CommCode23

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  • Il primo Master in Circular Economy for Food
    L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con Slow Food, ha recentemente inaugurato l’Executive Master in Circular Economy for Food, il primo corso in Italia interamente dedicato all’applicazione dell’economia circolare nel settore alimentare. Questo programma formativo, guidato dal professor Franco Fassio, associate professor of Systemic Food Design, mira a formare i futuri manager della sostenibilità, con un focus sull’innovazione e la rigenerazione del capitale naturale.La centralità dell’economia circolare nel settore alimentareL’Executive Master si colloca in un contesto accademico pionieristico, dato che l’Università di Pollenzo è la prima istituzione italiana dedicata esclusivamente allo studio delle scienze gastronomiche. Fondata nel 2004 su impulso di Carlo Petrini, leader di Slow Food, Pollenzo ha sempre posto al centro il cibo come fulcro delle proprie attività accademiche, costruendo un approccio sistemico alle questioni legate all’alimentazione e alla sostenibilità.Nel corso degli anni, l’università ha intercettato nuove tendenze e sviluppato competenze avanzate nella gestione sostenibile della filiera alimentare. Questo percorso ha portato alla creazione del Master in Circular Economy for Food, frutto di un lungo processo di ricerca e progettualità nell’ambito dell’economia circolare applicata al cibo.Un approccio innovativo: economia, società e biosferaSecondo il professor Fassio, l’economia circolare rappresenta un paradigma economico fondamentale per il futuro del settore alimentare. Il cibo è intrinsecamente legato a sistemi complessi, e per questo l’approccio sistemico diventa cruciale per comprendere e affrontare le sfide della sostenibilità. “Non esiste innovazione se non è accompagnata da uno sviluppo sostenibile”, afferma Fassio. Il master, infatti, si sviluppa intorno a un modello che abbraccia l’idea di rigenerazione del capitale naturale, coniugando economia, società e biosfera.Il programma si articola in tre moduli principali: uno dedicato alla gestione delle risorse naturali (aria, suolo, acqua), uno alla società e alle dinamiche intergenerazionali, e infine uno alla governance economica, con focus su modelli di business circolari, rendicontazione e finanza sostenibile.Un percorso formativo unico in ItaliaIl Master, destinato a professionisti già attivi nel settore, si svolge con 75 ore di lezioni in presenza presso il campus di Pollenzo e altrettante online. Tra i partner del programma figurano importanti enti e realtà del settore, come la stazione zoologica Anton Dohrn, il Kyoto Club, e Slow Food Italia e International.Una caratteristica distintiva del Master è la possibilità di ottenere tre certificazioni professionali: oltre al titolo di Circular Economy for Food Manager, rilasciato dall’Università di Pollenzo, gli studenti possono sostenere gli esami per le qualifiche di Sustainability Manager e Innovation Manager, figure sempre più richieste nelle grandi imprese del settore alimentare.Gli sbocchi professionali del Circular Economy ManagerIl professor Fassio sottolinea come la formazione offerta dal Master apra le porte a numerose opportunità professionali. “Il mercato sta cercando figure come il Circular Economy Manager, il Sustainability Manager e l’Innovation Manager”, spiega. “Le aziende alimentari italiane, dai colossi industriali alle realtà più piccole, stanno riconoscendo l’importanza di implementare modelli di business sostenibili e circolari.”Oltre alle competenze tecniche, il Master fornisce strumenti per sviluppare una visione imprenditoriale e innovativa, con un’attenzione particolare alla rendicontazione ambientale e alla bioeconomia circolare. Fassio incoraggia gli studenti a diventare imprenditori di sé stessi, sfruttando il know-how acquisito per avviare nuove iniziative nel settore alimentare, con una prospettiva di almeno 10-12 anni.L’importanza del pensiero sistemico per il futuro del ciboIl cuore del Master in Circular Economy for Food risiede nell’approccio sistemico. Fassio sottolinea come l’economia circolare non debba limitarsi alla gestione dei rifiuti, ma debba considerare l’intero ciclo produttivo e le relazioni con l’ecosistema naturale. “Il cibo è già di per sé un sistema complesso, interconnesso con la natura,” afferma, “ed è per questo che l’approccio sistemico è l’unico modo per affrontare queste sfide.”In conclusione, il Master dell’Università di Pollenzo rappresenta un’opportunità unica per chi desidera acquisire competenze avanzate in un settore in rapida evoluzione, con un occhio di riguardo per la sostenibilità e l’innovazione. Un percorso formativo che non solo prepara i professionisti del futuro, ma contribuisce attivamente a ridisegnare il futuro del settore alimentare.

