Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Santi: dalla tribolazione alla vittoria

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Santi: dalla tribolazione alla vittoria episodes

  • Cosa fai quando qualcuno non capisce il tuo amore, chiudi? Gesù continua ad amare, se vuoi con te. Martedì santo 31-3-26
    Martedì Santo è una giornata all'insegna dell'incomprensione e del tradimento.  Il Vangelo è caratterizzato da questa presenza di Gesù profondamente turbato. Avvisa: uno di voi mi tradirà. Uno, ma il tradimento quello più totale è quello di Giuda, totale nel senso di una consegna esplicita. Gli altri hanno un altro tipo di tradimento, perché le parole di Gesù a Pietro sono chiare. Quando Pietro dichiara che è pronto a dare la propria vita, Gesù replica che non canterà il gallo prima che tu non mi abbia rinnegato tre volte.
    C'è un rinnegare, un tradire, un non capire che continua e crea turbamento nell'umanità di Gesù. Come lo crea alla nostra umanità sentire che gli altri non comprendono, non capiscono l'amore con cui viviamo, con cui doniamo la vita, con cui siamo qualcuno che non comprende il tuo amore.
    Cosa fai? Smetti di amare? e invece Gesù glorifica il Padre dando la vita. Questo passo del Martedì Santo ci aiuti ad avere una comprensione più profonda di come l'amore non è semplicemente un corrispondere l'amore dell'altro, è un attingere all'amore fedele di Dio per cui sai continuare ad amare anche quando l'altro tradisce, non capisce o rinnega.
    2 min
  • Per rivedere le nostre idee su cosa significa “fare bene”, il Vangelo non loda chi calcola, ma chi ama senza misura. Lunedì santo 30-03-26
    Oggi abbiamo la bellezza di come la liturgia ci faccia entrare anche in un conto alla rovescia. Avete notato nel Vangelo: sei giorni prima della Pasqua. È un conto alla rovescia. Di solito il conto alla rovescia si fa perché c'è un evento che diventa il centro. E questo brano del Vangelo fa parte di quel centro. Provo a spiegarmi.
    Il dire “ meno 6” di quel giorno lì continua ad essere elemento essenziale della Pasqua. Cioè a farne parte, per dirlo in un modo diverso, se vivi questo stai anticipando la Pasqua. Ma che cos'è sta cosa così importante? La preparazione alla Pasqua di Gesù diventa preparazione alla Pasqua nostra, della nostra vita. La Chiesa ogni volta che celebra la Pasqua di Gesù celebra la propria Pasqua. Chiamata a vivere un passaggio trasformante. E si vede subito come c'è una spaccatura tra chi di questa Pasqua fa il motivo e il senso della propria vita, e qui vediamo evidentemente Maria, la sorella di Lazzaro, che è pronta a mettere in gioco se stessa con i propri beni e la propria faccia. Dire che quest'olio costava circa 300 denari, cosa vuol dire? È lo stipendio di un anno circa, tanta roba. Un anno di lavoro, lì. E la propria faccia tutta la vita. Perché da quel momento in poi ti possono giudicare per quello che hai fatto. E mi sembra che di giudizi dilapidanti ce ne siano tanti in giro. Per cui forse possiamo capire di chi stiamo parlando. Ma la sua scelta è chiaro che parte proprio dal fatto che c'è un'attenzione decisa verso Gesù. Un servizio deciso verso Gesù, e verso la missione di Gesù di cui si fa lei stessa ministra. Tant'è che Gesù stesso ne dà anche un'interpretazione davanti all'altra parte che adesso vedremo. Perché lei fa un gesto vero, buono, genuino. Veramente, come dice il Cantico dei Cantici, profumo olezzante è il tuo nome. D'altronde chi ha sentito l'odore del nardo penso che capisca di che stiamo parlando. Perché ha un'intensità, quel profumo che... Ma questo è il tuo nome, dice il Cantico, che vuol dire che c'è la persona verso la quale si dedica la vita. Un amore di tutta la vita.
    Ma almeno vorrei dare una pennellata riguardo all'altra parte. Diciamo che Giuda Iscariota è la punta di diamante. Ma forse non era l'unico che è iniziato a pensare nel suo cuore che non andava fatto così. Non era giusto fare così. Poi Giovanni specifica che era ladro e prendeva quello che mettevano nella cassa. Ma è evidente. C'è un giudizio. Che cosa fa il giudizio dentro il cuore dell'uomo? Ruba. Guardate, se c'è un giudizio denigrante verso qualcuno, il tuo cuore verso questa persona è derubato. Il tuo cuore è depauperato. Perché nel momento in cui sente questo verso quella persona, la elimina. Guardate che è messo anche in un modo diverso, perché è lo stesso giudizio che hanno, e la fine del Vangelo lo fa vedere in un modo chiaro, i capi dei sacerdoti quando decidono di uccidere non solo Gesù ma anche Lazzaro. Perché molti credevano attraverso questa risurrezione, questa vita nuova di Lazzaro, credevano in Gesù e quindi erano un problema. Beh, uccidiamo anche Lazzaro. E c'è un certo modo di fare, no? Siccome sei amico del mio nemico, sei mio nemico, punto. Ma anche questo mi sembra di vederlo non soltanto nei telegiornali, ma nella storia che stiamo vivendo per tante persone.
