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  • La guerra affonda l’economia dell’Ucraina e della Russia | 20/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La guerra affonda l’economia dell’Ucraina e della Russia. Secondo le stime del Fmi, dopo il +4,7% del 2021 il Pil russo si contrarrà quest’anno dell’8,5% e il prossimo del 2,3%, in quella che è una brusca battuta rispetto alle stime precedenti. In gennaio infatti il Fondo aveva previsto per la Russia una crescita del 2,8% quest’anno e del 2,1% il prossimo. Una contrazione ben più severa la si abbatte sull’Ucraina, che nel 2022 vedrà il Pil crollare del 35%. «Anche se il conflitto dovesse finire presto, la perdita di vite umane, la distruzione e la fuga dei cittadini limiteranno severamente l’attività economica per anni», scrive il Fondo monetario internazionale.
    Ed è per questo motivo che, in mezzo ad un conflitto in corso e una trattativa di pace ancora tutta da mettere in campo, c'è chi pensa già alla ricostruzione. L’Unione europea sta creando un fondo di solidarietà per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina distrutta dalla guerra. La Commissione europea ha comunicato ai diplomatici che sta lavorando su uno strumento che si concentra sui bisogni a lungo termine del paese. Modellato sul fondo di ripresa post-Covid-19 per gli stati membri, finanzierebbe investimenti e riforme in accordo con il governo dell’Ucraina, ma non è chiaro quanto verrebbe fornito attraverso sovvenzioni e quanto mediante prestiti.
    Nella sostanza sarà l'Europa a finanziare la ricostruzione di un paese e della sua economia ridotta alla fame.
    3 min
  • Il cammino dell'Ucraina verso lo status di paese membri Ue | 19/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'Ucraina ha compiuto ieri il primo passo formale per ottenere lo status di paese membro dell'Unione Europea. E ciò accade nel momento più complesso della sua storia, in mezzo all'aggressione russa che pare non diminuire dopo 55 giorni di conflitto. Il presidente ucraino Zelensky ha consegnato al capo della delegazione dell’Unione europea in Ucraina Maasikas il questionario compilato per ottenere l’adesione all’Ue. Zelensky ha affermato che i passi avanti di Kiev verso l’Ue arrivano in un momento molto tragico in cui molti ucraini che professano valori europei stanno perdendo la vita.
    «Tuttavia, il popolo ucraino è unito da questo obiettivo: sentirsi su un piano di parità, parte dell’Europa, parte dell’Unione europea», ha affermato Zelenski. Il questionario era stato consegnato a Zelensky dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la visita a Kiev insieme all’alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell. Il cammino ucraino verso Bruxelles si è dunque avviato, ma le insidie sono ancora molte.
    Come e quando finirà la guerra? Con quali nuovi confini? I trattati che metteranno fine al conflitto da chi saranno guidati? È evidente che in caso di una conquista russa di Mariupol e di un controllo militare sostanziale del Donbass da parte di Mosca l'intera geopolitica dell'Ucraina sarà ridisegnata. Le speranze di una Ucraina europea sarebbero tutte concentrate verso la fine di giugno, ma sono ancora tante le formalità burocratiche da espletare e per Kiev inizia la corsa contro il tempo.
    Credits: Agenzia Fotogramma
    3 min
  • La strategia di Papa Francesco per un accordo di pace tra Russia e Ucraina | 18/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'unico che parla di pace nel mondo è Papa Francesco. Dall'inizio della guerra tra Russia e Ucraina più volte ha rivolto appelli di pace alle parti in conflitto, all'Onu, all'Unione Europea, agli Stati Uniti.
    Si è vergognato pubblicamente per la corsa al riarmo, per le spese militari. Ha dedicato la tredicesima stazione della via Crucis di Venerdì al Colosseo alla fratellanza tra russi e ucraini, con l'immagine simbolica delle due amiche Irina e Albina che tengono la croce. Ma le sue esortazioni, e quelle di gran parte del mondo cattolico sono rimaste inascoltate.
    Tuonano i cannoni, si compiono stragi contro persone in fuga dalla guerra, le città ucraine sono rase al suolo. E anche ieri all'Urbi et Orbi Francesco ha proseguito la sua strategia politica e diplomatica. "Sia pace per la martoriata Ucraina, così duramente provata dalla violenza e dalla distruzione della guerra crudele e insensata in cui è stata trascinata. Su questa terribile notte di sofferenza e di morte sorga presto una nuova alba di speranza! Si scelga la pace. Si smetta di mostrare i muscoli mentre la gente soffre", ha detto il Papa che si è rivolto direttamente a quanti potrebbero porre fine alle ostilità, ma perseguono solo scenari di guerra o peggio ancora restano alla finestra ad osservare il massacro. "Chi ha la responsabilità delle Nazioni ascolti il grido di pace della gente. Ascolti quella inquietante domanda posta dagli scienziati quasi settant'anni fa: Metteremo fine al genere umano, o l'umanità saprà rinunciare alla guerra?'", ha detto Francesco citando il Manifesto Russell-Einstein del 1955.