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    22 min
  • Erbalatte: Innovazione e Sostenibilità nell’Agricoltura Simbiotica
    In un mondo in cui l’attenzione alla sostenibilità e alla qualità dei prodotti alimentari è sempre più centrale, l’agricoltura simbiotica rappresenta un modello innovativo e virtuoso. Alessandro Bergese, titolare di Erbalatte, azienda specializzata nella produzione di latte da agricoltura simbiotica, ci racconta la rivoluzione che ha investito il suo business negli ultimi dieci anni. Durante l’intervista a Terra Madre, Bergese ha spiegato come questa pratica agricola abbia migliorato sia la qualità dei prodotti sia l’efficienza aziendale.Un Cambio di Rotta Verso la QualitàErbalatte, come molte aziende del settore lattiero-caseario, era originariamente un’azienda convenzionale con circa cento vacche in lattazione, alimentate con insilati di mais, mangimi e soia. Tuttavia, la transizione all’agricoltura simbiotica ha segnato un cambiamento radicale, eliminando insilati e riducendo l’uso di mangimi e soia, in favore di una dieta più naturale per gli animali, basata su fieno e pascolo.Questa scelta ha avuto un impatto diretto sulla qualità del latte prodotto, che varia secondo le stagioni in termini di gusto, contenuto proteico e grassi. La variabilità stagionale del latte riflette un legame più stretto con la natura e il ciclo delle colture, offrendo ai consumatori un prodotto più ricco di nutrienti e dal gusto autentico.Un Latte Diverso, Più Sano e DigeribileBergese sottolinea che il latte da agricoltura simbiotica si distingue per l’elevato contenuto di vitamine e proteine, grazie alla presenza di diverse essenze vegetali nei prati, come leguminose e graminacee. Questa varietà di foraggi, oltre a garantire un’alimentazione bilanciata agli animali, migliora anche la digeribilità del latte. “Molti consumatori che avevano smesso di bere latte, hanno ripreso a farlo grazie al nostro prodotto,” afferma.Erbalatte ha ampliato la propria attività, passando dalla semplice vendita di latte ai caseifici all’imbottigliamento sotto il proprio marchio, distribuendolo a bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Il feedback positivo dei consumatori testimonia il successo di questo approccio innovativo.Agricoltura Simbiotica: Benefici per il Terreno e la ProduzioneOltre ai benefici per i consumatori, l’agricoltura simbiotica ha un impatto positivo anche sul suolo e sulla produzione agricola. Bergese spiega come il terreno, grazie a questa pratica, sia più resiliente alle condizioni di siccità, permettendo di ottenere fino a sei tagli di fieno per stagione, rispetto alla media di quattro. Inoltre, l’azienda ha implementato tecniche di pascolo rigenerativo, che consentono agli animali di contribuire alla semina naturale attraverso il calpestio, migliorando così la qualità del terreno per le annate successive.Un Approccio Sostenibile ed EconomicoL’agricoltura simbiotica non è solo un’operazione ecologica, ma anche economicamente vantaggiosa. L’utilizzo di mais autoprodotto, ad esempio, ha mostrato un notevole incremento nel contenuto proteico del latte. Questo è il risultato di una gestione sostenibile che consente di ridurre i costi senza sacrificare la qualità del prodotto.Erbalatte dimostra come l’agricoltura simbiotica possa rappresentare un modello di successo per le aziende agricole, non solo per la sua sostenibilità ambientale, ma anche per il suo ritorno economico. Ogni processo è certificato da enti esterni, garantendo la massima trasparenza e credibilità del prodotto.L’esperienza di Erbalatte è un esempio concreto di come l’innovazione in agricoltura possa coniugare sostenibilità e redditività. L’agricoltura simbiotica, infatti, offre un approccio innovativo che migliora la qualità del suolo, dei prodotti e, in ultima analisi, il benessere dei consumatori. Un modello che rappresenta un futuro possibile per molte aziende agricole alla ricerca di nuove soluzioni in un contesto di cambiamento climatico e crescente richiesta di sostenibilità.

