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Dopo 13 sconfitte consecutive contro i Top 5, Holger Rune torna alla vittoria contro un giocatore di altissimo livello e chiude una gran settimana a Barcellona superando Carlos Alcaraz in finale. Il danese è tornato per davvero o è troppo presto per dirlo sul serio? Le indicazioni lasciano ben sperare per lui, ma...
A Monaco di Baviera invece Zverev sblocca la stagione vincendo un titolo più importante per autostima e morale che per altro, ma anche in questo caso il successo sembra rappresentare un 'punto e a capo'.
Infine Stoccarda, nuova sede del 'Penkostan', il Principato di Jelena Ostapenko. La sesta vittoria su sei contro Iga Swiatek apre alla discussione: si è mai visto qualcosa di simile nel tennis? Jacopo e Simone provano a tirare fuori i casi del recente passato.
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ARGOMENTI
• 5:33 È tornato Holger Rune?
• 16:42 Segnali di vita da Zverev
• 31:02 Penkostan
• 55:02 Le vostre domande
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Nel Principato vince Carlos Alcaraz, ma lo fa senza mostrare qualcosa di diverso rispetto al passato. Anzi, Carlitos rimane sempre lo stesso. Certo, con i numeri che ha senza aver fatto nemmeno i 22 anni, basta e avanza.
Il torneo certifica anche la crescita di Lorenzo Musetti, da questa mattina nuovo n°11 del mondo. Il suo tornei, i suoi obiettivi, il suo futuro.
Matteo Berrettini invece certifica la crisi di Zverev, che dalla finale in Australia sembra aver smarrito se stesso: il tedesco non sa più quale giocatore sia e cosa debba fare.
La settimana infine ha raccontato anche della crescita ulteriore di de Minaur e dell'insidia Arthur Fils: il classe 2004 francese sta arrivando anche lui.
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ARGOMENTI
• 4:39 Alcaraz campione, ma nulla è cambiato
• 19:51 Musetti a un passo dalla Top 10
• 31:45 C'è anche Berrettini
• 37:40 La crisi di Zverev, la crescita di de Minaur. Occhio a Fils
• 58:04 Le vostre domande
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Flavio Cobolli vince a Bucarest e Luciano Darderi vince a Marrakech. Nel giro di poche ore l'Italia del tennis trova due titoli importanti per due giocatori che stavano vivendo un periodo di piccola crisi, ma soprattutto una doppietta 'storica' perché consegna alla racchetta azzurra italiana rispettivamente il titolo n°100 e n°101 a livello ATP. Una storia iniziata nel 1971 con Adriano Panatta a Senigallia.
Dei risultati di campo di questa settimana e delle tante questioni che ci sono state fuori dal campo: la separazione Paolini-Furlan; le parole di Nadal sulla necessità di rivedere le regole del tennis; la lettera dei Top 10 ATP e WTA agli Slam per la richiesta di più soldi; l'intervista di Jannik Sinner a un mese dal suo rientro. Insomma, come sempre una puntata ricca.
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ARGOMENTI
• 5:43 Cobolli e Darderi: 100 e 101
• 28:54 La separazione Paolini-Furlan
• 38:10 I Top 10 chiedono più soldi
• 44:52 Nadal dice che ci saranno problemi in futuro
• 55:40 Un mese al rientro di Sinner
• 61:53 Le vostre domande
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Jakub Mensik trionfa al torneo di Miami superando in finale Novak Djokovic e conquistando il suo secondo titolo della carriera, il più importante. Il ceco rompe record di un certo spessore, ma soprattutto si iscrive già oggi a un club ristrettissimo: ovvero coloro che sono stati in grado, in 20 anni di carriera, di battere Djokovic in una finale '1000'. Pochi nomi fuori dalla trinità Nadal, Federer e Murray. Di lui, dello stesso Nole a cui salta il 100esimo titolo della carriera, di Zverev, di Berrettini e di tutti gli altri.
