Il Corsivo

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Il Corsivo episodes

  • Il Corsivo di Sabato 01 Gennaio 2022
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    6 min
  • Guerre Stellari | 30/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Elon Musk, l’eccentrico imprenditore di origine sudafricana, ci è noto soprattutto per aver fondato la Tesla, anche se il settore delle auto elettriche non è certamente il solo ad appassionarlo. Tra i suoi grandiosi progetti figura, infatti, anche quello di dare vita ad una costellazione composta da 12.000 satelliti, in grado di garantire un servizio internet ad altissima velocità in tutti gli angoli del mondo. E per questo motivo, continua a lanciare sempre più nuovi oggetti nello spazio, anche a costo di creare pericoli per gli altri veicoli che si trovino in orbita.
    Attualmente Space X, l’azienda aerospaziale che Musk ha fondato per realizzare il suo sogno di colonizzazione cosmica, dispone già di 1.600 satelliti che rappresentano i primi passi del progetto denominato "Starlink". Peccato però, che due di essi abbiano recentemente rischiato di schiantarsi contro il "Palazzo Celeste", vale a dire la stazione spaziale che costituisce il vanto della tecnologia cinese. Secondo un documento inviato all'inizio di dicembre da Pechino all'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio Esterno, il Palazzo Celeste ha, infatti, dovuto eseguire manovre evasive in due occasioni (sia a luglio, che a ottobre), per evitare un urto rovinoso con i satelliti di Space X. L'Agenzia spaziale cinese si è detta, pertanto, pronta a reagire al fine di garantire la sopravvivenza dei suoi astronauti. I Cinesi avvertono che più aumenteranno i lanci effettuati dalla Società di Elon Musk e più saliranno, ovviamente, le possibilità di collisione con altri oggetti presenti nello spazio.
    Ma l’episodio, al di là della tensione che ha alimentato con quella che, in fondo, è un’azienda privata, ha finito soprattutto per fornire al governo di Pechino un’ottima occasione per inviare un monito agli Stati Uniti, ricordando loro il dovere di osservare il Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico, che disciplina i lanci satellitari, con tutte le loro implicazioni strategiche.
    Dalla fine dell’Unione Sovietica, gli Americani si sono potuti adagiare su circa vent’anni di controllo assoluto dello spazio. Hanno collaborato con i Russi, coi Giapponesi e con gli Europei in tanti ambiti (compresa l’ideazione del super telescopio James Webb, messo in orbita la mattina di Natale), ma lo hanno sempre fatto escludendo i Cinesi, temendone lo spionaggio. Ciò nonostante, Pechino ha proseguito autonomamente sulla sua strada, ottenendo anche importantissimi risultati come l’invio di un rover su Marte, avvenuto nel maggio scorso. La Cina mostra, quindi, di disporre di un sofisticato know how che non può che preoccupare gli esperti del Pentagono, i quali paventano addirittura un sorpasso da parte del Colosso Asiatico entro il 2030.
    La Cina, vista da Washington, appare come un interlocutore misterioso ed impenetrabile, che sfugge dinanzi a qualsiasi tentativo di coinvolgimento in una visione multilaterale del Pianeta. E la Casa Bianca che avverte ormai pesantemente sul proprio collo il bruciore del fuoco emesso dal drago cinese, percepisce, in modo netto, il pericolo di perdere quella leadership globale che aveva iniziato ad assaporare dalla fine della Guerra Fredda. È chiaro, quindi, che, in uno scenario in cui anche i più consolidati equilibri strategici rischiano di essere messi in discussione, la corsa al controllo dello spazio è destinata ad assumere un aspetto di sempre maggior vitale importanza.
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    4 min
  • La storia assurda di “Belvaman” | 29/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Oggi commentiamo la morte per covid di un 61enne carrozziere lombardo che si chiamava Maurizio Buratti, anche se i più lo conoscevano come "Mauro da Mantova". La sua potrebbe sembrare una vicenda analoga a quelle che, dall’inizio della pandemia, hanno tragicamente riguardato migliaia di altri cittadini che, proprio come lui, non sono sopravvissuti al micidiale contagio virale. Però, in realtà quello di Mauro da Mantova è un caso decisamente atipico, perché il pittoresco personaggio era riuscito a costruirsi una certa notorietà proprio sull’ostentata negazione del virus, che esprimeva attraverso i suoi numerosi ed infuocati interventi telefonici destinati alla trasmissione radiofonica "La Zanzara", condotta da Giuseppe Cruciani e da David Parenzo. Scontri continui e liti esasperate erano diventate la norma ogni volta che il Buratti si collegava con i due conduttori della trasmissione E soprattutto quando il tema della discussione verteva sulle politiche vaccinali.