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    7 min
  • Le Sostenibili Puntata 09
    L’economia circolare: una rivoluzione per l’agroalimentareL’economia circolare si sta affermando come un modello strategico per il futuro sostenibile del settore agroalimentare. In un’epoca in cui la riduzione degli sprechi e l’uso efficiente delle risorse sono obiettivi prioritari, questo approccio offre soluzioni concrete per trasformare le filiere produttive e renderle più rispettose dell’ambiente.Nell’ambito agroalimentare, l’economia circolare non è solo una tendenza, ma una necessità. Le aziende del settore stanno implementando pratiche innovative come:
    • Compostaggio dei rifiuti organici, per ridurre lo spreco e restituire sostanze nutritive al terreno.
    • Sfruttamento dei sottoprodotti per la generazione di energia, riducendo l’impatto ambientale.
    • Packaging biodegradabile e riciclabile, una soluzione per ridurre l’inquinamento legato agli imballaggi.
    Queste iniziative, oltre a minimizzare l’impatto ambientale, creano nuove opportunità di business e spingono verso l’innovazione, rendendo il settore più competitivo e sostenibile.Il ruolo cruciale della certificazioneIn un panorama in cui la sostenibilità è al centro delle politiche aziendali e delle aspettative dei consumatori, la certificazione diventa uno strumento essenziale per garantire la qualità delle pratiche adottate. Gli enti certificatori, come RINA, svolgono un ruolo fondamentale nel verificare e certificare le filiere agroalimentari che adottano il modello circolare.Durante la nostra intervista, Luigi Bottos, Head of ESG Product Management della BU Certification di RINA, ha fatto il punto sull’importanza della certificazione nel settore agroalimentare. Ha sottolineato come la certificazione non solo rafforzi la credibilità delle aziende, ma apra loro l’accesso a incentivi e a canali di finanziamento agevolato, contribuendo a migliorarne la competitività.Un’opportunità per le aziende agroalimentariPer le imprese del settore, certificare le pratiche di economia circolare significa allinearsi alle normative sempre più stringenti e rispondere alla crescente domanda di sostenibilità da parte dei consumatori. Ma non solo: questo percorso consente di migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi e rafforzare il posizionamento dell’azienda come leader innovativo e sostenibile.In un mondo sempre più attento all’impatto ambientale, adottare l’economia circolare rappresenta anche una scommessa vincente per il futuro. Le imprese certificate, infatti, possono contare su un vantaggio competitivo, migliorando la propria reputazione e guadagnando la fiducia di consumatori e investitori. L’economia circolare sta trasformando il settore agroalimentare, offrendo un nuovo paradigma basato su sostenibilità e innovazione. Per le aziende, certificare queste pratiche significa non solo conformarsi alle normative ambientali, ma anche accedere a nuove opportunità di crescita e consolidare la propria leadership sul mercato. Un impegno che, grazie alla certificazione, diventa tangibile e riconosciuto, aprendo le porte a un futuro più sostenibile e prospero.

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    16 min
  • Musica Circolare - Speciale Estate
    Musica Circolare, i classici di sempre riportati a nuova vita. A significarne il gioioso travolgente apporto per l’anima, “Ho abbracciato l’alba d’estate” scriveva Arthur Rimbaud. Ed è proprio l’estate il motivo conduttore delle cover musicali proposte da Philip Abussi nel suo settimo appuntamento con la Musica Circolare su Radio CommCode23. Buon ascolto e buone vacanze!
    36 min
  • Patrick Dorvil, Senior Economist in the Circular Economy Division at the European Investment Bank (EIB)
    Patrick Dorvil has been working as Senior Economist in the Circular Economy Division at the European Investment Bank (EIB) since 2008. The European Investment Bank is the European Union’s bank with the key objective to implement EU policy. It is the world’s largest multilateral borrower providing more than 70 billion Euro investment each year. Patrick’s main duty at the Bank was to carry out the due diligence work, to monitor solid waste / circular economy projects both within and outside the European Union. The EIB has been collaborating with the University College London (UCL) since 2013 by providing key experts for teaching purpose. Within this context, Patrick has been teaching Circular economy / environmental economics at UCL since 2013. Patrick has studied civil engineering in Stuttgart / Germany and holds a Master degree from Nottingham Trent University from United Kingdom and a PhD in Economics from St Gallen University in Switzerland. Since October 2023, Patrick is Scholar-In-Residence for one year funded by Fulbright Foundation at the University of Puerto Rico, Rio Piedras within the Department of Environmental Sciences, teaching Circular Economy and Environmental Economics.