Nel femminile invece trionfa Aryna Sabalenka, che legittima sul cemento un dominio comunque mai in discussione da tempo. Il suo 2025 attendeva in realtà solo un sigillo, puntualmente arrivato a Miami. La bielorussa ora ha più di 3000 punti di vantaggio su una Swiatek ancora 'preoccupante'. Jacopo e Simone si dividono sul futuro a breve termine della polacca. Di loro due, ma anche di Paolini e della favola Eala.
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ARGOMENTI
• 3:14 Djokovic, Mensik e l'oracolo Lo Monaco
• 31:17 Sabalenka, Swiatek, Paolini ed Eala
• 57:05 Le vostre domande
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Puntata con tante questioni aperte. A Miami vengono subito eliminati all'esordio i quattro semifinalisti di Indian Wells. Un inedito da quando esiste il circuito ATP nel 1990. Risultati che riaprono la questione sul 'valore' della Top 10 attuale, anche a fronte di un Jannik Sinner che resta primo nella Race 2025 pur avendo giocato un solo torneo.
Qui dentro spazio anche all'analisi dell'Italia, dall'esordio di Federico Cinà ai risultati di Musetti, Berrettini e Paolini, ancora in corsa in Florida.
Spazio infine al tema caldo della settimana: la causa intentata dal sindacato PTPA verso ATP, WTA, ITF e ITIA, ovvero i principali organi che governano il tennis mondiale. Che cosa vogliono questo gruppo di tennisti? Proviamo a riassumere in pochi minuti 163 pagine di documentazione.
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ARGOMENTI
• 4:33 Quanto vale la Top 10 attuale?
• 32:52 Da Cinà a Musetti, l'Italia a Miami
• 51:00 Il torneo femminile
• 70:43 Che cosa vuole la PTPA?
• 85:16 Le vostre domande
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A Indian Wells trionfano Jack Draper e Mirra Andreeva. Il primo batte tutti i più forti, da Fonseca a Fritz, da Alcaraz a Rune, e si prende oggi il primo 1000 della carriera, oltre che la prima Top 10. Il tutto senza 'supercoach', esperienza anzi per lui complicata. La sua storia è attuale e serve per settare un punto su questa mitologica figura del 'supercoach'.
Andreeva invece riesce laddove negli ultimi 40 anni solo Steffi Graf e Serena Williams: vincere un torneo prima dei 18 anni battendo n°1 e n°2 del mondo. La siberiana ha per davvero le stimmate di una giocatrice 'generazionale', termine abusato nella narrativa contemporanea.
Infine un punto rapido su Sinner e il suo regno da n°1 del mondo sempre più al sicuro.
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ARGOMENTI
• 5:52 Mirra Andreeva: 'generazionale', ma per davvero
• 36:15 Draper ci ricorca che non serve per forza il 'supercoach'
• 60:08 Sinner, la corsa di Zverev e Alcaraz è quasi impossibile
• 64:25 Le vostre domande
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Novak Djokovic cade per il secondo anno consecutivo con un lucky loser a Indian Wells, ma al di là del risultato c'è anche il dato statistico: tre sconfitte consecutive non si vedevano dal 2018, quando fu necessario il ritorno di Marián Vajda per rimetterlo in piedi dal momento più complicato della sua carriera. Una discussione sul suo momento e su quanto Parigi e Londra saranno decisive per il futuro.
Ancor più deluso del serbo è Alexander Zverev, che dalla California esce subito sconfitto e spreca un'ulteriore opportunità per avvicinarsi al n°1 di Sinner. La domanda però è un'altra: Zverev 'deve' per forza diventare n°1 o vincere uno Slam? La discussione è frizzante.
Un ampio punto poi sul torneo degli italiani: da Berrettini a Musetti, da Arnaldi ai qualificati Gigante e Zeppieri, fino a Sonego e Cobolli.
Oltre a loro, il focus anche sul femminile e sul sussidio di maternità lanciato dalla WTA e sponsorizzato dai tanto chiacchierati sauditi del PIF.
