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Classe 2006, Sara Curtis è la promessa del nuoto italiano. Dopo aver superato i record di Federica Pellegrini ed essersi aggiudicata il primo oro individuale agli Europei di Lublino, la giovane nuotatrice punta dritta alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.
E per farlo ha deciso di puntare sul coach del team USA Todd Desorbo che l'ha voluta con lui in Virginia.
Testarda come il padre e con il sorriso della madre, Sara ha già dovuto affrontare momenti assai delicati fuori dalla vasca e i commenti razzisti dei leoni da tastiera.
Questa è la sua storia. Ne parlo nel nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile. Buon ascolto!
Immaginate di essere ad un maratona; tu insieme ad altre 5.000 persone di cui 2.000 donne; ora guardatele meglio: capelli al vento, maglie rosse, short sportivi. Notate nulla di strano?
La risposta sarebbe no se ci trovassimo in Italia; ma questa maratona si è svolta in Iran lo scorso 5 dicembre. Un gesto, quello di correre senza lo hijab che ha scatenato l'ira della Polizia Morale iraniana che non ha però potuto colpire 2.000 donne.
Una protesta pacifica che per la sua portata è stato un messaggio forte e chiaro dalle donne persiane; un messaggio ad un Paese orami fortemente diviso internamente tra i dogmi religiosi e le spinte all'apertura e al rinnovamentoNe parlo nel nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile.
Simbolo dentro e fuori i palazzetti, è stata una pioniera della parità di genere in tempi in cui lo sport femminile era visto come una sottocategoria di quello maschile; incoronata miglior giocatrice dalla FIBA nel 1975, Mabel si è fatta portavoce di alcune rivendicazioni fondamentali per i diritti delle donne nel mondo dello sport: riduzione del gap salariale, accesso alle cure mediche, dignità nell'abbigliamento di gioco.
Molte di queste cose, sono ormai date per scontate, e lo sono grazie a Mabel. A pochi giorni dalla sua scomparsa, ecco la sua storia.
Lo skate per sua natura è una disciplina che è sinonimo di libertà; gli ostacoli ispirano evoluzioni; i detriti diventano rampe per salti; per questo lo skateboarding sta diventando una delle discipline più diffuse in Palestina e nella West Bank.
L'ispirazione per questo episodio di "Storie di Sport al Femminile" mi è venuto guardando il mini documentario dal titolo "Walls Can't Keep Us from Flying" che mostra come i giovani di Gaza stiano superando i traumi della guerra anche grazie allo skate.
Mi aveva soprattutto colpito la storia della protagonista femminile di questo documentario, Yasmeen Foque che parla della sensazione di essere sulla tavola, di cosa significhi per le giovani ragazze palestinesi poter uscire dalle mura domestiche e dedicarsi ad un hobby che a molte delle coetanee è precluso.
Ho scoperto soprattutto due realtà davvero bellissime, quelle di SkatePal (che ha anche un partner italiano) e Skate Qilya. Le due associazioni sono alla ricerca di volontari e aiuti. Se vi interessa conoscere meglio la loro storia, non perdetevi questa puntata.
Disinformazione, pochi dati ed errati, deep fake e umorismo sessista. Tante sono le piaghe che affliggono lo sport femminile e che lo stanno uccidendo dal di dentro e dal di fuori.
Ma cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo? Se l'è chiesto il New York Times che ha scritto un'interessante analisi su quello che sta accadendo negli USA. Analisi che può essere trasportata anche alle nostre latitudini e che per questo mi ha fatto riflettere.
Ne parlo nel nuovo episodio di "Storie di Sport al Femminile"
"Se puoi vederlo, puoi esserlo" è lo slogan che sin dalla sua nascita accompagna la bambola più famosa del mondo: Barbie.
Applicabile a qualsiasi categoria, ha aiutato generazioni di bambine a sognare di poter essere una dottoressa, una donna in carriera, un'astronauta e ora anche una giocatrice di rugby.
Un messaggio molto potente in quanto il rugby è uno di quegli sport di dominio prettamente maschile; Mattel spera quindi di ispirare tante ragazzine a "mettersi in gioco e di restarci" anche in quegli ambiti che normalmente non sono aperti alle donne.
Per questa particolare campagna - ribattezzata Team Barbie - Mattel ha scelto di riprodurre 4 star della palla ovale: Ilona Maker, Ellie Kildunne, Portia Woodman Wickliffe e Nassira Konde.