    Secondo Francesco non bisogna abituarsi alla guerra, ma ci si deve impegnare a chiedere a gran voce la pace, dai balconi e per le strade!". Si parte dalla marcia Perugia-Assisi del 24 aprile per favorire una partecipazione di massa, un nuovo movimento pacifista internazionale.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Mai stati equidistanti, dice l'Anpi verso il 25 aprile | 16/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, rappresenta oltre 150 mila iscritti. È la più organizzata e conosciuta delle tante associazioni che si portano dietro un carico di storia composta dalle esperienze di oltre 250 effettivi combattenti della lotta di Liberazione.
    Oggi, in mezzo al conflitto tra Russia e Ucraina, si trova al centro di attacchi spesso demagogici e propagandistici, mossi da chi critica l'Associazione per essere troppo morbida con gli aggressori. "Sarà un 25 Aprile di memoria di liberazione e impegno per la pace. Non siamo mai stati equidistanti nella tragedia di questa guerra, eravamo e siamo dalla parte degli aggrediti e contro gli aggressori", sostiene il Presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo presentando le centinaia di iniziative intorno al 25 aprile.
    Ma non c'è nessuna correlazione storica tra la resistenza ucraina e quella dei partigiani italiani. "È giusto definire la lotta armata degli ucraini come una lotta di resistenza. Ma secondo noi sarebbe sbagliato identificare la resistenza italiana con la resistenza Ucraina", dice Pagliarulo. Perché la resistenza partigiana italiana si muoveva all'interno di un movimento più ampio di carattere internazionale che combatteva con le armi l'occupazione nazista di vaste parti del territorio europeo, comunque nell'ambito di un conflitto mondiale.
    Oggi la resistenza ucraina combatte l'invasione russa nel suo territorio, non è in atto un conflitto mondiale, non è stato espresso da parte di Putin un desiderio di annettere altri stati alla sua idea criminale di impero. Dunque non ci sono parallelismi storici. Chi andrà alle manifestazioni del 25 aprile porterà i fazzoletti al collo dei partigiani, senza altri simboli. Le bandiere della Nato ipotizzate da qualcuno non ci sono mai state in piazza e risultano quindi inappropriate.
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    3 min
  • La battaglia sul gas russo condiziona le economie europee | 15/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Un “boicottaggio economico” completo, con lo stop improvviso alle importazioni di energia dalla Russia avrebbe un impatto economico molto forte sull’area euro. Così avverte la presidente della Bce, Christine Lagarde.
    Del resto i paesi più forti sul piano energetico spingono verso questa direzione, perché importare gas dagli Stati Uniti può rappresentare un paracadute indispensabile, ma anche costoso per l’Europa: chi ha comprato Gnl «made in Usa» a dicembre ha speso almeno il 50% in più rispetto a chi si è rifornito dalla Russia.
    Ma qualcuno ha sborsato anche il quintuplo di quanto avrebbe pagato con Gazprom, se invece di importare direttamente dagli Usa si è rivolto a un intermediario, ad esempio Shell, Vitol o Trafigura, colossi del commercio di gas liquefatto.
    Vladimir Putin sostiene che per l’Europa è impossibile sostituire per ora il gas in arrivo dalla Russia. “Ciò che sorprende è che i ’paesi ostili’ ammettono di non poter fare a meno delle risorse energetiche russe, incluso il gas naturale, per l’Europa il suo sostituto semplicemente non c’è”, dice Putin. La situazione è complicata.
    E sulle politiche energetiche italiane pesa, in particolare, l'inesistente attuazione del piano sulle rinnovabili e delle fonti energetiche alternative, previste dal Pnrr. Una scelta che ci avrebbe portato oggi ad una maggiore tranquillità. La crisi che era prevista e prevedibile, ben prima del conflitto tra Russia e Ucraina, ma a Palazzo Chigi si è rimasti purtroppo fermi.
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    3 min
  • Mariupol, la città simbolo della guerra | 14/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Mariupol è ormai il simbolo della guerra tra Russia e Ucraina. Di quella che era una bella città ucraina, oggi restano soltanto macerie di case e strutture fumanti. Solo qualche giovane con valige in mano e un tetro silenzio, descrivono i pochi scatti dei fotografi presenti. E in quella bolgia di terrore i due eserciti continuano a combattere. 2mila soldati ucraini resistono asserragliati mentre le truppe russe sono accusate di aver usato armi chimiche contro i resistenti. Mosca dice di averla presa: 1.026 militari ucraini arresi, 162 ufficiali e 47 soldatesse. Kiev smentisce. Ma non è più una questione di una bandiera di una nazione issata sul pennone.
