Il Corsivo

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  • La scelta di Silvio Berlusconi per il Quirinale | 22/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Nelle prossime ore, Silvio Berlusconi dovrà decidere se dalla quarta seduta parlamentare ha i numeri per poter essere eletto alla Presidente della Repubblica oppure scegliere un'altra strada, un candidato da condividere con il centrosinistra. I conteggi, anche i più benevoli, sconsigliano il Cavaliere da intraprendere la sua nuova avventura politica. Mancherebbero 94 grandi elettori che sono tantissimi nell'ambito di una elezione incerta e densa di insidie. Matteo Salvini e Matteo Renzi pensano già ad alcuni nomi alternativi, di alto livello che restano segreti per non bruciarli e promettono una svolta tra giovedì 27 e venerdì 28 gennaio, cioè alla quarta o alla quinta seduta, facendo intendere che nei primi tre giorni non ci sarà il nuovo Capo dello Stato. In particolare Renzi che ha incontrato Enrico letta, manda a dire che , “se il centrodestra fa un nome per l'interesse del paese è evidente che quel nome si vota, e che sulla scelta del Presidente della Repubblica nessuno vuole mettere la bandierina". La verità è che la situazione rimane ancora incartata, tra veti e contrapposizione, ma è normale, è sempre stato così, almeno fino a quando non si avrà in campo un personaggio di peso istituzionale di tipo forte. Lo scenario che sta sullo sfondo lo suggerisce il Presidente della Regione Liguria Toti: nel caso Draghi andasse al Colle ci sono due opzioni: un Governo che sostituisca Draghi con un altro tecnico di garanzia oppure un Governo politico in cui i leader si impegnano direttamente.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • L'inchiesta sulla pedofilia di Monaco e Frisinga, tocca Benedetto XVI | 21/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il rapporto indipendente sulla pedofilia del clero dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga fa tremare le diplomazie vaticane. Si, perché di quelle città, Ratzinger fu arcivescovo dal 1977 al 1981, e le accuse che gli vengono rivolte restano gravi e circostanziate, ma tutte da provare.
    Tra le pagine del documento è scritto che sono almeno 497 le vittime degli abusi. Per lo più si tratta di giovani di sesso maschile, il 60 per cento dei quali di età compresa fra gli 8 e i 14 anni.
    Gli abusatori sono almeno 235, fra cui 173 preti, 9 diaconi, 5 referenti pastorali e 48 persone dell’ambito scolastico.
    Si tratta di numeri mostruosi. Il Papa emerito viene accusato di negligenza in quattro casi nel periodo in cui guidava l’arcidiocesi bavarese. Benedetto XVI, dal Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano dove vive ritirato dopo le dimissioni, ha respinto fermamente le accuse in una dichiarazione scritta allegata al rapporto. L’indagine è stata condotta dallo studio legale Westpfahl Spilker Wastl e riguarda un arco temporale di 70 anni, dal 1945 al 2019.
    I vertici dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga si sono presi del tempo per valutare i dati emersi dal rapporto e fare le loro considerazioni. Eppure, già alcuni mesi prima della pubblicazione di questi risultati, il cardinale Reinhard Marx, che dal 2007 guida l’arcidiocesi bavarese, aveva rassegnato le sue dimissioni ammettendo il fallimento della Chiesa cattolica sulla pedofilia del clero. Papa Francesco aveva respinto le dimissioni, ma accompagnando da dichiarazioni molto pesanti sulla gestione da parte dei vertici ecclesiali degli abusi.
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    3 min
  • Il vertice del centrosinistra sul Colle apre al centrodestra, ma nessuna intesa su Draghi | 20/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il vertice del centrosinistra sul futuro Presidente della Repubblica apre formalmente il dialogo con il centrodestra, a cui chiede di sgombrare il campo della discussione dal nome di Silvio Berlusconi.
    Non c'è però l'intesa sul futuro di Mario Draghi.