    L’uomo è morto ieri sera nella corsia di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento, dove era ricoverato da settimane per l'aggravarsi dell'infezione. Era un acceso negazionista della pandemia e si era sempre rifiutato di sottoporsi alla somministrazione dei vaccini. Anzi, proprio in occasione di una delle sue telefonate a “La Zanzara”, aveva rivelato - orgogliosamente - di essere entrato in un supermercato del mantovano con la febbre a 38 e per di più senza indossare la mascherina. Sempre in un supermercato, questa volta nel milanese, era stato ripreso in video mentre si muoveva tra gli scaffali: e sono le sue ultime immagini prima di finire in ospedale. Neppure di fronte alla grave forma di polmonite bilaterale che gli era stata diagnosticata aveva accettato di rivedere i suoi convincimenti. Tanto da preferire il ricovero nell’ospedale veneto di Borgo Trento a quello molto più comodo di Mantova, perché – a suo dire – i medici della sua città erano tutti comunisti.
    Si autodefiniva “Belvaman” e di lui restano decine di video sparsi sul web e che riportano le sue incursioni alla Zanzara o presso alcune televisioni locali. David Parenzo, protagonista di tanti scontri verbali con Maurizio Buratti ha scritto di sperare che questa triste storia serva almeno da monito per chi ancora alimenta dei dubbi sull’efficacia dei vaccini.
    Il giornalista ha poi aggiunto che parte delle responsabilità andrebbero attribuite anche ad alcuni politici e giornali che hanno contributo a creare dubbi ed a fomentare polemiche sull’uso dei sieri anti covid. Pertanto, Buratti oltre che vittima della sua propensione complottista, lo sarebbe stato anche di chi ha alimentato il suo scetticismo verso la scienza e la medicina.
    La settimana scorsa è morta un’infermiera no vax di Alessandria che era giunta addirittura ad augurarsi di poter essere contagiata... Se vediamo qualcuno sul punto di lanciarsi da un ponte o da un sesto piano, cerchiamo istintivamente di trattenerlo, di parlargli e di convincerlo a desistere dal suo intento. Sembra, invece, prevalere una certa indifferenza nei confronti di chi sfida irresponsabilmente la malattia...
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    3 min
  • Una doccia gelata su Berlusconi | 28/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Fanno segnare una decisa battuta di arresto le ambizioni quirinalizie di Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia che, da qualche mese, non fa mistero di puntare alla Presidenza della Repubblica aveva, probabilmente, preventivato che, tra i suoi possibili elettori, ci potessero essere anche i parlamentari di Italia Viva. Magari facendo affidamento sulle parole pronunciate la settimana scorsa da Maria Elena Boschi, la quale, nel corso di un’intervista, si era a spinta a dire che non era affatto da escludere un suo voto a favore di un presidente della Repubblica di centrodestra. Però, a chiarire che quell’eventuale candidato di centrodestra non sarebbe, comunque, mai potuto essere Berlusconi è intervenuto oggi il coordinatore nazionale di Italia Viva, Ettore Rosato, precisando che, se occorre un presidente della Repubblica che esprima un ampio consenso in Parlamento, allora - a giudizio del partito di Matteo Renzi - il Cavaliere è proprio un personaggio assai poco indicato. Una doccia gelata che piove, quindi, sulla testa dell’uomo di Arcore e che apre adesso nuovi scenari non solo per Forza Italia, ma anche per tutte le altre componenti politiche che – almeno in teoria – dovrebbero costituire lo schieramento di centrodestra. Il loro obbiettivo, dopo qualche iniziale dichiarazione di fedeltà berlusconiana di facciata, diventerà, infatti, quello di individuare un nome che possa risultare condiviso il più possibile dalle segreterie dei partiti.
    Considerato che la via che porta a Mario Draghi sembra essersi nel frattempo intasata, dal momento che quasi tutti i partiti sembrano orientati a trattenere il premier a palazzo Chigi, prendono, quindi, consistenza altre candidature, che potrebbero se non entusiasmare, almeno non scontentare troppo gli umori del mondo politico. Una di queste è senza dubbio quella di Pierferdinando Casini: l’ex presidente della Camera, da un lato ha fatto parte, per diversi anni, di coalizioni politiche che appoggiavano i governi di Silvio Berlusconi, ma dall’altro non ha nemmeno mancato di votare, quando lo ha ritenuto opportuno, anche a favore degli esecutivi presieduti prima da Matteo Renzi e poi da Paolo Gentiloni. Ed è stato rieletto al Senato nella sua Bologna, nel 2018, con i voti del centrosinistra.
