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Tra gli addetti al settore e gli amanti della due ruote indiana si dice "Life is incomplete without a road trip to Leh Ladak on Bullet - la vita è incompiuta senza un viaggio per Leh Ladak in sella a una Bullet" Per inciso, la Bullet è una Royal Enfield. Chi di voi ha calcato la polvere delle caotiche strade indiane ricorderà sicuramente intrepide famiglie intere in sella a monocilindrici 4 tempi raffreddati ad aria.
Per questo episodio di Yoga21100 immaginate di mettervi comodi - per modo di dire - sul sellino di questo proiettile per iniziare un viaggio che attraverso quelle strade polverose vi porta a sorseggiare un chai con un ospite speciale. Marco Sebastiani, insegnante esperto e studioso insaziabile, ma prima di tutto eterno studente! Con umiltà e grande rispetto abbiamo parlato di India, un mondo che non necessita di una seconda colonizzazione, ma che richiede di essere scoperto, apprezzato e non giudicato con il nostro metro. Marco ci ha raccontato l'evoluzione della pratica personale, da affrontare con costanza e in misura proporzionale al volersi prendere cura di se'. In questo road trip abbiamo parlato del sanscrito e del suo ruolo di via di accesso alla cultura a cui appartiene. Da una lingua antica alla comunicazione contemporanea, alle motivazioni e alle difficoltà di un magazine dedicato allo yoga nell'era dei social network e della comunicazione liquida..
Vi regaliamo un avvincente viaggio tra tradizione e innovazione, perchè come ci ricorda Mahler "la tradizione è la custodia del fuoco, non l'adorazione della cenere”.
Ci siamo all’alzate all’alba per collegarci con la Nuova Zelanda, abbiamo esplorato i vicoli di Genova per ascoltare voci e idee giovani, abbiamo portato i nostri microfoni in una Venezia surreale, bellissima e deserta..insomma..Yoga21100 è sempre alla ricerca di nuove storie, di nuovi punti sulla mappa virtuale che ci guida alla scoperta dello Yoga. Ed ecco il nostro primo ospite capitolino, un uomo entusiasta e coraggioso che sa entrare nel profondo della pratica giocando di sponda, come in una partita all’italiana, tra Occidente e Oriente.
Andrea Gabbi affronta con curiosità e disciplina il percorso alla ricerca del senso. Ha imparato che per avere risposte occorre pazienza..insomma, bisogna ‘darsi ‘na carmata’ e affrontare la pratica come una forma di conoscenza liberatoria che passa dal corpo. Lo yoga è relazione, è fare esperienza, è un lavoro sull’Io che genera sofferenza e merita tempo. Un’intervista profonda che ci ha permesso di immaginare lì, seduti insieme a noi, in una location decisamente insolita (non vi sveliamo nulla!), Patanjali, Schopenhauer, Ellis..e mentre Arthur (ascoltateci per scoprire chi è!) dormiva sul divanetto abbiamo parlato di corpo, di orientalismo, di Yoga della tradizione e di Yoga in Occidente, di RET e di molto altro. Ve lo confessiamo, ci siamo prese una piccola pausa estiva, ma siamo tornate e con questa puntata riprendiamo a raccontare lo Yoga attraverso la voce di chi lo pratica, lo trasmette e ne ha fatto una guida per la vita.
Che cos’è il dolore? Per l’OMS è un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. Una definizione “tecnica” che evidenzia la presenza di una componente percettiva e di una affettiva, esperienziale e che permette di comprendere perchè ciascuno di noi risponda al dolore in maniera differente. Le esperienze dolorose possono rivelarsi un potente strumento di trasformazione, di motivazione per imparare a ritagliarsi momenti di positività e serenità anche nel mezzo della tempesta. Una premessa doverosa per presentare una donna che partendo dal dolore ha trovato la sua missione: portare lo yoga a tutti, ovunque e sempre. Lorenza Minola ha scelto di farlo dando vita con entusiasmo, serietà e impegno ad un’applicazione, Lo Yoga App. Raccontandoci la sua storia ci ha ricordato che trovare il tempo per riportarsi nel proprio spazio interiore aiuta a dare nuovo significato alle sensazioni, anche al dolore, a riconoscerne il carattere transitorio e impermanente e a non identificarsi con la sofferenza che provoca. Per poterlo fare a volte occorre una guida qualificata ed ecco che la tecnologia può rivelarsi un prezioso aiuto. Non vi anticipiamo di più, ma lasciamo che siano Lorenza a raccontarci la sua idea. Buon ascolto!
