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“E adesso che faccio?”
Il terapeuta è in ferie e io mi sento perso. La mia terapeuta è in ferie e proprio adesso succede quella cosa che avrei tanto voluto raccontarle o per cui avrei avuto bisogno di chiedere un aiuto: un attacco d’ansia, un litigio, il ritorno di un pensiero ossessivo, il ritorno dell’ex, un problema improvviso o semplicemente una giornata difficile.
Cosa facciamo quando la persona che ci accompagna nel nostro percorso non è temporaneamente disponibile?
[Una precisazione importante: Questa puntata non sostituisce la terapia e non vuole insegnarti a fare terapia da solo (anche perché sarebbe impossibile). Ti parlerò di strumenti che sono già probabilmente stati introdotti e sperimentati nel tuo percorso, se sei mio paziente. Ma che puoi aver appreso, in forma più o meno simile, anche dal tuo terapeuta, se stai facendo un percorso cognitivo comportamentale. Per qualsiasi cosa fai riferimento a lui/lei e a ciò che ti ha indicato. Non sospendere o modificare in nessun modo le indicazioni che ti hanno dato i tuoi curanti. Puoi, se vuoi, dare un’occhiata a ciò che ti presenterò, e vedere se qualcosa può fare al caso tuo, in linea col tuo percorso]
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Oggi è il mio compleanno! E voglio regalarti questo episodio.
Auguri, candeline sulla torta, feste, amici, regali. Siamo abituati a festeggiare così il giorno in cui siamo nati. Sarebbe bello però festeggiare con torta e palloncini anche tutti quei giorni in cui riusciamo a crescere davvero, a liberarci dalle dinamiche più disfunzionali, a far pace con noi stessi.
Oggi quindi voglio elencarti alcuni, solo alcuni, dei compleanni invisibili che potresti decidere di festeggiare. E urlarlo a chi ti sta intorno: “oggi dobbiamo festeggiare!”.
Buon ascolto!
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Quando è stata l’ultima volta in cui hai provato gelosia?
Oggi ti parlo di questa emozione, normale, a volte tanto intensa a causa dei nostri vissuti; un’emozione che, in alcuni casi, si traduce in comportamenti di controllo che vanno ad oltrepassare però il confine dell’altro.
Buon ascolto!
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Due fratelli crescono generalmente nella stessa casa, con gli stessi genitori. Eppure, non hanno mai davvero gli stessi genitori.
È una riflessione che all’inizio può sembrare strana, forse eccessiva o provocatoria.
E invece descrive qualcosa di profondamente vero.
Siamo abituati a pensare alla famiglia come a qualcosa di relativamente stabile: ci sei tu, ci sono i tuoi genitori, la vostra casa, le abitudini e, nel nostro immaginario, tutto è stabile. Se i genitori sono Anna e Franco. I genitori saranno sempre Anna e Franco.
Ma la realtà psicologica è molto più complessa e dinamica.
Perché i genitori non sono mai gli stessi nel tempo.
E i figli non hanno mai lo stesso rapporto con loro.
Non hanno mai gli stessi genitori.
Crescere nella stessa famiglia non significa avere la stessa infanzia.
Ti spiego perché se Anna e Franco sono i genitori tuoi e di tuo fratello/sorella, Anna e Franco non sono gli stessi genitori per te e tuo fratello/sorella.
Buon ascolto!
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Lo perdono o non lo perdono?
Perché mai dovrei perdonarla, dopo quello che mi ha fatto?
Non riesco a perdonare me stesso per tutti gli errori che ho fatto.
C’è qualcosa che non riesci a perdonare? Una persona, una scelta… o forse te stessə?
In questo episodio vorrei parlarti di un tema tanto discusso quanto frainteso: il perdono.
È davvero sempre giusto perdonare?
E come si fa a perdonare chi ci ha fatto del male?
E se la persona che non riusciamo a perdonare siamo noi stessi?
Buon ascolto!
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Non si può ignorare, ne parlano tutti.
Questa settimana, che tu lo voglio meno, sarai immerso nelle notizie che riguardano il festival di Sanremo. Come ogni anno, a febbraio, milioni di italiani si siedono davanti alla TV, pronti a discutere di canzoni, outfits, gossip e polemiche. Anche chi giura di odiarlo, difficilmente non sbircerà almeno dal buco della serratura.
Vedremo perché ogni anno, a febbraio, milioni di italiani guardano e commentano Sanremo. Chi sostiene di odiarlo finisce per dare un’occhiata a qualche video che circola in rete, per forza. Le storie Instagram degli amici, per alcune sere sono piene di commenti su canzoni/cantanti/abiti/fantasanremo/critiche.
