Varliero • Studio Legale

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By Avv. Giordano F. VarlieroEducationHow To
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Varliero • Studio Legale episodes

  • Pene sostitutive: i criteri di valutazione del Giudice

    In caso di istanza di sostituzione della pena detentiva con altra pena, così come introdotto dalla riforma Cartabia del 2022, quindi con pena pecuniaria sostitutiva, lavoro di pubblica utilità sostitutivo, detenzione domiciliare sostitutiva, semilibertà sostitutiva, il giudice ha possibilità di valutare anche l’affidabilità del condannato ai fini dell’accoglimento o del rigetto della sua istanza, potendo rigettare la richiesta quando lo stesso appare assolutamente inaffidabile e vi sono elementi per un giudizio prognostico che faccia intuire come lo stesso non rispetterà le prescrizioni previste dalla sostituzione di pena.

    13 min
  • I dati del Viminale sull’aumento della criminalità

    Sono stati recentemente diffusi i dati del criminale in tema di criminalità che vede ancora al primo posto Milano, seguita in ordine di graduatoria da Roma, Firenze, Rimini, Torino, Bologna.


    Il problema di queste raccolte dati risiede nel tener conto dei soli fatti denunciati, da cui emerge un aumento dei reati nel periodo postpandemico ma anche una diminuzione rispetto alla medesima statistica del 2014, mostrando però una maggiore incidenza nelle città del Nord Italia, senza tener conto che probabilmente in tali aree vi è una propensione alla denuncia da parte della vittima mentre in altre zone del paese, pur essendovi alti tassi di criminalità, le vittime neppure denunciano e tali province appaiono statisticamente più sicure, pur non essendolo affatto.

    10 min
  • Il regime di “sorveglianza particolare”

    I rapporti e le competenze tra il tribunale di sorveglianza e il Dipartimento di amministrazione penitenziaria sono spesso difficili in quanto a limiti e attribuzioni, come nel caso di specie ove un detenuto veniva privato dell’uso del fornellino e della televisione all’interno della cella poiché aveva insultato e minacciato gli agenti di polizia penitenziaria, nonostante fosse già stato sottoposto a sanzione disciplinare di 15 giorni di esclusione dalle attività comuni con gli altri detenuti, oltre al periodo semestrale di sorveglianza particolare.


    Mentre il tribunale di sorveglianza riteneva inutilmente afflittivo, privare il detenuto degli oggetti all’interno della cella, posto che aveva già scontato la sanzione per ciò che aveva commesso, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria ricorreva inutilmente per Cassazione, trovando diniego delle proprie doglianze e vedendosi il potere del giudice di analizzare il contenuto dei loro provvedimenti alla luce delle necessarie garanzie da riconoscersi ai detenuti.

    11 min
  • Nuove misure per la violenza contro gli operatori socio-sanitari

    Lo scorso 27 settembre il Consiglio dei Ministri approvato il nuovo decreto legge di contrasto alla violenza contro gli operatori socio-sanitari che prevede la possibilità di arresto obbligatorio in flagranza la reclusione da uno a cinque anni e la multa fino a 10.000 euro.


    Tuttavia, anche in questo contesto, viene introdotta la possibilità di arresto in differita entro 48 ore dalla commissione del fatto, introducendo una nuova deroga alle previsioni del codice di procedura penale, con l’aberrante possibilità di arrestare un soggetto anche successivamente al fatto, sulla base di filmati che possono circolare o di telecamere di videosorveglianza, portando così alle ovvie conseguenze della necessità di introdurre nelle strutture pubbliche e nelle città sempre più strumenti di videosorveglianza, delegando così alle telecamere le carenze di personale tanto delle forze dell’ordine quanto delle strutture sanitarie.

    18 min
  • Femminicidio: funziona davvero il braccialetto elettronico?

    La legge sul codice rosso del 2019 ha introdotto anche la prassi del braccialetto elettronico, oltre a diverse innovazioni sulla priorità dei processi in tema di violenza contro le donne nell’ambito della formazione dei ruoli di udienza e di sviluppi processuali, ma in molte situazioni, il braccialetto elettronico non è stata una misura efficace né a controllare gli spostamenti dell’imputato, né a prevenire nuove aggressioni ai danni della vittima.