    Il Pd e il ministro Speranza lo vorrebbero al Quirinale, mentre il M5s, o parte del gruppo, spinge ancora per trovare un nome alternativo a quello di Mario Draghi, in modo da poter far rimanere il premier a Palazzo Chigi. Enrico Letta del Pd e Giuseppe Conte del M5s hanno comunque confermato che nomi non ne sono stati fatti e che intendono concordare il prossimo Capo dello Stato con il centrodestra purché non sia più in campo Silvio Berlusconi, considerato dal centrosinistra come un candidato di parte, e non condiviso.
    In attesa delle prossime mosse dei partiti, di riunioni ufficiali e segrete, la situazione pare incartata. Il centrodestra per ottenere qualche chance dovrebbe sconfessare Berlusconi, convincerlo ad abbandonare la corsa in quanto non ha i numeri in Parlamento.
    Il centrosinistra si trova invece ad un bivio: chiedere a Draghi di candidarsi per il Quirinale oppure formulare un nome che possa andare bene allo schieramento avverso, tipo Casini o Amato.
    Credits: Agenzia Fotogramma.
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    2 min
  • Gli affari di Beppe Grillo indagato dai magistrati di Milano | 19/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    La magistratura di Milano indaga sugli affari di Beppe Grillo. Il fondatore del M5s è indagato per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti dalla compagnia di navigazione Moby con il blog Beppegrillo.it. I finanzieri hanno effettuato perquisizioni negli uffici della Beppe Grillo srl e nella sede legale della Casaleggio associati. Oltre a Grillo risulta indagato anche il patron di Moby Vincenzo Onorato con l'ipotesi di reato di traffico di influenze illecite. L'inchiesta riguarda anche un contratto per 600 mila euro annui sottoscritto dalla stessa Casaleggio Associati con Moby spa nel triennio 2018-2020.
    Il fascicolo vede al centro "trasferimenti di denaro" da parte del gruppo Onorato alla società di Grillo che gestisce il sito, la Beppe Grillo srl, per il pagamento di contratti pubblicitari, tra il 2018 e il 2019. L'indagine era partita da una relazione tecnica, allegata al concordato preventivo e firmata da Stefania Chiaruttini, nella quale si parlava di 200 mila euro versati alla Beppe Grillo srl per un contratto che va dal marzo 2018 al marzo 2020 "volto ad acquisire visibilità pubblicitarie per il proprio brand sul blog" del comico-politico, di 600 mila per due anni per la Casaleggio Associati per "sensibilizzare le istituzioni sul tema dei marittimo" e per "raggiungere una community di riferimento di 1 mln di persone". È lo stesso filone d'inchiesta sul finanziamento della politica: 200 mila euro alla Fondazione Open "sostenitrice" di Matteo Renzi, 100 mila euro al Comitato Change legato al presidente della Liguria Giovanni Toti, 90 mila al Partito Democratico, 10 mila euro a Fratelli d'Italia. Così avrebbero fatto tutti in modo trasversale. Forse una riflessione seria sui meccanismi non sempre trasparenti che determinano il finanziamento dei partiti e dei movimenti.
    Credits: Agenzia Fotogramma
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    3 min
  • I dieci Paperoni e un mondo di nuovi poveri | 18/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Nei primi due anni di pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni. Il loro portafoglio è passato da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Tutto sarebbe legittimo in un mondo dove le disuguaglianze sarebbero estinte. Ma le cose non stanno così.
    Nello stesso periodo, 163 milioni di persone sono cadute in disgrazia, cioè si trovano a convivere con la povertà assoluta. La denuncia arriva dal rapporto di Oxfam 'La pandemia della disuguaglianza', in occasione dell'apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos. Sono numeri impressionanti che toccano anche l'Italia: infatti, secondo Oxfam, nel 2020, oltre milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati nella povertà totale, ma questa discrepanza è continuata a crescere nella concentrazione della ricchezza nelle mani di pochissimi gruppi. In realtà i dati di Oxfam sono giustificabili per difetto, in quanto Istat, solo nel 2021, ha relegato 5 milioni e 600 mila persone, 2 milioni e 200mila nuclei familiari, negli inferi della povertà.
    Che fare allora? Oxfam, Istat. raccolgono tendenze, non offrono soluzioni, che sarebbero appannaggio di chi decide, ovvero la politica.
