creare automatismi, scegliamo un rinforzo coerente che non diventi autosabotaggio, e proviamo l’Urge Surfing per osservare l’urgenza come un’onda nel corpo prima di decidere cosa fare nei prossimi cinque minuti. Meno forza di volontà, più progettazione intelligente e scelte allineate ai valori.
Poi cambiamo registro senza perdere profondità: perché con Davide Burchiellaro capiremo come mai il true crime ci attira così tanto e quali funzioni emotive svolge, e con Gianluca Riccio che cosa succede quando la politica prova a limitare la pubblicità di junk food prima delle 21, tra buone intenzioni e falle pratiche.
Le ricerche della settimana puntano su memoria e neurosincronia nelle coppie. Infine troveremo tre belle notizie su vaccini mRNA e fiducia nei dati, tecnologia civica contro gli incendi e biodiversità salvata da una piccola modifica delle abitudini.
Se ti va, iscriviti al podcast, condividi la puntata e lascia una recensione: quale passaggio ti è rimasto addosso?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
Il dolore che non si vede diventa spesso un processo: devi dimostrare, spiegare, convincere. Noi partiamo da qui, con Giorgia Soleri, scrittrice e attivista che ha scelto una visibilità non “patinata” ma precisa e umana, per parlare di dolore cronico e dolore invisibile: endometriosi, fibromialgia, vulvodinia, neuropatie. Entriamo nel punto in cui il linguaggio fa danni o fa cura: quando qualcuno dice “è tutto nella tua testa”, sembra sminuire, ma la realtà è più complessa e riguarda il sistema nervoso, la nocicezione e il legame profondo tra mente e corpo.
Ci spostiamo poi su un terreno altrettanto concreto: i confini. Cosa proteggiamo quando raccontiamo la nostra vita online? Come si regge l’urto dell’algoritmo che porta i contenuti a chi non ha contesto, tra commenti aggressivi e etichette che riducono una persona a una relazione passata? Da lì affrontiamo anche il tema della non monogamia in Italia, non come provocazione, ma come accordo tra adulti e richiesta minima di rispetto, senza trasformare le scelte relazionali in uno scandalo permanente.
Nella seconda parte torniamo alla psicologia pratica con tre esercizi di resilienza: distinguere tra problemi e preoccupazioni, costruire un manuale di sopravvivenza per corpo mente relazioni, e usare il coping ahead per attraversare una situazione sfidante senza evitarla. Chiudiamo con uno sguardo sul presente digitale e sulle abitudini: la crisi delle app di dating e gli effetti su ansia, depressione e immagine corporea (con Davide Burchiellaro), le ricerche su musica rilassante e fatica mentale, e il gaming con una soglia chiara (10 ore a settimana) oltre la quale sonno, alimentazione e movimento iniziano a pagare il conto (insieme a Gianluca Riccio).
Se ti è utile, iscriviti al podcast, condividi la puntata con qualcuno che ne ha bisogno e lasciaci una recensione: qual è la parte che ti ha colpito di più?
Inviaci un messaggio.
Grazie per l'ascolto. Seguici sul nostro sito, su Facebook o Instagram.
From the publisher's feed
Relief è il primo servizio di sollievo psicologico rapido dedicato alle emergenze emotive e al benessere quotidiano. Ha sede a Milano e funziona dal vivo in metropolitana (MM5, fermata Isola) e on…

20 Listeners

7 Listeners