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  • Fabio Castelli: fotografia anonima, memoria e collezionismo

    Federico Emmi dialoga con Fabio Castelli a partire da una fotografia anonima incontrata a Parigi e da una domanda sul suo prezzo. La conversazione ricostruisce come quel dubbio abbia aperto una ricerca sul valore delle immagini e portato al libro Fotografia anonima. Il progetto Vintage Photo Parma offre un contesto concreto per discuterne, dentro il mondo del collezionismo di Mercanteinfiera.

    Nel corso dell’intervista, la perdita dei nomi e delle informazioni di una fotografia familiare diventa il punto di partenza per ragionare sulla sua seconda vita. Castelli distingue la selezione del collezionista dalla creazione di un’opera, racconta il ritratto anonimo usato per la propria copertina e riflette sugli album come fonti storiche costruite. Il dialogo si chiude sul rapporto tra oggetto e scansione e sulla differenza tra produrre immagini e lasciare memoria.
    Temi trattati:
    • MIA Photo Fair e il riconoscimento della fotografia come linguaggio artistico.
    • Il libro Fotografia anonima e il manifesto in otto punti.
    • Fotografia anonima, vernacolare, trovata e orfana.
    • Il confronto con Michele Smargiassi sul riuso delle immagini.
    • La perdita di nomi, luoghi e relazioni nelle fotografie familiari.
    • John Szarkowski e L’occhio del fotografo.
    • Educazione dello sguardo, competenza, qualità visiva e valore documentario.
    • Firma, legittimazione, formazione del prezzo e responsabilità del mercato.
    • Vintage Photo Parma, Mercanteinfiera e la collezione come sistema di relazioni.
    • La seconda vita delle immagini e il ritratto anonimo in copertina.
    • Migrazioni italiane, immagini circensi, vita quotidiana e album di famiglia.
    • Carta, retro, annotazioni, timbri e limiti della scansione.
    • Conservazione digitale, selezione e trasmissione della memoria.
    • La forza visiva di una fotografia senza informazioni.

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    Scheda libro

    Titolo: Fotografia anonima, vernacolare, orfana o trovata
    Autore: Fabio Castelli
    Editore: Seipersei Edizioni
    Anno: 2026
    Pagine: 104
    ISBN: 9791281174375
    Un saggio sui criteri con cui riconosciamo e attribuiamo valore alle fotografie senza autore, con un manifesto in otto punti e immagini accompagnate da schede di valutazione.
    https://seipersei.com/collections/ricerca/products/fotografia-anonima
    Evento citato: Vintage Photo Parma a Mercanteinfiera - https://www.mercanteinfiera.it/vintage-photo-parma/
    Immagine copertina: Roma, 1. Galleria Serge Plantureux

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    Al microfono: Federico Emmi
    Ospiti: Fabio Castelli
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    44 min
  • Fotobar: Canon EOS R8 Mark II, OM SYSTEM PEN e la fotografia che cambia direzione

    Nel nuovo Fotobar Federico Emmi e Francesco Carlini partono dalla Canon EOS R8 Mark II e dal significato sempre meno semplice dell’espressione “entry level”, per poi spostarsi sugli smartphone: l’iPhone 18 Pro recupera un diaframma fisico, mentre realme GT 8 Pro e RICOH GR costruiscono una modalità fotografica basata su due focali e su limiti deliberati.

    La seconda parte mette a confronto la nuova OM SYSTEM PEN con il ruolo attuale del Micro Quattro Terzi e passa quindi alla Fujifilm instax Pal 2, piccolo oggetto fotografico nel quale conta soprattutto l’esperienza. Il discorso sulla portabilità prosegue con i supertele Fujifilm e Sony e con una serie di nuove ottiche Sony, Sigma e Panasonic. In chiusura, Nikon ZR, gli aggiornamenti firmware e la famiglia NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV diventano l’occasione per capire come l’integrazione fra Nikon e RED stia prendendo forma.

