VERTIGINE

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By Rea V. ZaraScience
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VERTIGINE episodes

  • Inganno
    Indaghiamo qui come le costruzioni ideologiche di figure come il tal Paolo di Tarso e il tal Platone abbiano allontanato l’essere umano dalla sua essenza viscerale, trasformando il pensiero in strumento di controllo. Attraverso una critica radicale di miti religiosi, concetti filosofici e istituzioni come la famiglia, il testo smaschera i meccanismi di potere che hanno imposto una visione astratta e dualistica della realtà. Solo un ritorno alla materia e al sentire viscerale può liberare l’uomo dalle sue catene ideologiche e aprire nuove possibilità di esistenza.  

    Camminiamo nell’infero che ci ha voluti, tra corpi distesi su piano autoptico che abbiamo scelto di indagare e altri, scoperti lungo il tragitto, nei solchi abissali più profondi. Ogni cretta, un richiamo. Ogni corpo, nuovo vecchio enigma da dissezionare.
    39 min
  • N°27
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    VERTIGINE. A cura di Rea V. Zara
    7 min
  • Spinoza
    Il testo propone una radicale rivisitazione dell'autenticità, superando la dicotomia tra pensiero e volontà. "Essere ciò che si vuole" significa che l'essere non è separato dal desiderio, ma è un'espressione naturale dell'esistenza. "Dire ciò che è il pensiero non pensato" sfida la razionalità, proponendo un linguaggio che emerge direttamente dall'essere viscerale, senza mediazioni intellettuali. In questo nuovo paradigma, l'autenticità non è un ideale da raggiungere, ma una condizione da vivere, dove essere e dire si fondono in un'unica manifestazione dell'essenza.
    8 min
  • Narcisismo, Ontologia e il "Dio" delle Teologie Abramitiche
    Il testo indaga il legame tra narcisismo ontologico e la concezione del cosiddetto divino nelle tradizioni abramitiche, soffermandosi sull’affermazione “Facciamo l’uomo a nostra immagine”. La tesi proposta interpreta il Dio biblico come manifestazione di un narcisismo autoreferenziale privo di radicamento ontologico, in cui Elohim e YHWH rappresentano espressioni frammentarie di un ordine cosmico alienato dalla realtà materiale.  La narrazione biblica della creazione diviene paradigma di un atto di autoconferma: l’uomo non è altro che riflesso speculare di un’alterità incapace di fondarsi ontologicamente. Il narcisismo divino, lungi dall’essere ricchezza ontologica, si svela come frammentazione e proiezione umana di bisogni e ansie, costruendo una relazione speculare tra Dio e uomo, entrambi intrappolati in una dinamica alienata. L’analisi si spinge infine a riflettere sull’uomo stesso: struttura di carbonio organizzata, prodotto dell’evoluzione e sistema dinamico in costante scambio con l’ambiente, che si interroga sulla propria essenza e sull’abisso tra ciò che è e ciò che pensa di essere. Attraverso questa esplorazione, il testo invita a superare narrazioni consolatorie, abbracciando l’idea del nulla come possibilità di radicamento nell’essere.
    9 min
  • ?
    Il taccuino esplora il rapporto tra vita, esistenza e narcisismo, interrogandosi sulla distinzione tra il vivere biologico e l’esistere ontologico. Il narcisista, ridotto a pura immagine di sé, è descritto come un “non ente”, un essere privo di ancoraggio ontologico, simile al Dio delle teologie abramitiche, che crea a sua immagine in un atto di narcisismo cosmico. Questo Dio, lontano dall’essere radicato nella realtà terrestre o cosmica, appare come un’entità dislocata, un riflesso di sé stesso che non partecipa pienamente al mondo. Il testo si chiude con una riflessione critica sulla divinità come proiezione antropocentrica del narcisismo umano, un frammento d’idea senza sostanza reale.

    In questo episodio, il sentire viscerale diventa il portale per decostruire il convenzionale. Un viaggio senza filtri: qui si smantella il linguaggio sterile dei dogmi, si abbraccia il caos creativo e si riscopre la materia autentica dell’essere. Non è un invito a seguire la mandria, ma un appello per chi ha il coraggio di interrogare il mondo, andando oltre l’illusione del progresso e le certezze.

    Lasciatevi coinvolgere da una narrazione che rompe le convenzioni, mettendo in luce il paradosso del cosiddetto uomo, la superficialità delle istituzioni e l’essenza cruda della realtà. Non lasciatevi coinvolgere dal gregge.
    9 min
  • N°26
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    VERTIGINE. A cura di Rea V. Zara
    6 min
  • L'Inganno della Creazione e dell'Apocalissi
    Il testo decostruisce le narrazioni mitiche della Creazione e dell’Apocalissi, mostrando come esse rappresentino dispositivi epistemologici che limitano il pensiero umano, imponendo una logica dualistica e strutturata. L’UOMO autentico è colui che rifiuta tali strutture, sfidando le narrazioni dominanti per riconquistare una visione fluida e aperta dell’esistenza. Decostruire queste architetture concettuali è un atto di ribellione ontologica, che libera l’essere dall’autoinganno e dalla soggezione al racconto, aprendo la strada a nuovi significati e possibilità.
    7 min
  • Responsabile: un titolo tutto moderno
    L’uomo e gli stati evitano di ammettere responsabilità non solo per egoismo o ipocrisia, ma a causa di meccanismi biologici, psicologici, sociali e sistemici profondamente radicati. Al centro di questa dinamica vi è la negazione, spesso finalizzata a proteggere l’immagine di sé e a ridurre il disagio cognitivo. La paura del danno irreversibile e il bisogno di preservare la propria posizione sociale alimentano un ciclo vizioso: l’agire dannoso genera ulteriore paura, che conduce a nuove azioni distruttive. A livello culturale e politico, la società incoraggia la colpa come strumento di punizione anziché come opportunità di crescita, e le istituzioni preferiscono giustificare i propri errori attraverso ideologie o individuando capri espiatori. Questa condizione non è fallace nel senso logico classico, ma rappresenta un paradosso intrinseco dell’esistenza umana: il caos e il danno sono al tempo stesso minaccia e origine di trasformazione. L’analisi propone una visione che superi la logica binaria (bene/male, giusto/sbagliato) e abbracci il carattere tragico e complesso dell’agire umano, suggerendo di accettare il caos come parte fondamentale della nostra natura, osservandolo lucidamente senza negarlo.
    9 min
  • Il Sogno della Morte
    Il dubbio radicale svela la fragilità delle nostre certezze. Se reminiscenza, mente, cuore, e sentire viscerale fossero illusioni? Il nulla e l'assurdo potrebbero essere costrutti come il senso stesso, e il nostro continuo pensare, solo un autoinganno. Morire è l'essenza dell'essere: non esistiamo senza dissolverci. Il sogno ci spiega che non siamo "vivi", ma flussi di un morire continuo. Salvare la morte significa accettare l'assurdo come condizione dell'esistenza, in cui vivere è già partecipare al proprio dissolversi.
    12 min
  • N°25
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    VERTIGINE. A cura di Rea V. Zara
    4 min

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