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Il museo come la bottega del Rinascimento: luogo non luogo di ricerca e di progetti, di convegni e di dibattiti: città del tempo che non finisce.
Internet non è avulso dalla parola. Forse, è una metafora letteraria, in cui le figure retoriche continuano a vivere. Marco Maiocchi sostiene che “la conoscenza debba essere in gran parte metaforica”. E la metafora è una figura retorica che si rivolge al simbolico.
Il nostro cervello “tende a organizzare le informazioni in termini di relazioni e non in termini di contenuti” (Marco Maiocchi, Il bel programma).
La voce. Cosa c’è di più inafferrabile, intoccabile, invisibile?La poesia: non sappiamo esattamente come raffigurarla, disegnarla, fotografarla. Ma chi negherebbe la sua esistenza, la sua invisibilità? Spero di avere sollecitato in voi la riflessione, la ricerca, l’esplorazione, la lettura, il dubbio.
Provate a fare vedere l’autorità, una storia, la poesia, il colore. Qualunque forma prenda ognuno di questi significanti, l’occhio non è padrone delle cose che crede di vedere.
La scrittura: ecco un invisibile così palesemente visibile, che però esige una decifrazione, mai decifrabile una volta per tutte. Non vi viene il sospetto che abbia valore, quindi, ciò che non ha visibilità, ciò che si trova nel dire e nel fare?
È questo che fa uno scrittore: inventa una storia e fa parlare i personaggi, quale occasione unica di rivelare nascondendo e nascondere rivelando.
[Il Padre de "I sei personaggi in cerca d'autore"] sta invitando i presenti a partecipare al loro dolore. Sembra dire: "Indossate la mia maschera, la sua maschera, le nostre maschere".
Il perturbante è qualcosa di inaspettato e di familiare, che ritorna e altera il pensiero, risvegliando demoni occulti, senza preavviso. Qualcosa che riaffiora e diventa estraneo e pericoloso.
Nel film Il generale Della Rovere, di Roberto Rossellini, il protagonista viene catturato dalla maschera che ha scelto di indossare: quella maschera gli "suggerisce" di non toglierla, di proseguire la sua recita, affiancando un'altra parte di sé, quella leale e dignitosa. Non è più un "nessuno" qualsiasi, ma è un "personaggio", di cui tanti si ricorderanno.
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