Il Corsivo

Il Corsivo

By Giornale RadioNews
Download on the App Store

Il Corsivo episodes

  • Ponte Morandi: il 7 luglio inizia il processo per Castellucci e altri 58 imputati | 08/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Si va verso una giustizia per l'inchiesta sulla strage del Ponte Morandi di Genova, 43 morti, il 14 agosto 2018.
    L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci è stato rinviato a giudizio per il crollo del ponte. Vanno a processo anche le altre 58 persone imputate nel procedimento.
    La decisione è del giudice per l’udienza preliminare di Genova Paola Faggioni. Il processo sul crollo del ponte inizierà il 7 luglio prossimo. Il giudice Paola Faggioni ha accolto anche il patteggiamento di Autostrade e di Spea, l’ex controllata che si occupa delle manutenzioni. Le due società pagheranno circa 30 milioni ed escono così dal processo. La procura aveva dato parere favorevole. C'è voluta un'ora e mezzo di camera di consiglio per arrivare a questa decisione. Il giudice ha letto per i motivi per cui ha respinto tutte le eccezioni di nullità sollevate dagli avvocati degli imputati, tra cui quella che non sarebbe stato possibile leggere tutti gli atti perché sarebbe servito un software troppo costoso. Il gup ha anche mantenuto sotto sequestro i reperti del ponte Morandi. La procura aveva dato il via libera al dissequestro per consentire al Comune di completare il parco della Memoria. Soddisfazione per la decisione del giudice da parte del comitato delle vittime.
    Dice Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo vittime ponte Morandi. «Oggi è arrivata la conferma di quello che noi sosteniamo da tutto questo tempo. Per questo ovviamente siamo molto soddisfatti», ha detto Possetti. I familiari delle vittime offrono un giudizio positivo sulla decisione del gup Paola Faggioni di lasciare sotto sequestro i reperti ma consentendole lo spostamento: «In questo modo potremo realizzare il parco della memoria e questo è molto importante».
    Già, il Parco della memoria, un luogo di ricordo ed emozione che non riuscirà mai a far ritornare in vita 48 persone che in un giorno di agosto di quattro anni fa volevano soltanto vivere, ma almeno dimostra la perseveranza di gruppo di persone che non intendono dimenticare.
    Credits: Agenzia Fotogramma
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it
    Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Nato: la guerra durerà mesi o anni | 07/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Una guerra di lunga durata. Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg si immagina il futuro del conflitto tra Russia e Ucraina. "Dobbiamo essere realistici e renderci conto che questo può durare a lungo, molti mesi e anche anni. Ed è per questo che dobbiamo essere preparati anche per una lunga guerra".
    Del resto gli indicatori militari sul campo vanno esattamente questa direzione. Il ritiro delle truppe russe è nei fatti un riposizionamento. Man mano che i russi si spostano e abbandonano le città, incalzati dalla resistenza dell'esercito ucraino, lasciano dietro una scia di orrori e di vittime civili ingiustificate. Da Irpin a Borodyanka a Bucha, emergono testimonianze terrificanti, i cui responsabili dovranno rispondere davanti alla Corte Penale Internazionale dell'Aja.
    Putin nega ci siano state stragi contro civili e definisce la narrazione intorno alle vittime una provocazione cinica e rozza. Il Cremlino non esclude che si arrivi alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Mosca e l'Occidente.
    Contro la Russia piovono sanzioni sempre più forti. I negoziati sono fermi. Non ci sono segnali di riavvicinamento. Anzi, i timidi passi di Turchia e Cina si rivelano oggi bloccati da qualcosa di insormontabile che si chiama guerra totale.
    È vero, l'Italia ed altri paesi lavorano per l'unica soluzione possibile, una conferenza internazionale per la pace. Già, ma chi la dovrebbe promuovere. Se ne è accorto anche Papa Francesco che qualcosa non va nel ruolo dell'Onu. "Nell'attuale guerra in Ucraina, assistiamo all'impotenza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite". Si può solo dargli ragione.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it
    Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • L'espulsione di funzionari russi dai paesi europei | 06/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    In un solo giorno la diplomazia russa in Europa è stata accusata di essere attigua ai servizi segreti di Putin ed espulsa in numerosi paesi con effetto immediato. Francia, Germania, Svezia, Romania e Slovenia hanno espulso diplomatici russi, una strada percorsa anche da Italia e Spagna con l’estromissione - rispettivamente di 30 ambasciatori e 25 diplomatici.