    Però mi piace concludere con questa attenzione. Cos'è questo gesto di Maria che ancora è presente nella vita dell'umanità? Perché forse non si esaurisce nella bellezza della Chiesa che viva la sua vocazione, ma di una umanità che senta un senso profondo nell'amare ed effondere la propria vita, diventare con tutte le tue capacità e possibilità un segno d'amore. Dovrebbe essere proprio della Chiesa, ma in realtà è proprio di chiunque sente che la vita si possa effondere, perché quello che compie Maria in realtà non è altro che la risposta a quello che Gesù è con la propria vita verso ogni uomo. È un dono d'amore che effonde vita. Se così ascolteremo la Sua parola, se così vivremo la liturgia, se così sentiremo l'Eucaristia, se così rielaboreremo tutto l'annuncio cristiano, la Pasqua farà parte costitutiva della nostra vita, tanto da cambiarci nel modo di pensare, parlare e agire.
    Questa è la conversione a cui le tenebre sono chiamate per diventare luce. Ricordo le parole del Salmo 138 (139), per te la notte è chiara come il giorno, per te le tenebre sono come luce. Questo è il mistero di un amore che non si ferma neanche davanti al tradimento, ma effonde se stesso.
    Questo è il mistero della Pasqua a cui il Signore ci sta chiamando.
    10 min
  • Il cammino può essere tenebroso. La direzione è dalla fiducia e avvicina alla luce. 29-3-26 domenica Palme
    La celebrazione di questa domenica che introduce la passione del Signore, avete ascoltato con l'abbondante parola che già ci precedeva all'inizio della processione con l'ingresso di Gesù (a Gerusalemme) e questa acclamazione. Ma pensate come quell'acclamazione festosa, abbiamo agitato i nostri rami di ulivo, abbiamo cantato, ma quella stessa folla dopo un po', pochi giorni, ha deciso che piuttosto andava sacrificata questa vita innocente, crocifiggilo! c'è una chiara intenzione da parte di chi gestisce, guida e pensa di controllare le sorti del mondo che anche qualche vita innocente si possa sacrificare. Forse anche oggi è così, forse qualcuno sta decidendo che è meglio sacrificare delle vite per interessi di qualcuno e quindi anche oggi si sta realizzando questo Vangelo secondo il quale il Figlio di Dio è venuto nel mondo per essere con gli ultimi, con quelli che sembra che non contino nulla e dia la vita. Perché che succeda su un barcone in mezzo al mare, che succeda in tanti paesi dove gente innocente cerca di avere una vita dignitosa, sembra una sfortuna per loro. Eppure continua ad esserci una storia di salvezza che Gesù ha precorso e continua a percorrere insieme a noi. Ma perché non ci sembri qualcosa di strano, vorrei insieme a voi riconsiderare quelle parole che Gesù dice nel Getsemani. Gesù ha realmente vissuto la tribolazione di quel momento, sentiva una grande solitudine, un grande peso. Forse tanti nostri fratelli in questo momento sentono la stessa fatica, lo stesso peso, sentono la stessa solitudine, una preghiera che è un grido di aiuto a Dio. Succede negli ospedali, nelle case di riposo, ma succede in tanti territori sparsi nel mondo dove qualcuno sta affrontando una grande solitudine e grida a Dio. Forse potremmo pensare che Dio non ascolti in quel momento, ma la parola che Gesù dice e che rimane anche per noi, una parola luminosa, è una parola di grande fiducia: Passi da me questo calice, però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu. Perché riconosce che il Padre ha una volontà di vita e di salvezza per ogni uomo. Anche della tribolazione che in questo momento tante persone come Gesù nel Getsemani stanno affrontando.
    E allora chiediamo al Signore Gesù di avere anche noi un cuore filiale. Passi da me, ma non come voglio io, ma come vuoi tu. Non so cosa sta succedendo, so che sto tribolando, ma come vuoi tu. Cioè so che anche da questo momento ci sarà salvezza. Penso anche a tanti bimbi che sono qui oggi e come i bimbi di Gerusalemme di quel giorno non sono molto consapevoli di che cosa significhi tutto questo, però lo possono vedere nel volto degli adulti che hanno vicino. Diventiamo per i nostri ragazzi un segno di fiducia, di fedeltà e di amore. Perché la generazione che cresce non cresca come dei combattenti le guerre di qualcun altro, ma combattenti dell'amore, gente che è pronta ad accorgersi dei fratelli, a prendersene cura. Se così sapremo vivere ed educare i nostri figli, anche la società di domani forse metterà da parte ogni tipo di guerra e di interesse personale per essere come Gesù e con Gesù fratelli che si prendono cura, superando insieme le tristezze e le angosce per essere uomini appassionati di vita, che il Signore ci guidi in questo cammino a volte tenebroso, ma siamo certi che scaturirà in una grande luce.