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    3 min
  • James Webb e la notte della Stella Cometa | 27/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Nel giorno di Natale, forse perché un po’ tutti concentrati su avvenimenti che potremmo definire “terra terra”, i media non ci sembra abbiano concesso il dovuto risalto ad un evento che riguarda il cielo e che è destinato a rivoluzionare le conoscenze che, fino ad oggi, l’umanità ha accumulato in merito alla nascita dell’universo. Dalla rampa del centro spaziale della Guyana è stato, infatti, lanciato nello spazio (a bordo di un razzo europeo Ariane 5) il nuovo telescopio spaziale “James Webb”, erede dell’ormai famosissimo “ Hubble” e frutto di una collaborazione intercorsa tra Nasa, Agenzia spaziale europea ed Agenzia spaziale canadese.
    La destinazione è un punto a oltre un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, per l’affascinante missione che lo porterà alla ricerca delle origini del cosmo, risalendo fino ai primi 100 milioni di anni dopo il Big Bang. Alla nascita, quindi, delle prime galassie e delle prime stelle.
    Ci sono voluti quasi 30 anni e dieci miliardi di dollari per realizzare questo straordinario gioiello tecnologico che sarà in grado – almeno speriamo - di rivelarci tante cose ancora ignote sull’Universo lontano, sulle stelle nascoste da fitte nebulose e sull’atmosfera di pianeti che – chissà mai - potrebbero ospitare anche la vita. Per raggiungere tali obbiettivi – spiegano gli scienziati che hanno seguito il progetto – occorrono apparecchiature particolarmente sensibili, perché si tratta di raccogliere molta luce: e la luce che proviene dalle prime galassie nate dopo il Big bang è molto fioca.
    Al James Webb affidiamo il compito di rispondere alle più svariate domande che, da sempre, suggestionano la nostra fantasia. Innanzitutto, il fantastico telescopio dovrà agire, sostanzialmente, come una macchina del tempo, per svelarci come fosse l’Universo appena nato e come si sia poi successivamente evoluto. Già Hubble, il collega che adesso va in pensione, era riuscito ad evidenziare un oggetto distante da noi addirittura 13,5 anni luce. James Webb spingerà, invece, il suo raggio d’azione ancora più lontano: fino alla luce delle prime galassie e delle prime stelle che si sono accese dopo il Big Bang e che, dopo miliardi di anni, verrà adesso raccolta dal suo grande specchio per arrivare fino a noi.
    E che questo lancio sia avvenuto proprio nella notte che ci ricorda un’antica e magica Stella Cometa, è un fatto dal quale non possiamo che trarre i migliori auspici.
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    3 min
  • Il balzo di Omicron e la stretta necessaria del Governo | 24/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il balzo di Omicron è impressionante. Negli Stati Uniti ha già soppiantato la Delta, così come in larga parte del continente africano. In Europa sta determinando una forte preoccupazione in campo sanitario, perché ancora non si conosce fino in fondo l'efficacia del vaccino e per la sua velocissima trasmissibilità che si sta stabilizzando in soli 2 giorni, contro i 10-15 delle varianti precedenti.
    In Italia, l'Istituto Superiore della sanità ci comunica che, da una stima basata sulle analisi preliminari dei tamponi raccolti per l'indagine rapida del 20 dicembre, Omicron potrebbe essere incidere intorno al 28% sul totale dei casi, ma con forti variabilità regionali. Le armi a nostra disposizione non sono molte: vaccinazione con la terza dose tempestiva, misure individuali e collettive per limitare la diffusione del virus, mascherine all'aperto, limitazione dei contatti e degli assembramenti. E i provvedimenti presi ieri dal Governo vanno verso questa direzione.
    Nessun brusco lockdown, almeno al momento, ma limitazioni sempre più stringenti. Divieto di eventi all'aperto fino al 31 dicembre, durata ridotta a 6 mesi del Green Pass e l'obbligo in tutta Italia delle mascherine all'aperto e dell'uso di Ffp2 ad eventi, spettacoli e sui mezzi di trasporto. Non sappiamo se tutto questo sarà sufficiente, ma almeno così Draghi ha salvato il Natale agli italiani, non certo la diffusione della pandemia.
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    2 min
  • Draghi vuole il Colle e i partiti chiedono continuità | 23/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Mario Draghi si presenta cordiale alla tradizione conferenza stampa di fine anno. Sa che la stampa vuole capire quali saranno le sue prossime mosse: continuare a gestire un Governo di tipo emergenziale oppure salire al Colle con il consenso di buona parte del Parlamento.
    Per Draghi il lavoro dell'esecutivo può andare avanti indipendentemente da chi sarà premier. Come dire: io la diligenza l'ho portata fin qui, ma sul futuro non mi sbilancio. I partiti di maggioranza lo vorrebbero a palazzo Chigi, ma, al di là delle battute, a Draghi calza a pennello il vestito di Capo dello stato, di uomo delle Istituzioni. E così si è presentato al Paese, perché, a suo dire, il destino del premier non conta e le scelte le fa la politica e lui è solo un nonno al servizio del Paese.