Non ce ne siamo accorti ma siamo pian piano scivolati nella Reputation Society, una società in cui il successo di un'attività dipende dai consensi che genera sul web e in particolare dalla visibilità sui social network. Lo yoga non fa eccezione con piattaforme e blog che spuntano come funghi e vere proprie celebrità costruite intorno al tappetino. Sembra non esserci più spazio per l'umiltà che porta a salirci ogni giorno su quel tappetino, con i propri limiti, la propria unicità e il rispetto dei tempi. L'apparenza fisica, l'aspetto del corpo, e' spesso la chiave. Da qui a identificare corpi di serie A e corpi di serie B, alla cosiddetta White Supremacye e alla costruzione di stereotipi e condizionamenti, purtroppo, il passo e' breve.
Per fortuna ogni forza ne genera una opposta che cerca di riportare equilibrio, tirando ostinatamente l’altro capo del filo. Citta' e provincia, caos e silenzio..Sabrina ama presentarsi come un’insegnante di paese e nonostante metta le mani avanti e affermi di non essere esperta di filosofia e storia dello yoga, ne incarna i principi, li vive e li concretizza in un contesto reale e autentico, lontano anni luce dai post di Ig. A ispirare simpatia basta la sua voce, dalla melodia che da sola è una geolocalizzazione, fresca, leggera ma tutt'altro che frivola. Sabrina ha il dono di presentare la terza giovinezza come l’età d’oro, quella in cui si può andare incontro alla vita con passo sereno e sincero, in cui cadono le maschere e non dovendo più essere "per forza qualcuno" si può essere semplicemente se stessi. Dello yoga ci si innamora quando si viene toccati nel profondo, magari proprio nel momento della vita che fa da spartiacque tra un prima e un dopo. Con lei abbiamo parlato di ‘prima volta’ sul tappetino e cogliamo l'occasione per invitarvi a diventare protagonisti di Yoga21100, il Vostro community podcast. Alla fine della puntata avrete un’anticipazione della nostra Call To Action. Presto nuovi dettagli : rimanete con noi!
‘La verità si troverebbe nel mezzo? Nient’affatto, solo nelle profondità’ #arthurschnitzler Parliamo spesso di luoghi del cuore. Basta chiudere gli occhi per far riemergere colori, suoni, emozioni e sensazioni. Ognuno di noi ne ha almeno uno, reale o immaginario che sia.Simona Rando ci ha contattate per raccontare la sua storia, per parlarci di temi a lei (e a noi!) cari e ci ha invitate nel suo luogo del cuore: l'abisso, un ambiente che può affascinare, incuriosire o spaventare, ma sicuramente non lascia indifferenti. Si dice che per conoscersi sia necessario affrontare ed esplorare ciò che e' nascosto nel profondo. Il respiro diventa allora un talismano per affrontare un viaggio spirituale ed emotivo. Simona si e' avvicinata allo yoga grazie al Pranayama e guidandoci alla scoperta della magia del respiro ci ha parlato di apnea, di collegamento tra emozioni e postura, di fisiologia della respirazione, di percorsi di formazione e molto altro. Nella sua esperienza troverete la forza di un richiamo ancestrale, il suono del cuore e del respiro che resta sullo sfondo dopo che la mente si abitua alla sua stessa profondità. Occorrono tempo e pazienza, grande capacità di ascolto e accettazione dei propri limiti. Un altro punto sulla mappa, un'altra intervista da cui imparare e lasciarsi ispirare..un podcast può diventare "luogo del cuore"? Noi pensiamo di si'!
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Si chiama ‘legge di conservazione della massa’, è un caposaldo della fisica, una delle leggi che governano l’universo e trova le sue corrispondenze anche sul tappetino. Laura Miracca ha una formazione scientifica e avvicinarsi all’anatomia energetica propria dello yoga le ha richiesto un vero e proprio atto di fede. Come spesso accade, però, aprirsi con curiosità e umiltà a ciò che si trova fuori dalla nostra sfera di controllo e conoscenze può portare ad interessanti scoperte e può condurci attraverso una trasformazione che ci riporta ai principi della fisica. Ecco che il corpo diviene un laboratorio dove praticare e sperimentare, dove fare esperienza dei costanti cambiamenti interni ed esterni e dell’altrettanto costante ricerca di equilibrio. Laura guida i suoi praticanti ad imparare l’ascolto del corpo, a interiorizzare la pratica mantenendo un approccio e un atteggiamento positivi. Attraverso il suo racconto abbiamo spaziato dal Power Yoga allo Yin Yoga per poi approdare alla concretizzazione di un sogno che vedrà nascere per tutti noi un nuovo punto sulla mappa dello yoga in Italia
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