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In Ticino l’anno scolastico inizia in un contesto piuttosto teso.
L’agenda ufficiale prevista per chi frequenta la quinta elementare, le scuole medie e il primo anno del post-obbligatorio sta facendo discutere. Soprattutto per quanto proposto in 2 delle 172 pagine di cui è composto questo diario.
“A volte mi sento una ragazza, a volte invece mi sembra di riconoscermi in un maschio”, si legge nell’agenda di quest'anno scolastico. Un volume che ha fatto discutere anche a livello comunale per quanto riguarda gli allievi di quinta elementare. Con Comuni che hanno deciso di distribuirlo, altri di affidarlo dapprima ai genitori e altri ancora di vietarlo.
Destinatari: ragazze e ragazzi fra i 10 e i 16 anni che in quelle due pagine troveranno alcune riflessioni sul tema dell’identità di genere.
Protagonisti del dibattito: tutti. In un clima da campagna elettorale.
I partiti del centro destra, seppur con toni diversi, hanno chiesto chiarimenti o criticato apertamente quello che da alcuni viene considerata una “propaganda gender-fluid”. Per il Dipartimento dell’educazione, dello sport e della cultura la scuola deve invece poter affrontare anche questa tematica, ne va in primo luogo degli allievi stessi e della loro capacità di accogliere e capire chi si trova confrontato con la fluidità di genere.
Modem in questa sua prima puntata della nuova stagione discute di questo e di altre tematiche extra-scolastiche che impattano sull’insegnamento, come ad esempio i telefoni cellulari e la loro gestione in classe.
Si confrontano in un faccia a faccia:
LISA BOSCOLO - granconsigliera PS TI
SERGIO MORISOLI - granconsigliere UDC TI
Modem RSI - l'attualità approfondita, in diretta radio e visualradio - tutte le mattine, da lunedì a venerdì a partire dalle 08:30
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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In Ticino l’anno scolastico inizia in un contesto piuttosto teso.
L’agenda ufficiale prevista per chi frequenta la quinta elementare, le scuole medie e il primo anno del post-obbligatorio sta facendo discutere. Soprattutto per quanto proposto in 2 delle 172 pagine di cui è composto questo diario.
“A volte mi sento una ragazza, a volte invece mi sembra di riconoscermi in un maschio”, si legge nell’agenda di quest'anno scolastico. Un volume che ha fatto discutere anche a livello comunale per quanto riguarda gli allievi di quinta elementare. Con Comuni che hanno deciso di distribuirlo, altri di affidarlo dapprima ai genitori e altri ancora di vietarlo.
Destinatari: ragazze e ragazzi fra i 10 e i 16 anni che in quelle due pagine troveranno alcune riflessioni sul tema dell’identità di genere.
Protagonisti del dibattito: tutti. In un clima da campagna elettorale.
I partiti del centro destra, seppur con toni diversi, hanno chiesto chiarimenti o criticato apertamente quello che da alcuni viene considerata una “propaganda gender-fluid”. Per il Dipartimento dell’educazione, dello sport e della cultura la scuola deve invece poter affrontare anche questa tematica, ne va in primo luogo degli allievi stessi e della loro capacità di accogliere e capire chi si trova confrontato con la fluidità di genere.
Modem in questa sua prima puntata della nuova stagione discute di questo e di altre tematiche extra-scolastiche che impattano sull’insegnamento, come ad esempio i telefoni cellulari e la loro gestione in classe.
Si confrontano in un faccia a faccia:
LISA BOSCOLO - granconsigliera PS TI
SERGIO MORISOLI - granconsigliere UDC TI
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