
Sign up to save your podcasts
Or


Sono passati tre mesi e due giorni dai brutali attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno sorpreso Israele con quella che è stata definita una mattanza, la più brutale dalla fine della Shoah, con oltre 1200 vittime in un sol giorno. Tre mesi in cui la scure della rappresaglia israeliana si è abbattuta poi con violenza sulla striscia di Gaza e che ha provocato sin qui quasi 23mila morti, in maggioranza civili. In mezzo gli inviti ad un cessate il fuoco, all’apertura di corridoi umanitari, alla salvaguardia dei civili ... inviti e raccomandazioni caduti nel vuoto segno anche di una drammatica impotenza della Comunità internazionale che sin qui ha avuto forse da dire ma ben poco da fare, Stati Uniti in testa. E dagli Stati Uniti, dalla visita del segretario di stato americano Anthony Blinken – la quarta visita in 3 mesi – partiremo cercando di inquadrare il pericolo di un allargamento del conflitto in tutta l’area Mediorientale.
Di ieri la notizia della morte di un importante leader militare di Hezbollah in Libano, di una settimana fa quella del numero due di Hamas ucciso da un drone militare sempre in Libano a cui si aggiunge l’altissima tensione provocata dall’attacco rivendicato dall’Isis a Kerman in Iran e su un altro fronte i continui attacchi dei ribelli Houti contro imbarcazioni commerciali nel Mar Rosso. È tutto dunque apparecchiato per un conflitto che possa travalicare i confini israelo-palestinesi? Ne parliamo a Modem con:
Michele Giorgio, collaboratore RSI da Gerusalemme
Lorenzo Trombetta, collaboratore RSI dal Libano
Eleonora Ardemagni, ricercatrice associata senior per l’Istituto di politiche internazionali e docente all’Università Cattolica di Milano
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
22 ratings
Sono passati tre mesi e due giorni dai brutali attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno sorpreso Israele con quella che è stata definita una mattanza, la più brutale dalla fine della Shoah, con oltre 1200 vittime in un sol giorno. Tre mesi in cui la scure della rappresaglia israeliana si è abbattuta poi con violenza sulla striscia di Gaza e che ha provocato sin qui quasi 23mila morti, in maggioranza civili. In mezzo gli inviti ad un cessate il fuoco, all’apertura di corridoi umanitari, alla salvaguardia dei civili ... inviti e raccomandazioni caduti nel vuoto segno anche di una drammatica impotenza della Comunità internazionale che sin qui ha avuto forse da dire ma ben poco da fare, Stati Uniti in testa. E dagli Stati Uniti, dalla visita del segretario di stato americano Anthony Blinken – la quarta visita in 3 mesi – partiremo cercando di inquadrare il pericolo di un allargamento del conflitto in tutta l’area Mediorientale.
Di ieri la notizia della morte di un importante leader militare di Hezbollah in Libano, di una settimana fa quella del numero due di Hamas ucciso da un drone militare sempre in Libano a cui si aggiunge l’altissima tensione provocata dall’attacco rivendicato dall’Isis a Kerman in Iran e su un altro fronte i continui attacchi dei ribelli Houti contro imbarcazioni commerciali nel Mar Rosso. È tutto dunque apparecchiato per un conflitto che possa travalicare i confini israelo-palestinesi? Ne parliamo a Modem con:
Michele Giorgio, collaboratore RSI da Gerusalemme
Lorenzo Trombetta, collaboratore RSI dal Libano
Eleonora Ardemagni, ricercatrice associata senior per l’Istituto di politiche internazionali e docente all’Università Cattolica di Milano
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.

9 Listeners

5 Listeners

1 Listeners

194 Listeners

17 Listeners

17 Listeners

27 Listeners

14 Listeners

34 Listeners

16 Listeners

56 Listeners

30 Listeners

38 Listeners

16 Listeners

1 Listeners