    Mariupol semplicemente non esiste, sarà tutta da ricostruire, con il suo teatro, i bei palazzi, la vista sul mar d'Azov. Non c'è più niente del passato, e il futuro è appeso a quello di una guerra dove a pagare conseguenze terribili sono soprattutto i civili. I corridoi umanitari sono falliti.
    La Turchia mette a disposizione navi per l'evacuazione di persone da Mariupol, ma le risposte non arrivano da nessuna delle due parti in conflitto. La conquista di Mariupol da parte russa rappresenterebbe l'unica vittoria sul campo dall'inizio della guerra. La resistenza dell'esercito ucraino testimonierebbe l'ennesima sconfitta russa.
    Sembra la marcia finale del celebre film di Stanley Kubrick "Full Metal jacket". I soldati avanzano in un paesaggio in fiamme, cantando la canzone di Topolino. Fra una strofetta e l’altra, la voce fuori campo di Joker parla di dedizione al dovere, la dedizione dei duri… Per oggi abbiamo scolpito abbastanza i nostri nomi nelle pagine della storia… Sono contento di essere vivo. Certo, vivo in un mondo orribile, ma sono vivo. E non ho più paura. E il coro: …come noi bambin, tu sei tanto piccolin, Topolin, Topolin.
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    3 min
  • Balzo dell'inflazione Usa all'8,5%. Sale Wall Street, crollano le borse europee | 13/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    A marzo, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,2% rispetto al mese precedente. Il dato depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, e' cresciuto dello 0,3%, dopo il +0,5% del mese precedente. Ciò vuol dire che su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +8,5%, il rialzo maggiore dal dicembre 1981. Il dato "core" e' cresciuto del 6,5%, dopo il +6,4% del mese precedente, il livello più alto dall'agosto 1982.
    I prezzi del settore alimentare e quelli dell'energia sono cresciuti su base mensile rispettivamente dell'1% e dell'11%. Nell'ultimo anno, i prezzi energetici sono aumentati del 32%, quelli dei generi alimentari dell'8,8%, l'aumento maggiore dal maggio 1981. Il dato fa correre il dollaro americano, ma restano in rosso le Borse europee, appesantite da farmaceutici e banche, ma sostenute dai titoli energetici, materie prime e tecnologici. In frenata i rendimenti dei titoli di Stato Usa che tornano sotto il 2,8% e anche nell'eurozona si riprendono i titoli governativi tant'è che il BTp a 10 anni va al 2,4% rispetto al 2,5% dell'apertura. In netto rialzo Wall Street.
    Fin qui i numeri che ci dicono che la forte tensione geopolitica dovuta al conflitto tra Russia e Ucraina determina forti sbalzi dell'economia degli Stati Uniti, e sulla scia dei dati americani sono in recupero i titoli governativi dell'eurozona.
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    3 min
  • Il male allo stato nascente | 12/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Ogni giorno ci capita di leggere di episodi incomprensibilmente violenti e commessi sulle creature più indifese, siano esse umane o animali. Ieri, ad esempio, ci ha colpiti la notizia che tre minori sono, attualmente, indagati dalla Procura di Taranto perchè sospettati di aver ucciso a sassate e poi bruciato, in una zona periferica del comune di Statte, un cucciolo di cane meticcio. I fatti risalgono allo scorso mese ed i tre eroi avrebbero anche filmato la scena, condividendola cinicamente, sui propri cellulari, con altri coetanei.
    Nel fine settimana i carabinieri del luogo, coadiuvati dal personale della Sezione di polizia giudiziaria presso il Tribunale per i minorenni, hanno eseguito perquisizioni domiciliari nei confronti dei ragazzini che sono adesso indagati per “uccisione di animali in concorso”.
    È vero che, soprattutto in questi giorni, circolano, un po' ovunque, un'infinità di immagini che descrivono alcune tra le peggiori atrocità cui possa arrivare la mente umana. È anche vero - non abbiamo alcuna difficoltà a riconoscerlo – che esiste ragionevolmente una scala che classifica la gravità degli eventi: però, ci viene da pensare che la difesa della civiltà possa partire anche da una riflessione sulla sostanziale indifferenza con cui spesso sorvoliamo su tanti" piccoli" (ma sconvolgenti) crimini che non sono ancora certamente "di guerra", ma che ne potrebbero, comunque, costituire pericolosamente le premesse. L'humus perfetto nel quale gradualmente maturare (anche se forse, in questo caso, sarebbe più appropriato usare il verbo "marcire"). La mancanza più totale di pietà e di sensibilità di cui ci parla questa assurda vicenda, pensiamo sia la stessa di cui potrebbe raccontarci qualcosa quel ciclista con la bici celeste rimasto steso al suolo soltanto perchè, in quel momento, ad un soldato "andava di ammazzare uno a caso"....