    6 min
  • Le mie scelte nascono dalla fede o dalla paura? Sabato 28-3-26

    Il Vangelo di oggi pare dare un avvertimento a quelli che vogliono tenere le cose sotto controllo, vogliono gestire tutto e tutti. E questo quindi riguarda anche noi, non soltanto i contemporanei di Gesù. Il motivo del riunirsi dei capi e il decidere di uccidere Gesù pare che si concretizzi nel fatto che molti credono in Lui e c'è timore che le cose sfuggano di mano, che quindi arrivino i Romani e facciano strage. Ma allora che facciamo? Lo eliminiamo. Questa pare la scelta ottimale, anche se innocente. Qua c'è anche un capitalizzare quello che sta succedendo con una lettura di fede.
    Anche se involontariamente c'è uno che sta profetizzando che Gesù doveva morire non soltanto per la nazione ma per tutti i figli di Dio dispersi. Quindi ogni situazione della vita forse ci presenta delle occasioni che possiamo trasformarle in occasione di grazia proprio perché il Signore è presente. Noi forse non siamo partiti con quel presupposto. La morte di Gesù diventa la salvezza per tanti ma non perché è stato scelto da sinedrio che sia salvezza per tanti. Loro cercavano soltanto, anche se innocente, di toglierlo di mezzo per gestire le cose.
    Forse per noi significa che dobbiamo fare un po' di attenzione perché il male resta male e non va mai scelto. Dio ha la capacità di trasformare anche il male in un'occasione di salvezza e spesso lo fa anche se noi non ce ne accorgiamo. Quindi facciamo tesoro di questo per le nostre scelte quotidiane e lasciamo che la grazia del Signore trasformi tutto in questa storia di salvezza di cui siamo anche noi attori e partecipi.
    3 min
  • La vita spirituale non è evanescente, ma opere concrete per qualcuno. Venerdì 27-3-26
    Vorrei partire da alcune attenzioni che l'Antico Testamento oggi ci mette davanti. Intanto il profeta Geremia non era proprio un pezzettino di pane friabile, però il trattamento che gli è stato riservato è stato molto duro. Quindi c'era il suo persecutore per antonomasia un certo Pascur, che a un certo punto dice tu non ti chiamerai più Pascur, ti chiamerai “Terrore all’intorno".
    Pensate che bel nomignolo gli ha dato. Ma gliene aveva combinate. Però questo “Terrore all’intorno" mi sembra che in tante epoche della storia ci siano state delle persone da chiamare terrore all’intorno. Anche oggi qualcuno c'è. Quindi non è cambiato il vizio. E forse proprio il cuore dell'uomo ha alcune caratteristiche per cui si lascia sedurre fino a diventare un motivo di angoscia per qualcuno o addirittura per l'umanità intera, come sta accadendo ora. Perché pregare per la pace, che è un filo conduttore degli ultimi tempi in ogni situazione e in ogni riunione di fede, non abbandona quindi il nostro dirci a Dio, questo trova un alimento proprio nelle parole che Dio stesso ci dice. E credo che accanto a Geremia che ha questa angoscia profonda, sente il tradimento di tanti, sente questa persecuzione che lo vuole morto e a un certo punto capisce che non si vendicherà lui di persona ma invoca la vendetta che viene da Dio e che ha sempre nella luce della verità il suo fulcro, questo gli procura dentro il cuore pace, una pace profonda, una pace che lo porta a dire cantate inni al Signore, lodate il Signore perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori. Uno non l'avrebbe mai detto in quella situazione che si potesse mettere a lodare e invocare questa salvezza, questa pace che viene da Dio.