    Credits: Agenzia Fotogramma
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    2 min
  • Plastica monouso, una direttiva non ancora applica | 17/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    È certamente un passo avanti rispetto al passato, ma non si può dire che il decreto legislativo numero 196 sulla cosiddetta plastica monouso sia una rivoluzione,almeno per chi cercava un cambio di passo.
    Non ci sarà l’addio alla plastica monouso con l'entrata in vigore da sabato scorso del decreto che recepisce la direttiva Ue Sup (Single Use Plastic) del 2019. Il divieto di vendere, tra le altre cose, posate, piatti, cannucce ed altri prodotti in plastica, anche oxo-degradabile, ossia le materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti, esclude diverse categorie di prodotti. Per quelli in plastica destinati a entrare in contatto con gli alimenti (tra cui piatti e posate), la legge italiana consente di aggirare il divieto europeo ricorrendo ad alternative in plastica biodegradabile e compostabile, che non risolvono il problema. La direttiva entra in vigore con colpevole ritardo (il termine era il 3 luglio 2021, ndr), e con incomprensibili esenzioni nei confronti di prodotti rivestiti in plastica e deroghe ingiustificate per gli articoli monouso in plastica compostabile, in alternativa ai prodotti vietati dalle regole europee. Nelle ultime settimane, inoltre, stanno comparendo sul mercato prodotti in plastica molto simili a quelli monouso ma ‘riutilizzabili’ per un numero limitato di volte. La rivoluzione verde sarebbe teoricamente alle porte, ma la strada per l'applicazione piena di questa direttiva è ancora lunga da venire.
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    3 min
  • Sassoli, il funerale di un "giusto" | 15/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Più che il funerale di Stato di un uomo delle istituzioni, quello di David Sassoli è parso l'ultimo addio ad un giusto.
    Una camera ardente per due giorni, bandiere dell'Unione Europea listate a lutto e a mezz'asta, oltre 4mila normali cittadini in fila davanti al Campidoglio. Tutti volevano portare un ricordo, un bigliettino, un fiore, una corona, qualcosa che potesse far apparire un rapporto unico con chi si è occupato del Bene Comune. "Oltre a buongiorno e buonasera, esclamavi sempre 'evviva', come se anche solo incontrarsi fosse già una vittoria", ha detto il figlio Giulio Sassoli ricordando che il padre ha insegnato che la fama e la popolarità hanno senso solo se si riescono a fare cose utili. E quante ne ha fatte di cose utili Sassoli nel breve tempo della sua vita. Diceva, ricorda la collega Elisa Anzaldo, che Sassoli non amava i social ma che per lui era social buttare giù un muro, perché dietro c'è un mondo, è social accogliere un migrante, perché dietro di lui c'è una comunità, che La famiglia è più ricca e moderna di un gruppone Facebook. E ha ragione perché gente come Sassoli è merce rara nel mondo della politica dove regna l'apparenza e, troppo spesso, la mancanza di contenuti. Sassoli ci ha indicato che la strada maestra europea resta quella dei diritti, della lotta alle disuguaglianze, rimane quella strada indicata da Spinelli e Rossi nel loro "Manifesto di Ventotene" durante il confino fascista, ai tempi in cui tutto sembrava buio e nemmeno il sole offriva il segno di una speranza.
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    3 min
  • Il fattore Berlusconi al Quirinale irrompe sul centrodestra | 14/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il fattore B., inteso come Silvio Berlusconi, irrompe sul centrodestra e lo sconquassa.
    Il leader della Lega manda a dire ufficialmente che "l'alleanza è compatta e convinta nel sostegno a Berlusconi" e che non accetta veti ideologici da parte della sinistra. Si ma come è possibile riuscire a farlo eleggere se, stando ai nostri conteggi, la candidatura di Berlusconi non otterrebbe una maggioranza dei 2/3 dei parlamentari e dei senatori e spaccherebbe in due il mondo politico. Il vertice del centrodestra è convocato oggi a Villa Grande, la residenza romana di Silvio Berlusconi. Tutti d'accordo, almeno sulla carta, ma le cose non stanno proprio così. Il nome di Berlusconi risulterebbe troppo divisivo e Salvini e Meloni stanno già cercando in queste ore una via d'uscita, un piano B con un altro candidato.