    L’ex presidente russo e vice capo del consiglio di sicurezza, Dmitry Medvedev, ha avvertito che la Russia risponderà «in maniera proporzionale e simmetrica» agli allontanamenti dei diplomatici decisi da Roma. E l'Unione europea ha dichiarato persona non grata 19 membri della Missione permanente della Federazione russa presso l'Ue a Bruxelles per aver svolto "attività contrarie" al loro status diplomatico e richiede loro di lasciare il Belgio. La decisione è stata adottata dall'alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell. La decisione è stata presa dopo gli eccidi di Bucha, le cui immagini hanno provocato una forte indignazione internazionale. Non ha precedenti in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, e rappresenta una frattura difficilmente sanabile.
    La diplomazia resta il baluardo di una democrazia compiuta, il faro dei rapporti politici ed economici tra Stati. Risulta impossibile pensare al futuro di un mondo dove ambasciatori e diplomatici vengono ridotti a generici funzionari dell'intelligence, accusati di spiare le mosse dei paesi che li ospitano. Si torna ad un clima buio che solo qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile. Eppure anche quello delle espulsioni diplomatiche è l'ultimo prodotto lacerante della guerra tra Russia e Ucraina.
    Credits: Agenzia Fotogramma
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it
    Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Gli orrori di Bucha e il processo contro Putin | 05/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il massacro di Bucha, con il suo carico di orrore per i civili uccisi, pesa sui nuovi negoziati tra Ucraina e Russia. Mosca accusa l'Ucraina di aver inscenato una "provocazione" per danneggiare le trattative. Zelensky si è recato personalmente a Bucha, alle porte di Kiev, e ha ribadito che nonostante le atrocità commesse dai russi, è suo dovere continuare a trattare.
    Joe Biden chiede un processo per crimini di guerra contro Vladimir Putin. Per il capo della Casa Bianca «bisogna ricostruire tutti i dettagli di quello che è accaduto e tenere un processo per crimini di guerra» contro la Russia.
    La Ue ha preannunciato un'indagine congiunta con Kiev sui crimini di guerra. Ma cosa prevede l'indagine e quali sono i tempi?
    Fondata nel 2002, la Corte penale internazionale, CPI, con sede all'Aja, è stata investita come un tribunale internazionale indipendente per processare individui accusati di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. L'indagine su ciò che è finora accaduto in Ucraina è stata aperta formalmente dal procuratore della Corte penale internazionale, il britannico Karim Khan, lo scorso 2 marzo. È un'inchiesta lunga, complicata, non priva di difficoltà. Khan, ha assicurato che comunque sarà condotta "in modo obiettivo e indipendente" e che mirerà a "individuare responsabilità per i crimini che rientrano nella giurisdizione della Corte penale internazionale".
    L'Ucraina non è un membro, ma nel 2014 ha accettato la giurisdizione della corte. Non sappiamo se un giorno vedremo il presidente russo Putin sul banco degli imputati di un processo. Figuriamoci se è possibile prevedere, con un conflitto ancora in corso, una eventuale condanna. Di certo, nel caso si trovassero prove schiaccianti della responsabilità diretta di Putin nei massacri, sarebbe un enorme problema sul piano politico.
    La guerra prima o poi finirà, e il mondo dovrà ancora confrontarsi con Putin, a meno di una sua estromissione dai gangli del potere di Mosca, cosa al momento ritenuta impossibile.
    Credits: Agenzia Fotogramma
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it
    Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Una storia a lieto fine | 04/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Lui si chiama Andrea Cisternino, è comasco con un passato da fotografo di moda, ma dal 2009 vive in Ucraina dove gestisce un rifugio per animali – il Kj2 - a pochi chilometri da Kiev. La zona in cui sorge la struttura è stata occupata, in queste settimane, dalle forze armate russe e così il magnifico Andrea è finito al centro di tutte le cronache, avendo deciso – anche a costo di sacrificare la propria vita – di rimanere accanto ai 453 animali di cui si occupa abitualmente. Adesso, per fortuna, con il ritorno dell’area di Kiev sotto il controllo dell’esercito ucraino, per Cisternino e per i suoi collaboratori, è finito quella sorta di incubo in cui erano improvvisamente precipitati. Per molti giorni era, infatti, divenuto impossibile l’approvvigionamento di acqua e cibo, sia per gli animali, che per le persone. Pertanto, mentre le scorte disponibili stavano esaurendosi, dal rifugio di Kiev era partito un appello diretto in Italia all’Enpa (l’Ente Nazionale Protezione Animali) che, effettivamente, lo aveva immediatamente accolto, organizzando, in soli due giorni, una missione fornita di circa 12 tonnellate di beni svariati tra cibo, medicinali, acqua potabile ed altri articoli utili anche per gli addetti al rifugio.
    Ma non si è trattato certamente – come si può immaginare – di una missione agevole, tanto è vero che ha richiesto, per il suo buon esito, anche un grosso impegno da parte dell’Unità di Crisi della Farnesina. Partita, infatti, dalla sede Enpa di Verona il 23 marzo scorso, la spedizione ha osservato la sua prima sosta a Olkusz, in Polonia e, successivamente, si è fermata a Leopoli, per poi proseguire fino alla periferia di Kiev, dove però è rimasta bloccata per diverso tempo. Il territorio intorno era, infatti, occupato dai Russi e non era permesso entrare od uscire.
    Ed è stato in quei momenti che il Ministero degli Esteri ha svolto un encomiabile lavoro di supporto, tentando di favorire l’apertura di un corridoio specifico, vista l’impossibilità di far arrivare aiuti tramite la Croce Rossa ucraina. Nel frattempo però, le forze armate ucraine hanno riconquistano 16 comuni (tra i quali anche quello in cui si trova il rifugio), rendendo in tal modo possibile, per la gioia dei volontari del Kj2 e dei loro amici a quattro zampe, il tanto atteso arrivo degli aiuti partiti da Verona. E così, dal fronte di guerra, ci giunge, almeno per una volta, anche una buona notizia: quella di una storia disperata che si conclude, invece, con un lieto fine.
    ________________________________________
    Ascolta "Il Corsivo": Ferruccio Bovio in Redazione e Roberto Frangipane in Studio.
    Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it
    Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Il grande esodo degli ucraini in fuga dalla guerra | 02/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il più grande esodo registrato in area europea dalla fine del secondo conflitto mondiale. I dati forniti dalle Nazioni Unite sono impressionanti. Il numero di rifugiati ucraini in fuga dalla guerra nel loro Paese ha superato i 4,1 milioni. “Questa tragedia deve finire”, afferma l'Onu.
    Il flusso di persone in fuga attraverso i confini occidentali per sfuggire all’assalto russo si è attestato a circa 40.000 al giorno nell’ultima settimana. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha affermato che 4.102.876 ucraini sono fuggiti dal paese dall’invasione del 24 febbraio, una cifra in aumento di 43.771 unità rispetto ai numeri forniti giovedì.
    Più di 3,4 milioni sono fuggiti a marzo. “Obbligati ad andare via per salvarsi la vita. Costretti a lasciare le loro case. Costretti a separarsi dalla famiglia”, ha affermato l’agenzia Onu. Donne e bambini rappresentano il 90 per cento. La metà sono bambini. Quasi sei rifugiati ucraini su 10 (2.384.814 finora) sono entrati in Polonia. A seguire la Romania con un totale di 623.627 ucraini, mentre in Ungheria sono entrati al momento 374.535 ucraini.
    Un totale di 292.039 persone hanno attraversato il confine dell’Ucraina con la Slovacchia. Ma le cifre dell'Onu sono ancora parziali e sono destinate a salire in modo esponenziale. I corridoi umanitari stentano a funzionare. Ieri un convoglio della Croce Rossa che trasportava aiuti umanitari e medici a Mariupol è bloccato a Zaporizhzhia perché le garanzie di sicurezza richieste per la squadra non sono ancora state ricevute. E a Mariupol, come in altre città ucraine, la fuga dei civili può rivelarsi fatale.
    L'Onu fornisce cifre, lancia appelli, ma nel concreto si dimostra come un elefante azzoppato, privo di azione politica e diplomatica, incapace di mettere in campo soluzioni importanti almeno per un cessate il fuoco temporaneo.
    Credits: Agenzia Fotogramma
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it
    Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Da oggi il gas russo viene pagato in rubli. Francia e Germania pronti al blocco dell'import | 01/04/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi Alla guerra con le armi si aggiunge il conflitto strategico sul piano economico, quello relativo al pagamento del gas russo. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato un decreto che impone da oggi 1 aprile 2022 il pagamento in rubli del gas di Mosca. In caso di violazione, i contratti saranno congelati. «Per comprare gas naturale russo, devono aprire conti in rubli in banche russe. È da questi conti che i pagamenti saranno fatti per il gas consegnato a partire da domani», ha detto Putin. Per la Russia, un mancato pagamento sarà considerato un fallimento da parte degli acquirenti, con tutte le conseguenze del caso. «Nessuno ci vende nulla gratis, e neppure noi facciamo carità. Quindi, i contratti esistenti saranno fermati», ha ribadito Putin. Germania e Francia non ci stanno. Definiscono il diktat di Putin un vero e proprio ricatto. "Bisogna prendere in considerazione tutti gli scenari, dobbiamo prepararci perché dal 1 aprile potrebbe non esserci più il gas russo», ha detto il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire in una conferenza stampa con il ministro dell'economia tedesca Robert Habeck al termine di un incontro bilaterale. Entrambi i ministri hanno ribadito che i contratti per le forniture russe saranno pagati nella valuta concordata e non in rubli. Il Cremlino aveva precisato che ci sarebbe voluto tempo per attuare la politica dei pagamenti esclusivi in rubli, lasciando presagire una frenata rispetto all’obiettivo di imporre tutte le transazioni energetiche nella divisa russa. La decisione di Putin ribalta completamente la situazione e crea un impasse nelle scelte energetiche ed economiche dei paesi più fragili, come l'Italia.
    Credits: Agenzia Fotogramma
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Bombe contro la Croce Rossa e la missione europea. La guerra continua | 31/03/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi La guerra continua. Lo spostamento delle truppe di Mosca appare più un riposizionamento della strategia militare che un vero ritiro dalle zone intorno a Kiev. Le bombe cadono ovunque e senza risparmiare civili, monumenti, edifici: gli ordigni si scagliano contro la sede della Croce Rossa, contro il palazzo della missione Ue. Mariupol è un cumulo di macerie e non ci sono neanche più strutture da bombardare. Il ministero della Difesa di Kiev ritiene ingannevole l’annuncio del ritiro dei russi, intravedendo semmai una sorta di rotazione delle truppe già dirette sulla capitale. La stessa tesi giunge anche dal Pentagono, tra l’altro a fronte dell’arrivo di forze fresche per l’esercito russo: 2mila unità dalla Georgia. I bombardamenti proseguono nel nord-ovest di Kiev con esplosioni a circa 20 chilometri dalla capitale, mentre i russi bloccano cento navi nel Mar Nero e fermano l’export di grano. Nella sostanza non c’è nessun ritiro dei russi su vasta scala nelle aree di Kiev e Chernihiv ma solo movimenti limitati. Le speranze arrivate dal vertice turco sono naufragate in poche ore. Non c'è al momento la volontà politica di fermare la guerra. Eppure tutto sembrava mettersi al meglio dopo gli annunci successivi al vertice di Ankara. L'Ucraina neutrale, in vista della sua entrata nell'Unione Europea. La Russia arroccata in Crimea e nel Donbass, ma manca l'unica cosa importante: il cessate il fuoco, la fine delle ostilità che stanno provocando morte e distruzione, e un esodo di milioni di persone che nell'Europa moderna, dopo la fine della seconda guerra mondiale, non si era mai verificato. Su questo punto si misurerà la capacità di mediazione della diplomazia. Credits: Agenzia Fotogramma.
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Le condizioni di Russia e Ucraina per la risoluzione della crisi | 30/03/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi Ci vorranno ancora giorni di trattative serrate tra Russia e Ucraina per porre fine, almeno sulla carta, al conflitto militare, ma siamo sulla strada giusta. Kiev non chiederebbe più l'ingresso nella Nato, posizionandosi in una neutralità militare, ma potrebbe entrare nel futuro nell’Unione Europea. Mosca rinuncerebbe a chiedere la “demilitarizzazione” e la “denazificazione” dell’Ucraina. Almeno otto paesi, tra cui l’Italia, garantiscono la sicurezza di Kiev, cioè difenderla in caso di nuovi attacchi. I dubbi sulle intenzioni di Putin permangono e la guerra continua: ciononostante circolano speranze di una svolta, o almeno di qualche decisivo