    E quindi le parole del Salmo 17 che abbiamo ascoltato oggi sono quell'ancora di salvezza a cui vi invito a tornare spesso. È un Salmo che inizia direttamente così Ti amo Signore mia forza e poi dice una serie di altri termini che ti fanno capire come sente la solidità della sua vita, solo perché sta attaccata al Signore. E inviterei a fare un po' l'esame di coscienza dove ci stiamo attaccando adesso, qual è il motivo di solidità della nostra vita perché lui dice così Signore mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe in cui mi rifugio, mio scudo, mia potente salvezza, mio baluardo cioè per quanto possa essere attanagliato anche da Pascur o da chiunque sia il persecutore del momento, ho trovato un motivo di solidità, di pace per questo comincia dicendo Ti amo, che vuol dire sento che proprio perché tu così ti proponi a me questo mi dà la possibilità di esprimere la mia vita perché possiamo esprimere la nostra vita in tanti modi, ma se manca l'amore avremo sempre dei “se” e dei “ma” qualunque cosa accade, per quanto possa essere bella avremo sempre dei motivi per dire “sì ma" e invece partiamo da questo Ti amo Signore mia forza. Forse è la stessa forza di cui parlava Gesù nel Vangelo, anche con Lui il trattamento simile a quello di Geremia raccolgono delle pietre e c'è un'intenzione chiara di volerlo eliminare e qui vorrei dare l'altro elemento che credo possa essere anche un motivo per ciascuno di noi di affrontare qualunque situazione, perché Gesù dice per quale delle opere buone che io ho compiuto volete eliminarmi ve ne ho fatte vedere dal Padre mio molte, per quale di queste? Vedete la tentazione nella fede anche questa ci riguarda il rendere tutto così spirituale da dimenticarci le opere, perché tu che sei uomo ti fai Dio per fortuna che noi conosciamo il Vangelo dall'inizio quando invece ci dice tu che sei Dio e ti sei fatto uomo hai preso carne sei diventato come noi. Quindi a questa accusa di bestemmia e di farsi come Dio che appunto è la tentazione propria del cuore dell’uomo, questi uomini stanno facendo che cosa? forse proprio quella persecuzione propria di chi si sta mettendo al posto di Dio forse simile a quella che ci scappa fatta in ogni giudizio, critica quando cerchiamo di abbassare l'altro perché forse sta svolazzando troppo in alto: chi sei? Gesù vola molto basso qui dice per quale delle opere? e qui c'è il suggerimento perché il compiere l'opera di Dio è molto bello vedere c'è un testo di Paolo che aiuta in questo quando nella lettera ai Galati al capitolo 5 se qualcuno avesse voglia di allargare un po' la comprensione di questo testo Paolo descrive la vita secondo la carne e secondo lo spirito dicendo che le opere della carne ne fa un elenco dice sono tante poi dice il frutto dello spirito il frutto dello spirito che vuol dire quando permette lo spirito di amare nella tua vita e poi dice nove termini è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, fa un elenco ma è come se fossero tante facce della stessa pietra preziosa che ci ha messo davanti, che sono anche le facce di chi amandoti a volte si stupisce a volte ti sorride a volte si rattrista amandoti cioè proprio come fa il Signore. Se riparti dall'amore è chiaro che ne sentirai a volte tante ferite, perché non viene compreso non viene accolto ma non puoi smettere di compiere quest'unica opera che è l'opera creativa e creatrice di Dio che ci viene comunicata e che anche noi possiamo vivere. In questo tempo in cui ogni tipo di pace viene messa alla prova con sempre nuovi motivi di angoscia, noi possiamo ripartire da quest'unico atto di fede: l'amore creativo di Dio che da sempre accompagna la vita degli uomini anche oggi cerca qualcuno che gli si presti come un pulpito da cui possa parlare, che sia disponibile a trasmettere con i suoi gesti e le sue parole quest'unico amore con cui continua ad essere generativo e creativo dell’umanità. Rendiamoci quindi disponibili a questa magnifica opera di cui anche oggi il Signore si rende protagonista, non sempre accolto ma sempre presente.
    10 min
  • Se Dio si presentasse a me oggi lo riconoscerei o lo rifiuterei perché non corrisponde alle mie aspettative? Giovedì 26-3-26
    E' suggestivo che questo capitolo cominci con l'intenzione di lapidare una donna colta in adulterio e finisce con l'intenzione di lapidare Gesù come bestemmiatore. E forse perché va  ad adulterare qualche cosa di stabile e definito secondo quello che avevano come la loro idea di Dio e non ne ascoltano la parola. Allora, per non incappare nella stessa cosa, perché potrebbe anche capitarci di avere dei pensieri più divini di quelli di Dio, tanto da non soltanto non riconoscerlo, non onorarlo, ma lapidarlo, che vuol dire trattarlo male e buttarlo fuori dalla nostra vita, forse anche nella persona di chi abbiamo accanto, proviamo a metterci in ascolto di quello che Gesù sta dicendo in questo breve brano, dove non si sta dando dei vanti e delle glorie, ma sta cercando di dire una verità proprio a questa gente che rivendica la filiazione di Abramo ma non porta avanti l'alleanza di Abramo.
