La proposta di indulto responsabile e “differito” elaborata nell’ ambito del Convegno sul diritto alla speranza, tenutosi a Roma il 12.12.2025 nel Giubileo dei Detenuti, ha già avuto ulteriori autorevoli adesioni. La drammaticità della situazione carceraria impone soluzioni nuove, originali e realistiche, che raccolgano gli appelli accorati di Papa Francesco, di Papa Leone, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il grido di dolore del mondo penitenziario, coniugando responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione. Un indulto “secco”, infatti, rischia di non risolvere i problemi ed aumentare le criticità, laddove un indulto “preparato ed accompagnato”, con la previsione di una efficacia differita di tre/sei mesi, consentirebbe l’attuazione del trattamento penitenziario della persona da rimettere in libertà e dell’assistenza post-penitenziaria (dall’Agenzia d’informazione Sir, G.A., 21-02-26).
Nel corso della diretta RVS del 2 marzo 2026, Claudio Coppini e Roberto Vacca intervistano sulla proposta di un “indulto differito” Giuseppe La Pietra, membro del Segretariato permanente del CNEL per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale.
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