    11 min
  • Associazione mafiosa: i requisiti della condotta di partecipazione

    Ai fini della condanna per il reato di associazione mafiosa di cui all’articolo 416-bis del codice penale, rivestono fondamentali importanza gli indizi, purché gravi e precisi, di una fattiva partecipazione al sodalizio criminale indipendentemente dal reato specifico che viene commesso, bensì concentrando l’attenzione sul fatto che il soggetto possa essere riconosciuto dagli altri partecipanti all’associazione e sia a disposizione per qualsiasi evento criminale sia necessario compiere.


    Per tale motivo, la suprema corte ha ritenuto corretto il percorso interpretativo effettuato dai giudici di merito che avevano riconosciuto il sodalizio mafioso proprio dalla disponibilità e partecipazione dell’imputato alle attività criminali dell’organizzazione.

    9 min
  • I limiti della “quasi-flagranza” di reato

    Secondo questa interessante sentenza della corte di cassazione, ricorre lo stato di quasi flagranza del reato, permettendo di procedere all’arresto, in tutte quelle situazioni dove l’aggressore non viene bloccato durante la commissione del reato, ma nel momento immediatamente successivo, senza mai essere perso di vista o senza mai interrompere il suo inseguimento, quando c’è una diretta percezione del reato commesso da parte della vittima o di un terzo soggetto che ha assistito alla scena.

    11 min
  • Tamponamento a catena: sono tutti responsabili

    La Suprema Corte interviene in tema di tamponamento a catena ribadendo l’orientamento ormai consolidato in giurisprudenza secondo cui, in caso di tamponamento a catena con auto in movimento si presume un concorso di colpa in eguale misura per tutti i veicoli coinvolti nel sinistro, mentre in caso di tamponamento a catena con auto in sosta la responsabilità ricade solo sull’ultimo veicolo, ossia l’unico veicolo in movimento che ha dato inizio al primo tamponamento.


    Nel caso di specie la vicenda riguardava due veicoli in movimento su corsia autostradale che vedevano un terzo veicolo, inserirsi rapidamente nella distanza tra loro due, tamponando il veicolo che lo precedeva e causando il tamponamento col veicolo che lo seguiva, portando tuttavia ad un eguale concorso di colpa in virtù di una inosservanza della corretta distanza di sicurezza.

    14 min
  • Risarcimento per abuso del contratto a tempo determinato

    Con il Decreto n. 131/2024, Decreto “Anti-Infrazione”, il Governo interviene sul tema dei contratti a tempo determinato, di fronte alla procedura di pre-infrazione avanzata dall’Unione Europea che ha contestato all’Italia l’assenza di uno strumento efficace di tutela nei casi di abuso dei contratti a termine, nè in termini sanzionatori nè in forma deterrente.


    La normativa prevedeva, difatti, una semplice conversione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, con l’aggiunta di un indennizzo di tot mensilità, ma lasciava scoperta l’ipotesi di azienda di grande fatturato capace di agire noncurante della pena pecuniaria.

    13 min
  • Maltrattamenti e sudditanza psicologica della vittima

    La Corte di Cassazione, già con la sentenza 809/2023, escluso la possibilità di una valutazione soggettiva della reazione della vittima per poter valutare la sussistenza o meno del reato di maltrattamenti, imponendo quindi una valutazione oggettiva del comportamento maltrattante per verificare la sua concreta idoneità a causare umiliazione e sofferenza nella vittima, annulla rilevando il modo in cui quest’ultima reagisce o meno ai maltrattamenti.


    Difatti, aprire ad una valutazione della reazione soggettiva della vittima rischia di spostare il piano del diritto penale da una valutazione del fatto ad una valutazione della autodifesa o meno da parte di chi subisce il reato, portando alle estreme conseguenze di un relativismo capace di rendere condannabile o giustificabile Qualsiasi situazione in un aberrante scenario di un diritto penale che non sarebbe scienza giuridica ma pura interpretazione delle intenzioni.

    14 min

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