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Il governo ha introdotto il reato universale di maternità surrogata, l’ennesima vicenda che distrae i cittadini nel momento dell’approvazione della legge di bilancio, creando fazioni e dissapori nell’opinione pubblica, senza nulla spostare sul piano normativo e senza una reale efficacia da un punto di vista giuridico, posto che vicende commesse all’estero difficilmente potranno essere perseguite dalla nostra giustizia penale.
All’interno del decreto di sequestro, il pubblico ministero deve indicare in modo preciso ed espresso quali dati intende visionare tra tutti quelli in possesso dell’indagato e quale sia il vincolo di strumentalità rispetto all’accertamento del reato, non potendo la procura accedere in modo indiscriminato a tutti i dati e dispositivi dell’indagato per cercare Prove o indizi rispetto a un fatto di reato per cui sta indagando, proprio perché anche la riservatezza dell’indagato ha un valore alla luce del fatto che l’indagato stesso è un cittadino innocente fino a condanna passata in giudicato.
Il parere del Garante per la Protezione dei Dati Personali sullo schema di decreto del Ministero della Salute che integra il Sistema informativo per il monitoraggio delle prestazioni erogate nell’ambito dell’assistenza sanitaria in emergenza-urgenza (EMUR), rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento della tutela delle vittime di violenza di genere nei pronto soccorso italiani. Questo intervento risponde alla necessità di raccogliere e monitorare i dati relativi a episodi di violenza, garantendo al contempo l’anonimato delle vittime, un elemento cruciale per permettere loro di chiedere aiuto senza paura di ulteriori ripercussioni.
Queste nuove misure si inseriscono in un quadro più ampio di protezione della privacy, in cui l’anonimato delle vittime viene considerato essenziale. Il decreto si colloca inoltre in linea con le crescenti iniziative globali e locali, come la recente legge californiana che regola l’uso dei dati raccolti dalle auto connesse, un’innovazione volta a tutelare le vittime di violenza domestica.
Dopo giorni di grande discussione online, tra chi è favorevole al trasferimento dei migranti in Albania e chi è contrario, dividendo l’opinione pubblica, come sempre, tra tra i sostenitori del governo e gli oppositori, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul motivo tecnico e giuridico che ha costretto il governo a riportare i migranti in Italia.
Qual è la differenza tra il reato di danneggiamento e quello di deturpamento?
L’utilizzo in ambito aziendale di dispositivi che permettono la rilevazione dei dati biometrici di dipendenti al fine di verificare la loro presenza sul posto di lavoro continua a comportare importanti implicazioni con riferimento alla tutela della privacy dei lavoratori, poiché l’utilizzo di tali dati appare sproporzionato ed eccessivamente invasivo, in piena violazione dei principi contenuti nel regolamento europeo privacy.
Nonostante il regime di “carcere duro” di cui all’articolo 41-bis della Legge sull’Ordinamento Penitenziario, il detenuto ha diritto a mantenere relazioni familiari, così come previsto e sollecitato in altre parti sempre della Legge sull’Ordinamento Penitenziario, in particolare dagli articoli 28 e 45.
Quando le misure di sicurezza lo consentono, il detenuto deve poter mantenere i rapporti con i familiari, anche in colloqui privi del vetro divisorio, anche con la possibilità di elargire doni a figli o nipoti in visita.
Il reato di diffamazione, in special modo nella sua forma aggravata, prevede una condotta lesiva dell’onore e della reputazione altrui comunicata ad almeno due persone differenti dalla vittima, ovvero nella sua forma aggravata ad un numero indeterminato di persone, sempre se ricorrere oltre alla condotta anche l’elemento soggettivo del dolo generico.
Nel caso delle app di messaggistica non si può parlare di diffamazione quando le parole offensive vengono scambiate direttamente con la vittima, potendosi semmai parlare dell’illecito civile di ingiuria, e lo stesso vale anche nel caso in cui l’applicazione possa essere vista da altre persone, se manca tale consapevolezza da parte del mittente.
L’accensione di fumogeni non è di per sé un reato se non vi è un pericolo concreto, poiché il reato previsto dall’articolo 703 del codice penale fa riferimento ad una accensione di fiamme o comunque di esplosivi in presenza di altre persone, con il necessario requisito che tale condotta le abbia messe in pericolo.
Nel caso di specie, un uomo lanciava un fumogeno contro il muro esterno di un carcere in occasione di un presidio di solidarietà a favore dei detenuti di quegli istituto penitenziario, ma non causava alcun pericolo per le persone presenti al presidio o per i detenuti.
La Procura di Milano ha chiuso le indagini preliminari nel Caso Balocco per il reato di truffa aggravata nei confronti di Chiara Ferragni e altri coimputati.
In questa fase processuale, a seguito dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’articolo 415 bis del codice di procedura penale, l’indagato cambia il suo status e diventa imputato, con un termine ordinatorio di 20 giorni per depositare una propria memoria difensiva e richiedere eventualmente di essere sottoposto ad interrogatorio, e poi la palla ritornerà nelle mani del pubblico ministero che dovrà prendere una decisione in merito alla richiesta di archiviazione del procedimento o del rinvio a giudizio.
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