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  • La seconda volta di Sergio Mattarella | 03/02/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Oggi alle 15 nell'Aula della Camera il neo rieletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella presta giuramento di fedeltà alla Repubblica. Tutto accade esattamente nello stesso giorno e la stessa ora in cui sette anni fa Mattarella giura sulla Costituzione come Capo dello Stato per la prima volta. Si tratta di una singolare coincidenza: il Quirinale non è rimasto vacante nemmeno per un giorno (anche se il presidente non poteva esercitare il potere di sciogliere le Camere).
    La giornata del giuramento prevede un protocollo ad hoc. Poco prima il capo dello Stato parte dalla sua residenza con il segretario generale della Camera Fabrizio Castaldi. In quel momento e per tutto i tragitto, suona la campana più grande di Montecitorio, che smette solo quando Mattarella entra nell'atrio della Camera. Lo accolgono i due titolari di Montecitorio e Palazzo Madama, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati. Mattarella attraverserà il Transatlantico ed entrerà in Aula. Mattarella giurerà nell'assemblea vestita a festa, con drappi rossi e 21 bandiere tricolore, di fronte al Parlamento riunito in seduta comune, con i delegati regionali e i membri del governo.
    Nel suo discorso, Mattarella si appellerà ancora una volta all'unità del Paese, ma stando a ciò che filtra dal Quirinale non sarà duro come quello adottato da Giorgio Napolitano all'inizio del suo secondo mandato.
    Certamente ci saranno le ragioni per cui Mattarella ha accettato di rimettere mano ai suoi progetti di vita per tornare alla guida della Presidenza della Repubblica.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Perdono consensi Pd, Lega e Forza Italia. Balzo di Fratelli d’Italia. Il M5s risale | 02/02/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    L'elezione di Sergio Mattarella alla guida del Quirinale fa perdere consensi ai partiti più attivi nelle trattative per trovare un nome alternativo, fa volare l'opposizione al Governo Draghi e offre credito alla versione del M5s sul caso di Elisabetta Belloni, il capo del Dis.
    L'ultimo sondaggio di Swg conferma l'analisi di Ixè di lunedì. Il Pd resta primo partito con il 21,2, ma in una settimana perde mezzo punto. Ora i democratici sono di nuovo incalzati da Fratelli d'Italia che si assesta al 20,5 e in una settimana mettono insieme una crescita decisiva dello 0,7 per cento: com'è noto il partito di Giorgia Meloni si è differenziato dalla linea del resto del centrodestra che dopo giorni di trattative si è fatto portatore della proposta di eleggere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
    Il M5s resta sotto al 14 per cento (13,8), ma rialza leggermente dello 0,3 per cento. Nel campo del centrodestra cala anche Forza Italia che – con una flessione dello 0,4% – tocca ora il 7,3. L’alleanza Azione-Più Europa otterrebbe il 4,5.
    Nella sostanza restano stabili i partiti più piccoli, anche se la galassia di sinistra sembra tendenzialmente rafforzarsi (forse a discapito proprio del Pd): Sinistra Italiana (2,6 con un +0,1), i Verdi al 2,8, Mdp-Articolo 1 al 2,6 (+0,1), Italia Viva al 2,2 (-0,1), Italexit di Paragone al 2,1 (+0,5). Comunque una buona fetta di questi partiti sarebbero fuori dal Parlamento se la soglia di sbarramento dell’eventuale nuova legge elettorale fosse – come da ipotesi che circolano in questi giorni – al 4 per cento.
    Quindi servirebbe una legge elettorale che possa determinare una stabilità di governo nel caso di una crisi politica e di elezioni anticipate.
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    3 min
  • Il rischio di implosione della maggioranza | 01/02/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Dopo l'elezione di Sergio Mattarella alla guida del Quirinale restano le ferite tra i partiti e negli schieramenti.
    Non c'è un soggetto politico dell'arco parlamentare che può tirarsi fuori da rese dei conti interne, scontri sulla leadership, proteste neanche più tanto velate.
    I rapporti interni al centrodestra sono ai minimi storici: Meloni dice che il centrodestra è “polverizzato“, Salvini convoca un consiglio federale della Lega mentre cresce il malcontento, Tajani esplicita che “Meloni ha un’opinione, noi un'altra ma senza l'anima popolare il centrodestra non sarà un'alleanza di governo”. Il tema è quanto conterà questo dal punto di vista di sondaggi e ricerca dei consensi nella gara interna all’alleanza.