Queste sono le loro storie.
Lo ha detto rivolta alle ragazze che sognano di vincere un mondiale, ma le parole di Anna Danesi potrebbero essere rivolte a tutta l'istituzione scolastica italiana.
"Lo sport non è nemico dello studio" è una frase che stride con quel che si vede nelle scuole del nostro Paese dove praticare uno sport a livello agonistico collide ancora con la voglia di studiare.
Ciò è vero soprattutto all'Università, dove "si va per studiare" e dove non sembra esserci spazio per lo sport. Per questo le parole di Anna Danesi devono servire da monito: qualcosa deve cambiare e far sì che chi vuole intraprendere uno sport a livello agonistico e studiare sia messo nelle migliori condizioni possibili per farlo.
E dall'università, a cascata, la riforma dovrebbe abbracciare anche tutti i gradi scolastici. Se si pensa infatti a discipline come la ginnastica artistica o ritmica, l'età dell' agonismo scende agli 11 anni ed è quindi fondamentale a questa età gestire al meglio gli impegni scolastici e sportivi.
Il lavoro da fare è tanto, soprattutto a livello culturale. Bisogna smettere di vedere lo "sport" come un nemico dello studio, ma come un suo valido alleato.
Quando insegnavo negli USA ricordo che i miei alunni atleti erano preoccupati che la loro media fosse sempre sopra una determinata percentuale perché altrimenti non potevano giocare la partita. Ecco, questo potrebbe essere il capovolgimento di cui avremmo bisogno anche in Italia.
Ne parlo nel nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile. E voi, cosa ne pensate?
Serena Williams è l'atleta più vincente della storia del tennis moderno. Ro, una startup di telemedicina americana che garantisce l’accesso, tra gli altri, a farmaci per la perdita di peso come gli agonisti del GLP-1 .
In un video testimonianza, Serena spiega come questi farmaci l'abbiano aiutata a perdere peso (circa 14 kg) dopo la sua seconda gravidanza e dopo che i metodi "più tradizionali" fatti di alimentazione controllata ed allenamento non avevano dato risultati.
Il video ha scatenato varie polemiche. Da un lato c'è chi si schiera a favore dell'atleta affermando che il corpo è il suo e che può decidere come meglio crede; i detrattori punto invece il dito sottolineando come un'atleta non dovrebbe far passare messaggi pericolosi e come dietro la partnership ci sarebbero solo interessi finanziari (il marito di Serena Williams è uno degli investitori della startup Ro).
Come molti anche io sono divisa tra le due posizioni come racconto nel nuovo episodio di "Storie di Sport al Femminile".
E tu, cosa ne pensi?
All'inizio il ruolo di libero le andava un po' stretto, ma poi ha iniziato a capirne la vera natura e non l'ha più abbandonato.
" Se l'alzatrice è la mente, l'opposto il braccio, il libero è un po' l'anima della squadra: se tu stai lì, lotti su tutti i palloni in difesa, il tuo atteggiamento, la tua voglia di non mollare mai, può influenzare in maniera positiva anche le tue compagne; quello del libero è un compito di grande valore, forse meno evidente o acclamato di quello della schiacciatrice, ma sempre di grande importanza" mi aveva detto nel 2012 quando l'avevo intervistata per il magazine "Pallavoliamo.it"
A distanza di 13 anni, Moki ha vinto tutto quello che c'era da vincere nella pallavolo a livello di club e di nazionale, diventando una vera e propria leggenda della pallavolo.
Ecco perché ho deciso di dedicare a lei questo episodio di Storie di Sport al Femminile.
Immagina di nascere in un villaggio povero del South Carolina, crescere ad Harlem e trasformare le strade in un campo da tennis improvvisato.
Così è iniziata la storia di Althea Gibson, la ragazza che con una racchetta in mano ha sfidato la povertà, il razzismo e ogni barriera.
🎾 Prima persona di colore a giocare ai Campionati Nazionali degli Stati Uniti.
🏆 Prima campionessa afroamericana a vincere un Grande Slam.
💪 Pioniera anche nel golf, quando il tennis non le bastava più.
Althea Gibson non è stata solo una fuoriclasse: è stata un simbolo di libertà, coraggio e possibilità.
Una donna che ha aperto la strada a Serena, Venus e a tutte quelle che oggi scendono in campo senza paura.
La sua voce risuona ancora oggi.
👉 È lei la protagonista del nuovo episodio di “Storie di Sport al Femminile”.
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