    I nomi in campo sono Letizia Moratti, Marta Cartabia e Elisabetta Casellati. Potrebbero esserci anche altri nomi più trasversali, cioè condivisi con il centrosinistra ma al momento Silvio Berlusconi resta in campo.
    Credits: Agenzia Fotogramma
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    2 min
  • Quirinale, candidati sotto il fuoco dei franchi tiratori | 13/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    I partiti costruiscono le loro trame in attesa del 24 gennaio, la prima seduta di Camera e Senato per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
    E sui candidati, veri o presunti, inizia il conteggio delle possibili preferenze trasversali. Il totale dei voti in campo si ferma a quota 1008 grandi elettori, e non 1009 come dovrebbe essere, perché il seggio parlamentare vacante sarà riempito dall elezione suppletiva nel Collegio Roma 1.
    Sulla carta solo l'eventuale secondo mandato di Sergio Mattarella potrebbe raggiungere i 2/3 delle preferenze, quindi la sua certa rielezione.
    Sulla candidatura di Mario Draghi, pesano almeno 443 indecisi e solo 378 voti a favore e 187 contrari. Silvio Berlusconi risulterebbe troppo divisivo con 434 a favore e 494 contrari.
    Il parlamento risulterebbe spaccato anche con Giuliano Amato, Letizia Moratti, Marta Cartabia, Paolo Gentiloni, Dario Franceschini, Romano Prodi, Walter Veltroni, Elisabetta Casellati.
    Qualche margine in più potrebbe averla Pierferdinando Casini. Ma al di là dei conteggi che vengono fatti in queste ore, pesa l'incertezza dovuta al possibile fuoco incrociato dei cecchini, dei cosiddetti franchi tiratori. Ritorna in mente il tempo in cui l'elezione di Romano Prodi al Quirinale sembrava cosa fatta, ma il tiro incrociato di 101 parlamentari del centrosinistra fermò la corsa del professore. E se si dovesse tornare indietro, l'utilizzo scientifico dei franchi tiratori risulta una costante nella elezione del Capo dello Stato, oltre ai grandi nomi bruciati ancora prima della battaglia: Nenni nel 1964, Moro nel 1971, Giolitti e La Malfa nel 1978, Andreotti e Spadolini nel 1992 o D'Alema nel 2006.
    La prudenza regna sovrana in attesa della scoperta delle carte vere.
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    3 min
  • Addio a David Sassoli, cattolico progressista, erede di La Pira e Dossetti | 12/01/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    La passione per il giornalismo e l'amore per la politica. Erano i due tratti salienti di David Sassoli, presidente del parlamento europeo, morto la notte tra lunedì e martedì a causa di una grave patologia che aveva compromesso il sistema immunitario.
    Sassoli era un cattolico progressista. I suoi riferimenti culturali erano Dossetti, La Pira, i preti di frontiera come Don Milani e padre Balducci, e il suo approccio politico guardava all'Europa delle origini, al manifesto di Spinelli e Rossi scritto durante il confino fascista dell'isola di Ventotene. Era una Europa ancorata ai diritti delle persone, dei più umili quella che Sassoli immaginava. Veniva da una famiglia antifascista, il padre partigiano gli aveva messo il nome David Maria in memoria di padre Turoldo.
    Il cammino di Sassoli sul piano giornalistico si snoda lungo le esperienze al quotidiano Il Giorno, al programma di michele Santoro "Il rosso e il Nero", fino alla conduzione del telegiornale più popolare della Rai, il mitico Tg1. Poi nel 2009 lo sbarco in politica con la candidatura per il Pd come capolista dell'Italia centrale alle europee di quell'anno, fino alla carica alla guida delle istituzioni parlamentari europee.
    Se ne va un uomo giusto, per bene, oltre che un giornalista raffinato, dalla bella prosa e dallo sguardo suadente.
    Credits: Agenzia Fotogramma
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