    9 min
  • Materia Rinnovabile n° 51 : MONTAGNA
    Commcode23 introduce il numero 51 di Materia Rinnovabile Magazine, dedicato alla montagna. Il direttore Emanuele Bonpan apre con una citazione di Goethe, descrivendo l’essenza delle terre alte e dei loro abitanti, stretti tra la necessità di fermare l’abbandono e di contenere l’eccessivo turismo. Il numero offre numerose interviste e analisi sullo sviluppo economico sostenibile delle aree montane.Emanuele Bonpan cita Malgacampo sul Monte Altissimo come esempio di innovazione che preserva queste aree, grazie a infrastrutture moderne come pannelli solari e caseifici. Le malghe svolgono un ruolo cruciale nella tutela del paesaggio e della biodiversità, ma molte sono abbandonate. Per affrontare queste sfide, la Provincia Autonoma di Trento ha avviato piani di formazione e protocolli per monitorare gli appalti di concessione delle malghe.Questo numero esamina anche il turismo sostenibile, con esempi dalla Val d’Aspe nei Pirenei francesi e Lavone in Val Trompia, dove iniziative come la rete Rebecco Farmer promuovono la cultura rurale locale. Simili progetti in Irlanda e Austria dimostrano come il turismo sostenibile stia guadagnando terreno in Europa.Valeria Pagani discute il supporto delle politiche sovranazionali e dei fondi europei per le aree montane, mentre Sandy Fiat-Ban sottolinea l’importanza dell’agroalimentare per l’economia montana, nonostante le sfide climatiche e socio-economiche. Luca Giupponi e Davide Pedrali evidenziano la perdita della biodiversità agricola e l’importanza di valorizzare le varietà locali.Rosa Laura Romeo della Mountain Partnership della FAO affronta le criticità delle zone montane, tra cui sicurezza alimentare e cambiamenti climatici. La FAO ha lanciato il piano “Five Years of Action for Development of Mountain” per colmare il divario di sviluppo tra aree montane e non. La Mountain Partnership promuove prodotti alimentari montani di qualità e lavora per dare rilevanza alle montagne nei negoziati ambientali globali.
    18 min
  • Le Sostenibili - Intervista a Martina Rogato, consulente ed attivista italiana specializzata in sostenibilità
    La blue economy, o economia blu, rappresenta un modello economico orientato all’uso sostenibile delle risorse marine e costiere, questo settore è di fondamentale importanza per l’Italia, con un fatturato in crescita di 137 miliardi di euro e un ruolo chiave per il futuro economico del paese​ (NT+ Enti Locali & Edilizia)​.L’Unione Europea vede nella blue economy un’opportunità strategica, impiegando circa 4,5 milioni di persone e generando un valore aggiunto lordo di circa 650 miliardi di euro all’anno. Questo include settori tradizionali come la pesca e il turismo costiero, oltre a nuovi ambiti come l’energia rinnovabile marina e l’acquacoltura sostenibile​​. A livello globale, la blue economy potrebbe raggiungere un valore di 3 trilioni di dollari entro il 2030, grazie all’innovazione tecnologica e alla crescente domanda di risorse marine. L’energia eolica offshore, ad esempio, potrebbe soddisfare il 18% del fabbisogno energetico mondiale entro il 2050, riducendo significativamente le emissioni di CO2​. L’acquacoltura è un settore cruciale per la sicurezza alimentare globale, già responsabile di circa il 50% del pesce consumato nel mondo. Secondo la FAO, la produzione ittica dovrà aumentare del 40% entro il 2030 per rispondere alla crescente domanda​. Tuttavia, la blue economy affronta sfide significative, come l’inquinamento marino e il sovrasfruttamento delle risorse. Ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, causando gravi danni agli ecosistemi marini e alla salute umana. Una gestione sostenibile delle risorse marine è quindi essenziale per garantire la longevità di questo settore​:Abbiamo fatto il punto sul tema con Martina Rogato, consulente ed attivista italiana specializzata in sostenibilità; fondatrice di ESG Boutique, una società di consulenza che aiuta le aziende a integrare la sostenibilità e la diversità nelle loro strategie aziendali e co-fondatrice di Youmg Women Network, ci ha raccontato la sua esperienza a bordo di ONE, il catamarano della ONE Ocean Foundation.