    E quale sarebbe l'alleanza di Abramo? Beh, ne abbiamo ascoltato un piccolo saggio nella prima lettura della Genesi dove viene stabilito in una relazione con Dio preferenziale a motivo della sua fede. Questo è il motivo per cui Abramo rimane veramente un elemento unificante, non soltanto le tre grandi religioni ebraica, cristiana e islamica, ma proprio ciò che accade ad un cuore che vuole ascoltare, che si mette in ascolto, come è stata poi la sua chiamata, è uscito dalle sue abitudini, dalla sua terra, dalle sue tradizioni per entrare in una relazione con Dio che lo ha fatto padre di una moltitudine. E ha promesso una terra, e a mio avviso la terra è molto di più che una porzione di territorio geografico. La terra credo che abbia a che fare proprio con la nostra vita in cui dimoriamo con Dio, perché il Paradiso, questo giardino in cui Dio abita con l'uomo, sì ce lo aspettiamo alla fine dei giorni, ma credo che non bisogna rinunciare oggi a viverlo. E questo abitare di Dio con l'uomo e questo desiderio di Dio di stare in una alleanza, cosa che abbiamo ripetuto anche nel Salmo, che il Signore si ricorda sempre della sua alleanza, ma tu te la ricordi? L'alleanza con Dio parte da un atto di fede per cui ti metti nella sequela, cioè ti fidi di quello che ti dice e cammini nella sua parola. Ed è quello che, guardate, c'è un grande fraintendimento nel Vangelo che mi piace riprendere, dice Gesù, Abramo vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno, lo vide e fu pieno di gioia. Abramo vide il giorno di Gesù, che cosa ha visto Abramo? Cos'è che vide: il giorno di Gesù, cosa significa? A mio avviso può significare che vide che la fedeltà di Dio all'uomo è una fedeltà che prende carne nella storia degli uomini e vede che la salvezza che Dio gli aveva promesso si è attuata nella discendenza che poi gli ha donato, questo Abramo l'ha visto. Ma noi abbiamo questa fede pronta a vedere il compiersi delle promesse di Dio? che vuol dire che le promesse di Dio le tieni sempre davanti, non le molli mai e cammini in quella direzione. Abbiamo questa fiducia, questa fedeltà? e la gente dice ma non hai neanche 50 anni e hai visto Abramo? Lui dice che Abramo ha visto il suo giorno e loro dicono tu hai visto Abramo, vabbè, Gesù comunque approfitta per dire quello che ha già ripetuto più volte in questo capitolo, cioè che prima che Abramo fosse, Io Sono e dice la sua identità che è il nome di Dio. E quindi arriva il momento di buttargli delle pietre e quindi se ne va.
    Sì, semplicemente vorrei chiudere con questi due richiami. Uno, qual è l'obiettivo che ci stiamo ponendo nella vita come fiducia, come fedeltà per camminare in alleanza con Dio.
    Secondo, se a motivo di questa fiducia non ci è capitato forse di lapidare, di escludere Dio proprio in quelle modalità concrete con cui lui si sta rendendo presente nella nostra vita, perché forse questa è una nuova chiamata a conversione da non escludere.
    7 min
  • Eccomi! E lo Spirito Santo renderà possibile ciò che da soli non possiamo fare. Mercoledì 25-3-26 Annunciazione

    È una giornata molto particolare questa perché nella liturgia oggi è la solennità dell'Annunciazione. Come abbiamo ascoltato dalle letture a Maria viene annunciato che il Signore avrebbe preso carne dentro di lei nella sua vita. E vorrei leggerlo in una maniera provvidenziale vista la situazione in cui ci troviamo.
    Perché dove si dice che nasce Gesù nel mondo è proprio per capire che la nostra vita non va a finire nel nulla. Ma Lui viene nel mondo, sulla terra perché ciascuno di noi possa avere il passaporto per il cielo. Cioè abbiamo una cittadinanza che parte proprio dal fatto che tutta la nostra umanità non è un caso.
    E noi abbiamo bisogno di scoprirlo perché altrimenti il momento del distacco, un distacco che sentiamo che costa la vita, ci dice che niente ha senso. Invece tutto ha senso. Anche il fatto che siamo qui di passaggio ha senso.
    E come ci passiamo questo può fare la differenza. Per questo, grazie ad Alberto che ci ha parlato un pochino della persona fortissima ed esuberante che era Bruna Francesca, ma ho avuto la fortuna di parlarne anche in altri momenti, abbiamo proprio bisogno di sentire che non può terminare. Sentiamo che non è giusto che termini qualcosa che ha inizio.
    Sulla terra anche le cose più belle come quegli splendidi fiori durano un po'. Quanto basta per accorgerci che la bellezza esiste, va riconosciuta, ma è molto più dell'istante. La bellezza ha qualcosa a che fare con l'eterno.
    E' per questo che, guardate la bellezza di questa giovane Maria di cui abbiamo ascoltato il Vangelo, si rende disponibile, però chiede. Spesso noi facciamo della figura di Maria una specie di statuina. Ma Maria doveva essere una ragazzina di quelle belle sveglie.
