Leggere l’ultima fatica di Pierangelo Sequeri, “Addio a Dio? Sul Dio vivente” (Centro Ambrosiano, pagine 96, euro 10,00), è un’esperienza insieme destabilizzante e rigenerante. Con la precisione di un chirurgo e la passione di un mistico, Sequeri diagnostica la malattia mortale che affligge il cristianesimo: non l’ateismo teorico, ma un più insidioso e profondo “vuoto affettivo”. Il Dio che è morto nella postmodernità non è l’Ens necessarium dei filosofi, ma il Dio vivente, il Dio sentito, l’“affettivo”.
La sua analisi è un potente j’accuse contro un cristianesimo che si è rifugiato nelle “forme” – dogmi, dottrine, rituali – dimenticando le “forze” dell’esperienza e della teofania (da “Se il cristianesimo si rifugia nelle forme” di Antonio Staglianò su Avvenire del 30-12-2025). Nel libro dell’Apocalisse l’ultimo messaggio di Gesù alle chiese (la chiesa di Laodicea) riporta un appello e un giudizio molto duro: “non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo” (Ap 3,17). Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno chiesto un parere al pastore avventista Michele Abiusi.
La voce “Tu non sei nè freddo nè fervente” è stata pubblicata per la prima volta su HopeMedia Italia.