    Nel centrosinistra continua ancora in queste ore la risacca di ricostruzioni sul voto del Quirinale, a partire dal caso di Elisabetta Belloni, con una diffidenza crescente nel Pd nei confronti dei 5 Stelle. Questo turbinio ormai alla luce del sole non può che confluire nelle tensioni nella maggioranza.
    Draghi vuole portare i partiti a ritrovare un senso di responsabilità collettivo, all'azione di Governo. Ci riuscirà da solo? Oppure con un rimpasto? Di certo lo scontro nei partiti è qualcosa che covava sotto le ceneri e che il trambusto quirinalizio ha portato allo scoperto. Non so quanto potrà durare, ma è sicuro che solo il Presidente del Consiglio è in grado oggi di trovare una sintesi, prima che la maggioranza che lo sostiene da un anno si dissolva e l'elezione anticipata, con una nuova legge elettorale, possa diventare un ordine del giorno e una opzione possibile.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    3 min
  • Volano stracci nel centrodestra e M5s dopo l'elezione del Mattarella bis | 31/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il secondo mandato di Sergio Mattarella sconquassa i due schieramenti e porta Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia da una parte, e M5s dall'altra, alla inevitabile resa dei conti tra le varie anime interne.
    Dei due schieramenti, il centrodestra ne esce distrutto. La fronda interna a Forza Italia mette sul banco degli imputati il coordinatore Antonio Tajani, giudicato il principale responsabile del mancato quorum di Elisabetta Casellati.
    Nella coalizione sono le ore del processo contro Matteo Salvini. La sua leadership viene messa in discussione da Giancarlo Giorgetti, soprattutto dagli attacchi diretti di Giorgia Meloni che ha annunciato di voler rifondare il centrodestra. Nella sostanza, il Mattarella bis è una medicina somministrata dopo una serie infinita di errori, spesso commessi proprio dal segretario leghista, accusato di aver proposto il nome del capo del Dis Elisabetta Belloni d’intesa con Giuseppe Conte, senza consultare gli alleati.
    Salvini ora è costretto a convocare un Consiglio federale urgente dove con ogni probabilità diventerà visibile l'opposizione. Intanto nel M5s, Luigi Di Maio, sempre presente alle riunioni della cabina di regia del gruppo, scarica le responsabilità su Giuseppe Conte. Lo scontro pubblico pare una resa dei conti inerente a vecchie ruggini, più che un atto d'accusa vero e proprio.
    Comunque vada, i venti di protesta interni a questi partiti non dovrebbero inficiare l'azione di Governo, magari rallentarla per alcune settimane, ma non deviare la sua direzione. Del resto ci sono 191,5 miliardi di euro da gestire e i giorni passano veloci.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    3 min
  • Al Quirinale una Presidente della Repubblica | 29/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Per il Quirinale, centrosinistra e centrodestra hanno in mente di eleggere una donna alla Presidenza della Repubblica. Dopo una giornata convulsa, densa di colpi di scena, dove è stato bruciato perfino il nome della Presidente del Senato Elisabetta Casellati, i due schieramenti hanno iniziato quantomeno a parlarsi.
    E dal cilindro dei partiti sono spuntati cinque nomi: il premier Mario Draghi, l'ex Presidente della Camera Pierferdinando Casini, l'attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro Guardasigilli Marta Cartabia e il capo dei servizi di sicurezza Elisabetta Belloni. Ed è proprio sulla dirigente del Dis, la struttura di coordinamento dell'intelligence, che si trova la sintesi con un accordo che potrebbe almeno in teoria superare l'attuale maggioranza di Governo.
    A differenza della Cartabia, la Belloni trova il consenso di Fratelli d'Italia che sta all'opposizione di Mario Draghi, ma non quello di una parte di Forza Italia e di Italia Viva, perché, come dice Matteo Renzi "il capo dei servizi segreti in carica non diventa presidente della Repubblica, se non lasciando tutti gli incarichi e candidandosi davanti a tutti i cittadini”.