    E anche alle parole dell'angelo che parlava del suo concepire, lei chiede come avverrà? Io questa cosa qui non so come si faccia. Come dire, non basta essere buoni, bravi e belli per certe cose. O c'è Spirito Santo, o c'è la vita di Dio, ecco perché noi in questo luogo ci riuniamo a celebrare i misteri della salvezza, o c'è quindi il suo intervento, oppure stiamo parlando di niente perché andiamo a finire in cenere. O c'è uno Spirito che ci precede, ci accompagna e ci accoglie in Cielo, oppure nulla ha senso. E Maria chiede come accadrà questo? E la risposta dell'angelo è proprio questa: Spirito Santo scenderà su di te. Cioè la vita di Dio ha a che fare con la tua. Anche oggi possiamo dire la stessa cosa. La vita di Dio ha a che fare con la vita di Bruna Francesca. Per sempre.
    Allora chiediamo al Signore un cuore che sappia credere in questo. Anche la prima lettura un po', ce ne dava alcuni segni la lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato. E Gesù stesso che viene nel mondo e le parole di quel salmo le fa proprio sue: Ecco Signore io vengo per fare la tua volontà. Cioè lui viene in questo mondo sapendo che non sarebbe stato accolto e amato e ben voluto. Da tanti sì, ma non da tutti. Anzi sarebbe stato crocifisso e ha scelto di venire lo stesso. Devo dire che questo mi fa pensare anche a tante scene di cui abbiamo parlato recentemente. Cioè la scelta di amare che supera l’assurdità. Questa è la forza che ci fa vincere ogni prova. Chiediamo quindi al Signore di saper dire anche noi eccomi Signore. Ci sono. Sono disponibile. Desidero amare come ami tu. Desidero che la vita sia molto di più che un accumulo di giorni, sia un'esuberanza dell'amore con cui siamo amati. E che siamo pronti a donare.
    Quindi grazie anche a tutto l'amore che Bruna Francesca ha saputo seminare nella sua vita. E grazie a chi l'ha accolto e l'ha moltiplicato. A modo suo, secondo le caratteristiche di ciascuno. Ma credo che è proprio questo che fa lo Spirito del Signore nella nostra vita: Ci lascia liberi di scegliere. Assolutamente liberi. Ma quanti si rendono disponibili diventano altoparlanti di quell'amore. Proprio dalla loro vita.
    6 min
  • Dove stai guardando oggi? Martedì 24-3-26

    Il tema che mi piacerebbe toccare oggi è quello della preghiera, perché non soltanto abbiamo ripetuto al Salmo «Signore, ascolta la mia preghiera», ma anche per cercare di capire meglio questo brano del Libro dei Numeri, dove il popolo mormora, si lamenta, parla male di Dio e di Mosè. Arrivano questi serpenti brucianti che chi veniva morso moriva, a quel punto riconoscono il peccato. Questo è un passaggio che ci interessa, perché riconoscere il peccato e chiedere perdono a un certo punto forse nella vita può capitarci.
    Ma non è che a quel punto schiocchi le dita e finisce tutto il problema precedente, no. Loro lo dicono, abbiamo peccato, abbiamo parlato contro il Signore e contro di te, il peggio di peggio, l'abbiamo fatto. Supplica il Signore tu, Mosè, che allontani da noi questi serpenti.
    Mosè prega, ma la risposta di Dio non è schiocco di dita e ha finito il problema, ma di fare questo serpente di bronzo da tenere in alto, perché chiunque sarà stato morso, se avrà l'atto di fiducia che guarderà verso questo serpente di bronzo, resterà in vita. Cioè, la malizia del peccato continua ad esserci.
    La fiducia nella salvezza attraverso un dono che il Signore ti fa, la devi rinnovare tutte le volte. Non basta saperle con la testa. Sappiamo che Dio ha salvato il mondo in Cristo, il crocifisso, si lo sappiamo, poi lo mettiamo da parte e facciamo le nostre cose. Proprio così veniamo morsi dal peccato di questo mondo in tanti modi. Dove guardiamo? Questa è la domanda da fare ciascuno.
    Dovrà fare comunque un atto di fede personale. Perché dice chiaramente il testo: Quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
    “Se”. E se non lo guardava? Allora, questa domanda ci riguarda profondamente. Perché forse su tanti peccati, che sono peccati che ci fanno morire dentro, che ci spengono, che ci distruggono, ci attanagliano. Bene, dove stai guardando? Dove guardi? Lo guardi come in Cristo c'è salvezza? Anche riguarda quel peccato. Ci credi che sia così? E la seconda parte, ma la lascerò poi, se volete, alla vostra attenzione. Quel brano del Vangelo dove Gesù più volte dice, Io Sono. Ma io sono, uno potrebbe dire, io sono chi sei. Ma io sono, è il nome di Dio. Avete presente il testo, il capitolo terzo del libro dell'Esodo, quando Dio parla a Mosè dal roveto che ardeva, fuoco, ma non si consumava. Un fuoco che arde, ma non brucia, nel senso che non si consuma. Continua ad ardere, ma come fa? Allora Mosè si avvicina.
    E lì inizia il dialogo con Dio. A un certo punto gli chiede, ma tu mi mandi dagli israeliti per liberarlo, capito? Ma mi chiederanno, ma chi è questo che ti ha mandato, come si chiama? Io sono colui che sono. Dirai agli israeliti, io sono, mi ha inviato a voi.