passo avanti, verso il cessate il fuoco e una soluzione diplomatica del conflitto. Le richieste e gli obiettivi dei due Paesi sono da ricercare nelle origini storiche del conflitto. Nel 2014 la Russia aveva invaso e conquistato due territori dell’Ucraina abitati in larga maggioranza da ucraini di origine e lingua russa: la penisola di Crimea e parte del Donbass. Ne è risultato un conflitto che da allora ha fatto 14mila morti. A livello nazionale, poco meno del 30 per cento degli ucraini sono di origine russa su una popolazione totale di 44 milioni di abitanti. Oggi l’Ucraina rinuncia a chiedere l’ingresso nella Nato, si impegna a non sviluppare armi nucleari e a non ospitare basi militari straniere sul suo territorio. In concreto, accetta di rimanere neutrale. L'Ucraina otterrebbe garanzie di sicurezza simili all’articolo 5 della Nato (quello che impegna tutti i paesi membri a intervenire se uno di essi viene attaccato). La Russia dovrebbe ritirarsi alle posizioni che occupava prima che iniziasse l’invasione, abbandonando in sostanza tutta la fascia costiera lungo il mar Nero e limitandosi a continuare a occupare come prima la Crimea e parte del Donbass. Le parti avrebbero maggiori garanzie, almeno in teoria, ma si sa che in mezzo ad una guerra la teoria non sempre funziona. Credits: Agenzia Fotogramma.
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min
  • Si restringe lo spazio informativo in Russia. Novaya Gazeta sospende le pubblicazioni | 29/03/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La Rai decide di far ritornare a Mosca i suoi corrispondenti, ma in Russia l'informazione non sta vivendo momenti di gloria. La giornalista russa Marina Ovsyannikova, che ha manifestato la sua contrarietà all'invasione dell'Ucraina, esponendo un cartello in diretta durante l'edizione serale del telegiornale di Canale Uno, dice oggi di avere molta paura, e che nel suo Paese è in corso un lavaggio del cervello della propaganda. Da ieri vengono sospese le pubblicazioni di Novaya Gazeta, il più importante quotidiano indipendente russo, diretto dal premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov. Si tratta di una testata storica, nota al mondo per gli articoli di denuncia della reporter d'inchiesta Anna Politkovskaya, poi assassinata nell’ottobre 2006. Il giornale aveva già rimosso gli approfondimenti dal suo sito, per conformarsi a una nuova legge che punisce fino a 15 anni di carcere chi pubblica notizie sulla guerra in contrasto con la linea del governo guidato da Vladimir Putin. E un nuovo avvertimento dal regolatore statale di comunicazioni Roskomnadzor ha indotto l’editore a fermare ogni pubblicazione. Questa censura senza riserve da parte di Putin viene accompagnata da un desiderio contagioso di controllare l'informazione. In Russia, i media indipendenti hanno lottato per molti mesi, nonostante le intense pressioni, contro le accuse e le cifre errate delle autorità, per ritrarre la realtà della pandemia di Covid-19. Mosca ha finalmente riconosciuto, alla fine di dicembre 2021, un bilancio delle vittime del coronavirus più di tre volte superiore al conteggio ufficiale. Non contente di aver cancellato gli articoli pubblicati su Internet ai sensi della legge sulla disinformazione, entrata in vigore nel 2019, le autorità russe hanno ulteriormente esteso la propria applicazione con emendamenti. E con l'invasione dell'Ucraina le cose sono peggiorate. Parte anche da qui, da una maggiore libertà di stampa, la presa di coscienza di pezzi consistenti di popolazione russa che non ha accesso oggi a fonti in dipendenti.
    _________________________________________
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
    3 min

About Il Corsivo

From the publisher's feed

"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

More shows like Il Corsivo

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Notizie a colazione by Pasquale Ancona, Emanuele Bonora, Anna Di Rocco e Antonino D'Anna

Notizie a colazione

3 Listeners

Start by Il Sole 24 Ore

Start

17 Listeners

Il punto by Il Sole 24 Ore

Il punto

0 Listeners

La Giornata by la Repubblica

La Giornata

13 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

37 Listeners

The Essential by Will Media - Chiara Piotto

The Essential

16 Listeners

DOI - Denominazione di Origine Inventata by OnePodcast

DOI - Denominazione di Origine Inventata

23 Listeners

Circo Massimo - Lo spettacolo della politica by OnePodcast

Circo Massimo - Lo spettacolo della politica

3 Listeners