    Oggi potrebbe essere la giornata buona per l'elezione del successore di Mattarella. Così dicono tutte le fonti altamente qualificate da me interpellate, ma se la situazione si dovesse ancora una volta incartare per veti incrociati, la soluzione comoda anche se non scontata sarebbe un secondo mandato a Mattarella che ieri, nella sesta votazione, ha incassato ancora una cifra record di preferenze non richieste.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    3 min
  • Il borsino del Quirinale vira verso Elisabetta Belloni o Sabino Cassese | 28/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Anche la quarta votazione va in soffitta senza un accordo sostanziale tra centrodestra e centrosinistra. Nel quarto scrutinio gli astenuti sono stati 441 mentre le schede bianche sono scese a 261. L'attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella sale invece dai 125 voti di ieri a quota 166.
    Nino di Matteo, candidato da Alternativa c'è e dagli ex M5s al posto del giurista Maddalena, ottiene 56 voti. Tutti i nomi messi in campo dal centrodestra sono stati formalmente bruciati. Dei tanti personaggi tirati in ballo in queste ore resterebbero in piedi Elisabetta Belloni e Sabino Cassese. In particolare, la Belloni otterrebbe la preferenza di ampia parte del Parlamento, certamente del Pd, Fdl, Forza Italia, Lega. Il M5s pare fuori dal controllo di Conte. Ieri si è diviso tra schede bianche voti a Mattarella e altro. Il segretario del Pd Enrico Letta ha promesso per oggi il nuovo Presidente della Repubblica.
    La notte della Repubblica è ancora lunga e riserverà non poche sorprese. Riunioni, vertici, momenti di stallo e di ripresa del dialogo caratterizzano la trattativa per il Colle che si trasforma sempre più in una battaglia dentro ai partiti e all'interno degli stessi due schieramenti, tutti alla ricerca di un posizionamento e di una uscita onorevole, soprattutto agli occhi del loro elettorato che resta attonito davanti ad una evidente lacuna dei più elementari strumenti di diplomazia politica.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    3 min
  • Quirinale, uno spettacolo senza regia, neppure protagonisti. Anche le comparse escono di scena | 27/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Va a vuoto la terza votazione per eleggere il nuovo Capo dello Stato. Diminuiscono le schede bianche, Fratelli d'Italia si smarca dal centrodestra e vota il candidato di bandiera Crosetto. Tra le preferenze prevalgono Sergio Mattarella e Pierferdinando Casini (52 voti).
    Da domani la soglia si abbassa a 505 voti, ma al di là dei meri numeri la situazione risulta ancora bloccata.
    I nomi proposti dal centrodestra sono irricevibili dal centrosinistra, anche quello della Presidente del Senato Elisabetta Casellati. Cosa potrà accadere da oggi? Il leader di italia Viva Matteo renzi traccia così la bussola: o Mario Draghi oppure Pierferdinando Casini. In assenza di un accordo politico certo e condiviso, uno schieramento trasversale inserisce il nome di Sergio Mattarella.
    Quindi c'è un tentativo neanche troppo velato di tirare per la giacchetta Mattarella e rimetterlo nuovamente in campo. Il problema resta comunque la tenuta della maggioranza che sostiene Mario Draghi. Sta di fatto che in questi primi tre giorni di prove aperte lo spettacolo dell'elezione della più alta carica dello Stato è certamente indecoroso.
    I nomi entrano in scena come protagonisti, neanche recitano una parte e già sono fuori dalla recita. Manca una regia politica e quel qualcuno o qualcosa da me invocato oggi non è in campo e nemmeno si intravede nel futuro.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    2 min
  • Gli schieramenti giocano le loro carte e la corsa al Quirinale resta ferma | 26/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Centrodestra e centrosinistra non hanno ancora trovato un accordo politico e le schede bianche restano l'opzione politica del momento, anche se qualche timido segnale giunge tra i due schieramenti.
    Il centrodestra propone una rosa di tre nomi: Carlo Nordio, Marcello Pera, Letizia Moratti. Enrico Letta li giudica come nomi di alta qualità e si dimostra interessato, a valutare senza pregiudizi. Ma il profilo che ha in mente il segretario del Pd è quello di un Presidente della Repubblica atlantista, soprattutto in grado di gestire a breve la drammatica crisi in Ucraina e i rapporti diplomatici con la Nato, gli Stati Uniti e la Russia.