    Ce l'avete questa cosa nell'orecchio? Non dimenticatela più. È importantissima questa. Io sono, è presente l'indicativo del verbo essere, siamo capaci. Ma che significa? È colui che è sempre presente e sempre sarà con te. Che non ti molla mai. E Gesù sta venendo a rendere presente quel Dio che altrimenti noi non conosciamo.
    Lo rende presente e visibile. È per questo che la Chiesa in quel crocifisso riconosce quel serpente di bronzo. Cioè l'atto di fede della salvezza in Dio che ti ama ed è sempre presente nella tua vita, rimane l'elemento di salvezza. Quello che ci salva. Per questo chiediamo al Signore di fare così un altro passo incontro a Lui che è sempre presente e che ci sta invitando a quest'atto di fede che può cambiare la nostra vita.
    6 min
  • L'offerta di una strada più grande del male è la via per tutti. Lunedì 23-3-26
    È proprio un giorno da dedicare all'ascolto abbondante della parola e vorrei soltanto fare un paio di note perché ci sono due giudizi, due donne, due tribunali, due condanne certe. Sembra che siano delle condanne senza possibilità di salvezza. E una donna prega e l'altra tace.
    Susanna ha una preghiera molto semplice, perché semplicemente si appella al Signore. Non ha niente da recriminare, soltanto una preghiera. E la preghiera, come sempre accade, non chiede agli uomini di fare qualcosa, ma mette Dio al centro perché la preghiera nasce semplicemente dalla fiducia.
    Certo riconosce io sono innocente, però non c'è un pianto recriminante, c'è un affidare la propria vita. Che mi fa pensare, a differenza del brano del Vangelo, dove invece era evidente che c'era una peccatrice trovata in flagrante adulterio. Strano che c'era soltanto la donna perché se era in flagrante adulterio… per la matematica dovrebbero essere almeno 2. Ma davanti ad una situazione del genere che cosa viene in evidenza? Che in realtà non si cerca la giustizia, come nel primo caso e nel secondo, si cerca solo di usare per distruggere. E invece cosa fa il Signore? Semplicemente ci ricorda che nessuno di noi è senza peccato. Ma quello che sta veramente a cuore a Dio è proprio un rapporto vero con ciascuno di noi, un rapporto che nasce da un amore grande, pronto sempre a perdonare. Per questo non è che il Signore semplicemente salva la vita alla donna perché non viene lapidata, le salva la vita perché le ricorda che cos'è il dono della sua vita. Ed è per l'amore, per essere veramente un dono, non un uso. Ma questa è la vita di ciascuno di noi e questo vorrei semplicemente rimetterlo un po' al centro oggi perché Gesù non accusa nessuno, né la donna né gli altri, né noi.
    Non accusa e non c'è una volontà distruttiva mai, semplicemente ci riporta a quello che è il dono della nostra vita. Infatti non soltanto dice non ti condanno, ma dice una prospettiva della sua vita, vai non peccare più, che vuol dire semplicemente adesso la tua vita, adesso che l'hai riscoperta come un dono, vivila come dono. Questo forse andrebbe ricordato non soltanto quando noi facciamo guerra e conflitto tra di noi, ma anche per stare davanti al Signore in pace, sapendo che quello che Dio desidera vero, quello che per Lui conta, è che possiamo vivere da figli amati.
    E così non soltanto la donna può ripartire con una vita nuova, anche ciascuno di noi oggi, se fa proprie queste parole, troverà una via nuova.
    5 min
  • C’è una pietra nella tua vita che il Signore ti sta chiedendo di togliere?
 Domenica 22-3-26 5Q
    Sono tre domeniche che ascoltiamo dei Vangeli molto lunghi, spero che ne siate contenti. È veramente un po' come la Samaritana di due domeniche fa, andare ad attingere alla sorgente e trovare che la sorgente non è semplicemente un pozzo, ma è una persona. Mi piacerebbe approfondire, sapete che queste letture ci darebbero possibilità di spaziare moltissimo, ma non solo non voglio approfittare della vostra pazienza, ma vorrei stuzzicarla.