    Temi della puntata:

    • Canon EOS R8 Mark II, IBIS e full frame d’ingresso;
    • iPhone 18 Pro, diaframma fisico e fotografia computazionale;
    • realme GT 8 Pro, RICOH GR, 28/40 mm e valore del limite;
    • OM SYSTEM PEN, Micro Quattro Terzi e confronto con APS-C;
    • Fujifilm instax Pal 2, Insta360 GO 3S e piccoli oggetti fotografici;
    • Fujifilm XF400mmF4.5 R LM OIS WR;
    • Sony FE 400mm F4.5 GM OSS e FE 600mm F6.3 GM OSS;
    • Sony FE 8–14mm F3.5 Fisheye G;
    • Sigma 20–60mm F2.8–4 DG | Contemporary e 85mm F1.2 DG | Art;
    • Panasonic LUMIX S 20mm F2.5;
    • Nikon ZR, RED e NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV;
    • perché la fotografia tecnologica sta cercando nuove forme oltre alle specifiche.

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    Al microfono: Federico Emmi, Francesco Carlini
    Ospiti: Nessuno
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    53 min
  • Guido Harari – Musica, incontri e immagini

    Guido Harari è ospite di Discorsi Fotografici per una conversazione che attraversa cinquant'anni di fotografia e musica ma, soprattutto, il modo in cui nasce un ritratto. Dagli inizi da autodidatta alle copertine dei dischi, dal desiderio di incontrare gli artisti amati al rapporto costruito con personalità come Fabrizio De André e Nick Cave, l'intervista si concentra sul tempo che precede lo scatto: ascolto, silenzio, gioco, improvvisazione.

    Nella seconda parte entriamo nei progetti Caverna Magica e Ritratti Sospesi, nel lavoro con persone comuni e realtà del terzo settore, e nel rapporto fra fotografia, disabilità, identità e dignità. Parliamo inoltre di selezione, montaggio e post-produzione, di come un archivio continui a cambiare nel tempo, e della trasformazione dell'immagine musicale nell'epoca dei social e della comunicazione prodotta direttamente dagli artisti.

    Temi della puntata:

    • gli inizi da autodidatta e l'immaginario delle copertine discografiche;
    • il passaggio dall'essere fan all'incontro con gli artisti;
    • libertà stilistica e rifiuto di una formula visiva unica;
    • Fabrizio De André, Nick Cave e il valore dell'ascolto;
    • Caverna Magica e Ritratti Sospesi;
    • fotografia, disabilità, identità e mediazione;
    • selezione, montaggio, post-produzione e archivio;
    • social, accesso e controllo dell'immagine;
    • gioco, improvvisazione e imprevedibilità nel ritratto;
    • la fotografia come linguaggio musicale.

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    Al microfono: Federico Emmi
    Ospiti: Guido Harari
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    38 min
  • Vincenzo Castella: Timeless Archaeology, tempo e memoria del presente

    In occasione della mostra Vincenzo Castella. Timeless Archaeology, Federico Emmi incontra Vincenzo Castella per una conversazione sulla fotografia industriale, sul tempo e sulla costruzione di una pratica capace di attraversare decenni senza ridursi a stile.

    La puntata parte dagli inizi e dai modelli di riferimento, torna a Viaggio in Italia e affronta la definizione di “archeologia del presente”. Castella racconta poi il proprio modo di entrare nei luoghi industriali, il rapporto fra documento e visione, l’assenza della figura umana, la scelta del formato verticale e la serie digitale di Baden. La seconda parte è dedicata alla fotografia come relazione, alla memoria del paesaggio industriale, al lavoro con il curatore Marco Scotini, alla stampa e al rapporto con i laboratori. Nel finale, Viaggio in Italia diventa il punto di partenza per parlare della differenza tra abbondanza di strumenti e scarsità di territori di ricerca, dell’ossessione come condizione della pratica e di Luigi Ghirri.

    Temi di questa puntata:

    • Timeless Archaeology e paesaggio industriale
    • Walker Evans, Paul Strand e Charles Sheeler
    • Viaggio in Italia
    • archeologia del presente e temporalità
    • documento, visione e presenza umana
    • formato verticale e Zone
    • Stalker, metafora e pensiero simbolico
    • serie Baden e ventiquattro fotogrammi
    • fotografia generativa e relazionale
    • memoria del paesaggio industriale
    • Marco Scotini e la curatela
    • stampa, laboratorio e permanenza dell’immagine
    • abbondanza di mezzi e scarsità di territori
    • ossessione e ricerca
    • Luigi Ghirri

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    Al microfono: Federico Emmi
    Ospiti: Vincenzo Castella
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    32 min
  • Francesco Carovillano – La couleur de l’eau: il paesaggio come materia pittorica

    Francesco Carovillano torna ai microfoni di Discorsi Fotografici per raccontare La couleur de l’eau, un libro costruito fotografando per quattro anni i riflessi di un unico corso d’acqua a Coulommiers. Dalla relazione con Fontainebleau. Paysage intime si apre una conversazione sull’impressionismo, sull’interpretazione pittorica del paesaggio e sulla possibilità di ottenere varietà senza moltiplicare i luoghi.