    15 min
  • Intervista ad Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore
    Abbiamo intervistato Attilio Bolzoni, noto giornalista e scrittore palermitano. Bolzoni, che ha scritto per importanti testate come Repubblica e Domani, è noto per le sue inchieste sulla mafia e il territorio siciliano e nell’intervista racconta delle difficoltà storiche della Sicilia con l’approvvigionamento idrico. Egli denuncia come, nonostante la fine della violenza mafiosa, permangano gravi problemi di gestione dell’acqua, trasformata da bene pubblico a risorsa privatizzata e costosa. Bolzoni evidenzia l’ipocrisia di una Sicilia presentata come paradiso turistico mentre le sue province interne soffrono di una cronica mancanza d’acqua, condizione che influenza negativamente la vita quotidiana dei cittadini e le attività economiche, compreso il turismo. Infine, l’intervista tocca anche la questione dell’acqua in agricoltura e il concetto di “acqua democratica” proposto da Danilo Dolci negli anni ’50, sottolineando l’importanza di una gestione pubblica e equa delle risorse idriche.
    27 min
  • Intervista ad Andrea Porro – Segretario Generale World Farmers’​ Organisation
    Abbiamo intervistato Andrea Porro, segretario generale WFO (World Farmers’​ Organisation), un’organizzazione su base volontaria che raccoglie quasi 90 organizzazioni nazionali di circa 60 paesi, con l’obiettivo di avere una voce comune nei tavoli internazionali dove si parla di agricoltura, spesso senza la presenza degli agricoltori. L’incontro annuale dell’Organizzazione, ospitato quest’anno dalla FAO, è un momento in cui gli agricoltori, i nostri membri e ospiti del settore agroalimentare, si incontrano e dibattono.Più di 320 persone, rappresentanti di oltre 100 organizzazioni, tra cui organizzazioni di agricoltori, rappresentanti delle Nazioni Unite, del settore privato e della ricerca, sono rimaste con noi per quattro giorni per discutere temi molto sentiti dagli agricoltori. Alcuni esempi sono l’agricoltura rigenerativa e l’innovazione, i finanziamenti per combattere o adattarsi al cambiamento climatico, il commercio e la sicurezza alimentare globale, temi rilevanti sia nel nord che nel sud del mondo.L’agricoltura ha una responsabilità significativa nel cambiamento climatico a causa della produzione di anidride carbonica e dell’effetto serra conseguente, ma ne è anche vittima. Pensiamo agli eventi che creano danni notevoli, come le inondazioni in Emilia di quest’inverno. Come organizzazione di livello planetario, vedete casi ancora più tragici e significativi. Le politiche suggerite e le richieste del settore sono volte a far sì che gli agricoltori siano sempre più parte attiva e consultata nelle scelte di politiche per favorire la transizione verso un modello di economia sostenibile, in linea con l’agenda ONU e le indicazioni di Cop 28 di Dubai.Non è solo l’agricoltura responsabile del quasi 30% delle emissioni; è un sistema agroalimentare che comprende produzione, trasformazione e cambi di destinazione e uso del suolo. Gli agricoltori di tutto il mondo sono ben consci che devono fare un ulteriore passo verso modelli produttivi innovativi. Senza garantire un giusto reddito non ci può essere attività agricola, poiché gli agricoltori, soprattutto quelli familiari che noi rappresentiamo, dipendono completamente da una buona salute del sistema agricolo.
    39 min
  • Al CIBUS di Parma, intervista a Paolo Carnemolla di Federbio
    Il CIBUS di Parma rappresenta l’annuale fiera di riferimento per l’intera comunità agroalimentare. Tra i servizi realizzati da Radio CommCode23 c’è questa intervista a Paolo Carnemolla, segretario generale di Federbio.
    FederBio rappresenta l’organizzazione comune di chi opera nel settore dell’agricoltura biologica, promuovendo uno sviluppo ecosostenibile e solidale.
    8 min

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