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C'era una volta l'università inglese, invidiata nel mondo. Ora oltremanica il dibattito è acceso: servono ancora le aule universitarie nel mondo del tech e dell'intelligenza artificiale? La verità è che il sistema finanziario, tutto privato, delle istituzioni britanniche traballa. Una profonda crisi di un settore storicamente prestigioso. I numeri parlano chiaro: un ateneo su tre sarà in deficit alla fine di quest'anno accademico. Si salvano Oxford o Cambridge ma altri nomi illustri non se la passano bene. Colpa di tasse universitarie sempre più insostenibili (per intenderci prendete le nostre e aggiungeteci uno zero, visto che non ci sono aiuti pubblici), colpa anche, della Brexit, col crollo delle iscrizioni degli studenti europei, che sono stati equiparati agli studenti internazionali. Ora Londra è tornata al tavolo dei negoziati perché dal prossimo anno vorrebbe di nuovo gli studenti europei. Ma, al di là degli annunci, nulla è detto. E, nel frattempo questi studenti hanno trovato altre rotte. Anche gli Usa perdono studenti dall'estero, molti dei quali arrivano in Italia, mentre crescono nei ranking le università asiatiche che hanno messo in moto una macchina inarrestabile per conquistare il mercato dei talenti. E l'Italia... ci guadagna? noi Facciamo i conti...
By Radio 245
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C'era una volta l'università inglese, invidiata nel mondo. Ora oltremanica il dibattito è acceso: servono ancora le aule universitarie nel mondo del tech e dell'intelligenza artificiale? La verità è che il sistema finanziario, tutto privato, delle istituzioni britanniche traballa. Una profonda crisi di un settore storicamente prestigioso. I numeri parlano chiaro: un ateneo su tre sarà in deficit alla fine di quest'anno accademico. Si salvano Oxford o Cambridge ma altri nomi illustri non se la passano bene. Colpa di tasse universitarie sempre più insostenibili (per intenderci prendete le nostre e aggiungeteci uno zero, visto che non ci sono aiuti pubblici), colpa anche, della Brexit, col crollo delle iscrizioni degli studenti europei, che sono stati equiparati agli studenti internazionali. Ora Londra è tornata al tavolo dei negoziati perché dal prossimo anno vorrebbe di nuovo gli studenti europei. Ma, al di là degli annunci, nulla è detto. E, nel frattempo questi studenti hanno trovato altre rotte. Anche gli Usa perdono studenti dall'estero, molti dei quali arrivano in Italia, mentre crescono nei ranking le università asiatiche che hanno messo in moto una macchina inarrestabile per conquistare il mercato dei talenti. E l'Italia... ci guadagna? noi Facciamo i conti...

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