    L’intervista entra nel metodo di lavoro — osservazione, attesa, vento, luce, stagioni, ghiaccio — e nella costruzione delle sette gallerie cromatiche del volume. La parte finale affronta l’attrezzatura, la messa a fuoco manuale, la stampa, i profili ICC e la nitidezza in Photoshop, prima di tornare alla domanda più ampia: che cosa cambia nello sguardo quando si fotografa lo stesso soggetto abbastanza a lungo?

    Temi:

    • La couleur de l’eau e il rapporto con Fontainebleau. Paysage intime
    • Alfred Sisley, Claude Monet e la lezione dell’impressionismo
    • Paul Signac, pittorico e pittoresco
    • quattro anni di fotografie nello stesso luogo
    • sette gallerie cromatiche e sequenza del libro
    • osservazione del vento, della luce e dei movimenti dell’acqua
    • stagioni, ghiaccio, riflessi e texture
    • Canon R5 e 100-500 mm
    • polarizzatore, treppiede e messa a fuoco manuale
    • Lezioni di disegno e Trentadue colpi di pennello
    • profili ICC, prova di stampa e filtro High Pass
    • astrazione e nuovi progetti

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    Al microfono: Silvio Villa
    Ospiti: Francesco Carovillano
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    24 min
  • Storie di Enzo Dal Verme #12 – One Suit at a Time: fotografia, lavoro e dignità

    Nella dodicesima puntata di Storie di Enzo Dal Verme, Federico Emmi ed Enzo Dal Verme ricostruiscono la nascita di One Suit at a Time / Un abito alla volta, libro-reportage dedicato a Suited & Booted, l’organizzazione londinese che aiuta uomini vulnerabili a rientrare nel mondo del lavoro offrendo abiti adeguati ai colloqui, consigli e sostegno.

    Il progetto nasce da un post visto su LinkedIn nel 2021 e si sviluppa nel corso di diversi viaggi a Londra. Enzo racconta il confronto col collega Andrew Scrivani e i consigli della photoeditor Alice Gabriner (The New York Times, National Geographic, Time, The New Yorker, vicedirettore della fotografia alla Casa Bianca…), la revisione dell’editing, la decisione di tornare a fotografare e soprattutto la responsabilità di scegliere chi non fotografare quando la vulnerabilità di una persona rende insufficiente un semplice consenso formale.
    La conversazione segue poi il passaggio dal servizio giornalistico al libro, il lavoro con l’art-director Pierpaolo Pitacco, con la casa editrice Rodolfo Namias Editore, il brand Love Therapy che ha deciso di sponsorizzare il libro e le altre collaborazioni, fino alla presentazione al Superstudio durante la Milano Men’s Fashion Week 2026, inserita nel calendario ufficiale della Camera Nazionale Della Moda Italiana.
    In chiusura, il progetto diventa anche occasione per discutere la sostenibilità economica del fotogiornalismo e il rapporto fra determinazione individuale, incontri e coincidenze.
    Libro, acquisto e prossime presentazioni: https://www.enzodalverme.com/books

    Tra i temi della puntata:

