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A detta del Governo ticinese si chiama “limitazione del numero di medici nel settore ambulatoriale”. In altri termini dal 1° novembre 2023 è stato introdotto il numero chiuso per l’apertura di nuovi studi medici. Un tetto massimo che riguarda 11 specializzazioni in cui chi vorrà aprire un nuovo ambulatorio dovrà mettersi in lista d’attesa, e aspettare che qualcuno lasci il proprio studio, come succede per esempio quando un medico va in pensione.
Si tratta di una misura voluta per frenare l’aumento della fattura sanitaria e che, secondo il Dipartimento sanità e socialità, interviene in settori confrontati con un forte aumento dei costi.
Tra le specializzazioni toccate ci sono la cardiologia, la neurologia e l’oncologia. Escluse da questa misura -e quindi tutelate dalla mano pubblica- troviamo invece la medicina di base, la pediatria e la pedo-psichiatria.
Imposta a livello federale da una revisione della Legge sull’assicurazione malattia, questa miniriforma del sistema sanitario ha sollevato forti critiche in Ticino, a tal punto che il decreto governativo che la disciplina è già stato oggetto di alcuni ricorsi da parte del Gruppo ospedaliero Moncucco e da diversi medici.
A Modem ne discutono:
PAOLO BIANCHI - direttore della Divisione della salute pubblica, al Dipartimento sanità e socialità
FRANCO DENTI - presidente dell’Ordine dei medici in Ticino
GIANCARLO DILLENA - presidente dell’Associazione delle cliniche private ticinesi
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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A detta del Governo ticinese si chiama “limitazione del numero di medici nel settore ambulatoriale”. In altri termini dal 1° novembre 2023 è stato introdotto il numero chiuso per l’apertura di nuovi studi medici. Un tetto massimo che riguarda 11 specializzazioni in cui chi vorrà aprire un nuovo ambulatorio dovrà mettersi in lista d’attesa, e aspettare che qualcuno lasci il proprio studio, come succede per esempio quando un medico va in pensione.
Si tratta di una misura voluta per frenare l’aumento della fattura sanitaria e che, secondo il Dipartimento sanità e socialità, interviene in settori confrontati con un forte aumento dei costi.
Tra le specializzazioni toccate ci sono la cardiologia, la neurologia e l’oncologia. Escluse da questa misura -e quindi tutelate dalla mano pubblica- troviamo invece la medicina di base, la pediatria e la pedo-psichiatria.
Imposta a livello federale da una revisione della Legge sull’assicurazione malattia, questa miniriforma del sistema sanitario ha sollevato forti critiche in Ticino, a tal punto che il decreto governativo che la disciplina è già stato oggetto di alcuni ricorsi da parte del Gruppo ospedaliero Moncucco e da diversi medici.
A Modem ne discutono:
PAOLO BIANCHI - direttore della Divisione della salute pubblica, al Dipartimento sanità e socialità
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