    Cioè, forse avrete notato, il tema del Vangelo oggi, facile facile, qual è? Dice il tema, beh è facile, c'è un morto che viene risuscitato, soltanto? Ma il centro di questo Vangelo qual è? Di centri ce ne sono molti, ho capito, ma il centro più centro? Neanche la morte può fermare Gesù! soltanto che noi facciamo fatica a rendercene conto, perché non siamo ancora morti. Non è vero, perché possiamo vivere anche tutta una vita da condannati a morte, possiamo passare la nostra esistenza a fare delle cose che non servono tutto sommato a niente, sono dei giochini, come passare il tempo con i giochi elettronici, solitari, cose del genere, penso che qui ci siano delle persone espertissime per cui non sto infierendo su di loro. Sto soltanto dicendo, quel tempo lì, metterlo in qualcosa che possa riempirti il cuore, anziché soltanto occuparlo, non sarebbe meglio? Ma come si fa? Si chiama relazione. Le relazioni sono le cose più difficili che ci sono perché sono la fonte della nostra gioia ma anche della nostra tribolazione più grande, per cui a volte piuttosto che vivere male le relazioni, meglio evitarle: dicesi morte cerebrale. Gesù è venuto a togliere quella pietra con cui ciascuno di noi ha tappato in qualche parte della sua vita qualche aspetto che è di morte, una condizione che ci fa così tanto tribolare che noi l'abbiamo tappata, non c'è più, pensiamo. In realtà dentro di noi sì, perché come Marta e Maria piangevano molto, cioè c'è un pianto che sta chiedendo, ma che cosa possiamo fare per questo? Mettici una pietra, non pensarci più, ma non è possibile.
    Allora, voi mi permetterete, faccio un salto nella seconda lettura per poi ritornare qui, quindi non vi perdete per strada, perché San Paolo ha questa bellissima espressione nella Lettera ai Romani, il capitolo 8, se qualcuno non sapesse cosa fare potete impararlo a memoria, è bellissimo, è proprio il centro, è il culmine della Lettera ai Romani, e dice questa espressione, Ora, se Cristo è in voi, c'è Cristo in voi? Ci fermiamo subito, c'è Cristo in voi? Ma sì, certo, facciamo la comunione, poi? Se Cristo è in voi vuol dire non soltanto hai fatto la comunione, ma sei in una relazione, in un dialogo continuo, in un desiderio di relazione con Lui, Lo ascolti, cerchi di rispondere, lo porti nelle situazioni faticose e gioiose della tua vita? Domanda a cui poi risponderete. Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, cioè siamo tutti quanti dei condannati a morte, ma lo spirito è vita per la giustizia. E che vorrà dire? E se lo spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti, una bella notizia, darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo dello suo spirito che abita in voi. E cioè, lo Spirito Santo non soltanto ci risusciterà nell'ultimo giorno, è questo qui la nostra speranza, no? Certo. Attenzione, ci fa risuscitare adesso, ci fa vivere da risorti adesso. Se lo accogliamo... Torno sul Vangelo per capirle bene, perché avrete notato, nei primi cinque versetti viene ripetuto non so quante volte, che sto Lazzaro è malato. È malato a morte come tante situazioni della nostra vita, malate a morte. E Gesù tarda due giorni, quindi quando arriva è morto. Come tante situazioni della nostra vita in cui Gesù non ci è arrivato dentro, quindi sono situazioni di morte. Certi rapporti, certe situazioni, abbiamo messo una pietra sopra, chiusa. No, aspetta, il Signore viene.
    Che fai? Il centro di questo Vangelo ci sta portando a capire che il Signore viene. Se credi e sei disposto a togliere quella pietra che andava messa, perché c'era una situazione di fetore, di morte, andava tappata quella situazione, se no non vivevi più, bene, Lui ti dice, toglila. Non vi va di fare Pasqua? Non ci va di accogliere Gesù che ci risuscita adesso? Questo è l'invito.
    È bellissimo perché dopo questo dialogo con il Padre, tolta la pietra finalmente, Lazzaro viene fuori tutto bendato dice, scioglietelo e lasciatelo andare. Cioè, adesso che non soltanto hai creduto che Gesù potesse far qualcosa, adesso vivila questa novità. Avete presente quando con qualcuno si è stati in lite per tanto tempo, tanto che proprio, poi dici, va bene, l'ho perdonato, l'ho cancellato, non lo penso più, invece no, no, pensalo, perché altrimenti non è che l'hai perdonato, l'hai solo eliminato. Pensalo, ma pensalo in un modo nuovo. Non so se ci avete mai provato, è una bella fatica. Ma è così bella che se la fai vedi la risurrezione. Cioè, diventa veramente una vita nuova. La gente che vede tutto questo che cosa dice? Molti dei giudei che erano venuti là, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui, così finisce il Vangelo.
    Allora, la mia proposta è questa: Se volete portatevi il foglietto a casa, riguardatelo, ripensatelo, ma attualizzatelo. Ciascuno provi a fare di questo un passo importante per la propria vita, altrimenti non abbiamo neanche idea di che cosa significhi risurrezione.
    Rimandiamo sempre a dopo quello che il Signore, venendo nella nostra vita, ci sta proponendo di vivere già ora. Ci faccia grazia di credere e operare insieme a Lui.
    10 min

About Santi: dalla tribolazione alla vittoria

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La santità non è un premio per pochi, ma la partecipazione alla vita di Dio.
Non è una perfezione morale, ma una storia d’amore: quella di un Dio che abita nel cuore dell’uomo.

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