    • Suited & Booted: uno strano “negozio” a Londra che regala abiti di lusso
    • ogni anno, 1200 uomini vulnerabili sono reinseriti nel mondo del lavoro grazie a un’idea vincente
    • la nascita del progetto di fotogiornalismo da un post su LinkedIn;
    • il fotogiornalismo che si occupa di soluzioni, non solo di problemi;
    • l’importanza dell’editing e del punto di vista dell’autore per presentare un servizio a una redazione: le differenze tra Europa e Stati Uniti;
    • il fotografo Andrew Scrivani e la photoeditor Alice Gabriner;
    • consenso e responsabilità del fotografo scattando un reportage;
    • gestione del colore quando si scatta con luci miste e le immagini hanno due dominanti diverse;
    • dal reportage al libro fotografico;
    • la collaborazione con l’art-director Pierpaolo Pitacco e la selezione delle immaginiper la pubblicazione;
    • l’adesione di Rodolfo Namias Editore;
    • la sponsorizzazione imprevista di Love Therapy (il brand di moda fondato da Elio Fiorucci);
    • la presentazione al Superstudio durante la settimana della moda;
    • il “caleidoscopio” delle relazioni che permettono a un progetto di essere realizzato;
    • costi e sostenibilità del fotogiornalismo;
    • come sostenere Suited & Booted.
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    Al microfono: Federico Emmi
    Ospiti: Enzo Dal Verme | Instagram: @enzodalverme
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    39 min
  • Fotobar – Sony FX5 e RX10 V, Insta360 GO 3S Retro e AI fotografica

    Nuovo appuntamento con il fotobar. In questa puntata Federico Emmi e Francesco Carlini partono dalla Sony FX5, nuova Cinema Line con Open Gate e RAW interno, per passare alla RX10 V e al ritorno della bridge premium all-in-one. Si parla poi della Insta360 GO 3S Retro Bundle, che trasforma una action cam in un oggetto fotografico dal linguaggio vintage, e della guida di Fotografia.it alla scelta del notebook per fotografia e video.

    Spazio anche alla Peak Design Field Bracket, reinterpretazione modulare della staffa a L, e ad Adobe Project Indigo: con AI Playground e Photo Guidance l’intelligenza artificiale prova a diventare un coach durante lo scatto. La parte finale è dedicata alla serie R.J. Decker, dove un ex fotoreporter usa la fotocamera come strumento d’indagine, e ai rumor sulla futura Fujifilm X-T6.

    Tra i temi della puntata:

    • Sony FX5, Open Gate, RAW interno e Cinema Line;
    • Sony RX10 V e bridge premium;
    • Insta360 GO 3S Retro Bundle;
    • notebook per fotografia e video;
    • ASUS Zenbook Duo;
    • Peak Design Field Bracket;
    • Adobe Project Indigo, AI Playground e Photo Guidance;
    • R.J. Decker, Scott Speedman e Double Whammy;
    • Fujifilm X-T5 nella serie;
    • rumor Fujifilm X-T6 e futuro della linea X-H.

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    Al microfono: Federico Emmi, Francesco Carlini
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    41 min
  • Valentina Manchia: dentro l’immagine, imparare a guardare

    In questa puntata Federico Emmi incontra Valentina Manchia, autrice di Dentro l’immagine. Il primo libro di semiotica visiva, pubblicato da Einaudi.

    La conversazione parte da The Lightning Field di Walter De Maria e dalla possibilità di pensare l’immagine come esperienza, prima ancora che come superficie. Da qui si entra nei principali strumenti della semiotica visiva: rappresentazione, forma, colore, texture, livello figurativo e plastico, realismo, mimesi, osservatore implicito, cornice e dimensione figurale.
    Un ampio spazio è dedicato alla fotografia. Manchia racconta il proprio rapporto personale con il mezzo e ragiona sull’immagine fotografica come costruzione, non come semplice calco della realtà. Il riferimento a Omar Calabrese e alla «macchina della pittura» permette di immaginare la fotografia stessa come una macchina di senso, mentre Luigi Ghirri offre un esempio concreto di come oggetti reali possano trasformarsi attraverso le relazioni costruite all’interno dell’immagine.
    La puntata affronta inoltre lo scroll dei social network, la post-fotografia, l’immersività, il rapporto fra immagine e spettatore, Francis Bacon e Gilles Deleuze, il ruolo della narratività e la dimensione politica del visibile.
    Nella parte finale si discute del rapporto fra parola e immagine: didascalie scientifiche, meme, pubblicità e fotogiornalismo mostrano come il testo possa orientare profondamente ciò che vediamo. I riferimenti a Roland Barthes e Susan Sontag riportano la riflessione al problema della fotografia come testimonianza.
    La conclusione è un invito a rallentare: fermarsi davanti alle immagini, guardarle ancora e chiedersi che cosa stiamo davvero vedendo.