    E i partiti che fanno? Pd, M5S e Forza Italia chiedono "continuità" mentre la Lega fa filtrare la sua "preoccupazione per eventuali cambiamenti".
    Nella sostanza ora tocca ai partiti fare una mossa. Se qualcuno pensava ad un annuncio si è sbagliato di grosso. Draghi sta a guardare alla finestra. Qualsiasi cosa potrà accadere, il futuro lo vedrà sempre protagonista.
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    2 min
  • A Palermo vanno in scena i furbetti del vaccino non vaccinati | 22/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Si prova vergogna quando si legge che uno dei leader dei no vax di Palermo trafficava in falsi vaccini e insieme ad altri suoi sodali intascava pure somme di denaro.
    Filippo Accetta è stato dagli agenti della Digos insieme a Giuseppe Tomasino e Anna Maria Lo Brano, un’infermiera che lavora all’ospedale Civico e faceva finta di inoculare i vaccini nell'hub della Fiera del Mediterraneo: sono indagati per corruzione propria antecedente, falso ideologico in atto pubblico e peculato. Accetta, oltre ad essere un noto leader No Vax, protagonista anche di alcune manifestazioni nazionali, era impegnato in politica con la Lega.
    L’infermiera è accusata di aver incassato 100 euro per ogni finto vaccino anti Covid. Complessivamente sono quindi undici i green pass bloccati in questa prima fase d'indagine, ma gli inquirenti fanno capire che il giro era ben più ampio. I poliziotti hanno seguito Filippo Accetta in vari spostamenti, tra cui anche alla manifestazione di Roma culminata con l'assalto alla sede della Cgil. Poi si sono insospettiti quando hanno visto Accetta entrare nell'hub per farsi vaccinare. Ha ragione il commissario Covid di Palermo quando parla di una storia sconcertante e giudica ciò che è stato fatto da una operatrice sanitaria come un vero e proprio tradimento di identità, missione e di ruolo istituzionale.
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    2 min
  • Le manovre per il Quirinale e l'emergenza sanitaria | 21/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Man mano che si avvicina la scadenza del mandato di Sergio Mattarella, i partiti e gli schieramenti sono alle prese con le manovre per il Quirinale e sono ormai entrati nel vortice dei veti, dei diktat, delle condizioni avverse, dei nomi lanciati, e poi bruciati, e poi ripresi.
    Mario Draghi al Quirinale ottiene il viatico del Financial Times, secondo cui il premier può servire meglio il Paese da capo dello Stato. Giorgia Meloni incontra l'attuale assessore al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti ma smentisce che sia lei la vera candidata del centrodestra al Quirinale. Il Presidente dell'Assemblea siciliana Gianfranco Micciché crede nell'allargamento del centrodestra a Italia Viva di Matteo Renzi in cambio di un suo voto favorevole a Silvio Berlusconi come Capo dello Stato. E ci sarebbe molto, troppo altro ancora sulle trame di queste ore.
    La verità è che Mario Draghi è finito intrappolato nella rete dei partiti e che si trova ad affrontare scelte difficili, nelle ore in cui più che il Quirinale, gli italiani annullano le prenotazioni delle loro vacanze natalizie, in attesa delle nuove misure anti Covid previste giovedì 23 dicembre, il giorno in cui gli scienziati del Cts ci daranno indicazioni e comportamenti per l'immediato futuro. Ma nei palazzi della politica il tema all'ordine del giorno restano invece il Quirinale e i nuovi equilibri del potere.
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  • La rivolta dei medici no vax all'assemblea dell'Ordine | 20/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    La protesta dei no vax si trasferisce dalle piazze fin dentro le sedi istituzionali come l'Ordine dei medici. Almeno cinquanta sanitari ha levato gli scudi ha protestato contro l'obbligatorietà del vaccino e la sospensione dei sanitari non vaccinati, che viene fatta su segnalazione delle Asl.
    Tutto è accaduto durante l'incontro all'hotel Villa Palace nella Capitale. Sono volati insulti e qualche spintone. I No Vax hanno urlato 'Vergogna' e 'mafiosi'. Sono intervenuti polizia e carabinieri.
    L'assemblea, inizialmente riunita per discutere dell'approvazione del bilancio, è stata rinviata. Scene di dura contestazione come quelle fotografate e filmate all'assemblea dell'Ordine dei medici non si erano mai viste. Illustri professionisti trasformati in cowboy da saloon, altri coinvolti in sfide da osteria.
    L'aggressione arriva nei giorni in cui il governo pensa di estendere la vaccinazione obbligatoria a nuove categorie professionali, soprattutto lavoratori a contatto con il pubblico. Ciò che è accaduto è un segnale grave per il Paese e dimostra le laceranti divisioni interne del mondo medico che in periodo pandemico fanno lievitare la tensione anche su emergenze non complesse da risolvere.
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