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ARGOMENTI
• 5:37 Gli italiani a Indian Wells
• 28:47 Djokovic, è già tempo di 'funerale'?
• 40:57 Zverev, opportunità mancata
• 53:58 Il torneo e il sussidio di maternità nella WTA
• 72:10 Le vostre domande
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Si chiude un settimana con 5 tornei del circuito maggiore, tre ATP e due WTA. La notizia è soprattutto da Dubai, dove Tsitsipas torna a vincere sul cemento un anno e mezzo dopo e lo fa con una racchetta mascherata. Non il suo solito attrezzo, ma un altro. Presumibilmente di un altro fornitore rispetto al suo storico sponsor. Parliamo di questo così come del torneo di Berrettini e Nardi negli Emirati. E di quanto influisca il fattore 'C' nel tennis.
Poi Acapulco, dove vince Machac e un ceco torna in Top20 per la prima volta da Berdych. Ma anche Santiago del Cile che certifica definitivamente la crisi di Luciano Darderi: 2 vittorie nelle ultime 17 partite da agosto a oggi. Il punto anche sulla sua stagione.
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ARGOMENTI
• 3:23 Dubai: Tsitsipas e la racchetta 'mascherata', Berrettini e Nardi
• 30:50 Acapulco, Machac sopravvive all'epidemia
• 40:40 Darderi e il suo 2 su 17 da agosto
• 55:03 Le vostre domande
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La più giovane di sempre a vincere un WTA 1000. La più giovane in Top 10 dal 2007, anno in cui è nata. Mirra Andreeva la stavamo aspettando ed è decisamente arrivata. La teenager siberiana rompe alcuni record importanti a Dubai e si pone come outsider - ma neanche troppo - in una stagione in cui Sabalenka, Gauff e Swiatek stanno avendo qualche problema.
A Doha e Rio de Janeiro invece fallisce la prima missione di avvicinamento da parte di Alcaraz e Zverev al trono di Sinner. Contiamo i punti che serviranno allo spagnolo e al tedesco per provare a prendere Jannik, ma celebriamo anche un altro russo, Andrey Rublev, che vince almeno un torneo ATP per il 7° anno consecutivo. Di loro, ma anche di Berrettini e Djokovic, oltre che di Draper, Fonseca e tanti altri.
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ARGOMENTI
• 3:49 Mirra Andreeva, dalla Russia con furore
• 29:07 Doha: da Rublev a Berrettini e Djokovic
• 46:21 Il trono di Sinner è al sicuro
• 56:21 Le vostre domande
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"Jannik Sinner è innocente". "Jannik Sinner è colpevole". "Per Sinner trattamento di favore" e mille altri bla bla bla... La notizia del patteggiamento tra Sinner e la WADA a 3 mesi di squalifica per il n°1 del mondo mette finalmente la parola 'fine' alla vicenda 'clostebol', iniziata quasi un anno fa con due positività dell'altoatesino a due controlli antidoping. Una vicenda complicata e lunga, dove in tanti hanno detto la loro. Noi proviamo a mettere dell'ordine, mettendo in chiaro almeno un paio di questioni: il patteggiamento è tutto fuorché uno scandalo e non c'è stato alcun favoritismo nei confronti di Sinner durante tutte le procedure.
Spazio poi ai tornei della settimana, da la vittoria in doppio a Doha di Paolini/Errani passando al primo titolo del prodigio Joao Fonseca, i problemi fisici di Musetti, il cammino di Arnaldi a Derlay Beach e chiudendo con il dominatore dell'indoor francese Humbert.
Lo 'schiaffo della settimana', infine, riguarda un'altra delicata vicenda extra-campo: il caso Vukov-Rybakina-WTA.
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ARGOMENTI
• 2:31 Sinner, il caso è chiuso
• 35:01 Errani/Paolini, Fonseca, Humbert: i tornei della settimana
• 64:51 Le vostre domande
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