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    Ascolta "Il Corsivo": Ferruccio Bovio in Redazione e Roberto Frangipane in Studio.
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    2 min
  • Molti dubbi e poca precauzione | 11/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Non si tratta – almeno per ora – di un partito, anche se non si sa mai... ma certamente c’è l’intenzione di dare vita ad un giornale. Stiamo parlando della commissione “Dubbio e Precauzione”, forse più nota come “DuPre”, la quale, partendo dalla diffusione delle teorie No Vax, si è ora concentrata sul sostegno alle posizioni politiche filo putiniane (o, comunque, anti NATO), avendo maturato recentemente l’obbiettivo di realizzare un nuovo progetto editoriale. Una iniziativa con tanto di sede ufficiale, copie in vendita ed una redazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe garantire credibilità ed autorevolezza adeguate per opporsi alla narrazioni prevalenti, alle quali solitamente prestano la loro attenzione le masse. Della “DuPre” si è discusso parecchio, la scorsa settimana, a proposito di un dibattito tenutosi a Roma sulla situazione in Ucraina, nel corso del quale alcuni partecipanti – tra cui Carlo Freccero - si sono distinti per aver parlato di “fiction” a proposito di episodi particolarmente cruenti come il bombardamento sull’ospedale di Mariupol. Vedremo se lo stesso Freccero, Cacciari ed altri volonterosi fautori della voce della verità riusciranno davvero a mettere insieme quei capitali iniziali, senza i quali, in genere, di strada se ne fa pochina...soprattutto in campo editoriale.
    Anima del progetto è Giorgio Bianchi, un blogger piuttosto conosciuto in ambienti negazionisti e del quale forse ricorderete un video in cui, in pieno lockdown, si esponevano improbabili punti di convergenza tra la pandemia ed il 5G. Bianchi lascia intendere, a chi lo incontra, di avere già individuato i finanziatori per il suo giornale, che saranno italiani: un paio di grossi investitori, a cui si aggiungeranno altri piccoli e medi imprenditori esasperati dall’aumento dell’inflazione e dei costi dell’energia. Per la composizione della redazione, si pensa di attingere dal serbatoio dei professori che hanno rifiutato il green pass e che Bianchi considera eccellenze che oggi sono, ingiustamente, rimaste senza lavoro per via dei provvedimenti emanati dal governo e dai suoi “collaborazionisti”.
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    Ascolta "Il Corsivo": Ferruccio Bovio in Redazione e Roberto Frangipane in Studio.
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    3 min
  • Von der Leyen a Kiev. Ue e Uk varano sanzioni anche contro le figlie di Putin. Non c’è unanimità per embargo petrolio | 09/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Ieri è stato il giorno del viaggio di Ursula von der Leyen a Kiev e del varo del quinto pacchetto di sanzioni Ue che colpisce, tra gli altri, anche le due figlie del presidente russo, Vladimir Putin, Katerina Tikhonova e Mariya Vorontsova, e la sua ex moglie, Ludmila Putina. Anche la Gran Bretagna ha deciso di sanzionare la famiglia Putin. Gli Stati Uniti hanno invece escluso dal commercio due aziende statali russe: la compagnia di costruzioni navali United Shipbuilding Corporation e la società russa di estrazione di diamanti Alrosa Usa. Ma le sanzioni messe in campo da Stati Uniti, Ue, non trovano una unanimità.
    Infatti lunedì 11 aprile al Consiglio dei ministri degli Esteri Ue non si discuterà di un possibile embargo al petrolio russo. «Abbiamo appena completato il quinto pacchetto di sanzioni, che ha aggiunto misure economiche e individuali alla Russia. Ma il petrolio richiede l’unanimità tra gli Stati membri e l’Europa è dipendente dall’energia russa, dunque si tratta di una questione complicata dal punto di vista tecnico e politico», fa sapere un funzionario Ue. Ciò vuol dire che non tutti sono d'accordo, perché un embargo al petrolio russo metterebbe in ginocchio numerose economie avanzate, ma dipendenti sul piano energetico da Mosca, tra cui l'Italia.
    Del resto la crescita dell’economia italiana, prevista al 2,9% nel 2022, è caratterizzata da notevoli rischi al ribasso e l’ipotesi di un blocco completo del gas russo potrebbe portarla sotto il 2,3% ereditato dal 2021. Così scrive il ministro dell’Economia Daniele Franco nell’introduzione al Def. «Un completo blocco del gas russo causerebbe ulteriori aumenti dei prezzi, che influirebbero negativamente sul Pil e spingerebbero ulteriormente al rialzo l’inflazione».
    Di questi tempi magri la cautela è una virtù, non una sommatoria al ribasso.
    Credits: Agenzia Fotogramma
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