Un corpo decorato può dire ciò che le parole non arrivano a delineare, e a volte può anche salvarci. Ospitiamo Paola Epifani, meglio nota come Rabarama, per entrare nel suo laboratorio emotivo: argilla, simboli, pattern e “mappe” sulla pelle come confessionale silenzioso dove traumi, intuizioni e ferite trovano una forma. Attraverso le sue sculture e le sue parole, parliamo di vulnerabilità senza romanticismi, di lutto che resta vivo, e di quel momento in cui un’emozione, quando finalmente prende corpo, smette di possederci del tutto.
Da lì allarghiamo il discorso alla psicologia pratica: tre strumenti semplici e usabili subito per costruire abitudini e gestire gli impulsi. Usiamo la frase “se allora” per creare automatismi, scegliamo un rinforzo coerente che non diventi autosabotaggio, e proviamo l’Urge Surfing per osservare l’urgenza come un’onda nel corpo prima di decidere cosa fare nei prossimi cinque minuti. Meno forza di volontà, più progettazione intelligente e scelte allineate ai valori.
Poi cambiamo registro senza perdere profondità: perché con Davide Burchiellaro capiremo come mai il true crime ci attira così tanto e quali funzioni emotive svolge, e con Gianluca Riccio che cosa succede quando la politica prova a limitare la pubblicità di junk food prima delle 21, tra buone intenzioni e falle pratiche.
Le ricerche della settimana puntano su memoria e neurosincronia nelle coppie. Infine troveremo tre belle notizie su vaccini mRNA e fiducia nei dati, tecnologia civica contro gli incendi e biodiversità salvata da una piccola modifica delle abitudini.
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