Ma perché succede? Cosa ha questo festival che lo rende così irresistibile?
Oggi lo esplorerò con te, ma con occhi da psicoterapeuta.
Ti parlerò di musica e psicologia, del potere calmante del rito, di memoria, ricordi, emozioni.
Buon ascolto!
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Da quando ha otto anni Greta è la confidente di sua madre. La mamma le parla delle difficoltà col marito, padre di Greta, entrando a volte anche in dettagli intimi e raccontandole tradimenti e bugie.
Gianni e Letizia cercano da due anni di avere un figlio e non riuscire per il momento a raggiungere questo obiettivo li sta logorando perché la loro vita, dicono, avrebbe senso solo con un figlio.
Un figlio non nasce per guarire un adulto.
Non nasce per colmare un vuoto, tenere insieme una coppia o salvare qualcuno dalla solitudine.
Eppure, spesso, è esattamente quello che gli chiediamo di fare.
Oggi vorrei parlarti di tutte quelle situazioni in cui un figlio si trova a ricoprire un ruolo che non gli spetta o a svolgere una funzione che non è quella che dovrebbe svolgere.
Ti parlerò di accudimento invertito, figli ansiolitici ed antidepressivi, figli-progetto e sharenting, esplorando alcune delle funzioni improprie che spesso attribuiamo ai bambini: regolatore emotivo, motivazione di vita, partner affettivo.
Un figlio non è una cura.
E quando lo diventa, qualcosa della sua infanzia si perde.
Buon ascolto
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Questa breve guida è pensata come supporto nei momenti di panico. Non sostituisce un percorso di psicoterapia, né una valutazione medica. Prima di attribuire questi sintomi al panico è importante avere escluso cause organiche con il proprio medico. Se i sintomi sono nuovi, intensi o persistenti, rivolgiti ad un professionista sanitario. In caso contrario, se già sai di soffrire di disturbo di panico, sappi che il panico è trattabile e la psicoterapia d’elezione per questo disturbo è la psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Questo episodio è pensato per darti qualche suggerimento pratico ed un po’ di sollievo se in questo momento, proprio ora, stai vivendo un attacco di panico. Bene, ascoltami. L’attacco di panico non è pericoloso. È schifoso, antipatico, terribile, ma non pericoloso. E passerà in fretta. Se sei nel mezzo di un attacco acuto, ascoltami.
[Passato il momento acuto di panico, ti consiglio di ascoltare anche gli episodi:
che ti aiuteranno a comprendere meglio ciò che ti succede durante un attacco di panico e come uscirne]
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Nessuno vuole provar dolore. Già.
In linea di massima, diciamo che nessuno di noi vorrebbe che il dolore facesse parte della propria vita.
Per questo motivo, appena il dolore arriva, noi cerchiamo di evitarlo o cacciarlo prima possibile.
Può trattarsi di un dolore emotivo (come un lutto o la rottura di un’amicizia), può trattarsi di un dolore fisico (come un mal di testa o un mal di pancia).
Vogliamo che se ne vada. Certo. È comprensibile, è umano.
Una cosa che però spesso ignoriamo o dimentichiamo è che il tentativo di mandare via il dolore, la paura di non tollerarlo, l’irritazione causata dal suo arrivo, vanno ad aggiungere un pezzo di sofferenza in più. Evitabile.
In psicologia si parla di dolore pulito e dolore sporco, e ora ti spiego di cosa si tratta.
Buon ascolto!
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"Quando cambierò lavoro, potrò finalmente vivere serenamente"
"Appena i figli andranno all’università, dedicherò più tempo alla relazione di coppia"
"Quando dimagrirò, inizierò a frequentare gli amici"
Chissà quante volte ti sarai detto qualcosa di simile!
Viviamo sempre in attesa di qualcosa. Aspettiamo sempre quel dopo, aspettiamo un giorno migliore.
La vita esiste solo nel presente, si traduce in una moltitudine di attimi presenti.
Ma se la vita esiste solo nel presente, e noi siamo sempre proiettati altrove, questo significa che stiamo desiderando che la vita finisca in fretta.
Lo vedi, il paradosso? Attraversiamo il presente sperando che passi.
Se speriamo che la vita scorra, stiamo, in fondo, aspettando di morire.
Assurdo, no?
Che ne diresti, invece, di imparare a vivere ogni momento?
Per fare questo, ti può aiutare la mindfulness.
Ti spiego perché ed in che modo.
Buon ascolto!
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