E se fosse la mente il nuovo teatro delle guerre che saremo chiamati ad affrontare? La necessità di ridefinire i paradigmi della sicurezza nazionale sembra aver trovato una nuova conferma nella riunione del Consiglio supremo di difesa, presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale lo scorso 17 novembre 2025.
Inizia così l’articolo apparso sul quotidiano “Domani” dello scorso 4 dicembre, dal titolo: “La guerra ibrida si combatte anche nelle nostre menti” del professor Pasquale Annicchino, giurista dell’Università di Foggia. Il pericolo, evocato anche in consessi politici e militari, è quello di una sorta di “hackeraggio della coscienza”, ma la preoccupazione sulla “sicurezza cognitiva” rischia di danneggiare il dibattito pubblico e di restringere i diritti. Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno intervistato su questi temi il professor Annicchino. Nella seconda parte, alcune domande sul suo recente saggio – presentato di recente alla Facoltà avventista di teologia di Firenze – dal titolo: “L’interazione tra diritto e religione nella transizione digitale” (ed. Giappichelli).
La voce Guerra ibrida e sicurezza cognitiva è stata pubblicata per la prima volta su HopeMedia Italia.