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Se non c’è itinerario intellettuale, l’animazione (che preferisce il personale e il sociale, il luogo comune, l’identico e la finalizzazione delle cose) impedisce l’accesso alla cultura e all’arte.
Il disagio è la forza che rilancia il fare, il dire, lo scrivere. La parola non è padroneggiabile.
La trasformazione culturale, sociale e civile precede la trasformazione economica, che precede la trasformazione politica.
L’idea di sé crea la fabbrica del soggetto e quindi della pena. Il piacere o la pena costituiscono l’idea di sé per la salvezza di sé, che gioco forza presume una pena da cui affrancarsi e un piacere da cui astenersi.
Non ci sono gli anziani, ma l’anziano di cui parlo; così come c’è la famiglia di cui parlo e non la famiglia come luogo comune.
La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla. (Simonide, poeta greco, 556-468 a.C. - citato da Plutarco, in Della gloria degli ateniesi, II sec.).
L’equivoco può essere dissipato soltanto entrando in un altro equivoco. Il malinteso può essere dissipato soltanto entrando in un altro malinteso.
Il Teatro - come tradizione, trasmissione - attraverso la formazione e la maschera, giunge all’invenzione.
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