    Temi principali:

    • Dentro l’immagine e la semiotica visiva
    • Walter De Maria e The Lightning Field
    • fotografia e costruzione del senso
    • realismo e mimesi
    • semiotica figurativa, plastica e figurale
    • Omar Calabrese e l’immagine come macchina
    • social network e post-fotografia
    • osservatore implicito, prospettiva e cornice
    • immagini immersive
    • narrazione e agency
    • Francis Bacon e Gilles Deleuze
    • parola, immagine e didascalia
    • Roland Barthes e Susan Sontag
    • Luigi Ghirri
    • educazione dello sguardo

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    Al microfono: Federico Emmi

    Ospiti: Valentina Manchia
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    1 hr 6 min
  • Oltre la Tecnica: Raccontare il Cinema con la FUJIFILM GFX ETERNA 55

    In questa puntata scopriamo la FUJIFILM GFX ETERNA 55 da due prospettive diverse ma complementari: da una parte il prodotto, il progetto tecnologico e il suo posizionamento nel mondo della produzione cinematografica professionale; dall'altra le immagini, gli autori e le forme culturali attraverso cui quella stessa tecnologia può essere raccontata e messa alla prova.

    La prima intervista è dedicata alla videocamera, alle sue caratteristiche, al sensore Large Format, al rapporto con la tradizione cinematografica di Fujifilm, alla cultura del colore, alla pellicola ETERNA e al posizionamento di un sistema destinato alla produzione professionale.
    La seconda sposta invece l'attenzione dalla macchina alle immagini che può contribuire a produrre. Parliamo infatti di Dove Sono Mamma e Papà? – Left Alone, cortometraggio diretto da Fabio Rao con fotografia del premio Oscar Mauro Fiore, ASC, nato attorno alla GFX ETERNA 55 ma concepito non come una semplice dimostrazione tecnica o come un tradizionale contenuto pubblicitario, bensì come un'opera dotata di una propria autonomia narrativa e visiva.
    Francesco Spisti ci accompagna alla scoperta di GFX ETERNA 55, delle sue caratteristiche tecniche, del rapporto con la storica pellicola ETERNA e dell'ecosistema Fujinon. Con Silvia Carapellese passiamo invece alle immagini, alla collaborazione con Fabio Rao e Mauro Fiore e al tentativo di costruire una comunicazione nella quale la promozione del prodotto non prevalga sull'autonomia del racconto.

    Temi:

    • FUJIFILM GFX ETERNA 55 e sensore Large Format
    • pellicola ETERNA, colore e resa tonale
    • X Series, GFX, MKX, Cabrio e Premista
    • GF32-90mmT3.5 PZ OIS WR e compatibilità delle ottiche
    • workflow professionale, RAW e color grading
    • Dove Sono Mamma e Papà? – Left Alone
    • Fabio Rao e Mauro Fiore, ASC
    • autonomia creativa e comunicazione di prodotto
    • fotografia e cinema: differenze di filiera e contaminazioni culturali
    • scuole, giovani autori e futuri progetti Fujifilm

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    Al microfono: Federico Emmi
    Ospiti: Francesco Spisti, Silvia Carapellese
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    35 min
  • Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati – Intervista a Silvia Scola

    Partendo dalla mostra Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati al Museo di Roma a Palazzo Braschi, Federico Emmi dialoga con Silvia Scola sul rapporto fra memoria familiare e memoria collettiva, sull’archivio dei disegni, sulla formazione al Marc’Aurelio e sulla centralità della scrittura nel cinema di Ettore Scola. La conversazione attraversa Roma come personaggio, le periferie di Brutti, sporchi e cattivi, l’eredità del neorealismo e della commedia all’italiana, fino alla sala cinematografica come esperienza fisica e condivisa.

    Temi della puntata:

    • il rifiuto dell’agiografia e il «diritto all’oblio» di Ettore Scola;
    • l’archivio familiare e la costruzione della mostra del decennale;
    • i disegni, il Marc’Aurelio e il lavoro collettivo;
    • la scrittura, il set e il montaggio;
    • Roma nei film di Scola;
    • Brutti, sporchi e cattivi, Pasolini e le periferie;
    • lo sguardo sugli esseri umani e sulle contraddizioni sociali;
    • la sala cinematografica come rito collettivo;
    • i cinema romani perduti e i film che Silvia Scola vorrebbe rivedere in sala.

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    Al microfono: Federico Emmi
    Ospiti: Silvia Scola
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    50 min

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