    La corsa al Quirinale del Presidente del Consiglio è sostanzialmente sospesa perché la Lega chiede a Draghi di restare a palazzo Chigi, il M5s è contrario all'idea di candidare Draghi al Quirinale, tanto che nella cabina di regia del gruppo si sono registrate frizioni tra il Presidente Giuseppe Conte e il ministro degli esteri Luigi di Maio, e lo stesso Conte ha poi affermato che il timoniere non può lasciare la guida del Governo.
    Anche Forza Italia vede Draghi alla guida di un Governo che fa le riforme.
    Nell'incertezza generale, ognuno va per conto proprio e i nomi anche autorevoli vengono bruciati come nella migliore tradizione quirinalista.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    2 min
  • Si apre il dialogo tra centrodestra e centrosinistra su Quirinale, Governo e riforme | 25/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    È ancora presto per chiamarlo accordo pieno, ma tra centrodestra e centrosinistra si è aperto un primo dialogo su Quirinale, Governo e riforme. I più frenetici sono Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte che ieri hanno nei fatti dettato l'agenda politica della prima giornata per l'elezione del nuovo Capo dello Stato.
    Soprattutto tra Pd e Lega si è aperto il tavolo di confronto con alcuni nomi in campo, in primis Mario Draghi, ma anche alcune alternative come Pierferdinando Casini e altri, perché come afferma Matteo Renzi, il Presidente del Consiglio non è l'unica opzione possibile al centro del tentativo di una intesa tra i due schieramenti. Comunque ad uno ad uno vengono bruciati i candidati di bandiera come Andrea Riccardi, Marta Cartabia, Carlo Nordio, Pietro Maddalena, Marco Cappato, che non hanno alcuna chance, nemmeno dalla quarta seduta di giovedì, quando la soglia si abbassa a 505 voti, ma che vengono lanciati nel tritacarne parlamentare. Ci vorranno ancora giorni prima di definire quel dialogo auspicato, la soluzione che mette il punto di equilibrio politico tra esigenze diverse. Al di là del grande darsi da fare dei vari leader non si intravede ancora chi possa essere il regista vero dell'Operazione Quirinale.
    Qualcosa o qualcuno che non è ancora uscito allo scoperto e alla fine sarà, come si dice in gergo, colui che distribuirà le carte della partita del Colle.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    3 min
  • Un nome autorevole e non divisivo al Colle | 24/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Ci vorrebbe un nome autorevole e non divisivo alla Presidenza della Repubblica. Dopo la definitiva uscita di scena di Silvio Berlusconi che sognava fin da bambino di salire sul Colle, gli schieramenti tentano un accordo politico dalla quarta seduta di giovedì 27 gennaio, al più tardi alla quinta di venerdì 28 gennaio. Senza un accordo immediato, la tattica parlamentare prevede una scheda bianca alla prima votazione, poi inizia il gioco vero e proprio con nomi evocati e subito bruciati, infine con le carte al momento "coperte" calate quando serviranno 505 voti dei grandi elettori per nominare il Capo dello Stato.
    Il punto politico, al di là dei meri tatticismi, è che centrodestra e centrosinistra intendono confermare Mario Draghi alla guida di Palazzo Chigi, stabilendo un accordo complessivo sul Quirinale e sulla governabilità del Paese. I motivi di questa spasmodica ricerca di un consenso trasversale li ha spiegati ieri il segretario del pd Enrico Letta all'assemblea dei grandi elettori. "Un patto di legislatura per il Quirinale, il Governo e le riforme". L'obiettivo è quello di confermare Draghi per gestire pandemia, Recovery, crisi energetica, scegliendo per il Colle una figura di rilievo istituzionale ma che possa anche rappresentare il compromesso politico.
    Il profilo più forte sul piano dell'equilibrio è certamente quello di Pierferdinando Casini: già Presidente della Camera, leader del centrodestra poi passato al Pd. Alla sua candidatura pensano Pd, italia Viva, Forza Italia ed altri. L'alternativa forte è una donna inserita nelle istituzioni come Elisabetta Belloni, attualmente a capo dei servizi segreti. Altri nomi di bandiera rischiano di essere tutti bruciati.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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