“Non Sognare le Persone, Leggile!” — se la leggiamo nel contesto della poetica di Lór — sembra parlare soprattutto del modo in cui guardiamo gli altri.
Il messaggio è: non costruirti nella mente una persona che non esiste. Conoscila davvero.
“Sognare” qualcuno significa idealizzarlo, riempire i suoi silenzi con ciò che vorremmo sentirci dire, attribuirgli intenzioni e sentimenti che magari non possiede. “Leggerlo”, invece, significa prestare attenzione ai suoi gesti, alle parole, alle contraddizioni, alle pause e persino a ciò che sceglie di non dire.
La poesia potrebbe quindi essere una riflessione sull’illusione nelle relazioni: spesso non ci innamoriamo soltanto di una persona, ma dell’immagine che abbiamo costruito di lei.
E c’è un rovesciamento molto bello nel titolo: le persone non sono sogni da interpretare, sono libri da leggere. Ma, come ogni libro, vanno lette lentamente, senza saltare le pagine e senza pretendere di conoscere il finale prima di averle attraversate.
Il messaggio che Lór lascia all’ascoltatore potrebbe essere:
“Non amare l’idea che ti sei fatto di qualcuno. Abbi il coraggio di leggere chi hai davvero davanti.”
E forse c’è anche un invito più profondo: leggere gli altri senza smettere di leggere se stessi, perché spesso ciò che proiettiamo sulle persone racconta tanto di noi quanto di loro.